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	<title>Redazione &#187; precariato</title>
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	<description>Blog a cura dei redattori del giornale online www.abitarearoma.net</description>
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		<title>Amaro Romano/ Quando i poveri fanno gola ai ricchi</title>
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		<comments>http://www.abitarearoma.it/redazione/amaro-romano-quando-i-poveri-fanno-gola-ai-ricchi/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2009 09:10:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[ammortizzatori sociali]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
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		<description><![CDATA[Il ministro dell&#8217;Economia Giulio Tremonti dà una scossa all&#8217;asse politico-strategico del suo dicastero e di tutto il centrodestra. Dopo i ripetuti appelli alla necessità di investire il tutto per tutto nella cosiddetta patrimonializzazione delle imprese &#8211; sostanzialmente una aumento di capitale per le banche &#8211; credendola l&#8217;unica cura veramente efficace per contrastare la crisi nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il ministro dell&#8217;Economia Giulio Tremonti dà una scossa all&#8217;asse politico-strategico del suo dicastero e di tutto il centrodestra. Dopo i ripetuti appelli alla necessità di investire il tutto per tutto nella cosiddetta patrimonializzazione delle imprese &#8211; sostanzialmente una aumento di capitale per le banche &#8211; credendola l&#8217;unica cura veramente efficace per contrastare la crisi nel 2009, sposta improvvisamente il timone verso i cittadini e parla addirittura di ammortizzatori sociali per i precari.</p>
<p>Si è accorto che se non si dà un po&#8217; d&#8217;ossigeno anche ai risparmiatori non si va da nessuna parte. Oppure ha accolto la &#8220;dottrina Franceschini&#8221; anche lui. O, più semplicemente, si avvicinano le elezioni provinciali ed europee.</p>
<p><span id="more-117"></span></p>
<p>Sì perché se qualcuno non se ne fosse ancora accorto, o l&#8217;abbia dimenticato, il 6 e 7 giugno si voterà nei comuni e nelle province, e oltretutto alle schede italiane si aggiungerà anche la scheda elettiva per il rinnovo del Parlamento europeo. Un appuntamento che molti &#8211; specie nel Partito Democratico, ma anche fra gli outsiders di destra e di sinistra &#8211; non hanno esitato a definire &#8220;immancabile&#8221;, proprio in considerazione della delicata situazione economica e dell&#8217;operato del Governo Berlusconi che in questa legislatura ha apportato numerosi cambiamenti.</p>
<p>C&#8217;è un fantasma dunque che si aggira per l&#8217;Italia &#8211; come si dice in questi casi! &#8211; che si chiama &#8220;scheda elettorale&#8221; e che in una situazione come questa è necessario, per la maggioranza di Governo, non sottovalutare. All&#8217;indomani del nuovo millennio, in fin dei conti, tutto si gioca sul filo della propaganda politica e lo show business legato all&#8217;affascinante mondo del marketing di governo assume un ruolo decisivo per i partiti e le coalizioni maggiori. Siamo nell&#8217;era della realpolitik radicale: tutto è progettatato, organizzato e promosso per ottenere voti.</p>
<p>E questo mi porta ad immaginare una serie di ragioni che spingono centrodestra e centrosinistra a muoversi in favore delle classi deboli (o debolissime) della società, proprio in momenti come questo. Insomma, più si avvicinano le elezioni e più la classe dirigente si prodiga in favore dei ceti bassi, quasi fosse un cammino verso la santità. Ma è interessante provare a dare un&#8217;interpretazione dei due punti di vista.</p>
