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	<title>Redazione &#187; politici</title>
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	<description>Blog a cura dei redattori del giornale online www.abitarearoma.net</description>
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		<title>La Formula Uno a Roma? La Lega si allea con Al Qaeda!</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jan 2009 18:04:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi abbiamo pubblicato la notizia dell&#8217;idea di ospitare un Gran Premio della Formula Uno a Roma. Ma più della clamorosa pensata mi ha stupito quello che sono riusciti a dichiarare un deputato leghista, il Sindaco di Monza, Marco Mariani e il deputato Matteo Salvini che qui di seguito riporto. &#8220;Il gran premio di Monza non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img style="border: 0pt none; margin-left: 6px; margin-right: 6px;" src="http://www.abitarearoma.net/photos/45772.jpg" alt="Ferrari Formula Uno a Roma" width="374" height="236" /></p>
<p>Oggi abbiamo pubblicato la notizia dell&#8217;idea di ospitare un <a href="http://www.abitarearoma.net/index.php?doc=articolo&amp;id_articolo=11443" target="_blank">Gran Premio della Formula Uno a Roma</a>.</p>
<p>Ma più della clamorosa pensata mi ha stupito quello che sono riusciti a dichiarare un deputato leghista, il Sindaco di Monza, Marco Mariani e il deputato Matteo Salvini che qui di seguito riporto.<span id="more-110"></span></p>
<p>&#8220;Il gran premio di Monza non si tocca, è di Monza e rimarrà a Monza; la capitale, città che sembra aver perso qualsiasi dignità, la deve smettere di pensare di avere il diritto divino di rubare al Nord. Roma faccia correre le bighe!&#8221;  E poi ancora: &#8220;E&#8217; la volta buona che mi convenziono con Al Qaeda e gli faccio tirar giù l&#8217;Altare della patria&#8221;.</p>
<p>Fin qui il deputato leghista e il Sindaco di Monza al quale si è aggiunto poi il deputato Salvini, che accusa Roma di essere &#8220;la capitale del furto&#8221;. &#8220;Hanno provato a fregare il cinema a Venezia, hanno fregato tre quarti della Rai a Milano e a Torino, sono gli unici ad avere gli impianti sportivi finanziati dal Coni&#8221;. &#8220;Quella di Alemanno è una barzelletta, al massimo gli si finanzierà una pista di biglie di fronte a Campidoglio&#8221;.<br />
&#8220;Se invece in tutto questo ci fosse qualcosa di vero, a Roma, sotto al Pincio, c&#8217;è una statua di Alberto da Giussano. Tanto per cominciare  ci portiamo via quella. Io e qualche altro collega, in furgoncino&#8221;.</p>
<p>Ma è possibile mai che questi &#8220;nostri dipendenti&#8221; come li chiama Beppe Grillo dicano liberamente certo nefandezze?</p>
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Oggi abbiamo pubblicato la notizia dell&#8217;idea di ospitare un Gran Premio della Formula Uno a Roma.
Ma più della clamorosa pensata mi ha stupito quello che sono riusciti a dichiarare un deputato leghista, il Sindaco di Monza, Marco Mariani e il deputato Matteo Salvini che qui di seguito riporto.
&#8220;Il gran premio di Monza non si tocca, è di Monza e rimarrà a Monza; la capitale, città che sembra aver perso qualsiasi dignità, la deve smettere di pensare di avere il diritto divino di rubare al Nord. Roma faccia correre le bighe!&#8221;  E poi ancora: &#8220;E&#8217; la volta buona che mi convenziono con Al Qaeda e gli faccio tirar giù l&#8217;Altare della patria&#8221;.
Fin qui il deputato leghista e il Sindaco di Monza al quale si è aggiunto poi il deputato Salvini, che accusa Roma di essere &#8220;la capitale del furto&#8221;. &#8220;Hanno provato a fregare il cinema a Venezia, hanno fregato tre quarti della Rai a Milano e a Torino, sono gli unici ad avere gli impianti sportivi finanziati dal Coni&#8221;. &#8220;Quella di Alemanno è una barzelletta, al massimo gli si finanzierà una pista di biglie di fronte a Campidoglio&#8221;.
