Senza vedere la Sicilia non è possibile farsi un’idea dell’Italia. La Sicilia è la chiave di tutto. (J.W. Goethe da “Viaggio in Italia” 1787)
Varie, Viaggi, tags: mare, Sicilia, Viaggi
Un paio di anni fa in tv davano un simpatico spot: un giovane uomo fotografava la sua bella su una spiaggia siciliana e le faceva segno di allontanarsi. Sembrava che stesse cercando di immortalare quanto meglio possibile la donna incorniciata in quel magnifico panorama. Scatta la foto e.. sorpresa! Il paesaggio è fantastico, ma la donna non è nella foto! Bhè, dopo aver visitato la costa orientale e nord della Sicilia, non posso non approvare la scelta del ragazzo!
L’arrivo è a Catania. La città ha, come quasi tutte le città siciliane, un’aria sfarzosa e antica nel centro, mentre in periferia appare fatiscente e trascurata. Le insegne dei negozi non sono state rinnovate, per un po’ ho avuto l’impressione di essere ritornata negli anni ’80! Spettacolare il mercato del pesce: si respira un odore di prezzemolo e basilico oltre a quello del pesce freschissimo, disposto con cura su banchetti di legno. Gli occhi vengono attratti dal colore rosato dei calamari, dal rosso dei gamberoni e dall’argento del pesce azzurro. Ed i prezzi sono contenutissimi!
L’albergo è ad Aci Trezza, e fortunatamente ha vista sui faraglioni che secondo un’antica leggenda sono gli 8 scogli basaltici che Polifemo scagliò dopo essere stato accecato contro Ulisse in fuga. L’aria ad Acitrezza è sobria, ci sono dei pontili in legno e una sorta di palafitte dove poter leggere e ascoltare musica in totale relax e soprattutto da dove poter accedere al mare. La sera la città si anima, gli stabilimenti accendono torce e piatti romani e si può prendere l’aperitivo sul mare. Le bevande tradizionali da spiaggia tipo Mhoito, Cuba libre e Capiroska qui possono essere sostituite dalle granite tipiche: io ne ho presa una di gelsi neri, deliziosa oltre che bella da guardare perchè guarnita di frutta fresca. Nulla da invidiare ai cocktail hawaiani! Si prosegue con la cena, Acitrezza è famosa per i ristoranti di pesce, ve ne sono tantissimi. Inoltre, è proprio nella città dei Malavoglia che ho assaggiato i migliori cannoli espressi di tutta la Sicilia: i tradizionali dolci di ricotta vengono guarniti con granella di pistacchi della vicina Bronte, città famosa per la prelibatezza di questa varietà di frutta secca.
L’indomani si visitano le gole dell’Alcantara, un monumento naturale di roccia basaltica generato dall’eruzione del Vulcano Monte Moio nel 2400 a.c. circa. La colata invase tutta la valle dell’Alcantara fino a raggiungere il fiume omonimo che scorre attraverso la fenditura della roccia. Ci sono tre modi di vedere le gole: dall’alto con un percorso da trekking, dall’interno con tute da pescatore con stivaloni incorporati oppure muniti da tute da sub e maschere per raggiungere i luoghi più impervi. Le tute sono necessarie per evitare l’ipotermia: l’acqua del fiume Alcantara è gelida a causa delle acque sorgive.
Merita una vista anche Giardini Naxos, località climatica e balneare sviluppatasi nel luogo dell’antica colonia greca di Naxos, poi distrutta dai siracusani. La città è nota, oltre che per le zone archeologiche, anche perché Luc Besson vi girò “Le grand bleu”. Anche qui cena a base di pesce da gustare in delizioso ristorante con gazebo vista mare. Ho assaggiato delle ottime sarde “a beccafico”, ovvero sarde sfilettate ed impanate fritte ripiene di uvetta, pinoli e mollica aromatizzata probabilmente con succo di arancia.
L’indomani, visita a Taormina. Si parte con un fantastico bagno a Isolabella di Taormina, una minuscola isoletta ricca di vegetazione collegata alla costa di Taormina da una lingua di sabbia. L’acqua è trasparente e chiara ma anche qui è troppo fredda. Inoltre la spiaggia, libera, è piccola e affollata. Con la funivia si raggiunge il famoso centro storico. Merita però un accenno il frullato di ananas pesca e melone acquistato in un chioschetto nel piazzale della funivia: rinfrescante e ricchissimo di vitamine. L’ideale dopo una giornata di mare!
Il centro di Taormina è elegante e curato e si possono acquistare le tradizionali ceramiche dipinte a mano di ogni forma e dimensione. Graziosi i vicoli attigui al corso principale, offrono degli scorci davvero pittoreschi! Da vedere il “Teatro Antico”, un teatro greco dalle notevoli dimensioni dal quale si ha una bella vista e noto anche per la presenza delle colonne dall’evidente stile corinzio.
Per ora il viaggio in Sicilia termina qui… nella prossima puntata …Panarea e Vulcano ( e la pasta alle sarde di Milazzo).


Articoli (RSS)
2 settembre 2008 alle 11:55
Mamma mia che fame che mi è venuta!!!