<p>Dal punto di vista del centrodestra, appare assolutamente normale puntare al pressing sul popolo, usando una delle leve più sperimentate ed efficaci del XX secolo: la paura. Stimolare tensione e inquietudine ha sempre portato benefici alla compagine che si dimostra in grado di prendere in mano le redini dello Stato, in maniera anche radicale, adottando misure estreme tese ad estirpare il problema. Questo tipo di strategia politica è stata (e continua ad essere) utilizzata in molti paesi del mondo perché, in termini concreti, è quella meno impegnativa e più efficace. E&#8217; quella adottata dal centrodestra in campagna elettorale, quando ha lasciato che serpeggiasse tra la popolazione il terrore degli stranieri, dell&#8217;economia a rotoli, dei comunisti stalinisti, persino dei cani assassini assetati di sangue umano. Questa tecnica funziona perché controllare chi ha paura è più facile, e soprattutto assicura consenso.</p>
<p>Dal punto di vista opposto, quello del centrosinistra, la strategia cambia. Si punta &#8211; in maniera un po&#8217; anacronistica, a mio avviso! &#8211; al consenso allargato, cercando di accontentare un po&#8217; tutti, e lasciando molto spesso che i dibattiti intorno ai temi più delicati e importanti si protraessero ad libitum, per non scontentare nessuno. A volte abbandonandoli del tutto, nel corso del tempo (pensiamo al dialogo intorno ai Pacs o al testamento biologico stesso, tristemente caduti nel dimenticatoio). Cercando una continua intesa multilaterale, si cerca di infondere coraggio e soprattutto autorevolezza ponendosi nel ruolo del &#8220;buon padre di famiglia&#8221;: comprensivo, obiettivo ma soprattutto buono (la severità è un &#8220;male necessario&#8221;). Una strategia che sembra inefficace nel breve periodo, ma che può comunque avere effetti molto positivi nel lungo termine &#8211; non è un caso che le politiche di centrosinistra siano focalizzate su obiettivi a lungo termine; e la stessa strategia, inoltre, è stata messa in campo da John Kerry alle presidenziali americane del 2004, quando ha raccontato non a caso la storiella del &#8220;buon uomo, buon marito e buon padre&#8221;.</p>
<p>Ora Dario Franceschini spinge sul reddito minimo garantito. Silvio Berlusconi rilancia incredibilmente con gli ammortizzatori sociali. I precari sembrano la fascia più gettonata da ambo gli schieramenti. Infatti, si stima che questa parte della popolazione sia in costante crescita e, di qui a poco, caratterizzerà l&#8217;intero sistema lavorativo italiano. Inoltre il lavoro precario è fortemente sviluppato proprio nei centri di medie o medio-piccole dimensioni (oggetto delle votazioni di giugno). Sarà un caso?</p>
<p>Quel che è certo è che, molto probabilmente, arriverà una ventata di quattrini. E di questi tempi, meglio approfittarne! E, a proposito, occhio ai requisiti per accedere al reddito minimo nel Lazio&#8230;</p>
<p><strong>Aggiornamento del 7 marzo 2009</strong>:</p>
<p>Silvio Berlusconi ha detto no alla proposta Franceschini sul reddito minimo garantito perché, sostiene, sarebbe una &#8220;licenza a licenziare&#8221;, e pare stia cercando di manovrare il barcone del Governo verso un approccio diverso rispetto a quanto abbiamo finora descritto. Berlusconi, infatti, ha scelto di spostare l&#8217;attenzione su un&#8217;altra leva generatrice di consenso: la speranza (evidentemente in controtendenza rispetto al resto del Cdm) e dichiara stamane: la crisi non è così terribile. Tremonti &#8211; che appena poche decine di ore fa aveva lanciato l&#8217;annus horribilis &#8211; non ha perso tempo a ritrattare, cercando di ingoiare la pillola&#8230;</p>
<p>Ma Berlusconi ha già studiato il nuovo piano strategico: ottimismo e fiducia a go-go! E giù annunci pubblicitari di fondi miliardari, quattrini a palate, fondi fondi fondi&#8230; al ché, giustamente, Dario Franceschini ha ribattuto: ma li tiri fuori questi fondi!!!</p>
