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	<title>Redazione &#187; Roma</title>
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	<description>Blog a cura dei redattori del giornale online www.abitarearoma.net</description>
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		<title>Roma Juventus vista in 3D</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 14:50:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo una lunghissima attesa il 12 dicembre 2011 sera ho potuto vedere la prima partita del campionato di calcio italiano trasmessa in 3D: Roma Juventus. La curiosità ed il fatto che fosse coinvolta la mia squadra del cuore (la Juventus) avevano creato in me fin troppe aspettative. Lo ammetto non sono un fan del 3D [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2011/12/Totti-sbaglia-rigore-juve.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-640" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="Totti-sbaglia-rigore-juve" src="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2011/12/Totti-sbaglia-rigore-juve-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Dopo una lunghissima attesa il 12 dicembre 2011 sera ho potuto vedere la prima partita del campionato di calcio italiano trasmessa in 3D: <a href="http://www.abitarearoma.net/index.php?doc=articolo&amp;id_articolo=24647" target="_blank">Roma Juventus</a>.</p>
<p>La curiosità ed il fatto che fosse coinvolta la mia squadra del cuore (la Juventus) avevano creato in me fin troppe aspettative. Lo ammetto non sono un fan del 3D quindi il mio giudizio, forse, ne è influenzato.<br />
Ritengo che la differenza tra un programma visto a definizione normale rispetto ad uno in HD sia molto più ampia rispetto a quella che passa invece tra un programma in HD rispetto ad uno in 3D. Mentre nel primo caso a giugno 2009 dopo aver <a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/nuovi-canali-sky-hd/" target="_blank">visto per la prima volta un programma in HD</a> esclamai:<span id="more-633"></span> <em>&#8220;Un&#8217;esperienza visiva mai provata prima. La differenza c’è eccome! A volte sembra di guardare le cose dal vivo e non dallo schermo&#8221;</em>. Nel secondo anche potrei esclamare  &#8220;un&#8217;esperienza visiva mai provata prima&#8221; perché letteralmente non avevo mai visto una partita di calcio in 3D ma il salto di qualità non è stato lo stesso.</p>
<p>A mio avviso il 3D ha pregi ma anche difetti mentre l&#8217;HD ha solo pregi.<br />
Nota tecnica: la partita è stata vista su un tv Lg di ultimissima generazione con occhiali passivi, occhiali quindi meno stressanti degli occhiali con batteria incorporata ma con una risoluzione più bassa (540 linee ad occhio contro le 1080 degli attivi).<br />
Superato l&#8217;effetto di vedere i calciatori in tridimensione posso dire che senza dubbio il 3D applicato ad una partita di calcio da il suo meglio sui calci piazzati, perché donando più profondità alle immagini ti fa percepire meglio il posizionamento e le distanze tra i giocatori.<br />
Come difetti invece il pubblico sugli spalti non è così definito come durante le partite viste in HD, nell&#8217;inquadratura classica dalla metà campo gli allenatori che rimangono in basso sullo schermo sembrano dei nanetti mentre i giocatori impegnati sulla fascia, quindi a pochi metri di distanza, sembrano già dei &#8220;giganti&#8221;.<br />
Le scritte fisse con il logo del canale ed il risultato della partita sembrano delle pecette attaccate sullo schermo, l&#8217;effetto migliorerebbe se &#8220;inserite&#8221; leggermente in profondità.<br />
Molto fastidioso il loghetto che appare e scompare prima e dopo i replay.<br />
Il 3D essendo molto costoso è dotato di molte meno telecamere per riprendere la partita rispetto a quelle utilizzate dall&#8217;HD tanté che in molte azioni quando c&#8217;era l&#8217;esigenza di spostarsi da una telecamera ad un altra (cross dal fondo e tiro della punta posizionata al centro dell&#8217;area) il regista o il cameraman non hanno il tempo per inquadrare subito il pallone.</p>
<p>Riassumendo: per vedere questa partita in 3D ho annullato una partita di calcetto ed ho fatto 7 km per andare a casa del mio amico. Non penso di fare altrettanto alla prossima gara di calcio in tridimensione.</p>
<p>Infine è stato molto divertente girarsi ed &#8220;ammirare&#8221; il mio amico in canotta grigia ed occhialetti gialli, e chissà cosa avrà pensato lui guardando me con i miei occhialetti neri; occhialetti poi, diciamo occhialoni.<br />
Ho chiesto anche a lui un&#8217;opinione sul calcio in 3D e lui ha sentenziato: <em>&#8220;3D comunque promosso per la profondità e la spettacolarità delle riprese, per una serata tra amici&#8221;</em>.</p>
<p>Dedico la conclusione di questo post a Caressa, il telecronista principale di Sky, che ha fatto la telecronaca della partita; è dalla finale dei Mondiali del 2006 che non azzecca più una telecronaca: le farcisce di errori a volte grossolani, ha delle visioni tutte sue, riesce a far sembrare un fenomeno Beppe Bergomi che sempre più spesso si trova costretto a correggerlo.</p>
<p>Potete cliccare sul seguente link per saperne di più su <a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/quale-tv-comprare-lcd-plasma-led-oled-hd-full-hd-3d-hz-pollici/">Quale TV comprare? Lcd, Plasma, Led, Oled, Hd, Full Hd, 3D? A quanti Hz e quanto grande?</a></p>
<form id="vozme_form_fc0488d2b6b2f4654fd828d9eac9a47b" method="post" name="vozme_form_fc0488d2b6b2f4654fd828d9eac9a47b" target="fc0488d2b6b2f4654fd828d9eac9a47b" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="Roma Juventus vista in 3D.. Dopo una lunghissima attesa il 12 dicembre 2011 sera ho potuto vedere la prima partita del campionato di calcio italiano trasmessa in 3D: Roma Juventus.
La curiosità ed il fatto che fosse coinvolta la mia squadra del cuore (la Juventus) avevano creato in me fin troppe aspettative. Lo ammetto non sono un fan del 3D quindi il mio giudizio, forse, ne è influenzato.
Ritengo che la differenza tra un programma visto a definizione normale rispetto ad uno in HD sia molto più ampia rispetto a quella che passa invece tra un programma in HD rispetto ad uno in 3D. Mentre nel primo caso a giugno 2009 dopo aver visto per la prima volta un programma in HD esclamai: &#8220;Un&#8217;esperienza visiva mai provata prima. La differenza c’è eccome! A volte sembra di guardare le cose dal vivo e non dallo schermo&#8221;. Nel secondo anche potrei esclamare  &#8220;un&#8217;esperienza visiva mai provata prima&#8221; perché letteralmente non avevo mai visto una partita di calcio in 3D ma il salto di qualità non è stato lo stesso.
A mio avviso il 3D ha pregi ma anche difetti mentre l&#8217;HD ha solo pregi.
Nota tecnica: la partita è stata vista su un tv Lg di ultimissima generazione con occhiali passivi, occhiali quindi meno stressanti degli occhiali con batteria incorporata ma con una risoluzione più bassa (540 linee ad occhio contro le 1080 degli attivi).
Superato l&#8217;effetto di vedere i calciatori in tridimensione posso dire che senza dubbio il 3D applicato ad una partita di calcio da il suo meglio sui calci piazzati, perché donando più profondità alle immagini ti fa percepire meglio il posizionamento e le distanze tra i giocatori.
Come difetti invece il pubblico sugli spalti non è così definito come durante le partite viste in HD, nell&#8217;inquadratura classica dalla metà campo gli allenatori che rimangono in basso sullo schermo sembrano dei nanetti mentre i giocatori impegnati sulla fascia, quindi a pochi metri di distanza, sembrano già dei &#8220;giganti&#8221;.
Le scritte fisse con il logo del canale ed il risultato della partita sembrano delle pecette attaccate sullo schermo, l&#8217;effetto migliorerebbe se &#8220;inserite&#8221; leggermente in profondità.
Molto fastidioso il loghetto che appare e scompare prima e dopo i replay.
Il 3D essendo molto costoso è dotato di molte meno telecamere per riprendere la partita rispetto a quelle utilizzate dall&#8217;HD tanté che in molte azioni quando c&#8217;era l&#8217;esigenza di spostarsi da una telecamera ad un altra (cross dal fondo e tiro della punta posizionata al centro dell&#8217;area) il regista o il cameraman non hanno il tempo per inquadrare subito il pallone.