&#8220;Se invece in tutto questo ci fosse qualcosa di vero, a Roma, sotto al Pincio, c&#8217;è una statua di Alberto da Giussano. Tanto per cominciare  ci portiamo via quella. Io e qualche altro collega, in furgoncino&#8221;.
Ma è possibile mai che questi &#8220;nostri dipendenti&#8221; come li chiama Beppe Grillo dicano liberamente certo nefandezze?
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		<title>L&#8217;immeritocrazia al potere</title>
		<link>http://www.abitarearoma.it/redazione/limmeritocrazia-al-potere/</link>
		<comments>http://www.abitarearoma.it/redazione/limmeritocrazia-al-potere/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Sep 2008 19:17:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Polcaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
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		<category><![CDATA[crisi italiana]]></category>
		<category><![CDATA[politici]]></category>
		<category><![CDATA[precariato]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa ci fanno insieme un economista, uno psicologo, uno scienziato politico, un ingegnere, un giurista, e un sociologo? Cosa fa questo pool di cervelli composto da giovani e brillanti laureati? Probabilmente lavorerà a qualche importante e suggestivo progetto. Se stessero in America o in altre nazioni europee sicuramente sì. Ma visto che si trovano in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa ci fanno insieme un economista, uno psicologo, uno scienziato politico, un ingegnere, un giurista, e un sociologo?</p>
<p>Cosa fa questo pool di cervelli composto da giovani e brillanti laureati?</p>
<p>Probabilmente lavorerà a qualche importante e suggestivo progetto. Se stessero in America o in altre nazioni europee sicuramente sì. Ma visto che si trovano in Italia è presto detto. L&#8217;unico laboratorio che può riunirli tutti insieme è un call-center.<span id="more-72"></span></p>
<p>Sono ragazzi volenterosi che lavorano 5-6 ore al giorno indefessamente per fare telefonate nelle case delle persone al fine di spillare danaro (che non andrà a loro) alla gente. Un lavoro da rivoluzione industriale che non prevede pause e che chiaramente è altamente precario. Niente ferie pagate, niente indennità e se tutto va bene riesci ad alzare a fine mese quelle 600 euro maledette.</p>
<p>È un sistema perfetto, tra l&#8217;altro sapientemente rappresentato da Virzì nel film &#8220;Tutta la vita davanti&#8221;. Se credete che quel film sia esagerato vi sbagliate di grosso. L&#8217;Italia si è trasformata in un meccanismo che si incastona esattamente nel sistema delle caste all&#8217;italiana. I nostri &#8220;bramini&#8221; li conosciamo tutti, visto che sono sempre gli stessi da vent&#8217;anni o più. La gerontocrazia che ci comanda non lo fa per merito, ma per diritto di nascita. Si tramanda la propria poltrona ai figli e non importa se stiamo parlando di posti pubblici o privati. In entrambe le situazioni gli organigrammi delle aziende sono piene degli stessi cognomi.</p>
<p>Dalla politica in giù, si sono imparati a presentare delle facce nuove, giovani, pulite, come per dimostrare che è arrivata la svolta. Ma il disgusto è ancora maggiore nel vedere che quelle facce pulite ti stanno comunicando, attraverso la loro freschezza e voglia di fare, che sono figli di, che sono andati a letto con, che sono fidanzati di. Non è retorica, no. È il sistema perfetto che si è creato in Italia. Le aziende italiane si reggono su poche valide persone che mandano avanti tutto il carrozzone di raccomandati incompetenti. È un sistema perfetto che vede il resto dei giovani italiani passare da un call center all&#8217;altro.</p>
<p>Non mi soffermo qui a spiegare le cause politiche, sociali, ma soprattutto economiche che hanno portato a questa nuova Italia, ma  tale sistema induce i ragazzi a non laurearsi o a non specializzarsi. Inutile perdere tempo a studiare quando in quei 5 o 6 anni ci si poteva rimboccare le maniche per trovare lavoro. Ma poi chi avrebbe finanziato quel carrozzone universitario che si nutre di tasse degli iscritti? Dopo aver svolto il loro dovere di studente (cioè versare danaro alla casta universitaria) ecco che i ragazzi si tuffano nei call-center. Magari attendono qualche anno, sbattendosi tra agenzie del lavoro e improbabili colloqui per fare i venditori. Poi si arrendono e si tuffano nel macinino tritacarne dei centralini telefonici.</p>
<p>Intanto gli immeritevoli dirigenti, manager, politici, accademici, e comunicatori italiani continuano a guidare la nave Italia nelle felici posizioni di coda dell&#8217;Europa, ma senza porsi limiti e puntando direttamente al mondo intero.</p>
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Cosa fa questo pool di cervelli composto da giovani e brillanti laureati?