<p>Ma la macchina monogovernativa del premier è già in funzione (con buona pace dei ministri &#8220;tagliati&#8221;, come la Gelmini e la Prestigiacomo, infuriate per l&#8217;imprevista operazione dimagrante!): 16 miliardi e 600 milioni pronti a Palazzo Chigi per le infrastrutture. Riaffiora così il demone antico di casa Berlusconi: il mattone.</p>
<p>Ponte sullo Stretto: 1,3 miliardi (spesa complessiva stimata oltre 6 miliardi). Sistema Mo.Se. a Venezia: 800 milioni. Alta velocità: quasi 3 miliardi (primi lavori, ovviamente, Milano-Genova e Milano-Verona). Poi un curioso fondo di poco più di 1 miliardo e mezzo per la costruzione di: metro C a Roma, metro regionale campana, metropolitana di Palermo, Catania, Bari e Cagliari, adeguamenti per la Parma Brescia e Bologna e infine (con gli avanzi) la rete di trasporto per l&#8217;Expo di Milano del 2015. Infine tutta una serie di interventi stradali (tra cui trafori, autostrade, ecc.) con il completamento della ormai mitologica Salerno-Reggio Calabria: 2 miliardi di euro ai quali &#8211; assicura Berlusconi! &#8211; si aggiungeranno altri 8 miliardi di fondi privati. A tutto questo si deve aggiungere 1 miliardo per la ristrutturazione delle scuole e 200 milioni per l&#8217;emergenza carceraria.</p>
<p>Sembra la spesa di Totò in &#8220;Miseria e nobiltà&#8221;&#8230;</p>
<p>Comunque, il risultato da raggiungere è il consenso, non le opere. Questo è l&#8217;aspetto che più ci interessa. E questa brusca virata del Governo può essere spiegata solo in un modo: Franceschini sta facendo paura. Non tanto lo spessore politico, piuttosto l&#8217;orizzonte di pragmatismo fa paura; perché capace di essere davvero concorrenziale rispetto a quello del premier, al quale siamo ormai assuefatti. La &#8220;strillata&#8221; del neosegretario del PD sul reddito medio &#8211; e la recentissima legge regionale laziale che l&#8217;ha introdotto sul serio! &#8211; probabilmente ha spiazzato la maggioranza. Ecco allora che serve un piano B. La paura fa guadagnare consenso, ma i soldi di più. E siccome, dal punto di vista del premier-magnate, di soldi al popolo non se ne parla (lo ribadisce in continuazione) ecco che serve una strategia &#8220;alternativa&#8221;: occorre giocare su qualcosa che faccia gola ai &#8220;poveri&#8221;. E sotto questo punto di vista è perfettamente normale tirare in ballo il sempreverde Ponte sullo Stretto, la leggenda del completamento della Salerno-Reggio, il mito dell&#8217;Alta Velocità e la metro C a Roma&#8230; anch&#8217;essa candidata al Tempio delle opere incompiute.</p>
<p>Insomma, Franceschini e Berlusconi prometto due El Dorado distinte ma pur sempre appetibili per stomaci secchi come quelli della maggior parte degli italiani. Speriamo di riuscire a mettere qualcosa in pancia!</p>
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Si è accorto che se non si dà un po&#8217; d&#8217;ossigeno anche ai risparmiatori non si va da nessuna parte. Oppure ha accolto la &#8220;dottrina Franceschini&#8221; anche lui. O, più semplicemente, si avvicinano le elezioni provinciali ed europee.

Sì perché se qualcuno non se ne fosse ancora accorto, o l&#8217;abbia dimenticato, il 6 e 7 giugno si voterà nei comuni e nelle province, e oltretutto alle schede italiane si aggiungerà anche la scheda elettiva per il rinnovo del Parlamento europeo. Un appuntamento che molti &#8211; specie nel Partito Democratico, ma anche fra gli outsiders di destra e di sinistra &#8211; non hanno esitato a definire &#8220;immancabile&#8221;, proprio in considerazione della delicata situazione economica e dell&#8217;operato del Governo Berlusconi che in questa legislatura ha apportato numerosi cambiamenti.