Riassumendo: per vedere questa partita in 3D ho annullato una partita di calcetto ed ho fatto 7 km per andare a casa del mio amico. Non penso di fare altrettanto alla prossima gara di calcio in tridimensione.
Infine è stato molto divertente girarsi ed &#8220;ammirare&#8221; il mio amico in canotta grigia ed occhialetti gialli, e chissà cosa avrà pensato lui guardando me con i miei occhialetti neri; occhialetti poi, diciamo occhialoni.
Ho chiesto anche a lui un&#8217;opinione sul calcio in 3D e lui ha sentenziato: &#8220;3D comunque promosso per la profondità e la spettacolarità delle riprese, per una serata tra amici&#8221;.
Dedico la conclusione di questo post a Caressa, il telecronista principale di Sky, che ha fatto la telecronaca della partita; è dalla finale dei Mondiali del 2006 che non azzecca più una telecronaca: le farcisce di errori a volte grossolani, ha delle visioni tutte sue, riesce a far sembrare un fenomeno Beppe Bergomi che sempre più spesso si trova costretto a correggerlo.
Potete cliccare sul seguente link per saperne di più su Quale TV comprare? Lcd, Plasma, Led, Oled, Hd, Full Hd, 3D? A quanti Hz e quanto grande?
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		<title>Giorno di ordinaria violenza a Roma</title>
		<link>http://www.abitarearoma.it/redazione/giorno-di-ordinaria-violenza-a-roma/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 08:22:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carbonaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 7 luglio doveva essere una giornata particolare: lo è stato. L&#8217;aggettivo non rende merito a quello che sarebbe dovuto essere, visto che la “particolarità” della giornata era la strana coincidenza (non unica negli ultimi anni, peraltro) di due manifestazioni in poche centinaia di metri. Dalle 10 della mattina piazza Montecitorio, sede del Parlamento, doveva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/07/manifestazione-disabili-7-7-10-1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-448" title="manifestazione-disabili-7-7-10 (1)" src="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/07/manifestazione-disabili-7-7-10-1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il 7 luglio doveva essere una giornata particolare: lo è stato. L&#8217;aggettivo non rende merito a quello che sarebbe dovuto essere, visto che la “particolarità” della giornata era la strana coincidenza (non unica negli ultimi anni, peraltro) di due manifestazioni in poche centinaia di metri.</p>
<p>Dalle 10 della mattina piazza Montecitorio, sede del<span id="more-441"></span> Parlamento, doveva essere il luogo della manifestazione nazionale dei disabili, promossa dalle associazioni dei disabili FAND (Federazione Associazioni Nazionali Disabili) e FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell&#8217;Handicap) contro quella manovra che ridurrà  i loro pochi diritti, con una serie di tagli, e l&#8217;innalzamento dal 74 all&#8217;85% della soglia di invalidità per l&#8217;accesso all&#8217;assegno mensile di assistenza (256 euro).</p>
<p><a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/07/manifestazione-disabili-7-7-10-2.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-449" title="manifestazione-disabili-7-7-10 (2)" src="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/07/manifestazione-disabili-7-7-10-2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Già dalle prime ore però il disappunto cresceva. Di piazza Montecitorio ai tanti partecipanti era stato destinato un angolo ad almeno 50 metri dall&#8217;ingresso della Camera, luogo diventato ormai quasi di culto per la sua impenetrabilità.</p>
<p>La logistica non studiata da chi di dovere non aveva di fatto preso in considerazione le centinaia di carrozzelle presenti nelle vie del centro, perlopiù sotto un sole di Roma che ha fatto il resto.</p>
<p><a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/07/manifestazione-disabili-7-7-10-3.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-450" title="manifestazione-disabili-7-7-10 (3)" src="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/07/manifestazione-disabili-7-7-10-3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>In piazza presenti così molte persone, gran parte affette da handicap fisici, con relativi accompagnatori, più cittadini e persone che hanno voluto dare il loro contributo, tra le sigle della sinistra, l&#8217;Italia dei Valori, con la presenza di Antonio Di Pietro ed altre forze, quali il Movimento per Roma di Michele Baldi.</p>
<p>Verso le 11,30 del mattino, spostandosi di solo 200 metri da piazza Montecitorio, direzione via del Corso, ecco nel frattempo comparire la folta rappresentanza dei cittadini de L&#8217;Aquila.</p>
<p><a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/07/manifestazione-disabili-7-7-10-4.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-451" title="manifestazione-disabili-7-7-10 (4)" src="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/07/manifestazione-disabili-7-7-10-4-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Per qualche minuto mi fermo così a capire cosa sta arrivando da piazza Venezia, ripensando ad una scena vista solamente un&#8217;ora prima.</p>
<p>Per chi è pratico della città e dei suoi vicoli, sa bene che a pochi passi dal Campidoglio, in poche centinaia di metri troviamo Palazzo Grazioli del PDL, la Camera dei Deputati e, più internamente, il Senato della Repubblica.</p>
<p>Ingenuamente mi dirigo in direzione Palazzo Grazioli per arrivare a piazza Montecitorio, ma noto che una schiera folta come non mai di forze dell&#8217;ordine, impedisce persino il passaggio a piedi nel raggio del palazzo del PDL, impedendo anche a degli ignari turisti l&#8217;attraversamento. Da lì a neanche cento metri, vedo che, oltre essere bloccato il passaggio in quella zona, è bloccato anche l&#8217;ingresso delle auto per tutta via del Corso, con schiere di forze dell&#8217;ordine intente a presidiare.</p>
<p><a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/07/manifestazione-disabili-7-7-10-5.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-452" title="manifestazione-disabili-7-7-10 (5)" src="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/07/manifestazione-disabili-7-7-10-5-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Per le 11,30 il tutto è ancor più forzato: quattro linee di gruppi celere impediscono il passaggio ai mezzi per via del Corso, ma, cosa ancor più incredibile, tutti i gruppi sono pronti in assetto anti sommossa, caschi su e scudi in mano.</p>
<p>L&#8217;inevitabile è così accaduto, tutto era troppo prevedibile: gli aquilani, sempre più esausti della situazione che giornalmente vivono, riescono ad oltrepassare il blocco di via del Corso, tentando, come gran parte delle manifestazioni, di arrivare a quella piazza Montecitorio, dove loro altro non voglio che urlare a gran voce le loro ragioni.</p>
<p><a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/07/manifestazione-disabili-7-7-10.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-454" title="manifestazione-disabili-7-7-10" src="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/07/manifestazione-disabili-7-7-10-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il resto è invece, tristemente, storia nota: tre ragazzi vengono feriti alla testa, scene di panico, soprattutto di panico allargato, visto che le notizie di quello che stava succedendo arriva anche ai manifestanti di piazza Montecitorio, tra cui scatta il panico ed il terrore (“non è che adesso ci bastonano anche a noi?”).</p>
<p>Storie tutte italiane.</p>
<p><em><strong>di Mauro Carbonaro</strong></em></p>
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Dalle 10 della mattina piazza Montecitorio, sede del Parlamento, doveva essere il luogo della manifestazione nazionale dei disabili, promossa dalle associazioni dei disabili FAND (Federazione Associazioni Nazionali Disabili) e FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell&#8217;Handicap) contro quella manovra che ridurrà  i loro pochi diritti, con una serie di tagli, e l&#8217;innalzamento dal 74 all&#8217;85% della soglia di invalidità per l&#8217;accesso all&#8217;assegno mensile di assistenza (256 euro).
Già dalle prime ore però il disappunto cresceva. Di piazza Montecitorio ai tanti partecipanti era stato destinato un angolo ad almeno 50 metri dall&#8217;ingresso della Camera, luogo diventato ormai quasi di culto per la sua impenetrabilità.
La logistica non studiata da chi di dovere non aveva di fatto preso in considerazione le centinaia di carrozzelle presenti nelle vie del centro, perlopiù sotto un sole di Roma che ha fatto il resto.
