Zairo, primo film interattivo. Ed è italiano
Recensioni, Varie, tags: Cinema, film, interattivitàIl primo film interattivo della storia del cinema è italiano. È una vera spy-story e si intitola Zairo. La geniale idea di creare un connubio tra cinematografia e intrattenimento, che desse la possibilità allo spettatore di interagire con la proiezione, è venuta, manco a dirlo, a un napoletano d’hoc: Massimiliano Farace.
Il produttore partenopeo, insieme al gruppo fondatore dell’Atlantica Production e al regista Antonio Centomani, hanno dato vita ad un innovativo format mediatico denominato “GAME” (Great Action Movie Entertainment). GAME ha il pregio di unire in un videogioco, tecnologia, capacità narrativa e cinema.
«La televisione – spiega Farace – prolifera di format incentrati sulla partecipazione attiva del telespettatore, come i reality, dotati di strumenti d’interazione tipo il “televoto”. Game è un innovativo progetto di cinema interattivo mai realizzato prima d’ora, che va oltre la passività mediatica e che crea una vera e propria interattività fra il film e lo spettatore».
La pellicola, la cui regia è di Centomani, annovera tra i protagonisti, insieme allo stesso Farace nei panni del protagonista, l’agente Zairo, anche la splendida Alessia Fabiani, Gianpa Serino, Luca Riemma e la sempre affascinante Claudia Gerini.
Il genere è poliziesco e si sviluppa intorno alle vicende di Zairo, figlio adottivo di Mister Lian, un influente uomo d’affari cinese, e del fratello Daniel. Alla morte del padre, che era anche uno dei quattro boss della più importante organizzazione criminale cinese, la Stella Nera, Zairo e suo fratello prendono strade diverse: il primo entra in polizia; il secondo fugge con l’aiuto di una gang albanese e diviene informatore di suo fratello.
“Vivi il tuo gioco, fai la tua scelta”. Questo è lo slogan. Lo spettatore-giocatore, dopo aver inserito il DVD in un qualsiasi lettore, con il telecomando potrà scegliersi la sceneggiatura, cambiando le vicende di uno dei protagonisti, creando così una trama e un finale diversi.
«Il film – racconta Centomani – è ambientato a Bologna, Napoli, sulle Alpi e in altre location. Per realizzarlo ci sono voluti ben quattordici mesi, tra produzione, post produzione, effetti speciali, montaggio, sonorizzazione e doppiaggio».
Zairo “il primo giorno”, è l’episodio numero uno di una serie televisiva di dodici episodi già in distribuzione in trentottomila edicole situate in tutta Italia (aeroporti, centri commerciali, stazioni e autogrill). Ma non è finita qui. A breve sarà pronto il libro dedicato all’affascinante e un po’ tenebroso poliziotto Zairo, che qualcuno ha già paragonato al Dylan Dog di Tiziano Sclavi.


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