C&#8217;è un fantasma dunque che si aggira per l&#8217;Italia &#8211; come si dice in questi casi! &#8211; che si chiama &#8220;scheda elettorale&#8221; e che in una situazione come questa è necessario, per la maggioranza di Governo, non sottovalutare. All&#8217;indomani del nuovo millennio, in fin dei conti, tutto si gioca sul filo della propaganda politica e lo show business legato all&#8217;affascinante mondo del marketing di governo assume un ruolo decisivo per i partiti e le coalizioni maggiori. Siamo nell&#8217;era della realpolitik radicale: tutto è progettatato, organizzato e promosso per ottenere voti.
E questo mi porta ad immaginare una serie di ragioni che spingono centrodestra e centrosinistra a muoversi in favore delle classi deboli (o debolissime) della società, proprio in momenti come questo. Insomma, più si avvicinano le elezioni e più la classe dirigente si prodiga in favore dei ceti bassi, quasi fosse un cammino verso la santità. Ma è interessante provare a dare un&#8217;interpretazione dei due punti di vista.
Dal punto di vista del centrodestra, appare assolutamente normale puntare al pressing sul popolo, usando una delle leve più sperimentate ed efficaci del XX secolo: la paura. Stimolare tensione e inquietudine ha sempre portato benefici alla compagine che si dimostra in grado di prendere in mano le redini dello Stato, in maniera anche radicale, adottando misure estreme tese ad estirpare il problema. Questo tipo di strategia politica è stata (e continua ad essere) utilizzata in molti paesi del mondo perché, in termini concreti, è quella meno impegnativa e più efficace. E&#8217; quella adottata dal centrodestra in campagna elettorale, quando ha lasciato che serpeggiasse tra la popolazione il terrore degli stranieri, dell&#8217;economia a rotoli, dei comunisti stalinisti, persino dei cani assassini assetati di sangue umano. Questa tecnica funziona perché controllare chi ha paura è più facile, e soprattutto assicura consenso.
Dal punto di vista opposto, quello del centrosinistra, la strategia cambia. Si punta &#8211; in maniera un po&#8217; anacronistica, a mio avviso! &#8211; al consenso allargato, cercando di accontentare un po&#8217; tutti, e lasciando molto spesso che i dibattiti intorno ai temi più delicati e importanti si protraessero ad libitum, per non scontentare nessuno. A volte abbandonandoli del tutto, nel corso del tempo (pensiamo al dialogo intorno ai Pacs o al testamento biologico stesso, tristemente caduti nel dimenticatoio). Cercando una continua intesa multilaterale, si cerca di infondere coraggio e soprattutto autorevolezza ponendosi nel ruolo del &#8220;buon padre di famiglia&#8221;: comprensivo, obiettivo ma soprattutto buono (la severità è un &#8220;male necessario&#8221;). Una strategia che sembra inefficace nel breve periodo, ma che può comunque avere effetti molto positivi nel lungo termine &#8211; non è un caso che le politiche di centrosinistra siano focalizzate su obiettivi a lungo termine; e la stessa strategia, inoltre, è stata messa in campo da John Kerry alle presidenziali americane del 2004, quando ha raccontato non a caso la storiella del &#8220;buon uomo, buon marito e buon padre&#8221;.
Ora Dario Franceschini spinge sul reddito minimo garantito. Silvio Berlusconi rilancia incredibilmente con gli ammortizzatori sociali. I precari sembrano la fascia più gettonata da ambo gli schieramenti. Infatti, si stima che questa parte della popolazione sia in costante crescita e, di qui a poco, caratterizzerà l&#8217;intero sistema lavorativo italiano. Inoltre il lavoro precario è fortemente sviluppato proprio nei centri di medie o medio-piccole dimensioni (oggetto delle votazioni di giugno). Sarà un caso?
