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	<title>Redazione &#187; scuola</title>
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	<description>Blog a cura dei redattori del giornale online www.abitarearoma.net</description>
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		<title>Notte al freddo per iscrivere i propri figli a scuola</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 10:53:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Extra Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[A Roma nella scorsa notte nel quartiere Vigna Clara in via Zandonai una sessantina di genitori sono stati costretti a presidiare i cancelli della scuola elementare organizzando una fila con un registro posticcio per non perdere la priorità, per poter iscrivere i propri figli al modulo del tempo pieno. I genitori sono stati “costretti” a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A Roma nella scorsa notte nel quartiere Vigna  Clara in via Zandonai una sessantina di genitori sono stati costretti a presidiare i cancelli della scuola elementare organizzando una fila con un registro posticcio per non perdere la priorità,  per poter iscrivere i propri figli al modulo del tempo pieno.<br />
I genitori sono stati “costretti” a passare una notte al freddo, costretti da cosa? <span id="more-389"></span>Dallo stanziamento di soli 46 posti per il tempo pieno.<br />
Sarà questo un risultato della riforma Gelmini? O la risultante di un’amministrazione comunale, provinciale, regionale e statale che fa acqua da tutte le parti.</p>
<p>Da parte mia va la solidarietà alla mamme a ai papà che hanno dovuto lottare per un loro diritto certa che da questo i loro figli potranno tranne un buon insegnamento.  Insegnamento che dovrebbe arrivare dalle istituzioni che affannosamente ricerchiamo come un&#8217;oasi nel deserto di una città che si fa sempre più giungla.</p>
<p><em><strong>Francesca Di Iorio</strong></em></p>
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I genitori sono stati “costretti” a passare una notte al freddo, costretti da cosa? Dallo stanziamento di soli 46 posti per il tempo pieno.
Sarà questo un risultato della riforma Gelmini? O la risultante di un’amministrazione comunale, provinciale, regionale e statale che fa acqua da tutte le parti.
Da parte mia va la solidarietà alla mamme a ai papà che hanno dovuto lottare per un loro diritto certa che da questo i loro figli potranno tranne un buon insegnamento.  Insegnamento che dovrebbe arrivare dalle istituzioni che affannosamente ricerchiamo come un&#8217;oasi nel deserto di una città che si fa sempre più giungla.
Francesca Di Iorio
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		<title>Gli scontri di piazza Navona e la situazione nelle scuole</title>
		<link>http://www.abitarearoma.it/redazione/scontri-piazza-navona-scuola/</link>
		<comments>http://www.abitarearoma.it/redazione/scontri-piazza-navona-scuola/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 29 Oct 2008 16:52:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pernarella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[Gelmini]]></category>
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		<description><![CDATA[Piazza Navona non sembra la stessa oggi. Si svuota dalle migliaia di manifestanti ma si riempie di bottiglie, cartacce, fazzoletti sporchi di sangue. Quattro i feriti, tre studenti e un poliziotto, medicati all&#8217;ospedale Santo Spirito, secondo un primo bilancio provvisorio del 118. Dopo gli scontri in piazza Navona, la polizia ha arrestato una ventina di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="349" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/osxWdmQUQTw&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00&amp;border=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="349" src="http://www.youtube.com/v/osxWdmQUQTw&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00&amp;border=1"></embed></object></p>
<p>Piazza Navona non sembra la stessa oggi. Si svuota dalle migliaia di manifestanti ma si riempie di <span id="more-84"></span>bottiglie, cartacce, fazzoletti sporchi di sangue. Quattro i feriti, tre studenti e un poliziotto, medicati all&#8217;ospedale Santo Spirito, secondo un primo bilancio provvisorio del 118. Dopo gli scontri in piazza Navona, la polizia ha arrestato una ventina di studenti di destra, per resistenza e lesioni. Studenti che non intendono manifestare pacificamente ma far valere le proprie ragioni nel modo più sbagliato, passando, dalla parte del torto, come spesso accade. I ragazzi erano provvisti di bastoni e cinghie, e sono stati portati via da una volante del primo distretto. Molti altri invece proseguono il corteo, in maniera ordinata, verso la prima università della capitale &#8220;La Sapienza&#8221;. Ancora una giornata di cori, striscioni e secchi &#8220;no&#8221; per protestare contro la legge 133 emanata del ministro della pubblica istruzione, Gelmini. Nonostante la pioggia e il vento siano i protagonisti di questa giornata, i giovani non si sono arresi, mantenendo fede alla promessa di continuare le manifestazioni più a lungo possibile. La causa della protesta va ricercata nei tagli per la scuola previsti dalla finanziaria, nella reintroduzione del voto in condotta e nel finanziamento alle scuole private.</p>