Probabilmente lavorerà a qualche importante e suggestivo progetto. Se stessero in America o in altre nazioni europee sicuramente sì. Ma visto che si trovano in Italia è presto detto. L&#8217;unico laboratorio che può riunirli tutti insieme è un call-center.
Sono ragazzi volenterosi che lavorano 5-6 ore al giorno indefessamente per fare telefonate nelle case delle persone al fine di spillare danaro (che non andrà a loro) alla gente. Un lavoro da rivoluzione industriale che non prevede pause e che chiaramente è altamente precario. Niente ferie pagate, niente indennità e se tutto va bene riesci ad alzare a fine mese quelle 600 euro maledette.
È un sistema perfetto, tra l&#8217;altro sapientemente rappresentato da Virzì nel film &#8220;Tutta la vita davanti&#8221;. Se credete che quel film sia esagerato vi sbagliate di grosso. L&#8217;Italia si è trasformata in un meccanismo che si incastona esattamente nel sistema delle caste all&#8217;italiana. I nostri &#8220;bramini&#8221; li conosciamo tutti, visto che sono sempre gli stessi da vent&#8217;anni o più. La gerontocrazia che ci comanda non lo fa per merito, ma per diritto di nascita. Si tramanda la propria poltrona ai figli e non importa se stiamo parlando di posti pubblici o privati. In entrambe le situazioni gli organigrammi delle aziende sono piene degli stessi cognomi.
Dalla politica in giù, si sono imparati a presentare delle facce nuove, giovani, pulite, come per dimostrare che è arrivata la svolta. Ma il disgusto è ancora maggiore nel vedere che quelle facce pulite ti stanno comunicando, attraverso la loro freschezza e voglia di fare, che sono figli di, che sono andati a letto con, che sono fidanzati di. Non è retorica, no. È il sistema perfetto che si è creato in Italia. Le aziende italiane si reggono su poche valide persone che mandano avanti tutto il carrozzone di raccomandati incompetenti. È un sistema perfetto che vede il resto dei giovani italiani passare da un call center all&#8217;altro.
Non mi soffermo qui a spiegare le cause politiche, sociali, ma soprattutto economiche che hanno portato a questa nuova Italia, ma  tale sistema induce i ragazzi a non laurearsi o a non specializzarsi. Inutile perdere tempo a studiare quando in quei 5 o 6 anni ci si poteva rimboccare le maniche per trovare lavoro. Ma poi chi avrebbe finanziato quel carrozzone universitario che si nutre di tasse degli iscritti? Dopo aver svolto il loro dovere di studente (cioè versare danaro alla casta universitaria) ecco che i ragazzi si tuffano nei call-center. Magari attendono qualche anno, sbattendosi tra agenzie del lavoro e improbabili colloqui per fare i venditori. Poi si arrendono e si tuffano nel macinino tritacarne dei centralini telefonici.
Intanto gli immeritevoli dirigenti, manager, politici, accademici, e comunicatori italiani continuano a guidare la nave Italia nelle felici posizioni di coda dell&#8217;Europa, ma senza porsi limiti e puntando direttamente al mondo intero.
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