Quel che è certo è che, molto probabilmente, arriverà una ventata di quattrini. E di questi tempi, meglio approfittarne! E, a proposito, occhio ai requisiti per accedere al reddito minimo nel Lazio&#8230;
Aggiornamento del 7 marzo 2009:
Silvio Berlusconi ha detto no alla proposta Franceschini sul reddito minimo garantito perché, sostiene, sarebbe una &#8220;licenza a licenziare&#8221;, e pare stia cercando di manovrare il barcone del Governo verso un approccio diverso rispetto a quanto abbiamo finora descritto. Berlusconi, infatti, ha scelto di spostare l&#8217;attenzione su un&#8217;altra leva generatrice di consenso: la speranza (evidentemente in controtendenza rispetto al resto del Cdm) e dichiara stamane: la crisi non è così terribile. Tremonti &#8211; che appena poche decine di ore fa aveva lanciato l&#8217;annus horribilis &#8211; non ha perso tempo a ritrattare, cercando di ingoiare la pillola&#8230;
Ma Berlusconi ha già studiato il nuovo piano strategico: ottimismo e fiducia a go-go! E giù annunci pubblicitari di fondi miliardari, quattrini a palate, fondi fondi fondi&#8230; al ché, giustamente, Dario Franceschini ha ribattuto: ma li tiri fuori questi fondi!!!
Ma la macchina monogovernativa del premier è già in funzione (con buona pace dei ministri &#8220;tagliati&#8221;, come la Gelmini e la Prestigiacomo, infuriate per l&#8217;imprevista operazione dimagrante!): 16 miliardi e 600 milioni pronti a Palazzo Chigi per le infrastrutture. Riaffiora così il demone antico di casa Berlusconi: il mattone.
Ponte sullo Stretto: 1,3 miliardi (spesa complessiva stimata oltre 6 miliardi). Sistema Mo.Se. a Venezia: 800 milioni. Alta velocità: quasi 3 miliardi (primi lavori, ovviamente, Milano-Genova e Milano-Verona). Poi un curioso fondo di poco più di 1 miliardo e mezzo per la costruzione di: metro C a Roma, metro regionale campana, metropolitana di Palermo, Catania, Bari e Cagliari, adeguamenti per la Parma Brescia e Bologna e infine (con gli avanzi) la rete di trasporto per l&#8217;Expo di Milano del 2015. Infine tutta una serie di interventi stradali (tra cui trafori, autostrade, ecc.) con il completamento della ormai mitologica Salerno-Reggio Calabria: 2 miliardi di euro ai quali &#8211; assicura Berlusconi! &#8211; si aggiungeranno altri 8 miliardi di fondi privati. A tutto questo si deve aggiungere 1 miliardo per la ristrutturazione delle scuole e 200 milioni per l&#8217;emergenza carceraria.
Sembra la spesa di Totò in &#8220;Miseria e nobiltà&#8221;&#8230;
Comunque, il risultato da raggiungere è il consenso, non le opere. Questo è l&#8217;aspetto che più ci interessa. E questa brusca virata del Governo può essere spiegata solo in un modo: Franceschini sta facendo paura. Non tanto lo spessore politico, piuttosto l&#8217;orizzonte di pragmatismo fa paura; perché capace di essere davvero concorrenziale rispetto a quello del premier, al quale siamo ormai assuefatti. La &#8220;strillata&#8221; del neosegretario del PD sul reddito medio &#8211; e la recentissima legge regionale laziale che l&#8217;ha introdotto sul serio! &#8211; probabilmente ha spiazzato la maggioranza. Ecco allora che serve un piano B. La paura fa guadagnare consenso, ma i soldi di più. E siccome, dal punto di vista del premier-magnate, di soldi al popolo non se ne parla (lo ribadisce in continuazione) ecco che serve una strategia &#8220;alternativa&#8221;: occorre giocare su qualcosa che faccia gola ai &#8220;poveri&#8221;. E sotto questo punto di vista è perfettamente normale tirare in ballo il sempreverde Ponte sullo Stretto, la leggenda del completamento della Salerno-Reggio, il mito dell&#8217;Alta Velocità e la metro C a Roma&#8230; anch&#8217;essa candidata al Tempio delle opere incompiute.
Insomma, Franceschini e Berlusconi prometto due El Dorado distinte ma pur sempre appetibili per stomaci secchi come quelli della maggior parte degli italiani. Speriamo di riuscire a mettere qualcosa in pancia!