In piazza presenti così molte persone, gran parte affette da handicap fisici, con relativi accompagnatori, più cittadini e persone che hanno voluto dare il loro contributo, tra le sigle della sinistra, l&#8217;Italia dei Valori, con la presenza di Antonio Di Pietro ed altre forze, quali il Movimento per Roma di Michele Baldi.
Verso le 11,30 del mattino, spostandosi di solo 200 metri da piazza Montecitorio, direzione via del Corso, ecco nel frattempo comparire la folta rappresentanza dei cittadini de L&#8217;Aquila.
Per qualche minuto mi fermo così a capire cosa sta arrivando da piazza Venezia, ripensando ad una scena vista solamente un&#8217;ora prima.
Per chi è pratico della città e dei suoi vicoli, sa bene che a pochi passi dal Campidoglio, in poche centinaia di metri troviamo Palazzo Grazioli del PDL, la Camera dei Deputati e, più internamente, il Senato della Repubblica.
Ingenuamente mi dirigo in direzione Palazzo Grazioli per arrivare a piazza Montecitorio, ma noto che una schiera folta come non mai di forze dell&#8217;ordine, impedisce persino il passaggio a piedi nel raggio del palazzo del PDL, impedendo anche a degli ignari turisti l&#8217;attraversamento. Da lì a neanche cento metri, vedo che, oltre essere bloccato il passaggio in quella zona, è bloccato anche l&#8217;ingresso delle auto per tutta via del Corso, con schiere di forze dell&#8217;ordine intente a presidiare.
Per le 11,30 il tutto è ancor più forzato: quattro linee di gruppi celere impediscono il passaggio ai mezzi per via del Corso, ma, cosa ancor più incredibile, tutti i gruppi sono pronti in assetto anti sommossa, caschi su e scudi in mano.
L&#8217;inevitabile è così accaduto, tutto era troppo prevedibile: gli aquilani, sempre più esausti della situazione che giornalmente vivono, riescono ad oltrepassare il blocco di via del Corso, tentando, come gran parte delle manifestazioni, di arrivare a quella piazza Montecitorio, dove loro altro non voglio che urlare a gran voce le loro ragioni.
Il resto è invece, tristemente, storia nota: tre ragazzi vengono feriti alla testa, scene di panico, soprattutto di panico allargato, visto che le notizie di quello che stava succedendo arriva anche ai manifestanti di piazza Montecitorio, tra cui scatta il panico ed il terrore (“non è che adesso ci bastonano anche a noi?”).
Storie tutte italiane.
di Mauro Carbonaro
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		<title>La Lazio che fa arrabbiare la Roma</title>
		<link>http://www.abitarearoma.it/redazione/la-lazio-che-fa-arrabbiare-la-roma/</link>
		<comments>http://www.abitarearoma.it/redazione/la-lazio-che-fa-arrabbiare-la-roma/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 06 May 2010 10:47:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piervenanzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Coppa Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[tifoserie]]></category>

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		<description><![CDATA[Una Roma troppo nervosa perde la Coppa Italia Tutto comincia con il derby vinto dalla Roma, fortunosamente, poi pollice verso e rissa in campo. I laziali vedono lo scudetto nelle maglie dei cugini. Matura la rabbia con se stessi per il rigore di Floccari che non chiude la gara. Ed in città i giallorossi sfottono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Una Roma troppo nervosa perde la Coppa Italia</strong></em></p>
<p><a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/05/Totti.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-421 alignright" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="Totti" src="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/05/Totti-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Tutto comincia con il derby vinto dalla Roma, fortunosamente, poi pollice verso e rissa in campo. I laziali vedono lo scudetto nelle maglie dei cugini. Matura la rabbia con se stessi per il rigore di Floccari che non chiude la gara.</p>
<p>Ed in città i giallorossi sfottono i cugini senza controllarsi nemmeno un po&#8217;.</p>
<p>I laziali si riorganizzano,aspettano in silenzio la sfida Roma-Samp. A Roma si dice &#8220;sul trespolo&#8221;, a fare il &#8220;gufo&#8221;, e i biancocelesti quello fanno,  sognando un regalo dalla ditta Cassano-Pazzini. Il dono arriva puntuale, i due gioielli doriani mettono a tappeto la Roma e il 60% della città tifosa. La Curva Nord rimedia ossigeno e <span id="more-420"></span>apprezza il gesto amico targato Sampdoria. La Roma accusa il colpo, cominciano i calcoli e i rumori attorno ai confronti Parma-Roma e Lazio-Inter. I biancocelesti vincenti a Genoa, nella giornata di Roma-Samp mettono al sicuro la propria classifica e possono giocare quasi in libertà la gara con i nerazzurri di Milano.</p>
<p>Giunge da Bergamo la notizia che l&#8217;Atalanta si ferma davanti al Bologna che strappa un pari. Semaforo verde, &#8220;Lazio fai quello che vuoi&#8221;. E&#8217; domenica sera, la partita è clou, quella da giocare davanti agli occhi del mondo: la Lazio con l&#8217;Inter deve giocare per un calcio etico. Questo le chiedono i moralisti, gli stessi che reputano il pollice verso esultanza regolare. La gara finisce con la vittoria dei nerazzurri.</p>
<p>Il mondo del pallone si scandalizza. I laziali arroccati si stringono uniti e compatti e difendono la propria squadra e la loro scelta di campo. La Roma si innervosisce, forse aspetta l&#8217;Inter, sognando un&#8217;inconscia resa dei conti per aver flirtato coi cugini. Arriviamo a ieri sera, è di scena la finale. Burdisso, Mexes, Taddei, nervosissimi, sono il termometro dello stato di salute che non c&#8217;è. Poi arriva Totti, e quel calcio inaccettabile a &#8220;Mario&#8221;. Altra rissa finale con invasione di campo. Tra poco nelle radio e sui giornali si dirà: è colpa della Lazio.</p>
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Tutto comincia con il derby vinto dalla Roma, fortunosamente, poi pollice verso e rissa in campo. I laziali vedono lo scudetto nelle maglie dei cugini. Matura la rabbia con se stessi per il rigore di Floccari che non chiude la gara.
Ed in città i giallorossi sfottono i cugini senza controllarsi nemmeno un po&#8217;.
I laziali si riorganizzano,aspettano in silenzio la sfida Roma-Samp. A Roma si dice &#8220;sul trespolo&#8221;, a fare il &#8220;gufo&#8221;, e i biancocelesti quello fanno,  sognando un regalo dalla ditta Cassano-Pazzini. Il dono arriva puntuale, i due gioielli doriani mettono a tappeto la Roma e il 60% della città tifosa. La Curva Nord rimedia ossigeno e apprezza il gesto amico targato Sampdoria. La Roma accusa il colpo, cominciano i calcoli e i rumori attorno ai confronti Parma-Roma e Lazio-Inter. I biancocelesti vincenti a Genoa, nella giornata di Roma-Samp mettono al sicuro la propria classifica e possono giocare quasi in libertà la gara con i nerazzurri di Milano.
Giunge da Bergamo la notizia che l&#8217;Atalanta si ferma davanti al Bologna che strappa un pari. Semaforo verde, &#8220;Lazio fai quello che vuoi&#8221;. E&#8217; domenica sera, la partita è clou, quella da giocare davanti agli occhi del mondo: la Lazio con l&#8217;Inter deve giocare per un calcio etico. Questo le chiedono i moralisti, gli stessi che reputano il pollice verso esultanza regolare. La gara finisce con la vittoria dei nerazzurri.
Il mondo del pallone si scandalizza. I laziali arroccati si stringono uniti e compatti e difendono la propria squadra e la loro scelta di campo. La Roma si innervosisce, forse aspetta l&#8217;Inter, sognando un&#8217;inconscia resa dei conti per aver flirtato coi cugini. Arriviamo a ieri sera, è di scena la finale. Burdisso, Mexes, Taddei, nervosissimi, sono il termometro dello stato di salute che non c&#8217;è. Poi arriva Totti, e quel calcio inaccettabile a &#8220;Mario&#8221;. Altra rissa finale con invasione di campo. Tra poco nelle radio e sui giornali si dirà: è colpa della Lazio.