<p>Ciò che sconvolge di più, però, è il fatto che ogni ragazzo, ogni manifestante, ogni studente presente ai cortei, dovrebbe conoscere alla perfezione il motivo della protesta. Informarsi, leggere e sapere per quali motivi molti coetanei si ribellano. Diverse scuole romane stanno vivendo momenti di illimitata ricreazione a causa delle molte autogestioni e occupazioni. Che sia giusto o sbagliato non è noto saperlo, ma che molti ragazzi non conoscano il motivo di tale contestazione e approfittino del caos generale per non andare a lezione, non è indice di giusta causa.<br />
Se non ci si ribella non si ottiene nulla e questo è un dato di fatto, solo gli stolti dicono sempre &#8220;si signore&#8221; non facendo valere le proprie idee.<br />
Ma se ci si accoda ad un corteo soltanto per saltare un giorno di scuola, è tanto meglio restare a casa, evitando di far finta di sapere cosa davvero sta accadendo.</p>
<p align="center"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/5wTeI_tatoY&amp;hl=it&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/5wTeI_tatoY&amp;hl=it&amp;fs=1"></embed></object></p>
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Piazza Navona non sembra la stessa oggi. Si svuota dalle migliaia di manifestanti ma si riempie di bottiglie, cartacce, fazzoletti sporchi di sangue. Quattro i feriti, tre studenti e un poliziotto, medicati all&#8217;ospedale Santo Spirito, secondo un primo bilancio provvisorio del 118. Dopo gli scontri in piazza Navona, la polizia ha arrestato una ventina di studenti di destra, per resistenza e lesioni. Studenti che non intendono manifestare pacificamente ma far valere le proprie ragioni nel modo più sbagliato, passando, dalla parte del torto, come spesso accade. I ragazzi erano provvisti di bastoni e cinghie, e sono stati portati via da una volante del primo distretto. Molti altri invece proseguono il corteo, in maniera ordinata, verso la prima università della capitale &#8220;La Sapienza&#8221;. Ancora una giornata di cori, striscioni e secchi &#8220;no&#8221; per protestare contro la legge 133 emanata del ministro della pubblica istruzione, Gelmini. Nonostante la pioggia e il vento siano i protagonisti di questa giornata, i giovani non si sono arresi, mantenendo fede alla promessa di continuare le manifestazioni più a lungo possibile. La causa della protesta va ricercata nei tagli per la scuola previsti dalla finanziaria, nella reintroduzione del voto in condotta e nel finanziamento alle scuole private.
Ciò che sconvolge di più, però, è il fatto che ogni ragazzo, ogni manifestante, ogni studente presente ai cortei, dovrebbe conoscere alla perfezione il motivo della protesta. Informarsi, leggere e sapere per quali motivi molti coetanei si ribellano. Diverse scuole romane stanno vivendo momenti di illimitata ricreazione a causa delle molte autogestioni e occupazioni. Che sia giusto o sbagliato non è noto saperlo, ma che molti ragazzi non conoscano il motivo di tale contestazione e approfittino del caos generale per non andare a lezione, non è indice di giusta causa.
Se non ci si ribella non si ottiene nulla e questo è un dato di fatto, solo gli stolti dicono sempre &#8220;si signore&#8221; non facendo valere le proprie idee.
Ma se ci si accoda ad un corteo soltanto per saltare un giorno di scuola, è tanto meglio restare a casa, evitando di far finta di sapere cosa davvero sta accadendo.

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		<title>Bambini di 10-13 anni hanno distrutto la mia scuola</title>
		<link>http://www.abitarearoma.it/redazione/devastata-scuola-tor-tre-teste/</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Jul 2008 16:06:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[vandalismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Ma dove sta andando la nostra società? Quale futuro possiamo aspettarci se le nuove leve, a 10/13 anni, anziché giocare a pallone, farsi i gavettoni, giocare al gioco della bottiglia, ecc. si riuniscono per distruggere la loro scuola? Cosa faranno a 20 anni o a 30? Nello specifico mi riferisco all&#8217;increscioso episodio che ha colpito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2008/07/7-scuola_ttt2_foto_gabrielli-toiati.jpg"><img class="alignleft alignnone size-medium wp-image-31" style="border: 1px solid black; float: left; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="SCUOLA DEVASTATA A TOR TRE TESTE" src="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2008/07/7-scuola_ttt2_foto_gabrielli-toiati.jpg" alt="La scuola di largo Appio Chieregatti - Foto di Gabrielli Toiati" width="116" height="77" /></a>Ma dove sta andando la nostra società? Quale futuro possiamo aspettarci se le nuove leve, a 10/13 anni, anziché giocare a pallone, farsi i gavettoni, giocare al gioco della bottiglia, ecc. si riuniscono per distruggere la loro scuola? Cosa faranno a 20 anni o a 30?</p>