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		<title>L&#8217;immeritocrazia al potere</title>
		<link>http://www.abitarearoma.it/redazione/limmeritocrazia-al-potere/</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Sep 2008 19:17:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Polcaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[call-center]]></category>
		<category><![CDATA[crisi italiana]]></category>
		<category><![CDATA[politici]]></category>
		<category><![CDATA[precariato]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa ci fanno insieme un economista, uno psicologo, uno scienziato politico, un ingegnere, un giurista, e un sociologo? Cosa fa questo pool di cervelli composto da giovani e brillanti laureati? Probabilmente lavorerà a qualche importante e suggestivo progetto. Se stessero in America o in altre nazioni europee sicuramente sì. Ma visto che si trovano in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa ci fanno insieme un economista, uno psicologo, uno scienziato politico, un ingegnere, un giurista, e un sociologo?</p>
<p>Cosa fa questo pool di cervelli composto da giovani e brillanti laureati?</p>
<p>Probabilmente lavorerà a qualche importante e suggestivo progetto. Se stessero in America o in altre nazioni europee sicuramente sì. Ma visto che si trovano in Italia è presto detto. L&#8217;unico laboratorio che può riunirli tutti insieme è un call-center.<span id="more-72"></span></p>
<p>Sono ragazzi volenterosi che lavorano 5-6 ore al giorno indefessamente per fare telefonate nelle case delle persone al fine di spillare danaro (che non andrà a loro) alla gente. Un lavoro da rivoluzione industriale che non prevede pause e che chiaramente è altamente precario. Niente ferie pagate, niente indennità e se tutto va bene riesci ad alzare a fine mese quelle 600 euro maledette.</p>
<p>È un sistema perfetto, tra l&#8217;altro sapientemente rappresentato da Virzì nel film &#8220;Tutta la vita davanti&#8221;. Se credete che quel film sia esagerato vi sbagliate di grosso. L&#8217;Italia si è trasformata in un meccanismo che si incastona esattamente nel sistema delle caste all&#8217;italiana. I nostri &#8220;bramini&#8221; li conosciamo tutti, visto che sono sempre gli stessi da vent&#8217;anni o più. La gerontocrazia che ci comanda non lo fa per merito, ma per diritto di nascita. Si tramanda la propria poltrona ai figli e non importa se stiamo parlando di posti pubblici o privati. In entrambe le situazioni gli organigrammi delle aziende sono piene degli stessi cognomi.</p>
<p>Dalla politica in giù, si sono imparati a presentare delle facce nuove, giovani, pulite, come per dimostrare che è arrivata la svolta. Ma il disgusto è ancora maggiore nel vedere che quelle facce pulite ti stanno comunicando, attraverso la loro freschezza e voglia di fare, che sono figli di, che sono andati a letto con, che sono fidanzati di. Non è retorica, no. È il sistema perfetto che si è creato in Italia. Le aziende italiane si reggono su poche valide persone che mandano avanti tutto il carrozzone di raccomandati incompetenti. È un sistema perfetto che vede il resto dei giovani italiani passare da un call center all&#8217;altro.</p>
<p>Non mi soffermo qui a spiegare le cause politiche, sociali, ma soprattutto economiche che hanno portato a questa nuova Italia, ma  tale sistema induce i ragazzi a non laurearsi o a non specializzarsi. Inutile perdere tempo a studiare quando in quei 5 o 6 anni ci si poteva rimboccare le maniche per trovare lavoro. Ma poi chi avrebbe finanziato quel carrozzone universitario che si nutre di tasse degli iscritti? Dopo aver svolto il loro dovere di studente (cioè versare danaro alla casta universitaria) ecco che i ragazzi si tuffano nei call-center. Magari attendono qualche anno, sbattendosi tra agenzie del lavoro e improbabili colloqui per fare i venditori. Poi si arrendono e si tuffano nel macinino tritacarne dei centralini telefonici.</p>
<p>Intanto gli immeritevoli dirigenti, manager, politici, accademici, e comunicatori italiani continuano a guidare la nave Italia nelle felici posizioni di coda dell&#8217;Europa, ma senza porsi limiti e puntando direttamente al mondo intero.</p>
<form id="vozme_form_248916c1876d18b983fb5b3004689557" method="post" name="vozme_form_248916c1876d18b983fb5b3004689557" target="248916c1876d18b983fb5b3004689557" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="L&#8217;immeritocrazia al potere.. Cosa ci fanno insieme un economista, uno psicologo, uno scienziato politico, un ingegnere, un giurista, e un sociologo?