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		<title>Roma, forse è la fine di un sogno</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Apr 2010 13:29:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Extra Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>

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		<description><![CDATA[Cross di Cassano e gol di Pazzini. La Samp pareggia. La Roma accusa il colpo. Non ha più la testa. Le gambe non c&#8217;erano già più, avevano dato tutto nel primo tempo ma non avevano chiuso la gara quando doveva esser chiusa, dopo che Totti aveva fatto il possibile con una prodezza delle sue. Raddoppio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/04/Roma-Sampdoria-de-rossi-delusione.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-418" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="Roma-Sampdoria-de-rossi-delusione" src="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/04/Roma-Sampdoria-de-rossi-delusione-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Cross di Cassano e  gol di Pazzini. La Samp pareggia. La Roma accusa il colpo. Non ha più la testa. Le gambe non c&#8217;erano già  più, avevano dato tutto nel primo tempo ma non avevano chiuso la gara quando doveva esser chiusa, dopo che Totti aveva fatto il possibile con una prodezza delle sue.</p>
<p>Raddoppio di Pazzini che approfitta di una Roma ormai stremata e che intravede lo spettro della fine di un sogno.</p>
<p>E&#8217; un capolinea tristissimo quello che attende la gente giallorossa.</p>
<p>Occorre scendere e abbandonare quel sogno che <span id="more-415"></span>sembrava essere alla portata.</p>
<p>Come te lo spieghi questo epilogo? Se si utilizza la ragione ci si rende conto che la squadra era a corto di fiato da tempo. Il derby vinto immeritatamente aveva nascosto questa dura verità. E forse ha illuso chi pensava che la squadra potesse inseguire il sogno.</p>
<p>Se invece, abbandonato il raziocinio ci si lascia guidare dal magico, forse i pollici versi, “ i pianti di gioia”  dei pomeriggi di De Rossi quando la Lazio perdeva non portano poi forse tanta fortuna.</p>
<p>Quel godere “a bestia” dopo l&#8217;errore di Floccari, senza ammettere di aver vinto grazie alla dea bendata ha alimentato tanto veleno “sportivo”  che in città era respirabile, da chi ha naso capace di odorare l&#8217;umore dei rivali.</p>
<p>Indicare la serie B  alla squadra con cui condividi la città  forse non aiuta e scaramanticamente è una sfida nei confronti del destino.</p>
<p>Se poi scemano le forze fisiche  il cocktail indigesto è pronto.</p>
<p>Nella vita occorrono forse maggior saggezza, senso della misura e silenzio propizio per raggiungere traguardi. Mai ostentare forza e certezza della vittoria. L&#8217;insidia è sempre dietro l&#8217;angolo.</p>
<p><em><strong>di Marco Piervenanzi</strong></em></p>
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Raddoppio di Pazzini che approfitta di una Roma ormai stremata e che intravede lo spettro della fine di un sogno.
E&#8217; un capolinea tristissimo quello che attende la gente giallorossa.
Occorre scendere e abbandonare quel sogno che sembrava essere alla portata.
Come te lo spieghi questo epilogo? Se si utilizza la ragione ci si rende conto che la squadra era a corto di fiato da tempo. Il derby vinto immeritatamente aveva nascosto questa dura verità. E forse ha illuso chi pensava che la squadra potesse inseguire il sogno.
Se invece, abbandonato il raziocinio ci si lascia guidare dal magico, forse i pollici versi, “ i pianti di gioia”  dei pomeriggi di De Rossi quando la Lazio perdeva non portano poi forse tanta fortuna.
Quel godere “a bestia” dopo l&#8217;errore di Floccari, senza ammettere di aver vinto grazie alla dea bendata ha alimentato tanto veleno “sportivo”  che in città era respirabile, da chi ha naso capace di odorare l&#8217;umore dei rivali.
Indicare la serie B  alla squadra con cui condividi la città  forse non aiuta e scaramanticamente è una sfida nei confronti del destino.
Se poi scemano le forze fisiche  il cocktail indigesto è pronto.
Nella vita occorrono forse maggior saggezza, senso della misura e silenzio propizio per raggiungere traguardi. Mai ostentare forza e certezza della vittoria. L&#8217;insidia è sempre dietro l&#8217;angolo.
di Marco Piervenanzi
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		<title>È successo. È tutto magnificamente successo. La Roma è prima</title>
		<link>http://www.abitarearoma.it/redazione/e-successo-e-tutto-magnificamente-successo-la-roma-e-prima/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 15:32:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Extra Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[campionato]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[scudetto]]></category>

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		<description><![CDATA[“Oh, mamma mia! Che è successo? Vedo la gente totalmente impazzita. Fatemi un cenno, ditemi qualcosa. Ah, un rigore sbagliato dall&#8217;Inter”. Così Carlo Zampa in Roma-Atalanta, domenica 11 maggio 2008. Materazzi, a San Siro, con Inter-Siena sul due a due, si è fatto parare il rigore-scudetto dal portiere toscano, Alex Manninger. Festa rimandata per i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/04/Roma-esultanza-post-partita.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-413" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="Roma-esultanza-post-partita" src="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/04/Roma-esultanza-post-partita-150x150.jpg" alt="Roma-esultanza-post-partita" width="150" height="150" /></a>“Oh, mamma mia! Che è successo? Vedo la gente totalmente impazzita. Fatemi un cenno, ditemi qualcosa. Ah, un rigore sbagliato dall&#8217;Inter”. Così Carlo Zampa in Roma-Atalanta, domenica 11 maggio 2008. Materazzi, a San Siro, con Inter-Siena sul due a due, si è fatto parare il rigore-scudetto dal portiere toscano, Alex Manninger. Festa rimandata per i nerazzurri. Dovranno aspettare l&#8217;ultima giornata.</p>
<p>Stesso stadio. Stesso avversario. Stessa gente impazzita. Questa volta però, esultiamo in <span id="more-410"></span>maniera diversa. Quell&#8217;anno il sogno tricolore sarebbe durato un&#8217;altra piccola settimana, per poi miseramente dissolversi del tutto a Catania.</p>
<p>Questa volta Roma-Atalanta è tutta un&#8217;altra storia. L&#8217;Inter ha giocato sabato: 2-2 a Firenze. Al Franchi il tanto temuto “biscotto” non è stato sfornato. Gli arbitri sembrano non avere più molti riguardi per l&#8217;Inter. Qualcosa sta cambiando. Si avverte anche nella capitale. Migliaia di persone intasano le ricevitorie per conquistare il tanto ambito biglietto. Tutti all&#8217;Olimpico, il luogo per eccellenza dove si corre, si tifa, si gioisce e si soffre. È dal 2002 che la Roma non assapora il primato nel girone di ritorno.</p>
<p>Facce serene, sciarpe al collo e un timido sorriso. Potrebbe succedere, ma ancora stiamo lì, un punto sotto. Sono tante le batoste subite. Alcune brucianti, come dagli undici metri nelle coppe. Altre sfiancanti, come le inutili corse scudetto sfumate per un niente. Questo pomeriggio potrebbe accadere l&#8217;impensabile.</p>
<p>L&#8217;Olimpico è stracolmo. Si canta Roma, Roma. Si ricordano il Roscio e il Coca-Cola. Ci siamo. È arrivata l&#8217;ora. Calcio d&#8217;inizio.</p>
<p>E&#8217; dell&#8217;Atalanta il primo tiro, ma dopo soli dodici minuti super-Mirko fa cinquanta con la Roma: tiro da lontano, Consigli non trattiene… E PALLA IN RETE!</p>
<p>Si esulta, si urla. Calma! È appena l&#8217;inizio. Siamo al minuto di gioco ventisettesimo. Cassetti fa sbocciare un sorriso pieno sul viso dei settantamila giallorossi. Assist dell&#8217;immenso Francesco; Marco si trova lì, davanti al portiere dell&#8217;Atalanta. Colpo di testa… RETE! È il due a zero.</p>
<p>Si canta. Si sente già aria di derby. Un sogno impossibile fino a due mesi fa, si sta ora realizzando.</p>
<p>Nella ripresa ritornano i fantasmi del passato. L&#8217;attaccante atalantino Tiribocchi, sfruttando un errato disimpegno di Riise, dopo soli otto minuti della ripresa, segna il gol che riapre la partita.</p>
<p>“No! Non può succedere anche questa volta &#8211; recitano in coro tutti i giallorossi &#8211; Non può svanire un sogno tanto atteso”.</p>
<p>Scorrono i minuti, lenti. Sembrano ore, giorni. Volti consumati dalla tensione. Ogni attacco bergamasco è un colpo al cuore per i romanisti. Ci siamo. È il novantesimo. Tre minuti di recupero: “Dai, questa volta ce la possiamo fare &#8211; grida unanime il popolo &#8211; Fischia Rocchi, fischia!”.</p>
<p>E&#8217; finita! Sorpasso. La Roma è prima. I giocatori sotto la curva a prendersi i meritati applausi. Di questi tempi è diventata una divina consuetudine.</p>
<p>Qualcosa sta cambiando. Si sente nell&#8217;aria, si respira all&#8217;Olimpico. Ora dipende tutto da noi.</p>
<p>“Oh, mamma mia! Che è successo? Vedo la gente totalmente impazzita. Fatemi un cenno, ditemi qualcosa”.</p>
<p>La Roma è prima Carlé. Tutti ci guardano con il naso in su&#8217;. E ci invidiano.</p>
<p><em><strong>di Lorenzo De Santis</strong></em></p>
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Stesso stadio. Stesso avversario. Stessa gente impazzita. Questa volta però, esultiamo in maniera diversa. Quell&#8217;anno il sogno tricolore sarebbe durato un&#8217;altra piccola settimana, per poi miseramente dissolversi del tutto a Catania.
