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	<title>Redazione &#187; Politica</title>
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	<description>Blog a cura dei redattori del giornale online www.abitarearoma.net</description>
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		<title>La politica è un mestiere o una missione?</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Feb 2011 10:27:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Extra Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Se qualcuno ha detto che &#8220;la politica è l’arte di governare la società&#8221; è pur vero che questa &#8220;arte&#8221; ha bisogno di persone che la sappiano esercitare. Ma la politica non è cosa semplice da praticare per via delle differenze, anche profonde, che animano la collettività. E più le differenze sono profonde e più questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se qualcuno ha detto che  &#8220;la politica è l’arte di governare la società&#8221; è pur vero che questa &#8220;arte&#8221; ha bisogno di persone che la sappiano esercitare. Ma la politica non è cosa semplice da praticare per via delle differenze, anche profonde, che animano la collettività. E più le differenze sono profonde e più questo esercizio è difficile e complesso.</p>
<p>I partiti politici hanno <span id="more-540"></span>un ruolo fondamentale in un sistema democratico. La loro peculiarità è quella di raccogliere le esigenze che nascono dai bisogni dei cittadini e tentare di risolverle.</p>
<p>Ma i partiti sono tutti uguali e agiscono alla stessa maniera per lo stesso scopo? La storia ci insegna che non è così; le differenze esistono e si manifestano nei diversi schieramenti, destra e sinistra differiscono, non sono uguali. Ogni parte politica ha una visione propria della società e su questo stabilisce i suoi programmi per avere il consenso degli elettori e formare alleanze.</p>
<p>I messaggi provenienti dal mondo politico, in questi ultimi tempi, sono piuttosto deludenti, più che  impegnarsi alla soluzione dei i problemi del Paese, sembrano più concentrati a garantirsi l’esercizio del potere una volta nominati. Due esempi: 1) La legge (porcata) elettorale impedisce agli elettori di esprimere preferenze e scegliere chi li deve rappresentare, la nomina dei deputati e senatori se ne sono appropriati i partiti 2) Dove esiste la possibilità di scegliere il candidato (elezioni amministrative) alcuni eletti pensano che la nomina è una  proprietà  personale a sua disposizione.</p>
<p>Questo stato di cose ha generato dei &#8220;veri artisti della politica&#8221;, che una volta eletti, fiutano l’aria, formano il loro nuovo partitino, e visto che la politica paga bene, sono pronti e buoni per stare a destra o a sinistra secondo il  personale tornaconto, in barba agli elettori che li hanno votati, in un altro partito per  scopi più nobili.</p>
<p>E’ ora che la gente dica a questi signori con chiarezza che loro li hanno votati non perchè sono Pinco Pallino ma perchè vogliono vedere risolti i loro problemi, perchè vogliono esaudite le loro aspirazioni, perché sperano di migliorare le proprie condizioni di vita. E’ su questo e solo su questo che un leale e onesto mandatario deve dimostrare le sue capacità ed impegnarsi, non scambiare il consenso elettorale ottenuto (i voti per intenderci) tramite il lavoro e le idee di molti come una specie di un suo tesoretto o portafoglio da portare a destra o a sinistra per mercanteggiare col miglior offerente la propria &#8220;carriera&#8221; politica.</p>
<p><strong><em>Arnaldo Guidoni</em></strong></p>
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I partiti politici hanno un ruolo fondamentale in un sistema democratico. La loro peculiarità è quella di raccogliere le esigenze che nascono dai bisogni dei cittadini e tentare di risolverle.
Ma i partiti sono tutti uguali e agiscono alla stessa maniera per lo stesso scopo? La storia ci insegna che non è così; le differenze esistono e si manifestano nei diversi schieramenti, destra e sinistra differiscono, non sono uguali. Ogni parte politica ha una visione propria della società e su questo stabilisce i suoi programmi per avere il consenso degli elettori e formare alleanze.
I messaggi provenienti dal mondo politico, in questi ultimi tempi, sono piuttosto deludenti, più che  impegnarsi alla soluzione dei i problemi del Paese, sembrano più concentrati a garantirsi l’esercizio del potere una volta nominati. Due esempi: 1) La legge (porcata) elettorale impedisce agli elettori di esprimere preferenze e scegliere chi li deve rappresentare, la nomina dei deputati e senatori se ne sono appropriati i partiti 2) Dove esiste la possibilità di scegliere il candidato (elezioni amministrative) alcuni eletti pensano che la nomina è una  proprietà  personale a sua disposizione.
Questo stato di cose ha generato dei &#8220;veri artisti della politica&#8221;, che una volta eletti, fiutano l’aria, formano il loro nuovo partitino, e visto che la politica paga bene, sono pronti e buoni per stare a destra o a sinistra secondo il  personale tornaconto, in barba agli elettori che li hanno votati, in un altro partito per  scopi più nobili.
E’ ora che la gente dica a questi signori con chiarezza che loro li hanno votati non perchè sono Pinco Pallino ma perchè vogliono vedere risolti i loro problemi, perchè vogliono esaudite le loro aspirazioni, perché sperano di migliorare le proprie condizioni di vita. E’ su questo e solo su questo che un leale e onesto mandatario deve dimostrare le sue capacità ed impegnarsi, non scambiare il consenso elettorale ottenuto (i voti per intenderci) tramite il lavoro e le idee di molti come una specie di un suo tesoretto o portafoglio da portare a destra o a sinistra per mercanteggiare col miglior offerente la propria &#8220;carriera&#8221; politica.