Cosa fa questo pool di cervelli composto da giovani e brillanti laureati?
Probabilmente lavorerà a qualche importante e suggestivo progetto. Se stessero in America o in altre nazioni europee sicuramente sì. Ma visto che si trovano in Italia è presto detto. L&#8217;unico laboratorio che può riunirli tutti insieme è un call-center.
Sono ragazzi volenterosi che lavorano 5-6 ore al giorno indefessamente per fare telefonate nelle case delle persone al fine di spillare danaro (che non andrà a loro) alla gente. Un lavoro da rivoluzione industriale che non prevede pause e che chiaramente è altamente precario. Niente ferie pagate, niente indennità e se tutto va bene riesci ad alzare a fine mese quelle 600 euro maledette.
È un sistema perfetto, tra l&#8217;altro sapientemente rappresentato da Virzì nel film &#8220;Tutta la vita davanti&#8221;. Se credete che quel film sia esagerato vi sbagliate di grosso. L&#8217;Italia si è trasformata in un meccanismo che si incastona esattamente nel sistema delle caste all&#8217;italiana. I nostri &#8220;bramini&#8221; li conosciamo tutti, visto che sono sempre gli stessi da vent&#8217;anni o più. La gerontocrazia che ci comanda non lo fa per merito, ma per diritto di nascita. Si tramanda la propria poltrona ai figli e non importa se stiamo parlando di posti pubblici o privati. In entrambe le situazioni gli organigrammi delle aziende sono piene degli stessi cognomi.
Dalla politica in giù, si sono imparati a presentare delle facce nuove, giovani, pulite, come per dimostrare che è arrivata la svolta. Ma il disgusto è ancora maggiore nel vedere che quelle facce pulite ti stanno comunicando, attraverso la loro freschezza e voglia di fare, che sono figli di, che sono andati a letto con, che sono fidanzati di. Non è retorica, no. È il sistema perfetto che si è creato in Italia. Le aziende italiane si reggono su poche valide persone che mandano avanti tutto il carrozzone di raccomandati incompetenti. È un sistema perfetto che vede il resto dei giovani italiani passare da un call center all&#8217;altro.
Non mi soffermo qui a spiegare le cause politiche, sociali, ma soprattutto economiche che hanno portato a questa nuova Italia, ma  tale sistema induce i ragazzi a non laurearsi o a non specializzarsi. Inutile perdere tempo a studiare quando in quei 5 o 6 anni ci si poteva rimboccare le maniche per trovare lavoro. Ma poi chi avrebbe finanziato quel carrozzone universitario che si nutre di tasse degli iscritti? Dopo aver svolto il loro dovere di studente (cioè versare danaro alla casta universitaria) ecco che i ragazzi si tuffano nei call-center. Magari attendono qualche anno, sbattendosi tra agenzie del lavoro e improbabili colloqui per fare i venditori. Poi si arrendono e si tuffano nel macinino tritacarne dei centralini telefonici.
Intanto gli immeritevoli dirigenti, manager, politici, accademici, e comunicatori italiani continuano a guidare la nave Italia nelle felici posizioni di coda dell&#8217;Europa, ma senza porsi limiti e puntando direttamente al mondo intero.