Questa volta Roma-Atalanta è tutta un&#8217;altra storia. L&#8217;Inter ha giocato sabato: 2-2 a Firenze. Al Franchi il tanto temuto “biscotto” non è stato sfornato. Gli arbitri sembrano non avere più molti riguardi per l&#8217;Inter. Qualcosa sta cambiando. Si avverte anche nella capitale. Migliaia di persone intasano le ricevitorie per conquistare il tanto ambito biglietto. Tutti all&#8217;Olimpico, il luogo per eccellenza dove si corre, si tifa, si gioisce e si soffre. È dal 2002 che la Roma non assapora il primato nel girone di ritorno.
Facce serene, sciarpe al collo e un timido sorriso. Potrebbe succedere, ma ancora stiamo lì, un punto sotto. Sono tante le batoste subite. Alcune brucianti, come dagli undici metri nelle coppe. Altre sfiancanti, come le inutili corse scudetto sfumate per un niente. Questo pomeriggio potrebbe accadere l&#8217;impensabile.
L&#8217;Olimpico è stracolmo. Si canta Roma, Roma. Si ricordano il Roscio e il Coca-Cola. Ci siamo. È arrivata l&#8217;ora. Calcio d&#8217;inizio.
E&#8217; dell&#8217;Atalanta il primo tiro, ma dopo soli dodici minuti super-Mirko fa cinquanta con la Roma: tiro da lontano, Consigli non trattiene… E PALLA IN RETE!
Si esulta, si urla. Calma! È appena l&#8217;inizio. Siamo al minuto di gioco ventisettesimo. Cassetti fa sbocciare un sorriso pieno sul viso dei settantamila giallorossi. Assist dell&#8217;immenso Francesco; Marco si trova lì, davanti al portiere dell&#8217;Atalanta. Colpo di testa… RETE! È il due a zero.
Si canta. Si sente già aria di derby. Un sogno impossibile fino a due mesi fa, si sta ora realizzando.
Nella ripresa ritornano i fantasmi del passato. L&#8217;attaccante atalantino Tiribocchi, sfruttando un errato disimpegno di Riise, dopo soli otto minuti della ripresa, segna il gol che riapre la partita.
“No! Non può succedere anche questa volta &#8211; recitano in coro tutti i giallorossi &#8211; Non può svanire un sogno tanto atteso”.
Scorrono i minuti, lenti. Sembrano ore, giorni. Volti consumati dalla tensione. Ogni attacco bergamasco è un colpo al cuore per i romanisti. Ci siamo. È il novantesimo. Tre minuti di recupero: “Dai, questa volta ce la possiamo fare &#8211; grida unanime il popolo &#8211; Fischia Rocchi, fischia!”.
E&#8217; finita! Sorpasso. La Roma è prima. I giocatori sotto la curva a prendersi i meritati applausi. Di questi tempi è diventata una divina consuetudine.
Qualcosa sta cambiando. Si sente nell&#8217;aria, si respira all&#8217;Olimpico. Ora dipende tutto da noi.
“Oh, mamma mia! Che è successo? Vedo la gente totalmente impazzita. Fatemi un cenno, ditemi qualcosa”.
La Roma è prima Carlé. Tutti ci guardano con il naso in su&#8217;. E ci invidiano.
di Lorenzo De Santis
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		<item>
		<title>Amaro Romano/ Alemanno e le promesse mantenute&#8230; promesse!</title>
		<link>http://www.abitarearoma.it/redazione/amaro-romano-alemanno-e-le-promesse-mantenute-promesse/</link>
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		<pubDate>Sun, 03 May 2009 11:42:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[Alemanno]]></category>
		<category><![CDATA[bilancio]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>

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		<description><![CDATA[Gianni Alemanno festeggia il suo primo anno alla guida della Capitale. Un anno &#8211; a detta della maggioranza &#8211; coronato da successi e obiettivi raggiunti, come quelli più importanti: il bilancio, la questione sicurezza e l&#8217;immigrazione. Il rating aumentato da A ad A+ dalle agenzie internazionali, le leggi antiprostituzione e sull&#8217;armamento dei Vigili, e soprattutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gianni Alemanno festeggia il suo primo anno alla guida della Capitale.</p>
<p>Un anno &#8211; a detta della maggioranza &#8211; coronato da successi e obiettivi raggiunti, come quelli più importanti: il bilancio, la questione sicurezza e l&#8217;immigrazione. Il rating aumentato da A ad A+ dalle agenzie internazionali, le leggi antiprostituzione e sull&#8217;armamento dei Vigili, e soprattutto lo stop all&#8217;immigrazione di massa sembrano i capisaldi dell&#8217;azione politica del centrodestra.</p>
<p>Ma è davvero così?</p>
<p><span id="more-137"></span></p>
<p><strong>Bilancio</strong>. Secondo Alemanno il fatto che le maggiori agenzie di rating &#8211; cioè Standard &amp; Poor&#8217;s e Fitch Ratings &#8211; abbiano aumentato il livello di affidabilità da A ad A+ dimostra il buon lavoro svolto fino a oggi e la robustezza dell&#8217;amministrazione.</p>
<p>A noi però sembra un&#8217;equazione un po&#8217; troppo azzardata. Poiché intanto c&#8217;è da sottolineare che si tratta di rating a lungo termine (che significa una previsione di stabilità), e infatti l&#8217;indice a breve termine &#8211; che è poi quello più aderente all&#8217;immediato, cioè più realistico &#8211; segna sempre A: cioè lo stesso valore degli ultimi anni (medio-alta qualità). Passare da A ad A+ a lungo termine significa solo che, visti i fondi liberati dal governo centrale (500 milioni di euro) e i piani per Roma Capitale che assicurano maggiori poteri e autonomia dal punto di vista economico (e quindi minore influenzabilità esterna del sistema-Roma), le prospettive di affidabilità sono maggiori per gli investitori, e dunque lo spread (cioè il fattore di rischio, per dirla in soldoni) diminuisce di conseguenza.</p>
<p>Nella scelta dell&#8217;aumento del rating hanno pesato quasi esclusivamente fattori esterni all&#8217;attività della Giunta Alemanno, parola di Standard &amp; Poor&#8217;s, che individua l&#8217;incremento come risultato dello &#8220;straordinario supporto finanziario ed amministrativo ricevuto dal Comune di Roma nella forma di un trasferimento annuale di 500 milioni [...] in riconoscimento dello status di Capitale, cosi&#8217; come la cessione delle passivita&#8217; pregresse del Comune alla gestione commissariale stabilita dal Governo centrale [...] e alla possibilita&#8217; di ricorrere ad anticipazioni di cassa attraverso la Cassa Depositi e Prestiti o altro istituto di credito, a copertura di tali passivita&#8221; (Il Sole 24 Ore, 18 marzo 2009).</p>
<p>Ma proviamo a vederla da un altro punto di vista: se il Governo non si fosse mosso finanziariamente in direzione di Roma, il rating sarebbe mai tornato ad essere A+? A noi pare proprio di no! Roma infatti scese da A+ ad A all&#8217;indomani dell&#8217;outgoing di Walter Veltroni dal Campidoglio. E da allora un anno di centrodestra non è bastato a far rialzare le aspettative degli investitori. Questo ci sembra il vero dato significativo.</p>
<p><strong>Sicurezza</strong>. Qui la situazione si fa complessa. Intanto i famosi militari in città non sono un&#8217;azione diretta dall&#8217;amministrazione capitolina, ma sempre dal Governo centrale. Ma per quanto riguarda la sicurezza in senso stretto, a parte qualche migliaio di multe ai clienti delle prostitute e il recente caso della violenza alla Caffarella (dove, peraltro, nella foga di arrestare per forza i primi sospettati si rischiava di scivolare nel ridicolo), non sembra ci sia stato un apprezzabile sviluppo sostanziale, concreto, visibile. Per precisione e onestà parleremo solo in riferimento al Municipio delle Torri &#8211; l&#8217;Ottavo e più popoloso territorio della Capitale, con oltre 200mila abitanti -, dove le recenti agitazioni di cittadini, Comitati di Quartiere e consiglieri circoscrizionali non sembrano accordarsi con l&#8217;offerta e i dati del Campidoglio.</p>
