Il sogno della Rai e di Matteo Beccucci
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Meno di un anno fa sul talent show musicale di Rai Due ” X Factor”, dopo la vittoria del gruppo Aram Quartet, sembrava dovesse calare un enorme sipario; chiamata in gergo televisivo “Flop”. Invece la serata di domenica 19 aprile la Rai sembra all’improvviso aver scoperto il pontenziale e la visibilità del progetto; addirittura promuovendo la finalissima sulla rete principale Rai Uno. Anche il mondo discografico da sempre scettico nei confronti dei programmi che propongono nuovi talenti, ha investito e tuttora investe critiche e speranze nei nuovi cantanti.
Dopo un’avventura iniziata otto mesi fa con 30.000 provini sono rimasti in tre a contendersi la gloria ed il contratto da 300.000 euro in palio.
In tre, come vuole il regolamento della gara: da Brescia Juri per la categoria 16-24 capitanata dalla signora della tv Simona Ventura, i The Bastards Sons of Dioniso dalla Valsugana per la categoria Gruppi vocali capitanata dalla grande discografica Mara Maionchi; il livornese Matteo per la categoria over 25 capitanata dallo stravagante cantante, ex leader dei Bluvertigo, Morgan.
La serata per i tre finalisti inizia con dei duetti d’eccezione: Riccardo Cocciante è il “padrino” di Matteo; insieme interpretano “Margherita”; per Juri “La mia storia tra le dita” di Gianluca Grignani che entra dopo le prime note; mentre entrano con la divertente canzone degli Elio e le storie tese “Uomini col borsello” i The bastard con tanto di parti in dialetto trentino.
Ospite d’eccezione Renato Zero con un brano del suo ultimo album.
Dopo un meritato e prolungato applauso e parole di apprezzamento per Mara Maionchi, prende posto in giuria.
E’ il momento degli inediti, “Mi fai spaccare il mondo” per Juri, “L’amor carnale” dei Bastard di cui hanno scritto le parole e composto e suonato la base musicale, Matteo canta “Impossibile” di cui è co-autore.
Se ne va Renato Zero e arriva il momento del primo escluso: è Juri ed era un po’ previsto, ma è molto giovane ed avrà certamente altre occasioni da sfruttare.
Vanno in finale i Bastard e Matteo che non sono mai andati al ballottaggio nelle puntate precedenti. Arriva il momento in cui sia gli addetti ai lavori che i semplici amanti del programma puntano tutto sui trentini The Bastards, tanto che la Valsugana collegata con immensi maxischermi è in delirio.
I finalisti vanno sul palco in attesa del verdetto finale: i The Bastard Sons of Dioniso con “Contessa ” di Enrico Ruggeri, mentre Matteo canta “Ancora, ancora, ancora” di Mina.
Ma al momento della proclamazione del vincitore tutto per un momento si ferma è per soli 16 voti in più la vittoria va a Matteo Beccucci.
Con i suoi 38 anni è il più anziano partecipante ad X-Factor ha fatto parte degli over 25 capitanati da Morgan ed è stato proprio quest’ultimo ad ammirare e ad esaltare il suo talento, anche se lo ha duramente attaccato all’inizio. Matteo è riuscito ha mantenere la calma e a trasformare questa critica in uno sprono a fare di più e meglio. Confessa …Con Morgan c’è stato un momento in cui s’è creato un attrito però poi si è risolto, grazie anche alla sua voglia di mettersi in discussione. In genere quando le persone mi aggrediscono in maniera così decisa riesco a essere abbastanza freddo. Non sempre ma quasi sempre. Comunque fino a cinque ho contato, non fino a dieci, ma cinque secondi tutti…
Nel corso delle varie puntate, abbiamo potuto ascoltare dalla sua potente voce brani sempre difficili da interpretare, riletti in maniera particolare con la sua personalità sensibile ma anche con il suo essere artista, come I’ll fly for you dei Spandau Ballet, cantata a cappella nella finalissima, o la versione italiana, con il testo composto da lui stesso, della bellissima I should have known better (“Lo avrei dovuto sapere”), fino ad arrivare a Somebody to love, misurandosi con Freddie Mercury.
Ha alle spalle un’esperienza musicale notevole. Ha spaziato tra vari generi, dal rock al soul passando per il jazz. Nel 1993 è entrato a fare parte del gruppo Rien à faire, che ha accompagnato Sergio Caputo nel tour del ‘94-’95. Nel 1995 crea un duo con Franco Ceccanti, dal titolo curioso: i Check Back, ancora in vita. Dal 1997 collabora con i Mr Pitiful, che lo avvicinano alla musica soul. Il nostro diretur Giancarlo Passarella e’ stato ospite di uno show un paio di settimane fa e…Con me c’erano proprio i Mr.Pitiful, tra i quali ho riconosciuto il lucchese Fabio Pierotti: 20 anni fa era iscritto al mio fan club Solid Rock che si occupava di promuovere il sound dei Dire Straits. Mi ha raccontato il dietro le quinte del lavoro che stavano facendo con Matteo Becucci.
Ma ritorniamo alla storia artistica del vincitore di X Factor 2009: nel 2000 incide “Come una cosa andrò”, che diventa la colonna sonora del film “Non come un bang”. Nel 2003 pubblica l’album Liberi di mente avvicinandosi alla musica Jazz. Dal 2007 è la voce solista del gruppo dei Bubble Sound Orchestra. Adesso il suo futuro è orientato sulla musica, la sua grande passione, e dopo questa vittoria si potrà dedicare a tempo pieno, dal momento che sarà impegnato a promuovere il suo nuovo EP che contiene l’inedito “Impossibile” e cinque cover come “Ancora, ancora, ancora” di Mina, “Sei bellissima” di Loredana Bertè e “The power of love” dei Frank goes to Hollywood in duetto con Elisa Rossi.
Facile pronosticare un successo discografico, già la sua intensa interpretazione di “Stairway To Heaven” dei mitici Led Zeppelin è ai primi posti tra i brani più scaricati su iTunes.
Auguro un felice percorso artistico a Matteo Beccucci, colui che nonostante le mille difficoltà della vita ci fa credere: che se lo vuoi i sogni si realizzano.
Matteo Becucci \”Impossibile\” inedito


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25 aprile 2009 alle 13:41
CIAOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO MI 6 PIACIUTO UN KASINO SUBITISSIMO!!!!!!!!!!! E DATO K NON SONO L’UNICA TUA FAN….VAI NEL SITO EXAGONO.NET TI ASPETTIAMO!!!!!!!!!!!! BACIONI VICENTINI!!!!!!!!!!!!!!!!!