<p>Nello specifico mi riferisco all&#8217;increscioso episodio che <span id="more-30"></span>ha <a href="http://www.abitarearoma.net/index.php?doc=articolo&amp;id_articolo=9158" target="_blank">colpito la mia ex scuola elementare</a> la Sibilla Aleramo dove ho frequentato solo la Quinta. Ero li alla sua festa di inaugurazione, nei primi anni &#8217;80 alla presenza del sindaco Ugo Vetere e chissà se si sarebbe mai immaginato questa cartolina dal 2008.</p>
<p>In tutto questo solo una cosa mi appare chiara. Noi adulti non stiamo lanciando il giusto segnale verso i giovani perché, in numero crescente ed in età sempre più &#8220;tenera&#8221;, continuano a devastare e distruggere i beni comuni solo per passare il tempo e riprendersi con i telefonini per documentare la loro imebecillità delinquente.</p>
<p>Quale può essere il modo più appropriato, la chiave per comunicare con loro in modo efficace?</p>
<p>Un consiglio utile per i genitori, zii, cugini (la famiglia) è senz&#8217;altro quello di parlare con i ragazzi/bambini guardandoli dritto negli occhi, interrompendo magari le nostre attività per comunicare con loro non fugacemente e distrattamente.</p>
<p>E (se proprio non si resiste a comprar loro quei giochi distruggi tutto, mafia, spara, uccidi, dissangua, ruba, scappa, insulta la polizia, ecc.) giocare insieme a loro, facendo loro capire che alcune cose (anche le più assurde) vanno fatte soltanto durante il gioco e per gioco e non nella vita reale.</p>
<p>Tra i primi commenti che ho letto su internet quasi tutti si sono preoccupati principalmente del fatto che i genitori ripaghino i danni. Altri, ed in secondo luogo&#8230; si sono chiesti che cosa combineranno questi bambini/ragazzi da maggiorenni.<br />
Quanto a me, ho provato un profondo sconforto e poi mi sono chiesto: ma questi ragazzi non si sanno più divertire? Noi passavamo tutto il tempo a giocare a pallone sotto gli androni o nei giardinetti ma questi no, stanno proprio perdendo la sensibilità al divertimento ed il senso della misura.</p>
<p>Sarebbe anche utile e indispensabile che genitori, insegnanti, politici, vip e tv si impegnassero nel ristabilire il concetto di giusto e sbagliato, del lecito e dell&#8217;illecito, del rispetto delle cose pubbliche e private e, naturalmente, anche nel ribadire che chi sbaglia paga.</p>
<p><a href="http://www.abitarearoma.net/index.php?doc=articolo&amp;id_articolo=9187" target="_blank">Cyberbullismo a Tor Tre Teste: manifestazione di crisi culturale, non di disagio</a></p>
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Nello specifico mi riferisco all&#8217;increscioso episodio che ha colpito la mia ex scuola elementare la Sibilla Aleramo dove ho frequentato solo la Quinta. Ero li alla sua festa di inaugurazione, nei primi anni &#8217;80 alla presenza del sindaco Ugo Vetere e chissà se si sarebbe mai immaginato questa cartolina dal 2008.
In tutto questo solo una cosa mi appare chiara. Noi adulti non stiamo lanciando il giusto segnale verso i giovani perché, in numero crescente ed in età sempre più &#8220;tenera&#8221;, continuano a devastare e distruggere i beni comuni solo per passare il tempo e riprendersi con i telefonini per documentare la loro imebecillità delinquente.
Quale può essere il modo più appropriato, la chiave per comunicare con loro in modo efficace?
Un consiglio utile per i genitori, zii, cugini (la famiglia) è senz&#8217;altro quello di parlare con i ragazzi/bambini guardandoli dritto negli occhi, interrompendo magari le nostre attività per comunicare con loro non fugacemente e distrattamente.
E (se proprio non si resiste a comprar loro quei giochi distruggi tutto, mafia, spara, uccidi, dissangua, ruba, scappa, insulta la polizia, ecc.) giocare insieme a loro, facendo loro capire che alcune cose (anche le più assurde) vanno fatte soltanto durante il gioco e per gioco e non nella vita reale.
Tra i primi commenti che ho letto su internet quasi tutti si sono preoccupati principalmente del fatto che i genitori ripaghino i danni. Altri, ed in secondo luogo&#8230; si sono chiesti che cosa combineranno questi bambini/ragazzi da maggiorenni.
Quanto a me, ho provato un profondo sconforto e poi mi sono chiesto: ma questi ragazzi non si sanno più divertire? Noi passavamo tutto il tempo a giocare a pallone sotto gli androni o nei giardinetti ma questi no, stanno proprio perdendo la sensibilità al divertimento ed il senso della misura.
Sarebbe anche utile e indispensabile che genitori, insegnanti, politici, vip e tv si impegnassero nel ristabilire il concetto di giusto e sbagliato, del lecito e dell&#8217;illecito, del rispetto delle cose pubbliche e private e, naturalmente, anche nel ribadire che chi sbaglia paga.
Cyberbullismo a Tor Tre Teste: manifestazione di crisi culturale, non di disagio
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