<p>I poliziotti di quartiere per molti sembrano ancora un&#8217;inutile spreco di fondi e personale. I vigili non accettano né di portare armi, né tantomeno di andare &#8220;per marciapiedi&#8221; a decidere se una ragazza ha atteggiamenti equivoci o meno (per ricalcare le parole della &#8220;fumosa&#8221; ordinanza anti-prostitute varata lo scorso anno). I militari mancano ancora in molti punti sensibili e svolgono una funzione più che altro dissuasiva. E per finire l&#8217;idea delle ronde (che, in verità, non piacevano neanche ad Alemanno) sembra davvero &#8211; mi si passi l&#8217;ironia &#8211; &#8220;un&#8217;americanata&#8221;.</p>
<p>Mentre invece gli episodi di violenza razzista &#8211; specialmente di matrice neonazifascista &#8211; sono drasticamente aumentati (come ha confermato qualche mese fa anche la Comunità di Sant&#8217;Egidio che lavora nell&#8217;VIII). I Comitati di Quartiere hanno denunciato, in questi ultimi mesi, un&#8217;impennata di atti intimidatori a scopo di estorsione nei confronti di molti commercianti. Le prostitute sembrano non essere diminuite affatto (basta fare una capatina serale sulla Palmiro Togliatti, dove moltissime ragazze continuano ad esercitare alla &#8220;luce del sole&#8221;). E gli oltre 200mila residenti non sembrano sentirsi più sicuri rispetto a due anni fa, tanto che i Comitati di Quartiere hanno addirittura formato un Gruppo speciale sulla Sicurezza per aiutare il Municipio a far fronte al problema.</p>
<p>C&#8217;è da dire comunque che quel poco che si sta facendo (almeno in questo quadrante) lo si deve alla Commissione Sicurezza di Fernando Vendetti, e alla collaborazione attiva (come lui stesso ha dichiarato) dell&#8217;opposizione, dei Comitati e delle Associazioni sparse nel territorio &#8211; che oltretutto si sono viste tagliare drammaticamente molti fondi a loro dedicati, nell&#8217;ultimo Piano Regolatore Sociale.</p>
<p>Risse, violenze sessuali, pestaggi di stranieri, popolano come sempre le prime pagine dei quotidiani nazionali e locali. Dalla violenza di capodanno al caso della Caffarella, dai ripetuti pestaggi di stranieri a Tor Bella Monaca alla fatale coltellata per un parcheggio. Questo, in verità, ci sembra tutt&#8217;altro che positivo per l&#8217;amministrazione capitolina.</p>
<p><strong>Immigrazione</strong>. In campagna elettorale Gianni Alemanno parlava di combattere l&#8217;immigrazione, chiudere i campi rom, cacciare gli immigrati, e via dicendo. Cosa sta succedendo, invece? Che il campo Casilino 900 non solo non sembra verrà mai chiuso, ma addirittura potrebbe essere rinfoltito (anzi, probabilmente lo sarà), così come quello di Salone e il &#8220;nuovo&#8221; Casilino 700. Il sindaco, infatti, dichiara che i campi funzionano male e che potrebbero dare ospitalità a tanti altri individui. Il messaggio è chiaro. E&#8217; per questo che anche Forza Nuova &#8211; che non è certo una formazione di sinistra, orientata all&#8217;inclusione e alla solidarietà sociale &#8211; è scesa più volte in piazza per denunciare il dietrofront del centrodestra in questo ambito. Niente espulsioni e niente sgomberi. Solo qualche baracca buttata giù con una ruspa (e ricostruita due giorni dopo, venti metri più avanti).</p>
<p>Il modello orientato all&#8217;accoglienza e all&#8217;integrazione sociale portato avanti da Walter Veltroni, che era riuscito (non senza problemi) a dare almeno quel senso di sicurezza in più a residenti e migranti &#8211; confermato poi dalla minore incidenza della violenza -, è diventato un vessillo dietro al quale ora sembra esserci il vuoto. E si è trasformato, via via, in un modello di &#8220;reclusione&#8221; (Alemanno parlò così, a gennaio del 2009: &#8220;saranno campi sicuri e controllati&#8221;; nemmeno un accenno ai servizi offerti ai nomadi, alla scolarizzazione, ai piani per l&#8217;inclusione&#8230;). E così nel campo di Salone &#8211; uno dei maggiori in città &#8211; sono rimaste solo le recinzioni d&#8217;acciaio, le telecamere perimetrali, un passo carrabile e uno pedonale.</p>
<p>Con il modello Veltroni il campo registrò un incremento di benessere non solo per i cittadini romani, ma anche per i migranti e i rom che pian piano &#8211; attraverso le cooperative e le onlus impegnate (e finanziate!) nel campo &#8211; riuscivano ad agganciarsi alla società (pensiamo solo ai programmi per l&#8217;accesso al lavoro delle donne, dicono le cooperative). Oggi invece &#8211; sostiene Jovanca, una delle portavoci &#8211; la mentalità è cambiata; tempo fa c&#8217;è stata una retata della Polizia lanciata a tuttapagina come una maxi operazione anticriminalità (sui giornali si parlava di circa 50 arresti) ma in realtà solo 24 persone sono state portate in Questura e poi rilasciate qualche ora dopo: qualcuno è stato identificato come irregolare (questione di documenti, ma per una ragione o per un&#8217;altra non è stato possibile avviare la procedura di espulsione), per gli altri niente di niente. &#8220;Solo un&#8217;operazione pubblicitaria&#8221;, ha dichiarato Jovanca al periodico Carta.</p>
<p>A gennaio Massimiliano Lorenzotti &#8211; minisindaco dell&#8217;Ottavo Municipio &#8211; ha dichiarato che il campo potrebbe anche arrivare a contenere mille persone (oggi ne ospita circa 650). Gianni Alemanno è dello stesso avviso. Dunque era questa la visione politico-sociale del centrodestra? Ammassare rom, migranti e rifugiati politici (poveri) in campi di concentramento?</p>
<p>Inoltre c&#8217;è un problema che oggi pare sia sparito dalle pagine dei giornali: l&#8217;Europa ha più volte redarguito Alemanno sui trattamenti riservati agli immigrati e ai rom. Sospetti fenomeni di xenofobia e razzismo, dichiarò il responsabile della Commissione europea a Roma, invitando sindaco e Giunta a rispettare non solo le Convenzioni internazionali sui rifugiati politici, sugli immigrati e sulle minoranze etniche, ma anche la normativa europea in materia e, non per ultimo, la Convenzione sui diritti dell&#8217;uomo. Allora, però, c&#8217;era l&#8217;ipotesi di prendere le impronte digitali ai bambini rom e compagnia bella, che l&#8217;amministrazione ha fatto bene a lasciar cadere nel dimenticatoio.</p>
<p><strong>Insomma, quali impegni sono stati mantenuti?</strong> Sulle questioni a nostro avviso più importanti &#8211; il risanamento economico-finanziario, la sicurezza e l&#8217;immigrazione &#8211; sembra che poco o nulla sia stato fatto. A parte qualche &#8220;fuoco d&#8217;artificio&#8221; per giustificare una presenza in Campidoglio, sembra che di &#8220;mantenute&#8221; ci siano solo le promesse, che sono state &#8220;mantenute&#8221; appunto promesse.</p>
<form id="vozme_form_bfe9130717401e249c6470b4d9441249" method="post" name="vozme_form_bfe9130717401e249c6470b4d9441249" target="bfe9130717401e249c6470b4d9441249" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="Amaro Romano/ Alemanno e le promesse mantenute&#8230; promesse!.. Gianni Alemanno festeggia il suo primo anno alla guida della Capitale.