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		<title>Precariato Vs Italia: 3-0</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jul 2008 06:02:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pernarella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il precariato, ancora una volta, diviene protagonista della scena sociale e politica del nostro bel paese. Non c&#8217;è nulla da fare; i cosidetti lavoratori a termine non hanno più speranze di poter costruire qualcosa di produttivo per il loro futuro. Merito del nuovo decreto nel quale si afferma che qualora un lavoratore si rivolga ad un giudice per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="left;">Il precariato, ancora una volta, diviene protagonista della scena sociale e politica del nostro bel paese. Non c&#8217;è nulla da fare; i cosidetti lavoratori a termine non hanno più speranze di poter costruire qualcosa di produttivo per il loro futuro. Merito del nuovo decreto<span id="more-27"></span> nel quale si afferma che qualora un lavoratore si rivolga ad un giudice per sanare irregolarità o trattamenti iniqui da parte dell&#8217;azienda, può ottenere un indennizzo economico ma non più l&#8217;assunzione a tempo indeterminato. Ma come ho fatto a non pensarci prima!? Giusto, giustissimo! Tante volte uno ha la soluzione a portata di mano e non se ne accorge! Meno male che questo governo c&#8217;ha pensato.</p>
<p style="left;">Mi chiedo: se io dovessi vincere una causa contro la mia azienda per la quale lavoro con un contratto a termine, ciò significa che ho ragione, altrimenti perderei la causa. E fin qui ci siamo. Il concetto è elementare. Quindi se io vincessi la causa avrei diritto ad un risrcimento economico per tutti i contributi che non mi sono stati versati e, in secondo luogo, avrei diritto ad un trattamento contrattuale migliore. E invece no! Io mi becco il risarcimento perchè ho ragione, ma visto che la ragione è dei fessi, rimango con il mio bel contrattino a progetto. Mi sembra logico come ragionamento, anzi &#8220;flessibile&#8221; o, oserei dire, precario, anche questo.</p>
<p style="left;">Quindi, mettiamo sempre il caso che io voglia far causa all&#8217;azienda: se so, che qualora intraprendessi un provvedimento nei confronti di essa, avrei diritto ad un risarcimento (e immagino che risarcimento!) ma non avrei diritto all&#8217;assunzione a tempo indeterminato, perchè dovrei farle causa? Per non avere nemmeno più la speranza di essere assunta, un giorno?</p>
<p style="left;">Siamo davvero sull&#8217;orlo del ridicolo mentre sempre più giovani non sanno dove sbattere la testa. Dove comprare la prima casa è una mission impossible. Dove vivere con dignità è prerogativa soltanto delle classi alte. E i comuni mortali? E quelli che si fanno in quattro ogni giorno per guadagnare pochi euro?</p>
<p style="left;"> </p>
<p style="left;">Vergogna!</p>
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Mi chiedo: se io dovessi vincere una causa contro la mia azienda per la quale lavoro con un contratto a termine, ciò significa che ho ragione, altrimenti perderei la causa. E fin qui ci siamo. Il concetto è elementare. Quindi se io vincessi la causa avrei diritto ad un risrcimento economico per tutti i contributi che non mi sono stati versati e, in secondo luogo, avrei diritto ad un trattamento contrattuale migliore. E invece no! Io mi becco il risarcimento perchè ho ragione, ma visto che la ragione è dei fessi, rimango con il mio bel contrattino a progetto. Mi sembra logico come ragionamento, anzi &#8220;flessibile&#8221; o, oserei dire, precario, anche questo.
Quindi, mettiamo sempre il caso che io voglia far causa all&#8217;azienda: se so, che qualora intraprendessi un provvedimento nei confronti di essa, avrei diritto ad un risarcimento (e immagino che risarcimento!) ma non avrei diritto all&#8217;assunzione a tempo indeterminato, perchè dovrei farle causa? Per non avere nemmeno più la speranza di essere assunta, un giorno?
Siamo davvero sull&#8217;orlo del ridicolo mentre sempre più giovani non sanno dove sbattere la testa. Dove comprare la prima casa è una mission impossible. Dove vivere con dignità è prerogativa soltanto delle classi alte. E i comuni mortali? E quelli che si fanno in quattro ogni giorno per guadagnare pochi euro?
 
Vergogna!
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