HiroshigeUna mostra che riporta alle origini dell’uomo nella natura, quella di Utagawa Hiroshige. Per la prima volta, uno tra i più importanti pittori giapponesi del XIX secolo, approda in Italia in rappresentanza di una cultura lontana da noi. Ad accoglierlo è il Museo Fondazione di Roma a via del Corso fino al 7 giugno.

La mostra in sé si presenta già sublime. La struttura si è plasmata per alloggiare le opere giapponesi: piante orientali, pontili in legno, finestre con ombre di giapponesi, fontane zen.
L’atmosfera diventa ancora più magica grazie ad un rilassante sottofondo musicale. Le luci sono soffuse e l’ambiente caldo ed intenso.

Per rendere il tutto più attraente, viene dato ad ogni visitatore un diario di viaggio all’interno del quale è possibile scrivere tutte le possibili annotazioni. Inoltre, su ogni pagina del diario, si deve apporre un timbro. I timbri in tutto il percorso sono quattro e, a mano a mano che si avanza, si marchia il proprio diario di viaggio.

Per sentirsi tutt’uno con la cultura giapponese, ad un certo punto del “viaggio” si incontra “un’oasi della scrittura” in cui ci sono delle tavolette e dei pennelli imbevuti d’acqua con i quali ognuno può provare a riprodurre dei noti simboli giapponesi stilizzati. Non manca, poi, un filmato ove è spiegato il procedimento delle opere dell’artista.
Sono più di 200 i prodotti artistici ammirabili nel museo.

Dai pesci agli uccelli, dai paesaggi invernali ai paesaggi primaverili, dalle raffigurazioni di tipici mercati giapponesi a ritratti di pescatori o donne in kimono.

Veramente caratteristico è il modo di Hiroshige di raffigurare la pioggia e la neve, tanto da essere considerato “il maestro della pioggia”.

La sua ventata di semplicità e sensibilità arrivò fino in Occidente, dove fu spunto per noti pittori come Van Gogh, Monet, Manet e tanti altri. Stimolante è il raffronto con tre copie di opere di Van Gogh inserite appositamente nella mostra per far vedere come l’impronta di Hiroshige sia stata così nitida in Occidente.

Una sezione a parte testimonia l’influsso che il maestro ebbe sul nuovo mezzo visivo, la macchinetta fotografica. Le fotografie venivano lavorate ulteriormente per creare effetti e punti di luce assolutamente suggestivi. Come suggestivo è, d’altronde, tutto il cammino nella cultura giapponese proposto da questa iniziativa. È un’opportunità per ritornare alle origini e sentirsi in sintonia con la natura, come Hiroshige ha sempre voluto trasmettere con la sua semplicità e delicatezza.

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: Salve a tutti, questo è uno spazio dedicato alla mia descrizione. Ebbene sono qui a parlarvi di me anche se non amo molto questo tipo di cose perché preferisco che le persone mi conoscano per come sono io e non per come mi vedo io. In fondo anche questa è un tipo di descrizione. ;) Al momento frequento Scienze della comunicazione a Tor Vergata perché sin da piccola è sempre stato uno il mio diletto maggiore: scrivere. Sin dalle scuole medie ho sempre sognato diventare giornalista e gli anni successivi ho sempre cercato di fare ciò che potesse farmi avvicinare sempre più in quel difficile e impervio mondo qual è il giornalismo. Ho frequentato un liceo linguistico certificato al livello europeo proprio per spianarmi la strada e perché adoro le lingue e soprattutto l’inglese. Ho scritto per un breve periodo su un quotidiano ma oltre che scrivere articoli adoro scrivere in generale. Scrivo molte poesie e mi è capitato di scrivere qualche testo di canzone. Per quanto riguarda il mio carattere sono molto solare, sensibile, dolce, affettuosa, fondamentalmente sono molto buona ma se una persona mi fa un torto la paga molto pesantemente. Infatti un mio difetto è che sono vendicativa. Credo molto nei veri principi della vita e me li porto ben saldi, infatti se litigo è proprio per questione di principio. Continuo a credere molto nell’amicizia anche se ho preso un bel po’ di batoste. Un altro mio difetto è che sono troppo diretta, non ho peli sulla lingua e se devo dire una cosa nel bene o nel male la dico. Per questo non tollero la falsità, credo sempre che una brutta verità sia meglio di una bella bugia. Sono timida ed estroversa allo stesso tempo. Estroversa perché mi piace stare in mezzo alla gente e adoro stare in compagnia con i miei amici, timida perché non mostro facilmente i miei sentimenti né tantomeno alcuni lati del mio carattere. Più o meno questa è la mia descrizione, per il resto vi lascio giudicare dai miei futuri articoli!!! Un saluti a tutti!
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