Un anno &#8211; a detta della maggioranza &#8211; coronato da successi e obiettivi raggiunti, come quelli più importanti: il bilancio, la questione sicurezza e l&#8217;immigrazione. Il rating aumentato da A ad A+ dalle agenzie internazionali, le leggi antiprostituzione e sull&#8217;armamento dei Vigili, e soprattutto lo stop all&#8217;immigrazione di massa sembrano i capisaldi dell&#8217;azione politica del centrodestra.
Ma è davvero così?

Bilancio. Secondo Alemanno il fatto che le maggiori agenzie di rating &#8211; cioè Standard &amp; Poor&#8217;s e Fitch Ratings &#8211; abbiano aumentato il livello di affidabilità da A ad A+ dimostra il buon lavoro svolto fino a oggi e la robustezza dell&#8217;amministrazione.
A noi però sembra un&#8217;equazione un po&#8217; troppo azzardata. Poiché intanto c&#8217;è da sottolineare che si tratta di rating a lungo termine (che significa una previsione di stabilità), e infatti l&#8217;indice a breve termine &#8211; che è poi quello più aderente all&#8217;immediato, cioè più realistico &#8211; segna sempre A: cioè lo stesso valore degli ultimi anni (medio-alta qualità). Passare da A ad A+ a lungo termine significa solo che, visti i fondi liberati dal governo centrale (500 milioni di euro) e i piani per Roma Capitale che assicurano maggiori poteri e autonomia dal punto di vista economico (e quindi minore influenzabilità esterna del sistema-Roma), le prospettive di affidabilità sono maggiori per gli investitori, e dunque lo spread (cioè il fattore di rischio, per dirla in soldoni) diminuisce di conseguenza.
Nella scelta dell&#8217;aumento del rating hanno pesato quasi esclusivamente fattori esterni all&#8217;attività della Giunta Alemanno, parola di Standard &amp; Poor&#8217;s, che individua l&#8217;incremento come risultato dello &#8220;straordinario supporto finanziario ed amministrativo ricevuto dal Comune di Roma nella forma di un trasferimento annuale di 500 milioni [...] in riconoscimento dello status di Capitale, cosi&#8217; come la cessione delle passivita&#8217; pregresse del Comune alla gestione commissariale stabilita dal Governo centrale [...] e alla possibilita&#8217; di ricorrere ad anticipazioni di cassa attraverso la Cassa Depositi e Prestiti o altro istituto di credito, a copertura di tali passivita&#8221; (Il Sole 24 Ore, 18 marzo 2009).
Ma proviamo a vederla da un altro punto di vista: se il Governo non si fosse mosso finanziariamente in direzione di Roma, il rating sarebbe mai tornato ad essere A+? A noi pare proprio di no! Roma infatti scese da A+ ad A all&#8217;indomani dell&#8217;outgoing di Walter Veltroni dal Campidoglio. E da allora un anno di centrodestra non è bastato a far rialzare le aspettative degli investitori. Questo ci sembra il vero dato significativo.
Sicurezza. Qui la situazione si fa complessa. Intanto i famosi militari in città non sono un&#8217;azione diretta dall&#8217;amministrazione capitolina, ma sempre dal Governo centrale. Ma per quanto riguarda la sicurezza in senso stretto, a parte qualche migliaio di multe ai clienti delle prostitute e il recente caso della violenza alla Caffarella (dove, peraltro, nella foga di arrestare per forza i primi sospettati si rischiava di scivolare nel ridicolo), non sembra ci sia stato un apprezzabile sviluppo sostanziale, concreto, visibile. Per precisione e onestà parleremo solo in riferimento al Municipio delle Torri &#8211; l&#8217;Ottavo e più popoloso territorio della Capitale, con oltre 200mila abitanti -, dove le recenti agitazioni di cittadini, Comitati di Quartiere e consiglieri circoscrizionali non sembrano accordarsi con l&#8217;offerta e i dati del Campidoglio.
I poliziotti di quartiere per molti sembrano ancora un&#8217;inutile spreco di fondi e personale. I vigili non accettano né di portare armi, né tantomeno di andare &#8220;per marciapiedi&#8221; a decidere se una ragazza ha atteggiamenti equivoci o meno (per ricalcare le parole della &#8220;fumosa&#8221; ordinanza anti-prostitute varata lo scorso anno). I militari mancano ancora in molti punti sensibili e svolgono una funzione più che altro dissuasiva. E per finire l&#8217;idea delle ronde (che, in verità, non piacevano neanche ad Alemanno) sembra davvero &#8211; mi si passi l&#8217;ironia &#8211; &#8220;un&#8217;americanata&#8221;.
Mentre invece gli episodi di violenza razzista &#8211; specialmente di matrice neonazifascista &#8211; sono drasticamente aumentati (come ha confermato qualche mese fa anche la Comunità di Sant&#8217;Egidio che lavora nell&#8217;VIII). I Comitati di Quartiere hanno denunciato, in questi ultimi mesi, un&#8217;impennata di atti intimidatori a scopo di estorsione nei confronti di molti commercianti. Le prostitute sembrano non essere diminuite affatto (basta fare una capatina serale sulla Palmiro Togliatti, dove moltissime ragazze continuano ad esercitare alla &#8220;luce del sole&#8221;). E gli oltre 200mila residenti non sembrano sentirsi più sicuri rispetto a due anni fa, tanto che i Comitati di Quartiere hanno addirittura formato un Gruppo speciale sulla Sicurezza per aiutare il Municipio a far fronte al problema.
C&#8217;è da dire comunque che quel poco che si sta facendo (almeno in questo quadrante) lo si deve alla Commissione Sicurezza di Fernando Vendetti, e alla collaborazione attiva (come lui stesso ha dichiarato) dell&#8217;opposizione, dei Comitati e delle Associazioni sparse nel territorio &#8211; che oltretutto si sono viste tagliare drammaticamente molti fondi a loro dedicati, nell&#8217;ultimo Piano Regolatore Sociale.
Risse, violenze sessuali, pestaggi di stranieri, popolano come sempre le prime pagine dei quotidiani nazionali e locali. Dalla violenza di capodanno al caso della Caffarella, dai ripetuti pestaggi di stranieri a Tor Bella Monaca alla fatale coltellata per un parcheggio. Questo, in verità, ci sembra tutt&#8217;altro che positivo per l&#8217;amministrazione capitolina.
Immigrazione. In campagna elettorale Gianni Alemanno parlava di combattere l&#8217;immigrazione, chiudere i campi rom, cacciare gli immigrati, e via dicendo. Cosa sta succedendo, invece? Che il campo Casilino 900 non solo non sembra verrà mai chiuso, ma addirittura potrebbe essere rinfoltito (anzi, probabilmente lo sarà), così come quello di Salone e il &#8220;nuovo&#8221; Casilino 700. Il sindaco, infatti, dichiara che i campi funzionano male e che potrebbero dare ospitalità a tanti altri individui. Il messaggio è chiaro. E&#8217; per questo che anche Forza Nuova &#8211; che non è certo una formazione di sinistra, orientata all&#8217;inclusione e alla solidarietà sociale &#8211; è scesa più volte in piazza per denunciare il dietrofront del centrodestra in questo ambito. Niente espulsioni e niente sgomberi. Solo qualche baracca buttata giù con una ruspa (e ricostruita due giorni dopo, venti metri più avanti).
Il modello orientato all&#8217;accoglienza e all&#8217;integrazione sociale portato avanti da Walter Veltroni, che era riuscito (non senza problemi) a dare almeno quel senso di sicurezza in più a residenti e migranti &#8211; confermato poi dalla minore incidenza della violenza -, è diventato un vessillo dietro al quale ora sembra esserci il vuoto. E si è trasformato, via via, in un modello di &#8220;reclusione&#8221; (Alemanno parlò così, a gennaio del 2009: &#8220;saranno campi sicuri e controllati&#8221;; nemmeno un accenno ai servizi offerti ai nomadi, alla scolarizzazione, ai piani per l&#8217;inclusione&#8230;). E così nel campo di Salone &#8211; uno dei maggiori in città &#8211; sono rimaste solo le recinzioni d&#8217;acciaio, le telecamere perimetrali, un passo carrabile e uno pedonale.
Con il modello Veltroni il campo registrò un incremento di benessere non solo per i cittadini romani, ma anche per i migranti e i rom che pian piano &#8211; attraverso le cooperative e le onlus impegnate (e finanziate!) nel campo &#8211; riuscivano ad agganciarsi alla società (pensiamo solo ai programmi per l&#8217;accesso al lavoro delle donne, dicono le cooperative). Oggi invece &#8211; sostiene Jovanca, una delle portavoci &#8211; la mentalità è cambiata; tempo fa c&#8217;è stata una retata della Polizia lanciata a tuttapagina come una maxi operazione anticriminalità (sui giornali si parlava di circa 50 arresti) ma in realtà solo 24 persone sono state portate in Questura e poi rilasciate qualche ora dopo: qualcuno è stato identificato come irregolare (questione di documenti, ma per una ragione o per un&#8217;altra non è stato possibile avviare la procedura di espulsione), per gli altri niente di niente. &#8220;Solo un&#8217;operazione pubblicitaria&#8221;, ha dichiarato Jovanca al periodico Carta.
A gennaio Massimiliano Lorenzotti &#8211; minisindaco dell&#8217;Ottavo Municipio &#8211; ha dichiarato che il campo potrebbe anche arrivare a contenere mille persone (oggi ne ospita circa 650). Gianni Alemanno è dello stesso avviso. Dunque era questa la visione politico-sociale del centrodestra? Ammassare rom, migranti e rifugiati politici (poveri) in campi di concentramento?
Inoltre c&#8217;è un problema che oggi pare sia sparito dalle pagine dei giornali: l&#8217;Europa ha più volte redarguito Alemanno sui trattamenti riservati agli immigrati e ai rom. Sospetti fenomeni di xenofobia e razzismo, dichiarò il responsabile della Commissione europea a Roma, invitando sindaco e Giunta a rispettare non solo le Convenzioni internazionali sui rifugiati politici, sugli immigrati e sulle minoranze etniche, ma anche la normativa europea in materia e, non per ultimo, la Convenzione sui diritti dell&#8217;uomo. Allora, però, c&#8217;era l&#8217;ipotesi di prendere le impronte digitali ai bambini rom e compagnia bella, che l&#8217;amministrazione ha fatto bene a lasciar cadere nel dimenticatoio.
Insomma, quali impegni sono stati mantenuti? Sulle questioni a nostro avviso più importanti &#8211; il risanamento economico-finanziario, la sicurezza e l&#8217;immigrazione &#8211; sembra che poco o nulla sia stato fatto. A parte qualche &#8220;fuoco d&#8217;artificio&#8221; per giustificare una presenza in Campidoglio, sembra che di &#8220;mantenute&#8221; ci siano solo le promesse, che sono state &#8220;mantenute&#8221; appunto promesse.
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		<title>La Formula Uno a Roma? La Lega si allea con Al Qaeda!</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jan 2009 18:04:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi abbiamo pubblicato la notizia dell&#8217;idea di ospitare un Gran Premio della Formula Uno a Roma. Ma più della clamorosa pensata mi ha stupito quello che sono riusciti a dichiarare un deputato leghista, il Sindaco di Monza, Marco Mariani e il deputato Matteo Salvini che qui di seguito riporto. &#8220;Il gran premio di Monza non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img style="border: 0pt none; margin-left: 6px; margin-right: 6px;" src="http://www.abitarearoma.net/photos/45772.jpg" alt="Ferrari Formula Uno a Roma" width="374" height="236" /></p>
<p>Oggi abbiamo pubblicato la notizia dell&#8217;idea di ospitare un <a href="http://www.abitarearoma.net/index.php?doc=articolo&amp;id_articolo=11443" target="_blank">Gran Premio della Formula Uno a Roma</a>.</p>
<p>Ma più della clamorosa pensata mi ha stupito quello che sono riusciti a dichiarare un deputato leghista, il Sindaco di Monza, Marco Mariani e il deputato Matteo Salvini che qui di seguito riporto.<span id="more-110"></span></p>
<p>&#8220;Il gran premio di Monza non si tocca, è di Monza e rimarrà a Monza; la capitale, città che sembra aver perso qualsiasi dignità, la deve smettere di pensare di avere il diritto divino di rubare al Nord. Roma faccia correre le bighe!&#8221;  E poi ancora: &#8220;E&#8217; la volta buona che mi convenziono con Al Qaeda e gli faccio tirar giù l&#8217;Altare della patria&#8221;.</p>
<p>Fin qui il deputato leghista e il Sindaco di Monza al quale si è aggiunto poi il deputato Salvini, che accusa Roma di essere &#8220;la capitale del furto&#8221;. &#8220;Hanno provato a fregare il cinema a Venezia, hanno fregato tre quarti della Rai a Milano e a Torino, sono gli unici ad avere gli impianti sportivi finanziati dal Coni&#8221;. &#8220;Quella di Alemanno è una barzelletta, al massimo gli si finanzierà una pista di biglie di fronte a Campidoglio&#8221;.<br />
&#8220;Se invece in tutto questo ci fosse qualcosa di vero, a Roma, sotto al Pincio, c&#8217;è una statua di Alberto da Giussano. Tanto per cominciare  ci portiamo via quella. Io e qualche altro collega, in furgoncino&#8221;.</p>
<p>Ma è possibile mai che questi &#8220;nostri dipendenti&#8221; come li chiama Beppe Grillo dicano liberamente certo nefandezze?</p>
<form id="vozme_form_95b97a5719de8d11e648277bece5fbb0" method="post" name="vozme_form_95b97a5719de8d11e648277bece5fbb0" target="95b97a5719de8d11e648277bece5fbb0" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="La Formula Uno a Roma? La Lega si allea con Al Qaeda!.. 
Oggi abbiamo pubblicato la notizia dell&#8217;idea di ospitare un Gran Premio della Formula Uno a Roma.
Ma più della clamorosa pensata mi ha stupito quello che sono riusciti a dichiarare un deputato leghista, il Sindaco di Monza, Marco Mariani e il deputato Matteo Salvini che qui di seguito riporto.
&#8220;Il gran premio di Monza non si tocca, è di Monza e rimarrà a Monza; la capitale, città che sembra aver perso qualsiasi dignità, la deve smettere di pensare di avere il diritto divino di rubare al Nord. Roma faccia correre le bighe!&#8221;  E poi ancora: &#8220;E&#8217; la volta buona che mi convenziono con Al Qaeda e gli faccio tirar giù l&#8217;Altare della patria&#8221;.
Fin qui il deputato leghista e il Sindaco di Monza al quale si è aggiunto poi il deputato Salvini, che accusa Roma di essere &#8220;la capitale del furto&#8221;. &#8220;Hanno provato a fregare il cinema a Venezia, hanno fregato tre quarti della Rai a Milano e a Torino, sono gli unici ad avere gli impianti sportivi finanziati dal Coni&#8221;. &#8220;Quella di Alemanno è una barzelletta, al massimo gli si finanzierà una pista di biglie di fronte a Campidoglio&#8221;.
&#8220;Se invece in tutto questo ci fosse qualcosa di vero, a Roma, sotto al Pincio, c&#8217;è una statua di Alberto da Giussano. Tanto per cominciare  ci portiamo via quella. Io e qualche altro collega, in furgoncino&#8221;.
Ma è possibile mai che questi &#8220;nostri dipendenti&#8221; come li chiama Beppe Grillo dicano liberamente certo nefandezze?
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