Arnaldo Guidoni
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		<title>Politica e show</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 15:13:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Il ministro Bondi, in occasione del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia ha proposto di modificare il nome alla storica piazza di Roma “piazza Venezia” aggiungendo la dicitura piazza dell’unità d’Italia. Nel delirio delle proposte e farneticazioni che sembrano nascere più da una notte insonne che da una reale esigenza della città, questa idea, se non divenisse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il ministro Bondi, in occasione del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia ha proposto di <a href="http://www.abitarearoma.net/index.php?doc=articolo&amp;id_articolo=14364" target="_blank">modificare il nome alla storica piazza di Roma “piazza Venezia”</a> aggiungendo la dicitura piazza dell’unità d’Italia. Nel delirio delle proposte e farneticazioni che sembrano nascere più da una notte insonne che da una reale esigenza della città, questa idea, se non divenisse realtà, potrebbe comunque trasformarsi in un potenziale show del comico Benigni che, dalla proposta di vendere il Colosseo a quella di cambiare nome a piazza Venezia, ne avrebbe di materiale. Pensaci Roberto.</p>
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		<title>Amaro Romano/Berlusconi: chiudere la bocca ai pessimisti. E&#8217; regime. Ma il giorno dopo: mai detto!</title>
		<link>http://www.abitarearoma.it/redazione/amaro-romanoberlusconi-chiudere-la-bocca-ai-pessimisti-e-regime-ma-il-giorno-dopo-mai-detto/</link>
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		<pubDate>Mon, 29 Jun 2009 08:57:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[media]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci risiamo. Silvio Berlusconi ricomincia il balletto di sempre, rimangiandosi quanto affermato enfaticamente in conferenza stampa, solo il giorno prima, contro i media nazionali e internazionali che diffondono catastrofismi e paure. “Bisogna chiudere la bocca” ai pessimisti, ha affermato granitico; riferendosi probabilmente al centrosinistra, ai sindacati, alle associazioni di consumatori, ai media indipendenti e a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ci risiamo. Silvio Berlusconi ricomincia il balletto di sempre, rimangiandosi quanto affermato enfaticamente in conferenza stampa, solo il giorno prima, contro i media nazionali e internazionali che diffondono catastrofismi e paure. “Bisogna chiudere la bocca” ai pessimisti, ha affermato granitico; riferendosi probabilmente al centrosinistra, ai sindacati, alle associazioni di consumatori, ai media indipendenti e a quelli minori, a parecchie Onlus, all&#8217;Europa, all&#8217;Onu, all&#8217;Ocse, ad alcuni social network su Internet, ad alcuni canali satellitari&#8230; insomma: praticamente tutti!</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Tranne ovviamente il Pdl, la Lega e due o tre amici (e amiche) di famiglia.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Benvenuti nel regime Berlusconi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span id="more-161"></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">I dati del Pdl sono l&#8217;unica verità, sembrerebbe, e questa verità è che l&#8217;economia italiana va come un treno. Certo c&#8217;è stato qualche rallentamento dovuto ad un paio di idioti americani che hanno mandato giù qualche azione, ma nel complesso la situazione è mooolto tranquilla. L&#8217;importante è fare la vita di sempre: gli italiani non devono smettere di consumare, per carità!</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ma – dicono i maligni “catastrofisti” – se i tecnici di Berlusconi sono gli stessi che davano il premier al 75% di popolarità stiamo freschi&#8230;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">In effetti di problemi ce ne sono fin troppi, e fa male il premier a cavalcare strategie politiche pericolose e subdole, come quella del “tenace ottimismo”, mistificando la realtà e costruendone (attraverso – i suoi! – media) una alternativa. Una realtà che esiste solo a casa di pochi (una a caso: villa Certosa). Certo non nelle borgate di periferia o nei paesi delle province minori. Lo andasse a dire agli operai di Termini Imerese, stabilimento che, secondo Marchionne, non ha più ragione di esistere.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Nossignore! Non è con l&#8217;ottimismo che si tira avanti. Né con battutacce da animatore di crociere, né con spot pubblicitari. Altrimenti dovremmo pensare che il Governo naviga a vista, procedendo per approssimazioni successive, senza un obiettivo organico e condiviso, ma soprattutto senza una visione d&#8217;insieme. Un governo alla deriva, hanno ragione allora i giornali stranieri&#8230;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ci vuole sincerità.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La Cassa integrazione procede a gonfie vele. Lo dimostra il fatto che nel Dl anticrisi appena varato un notevole sforzo del Governo è andato proprio a vantaggio della Cig; il che già smaschera, di per sé, le frottole del primo ministro. Ma, secondo Berlusconi, questo “pessimismo” diffuso va assolutamente decapitato, perciò consiglio di prendere la Cassa integrazione come una specie di vacanza. Al mare, in montagna oppure approfittarne per dare audacemente fondo agli ultimi risparmi per una bella vacanza ai tropici.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">C&#8217;è poi, parallelamente, l&#8217;allarme occupazione, diffuso praticamente in quasi tutta la penisola. E poi ancora il costo della vita. La benzina per esempio, che, a causa della preoccupante situazione in alcune aree africane, torna a crescere e i benzinai non vogliono sentirne di rimetterci (finendo per spostare il problema sulla popolazione intera&#8230; come hanno sempre fatto!). Alcuni “catastrofisti” parlano addirittura di una crescita che si ripercuoterà sui nostri serbatoi per quasi un euro in più al litro.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ma, di nuovo, è il caso di “chiudere la bocca a queste persone” che creano terrore infondato. Anzi, compriamoci un bel Suv, che la congiuntura economica è propizia. Così diamo anche una mano alle imprese. E se non si ha contante (può succedere, alle volte, di non avere 50 o 60mila euro liquidi) si può ricorrere alle provvidenziali finanziarie, che imparerete ad amare nei prossimi 15-20 anni di rate.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Poi c&#8217;è anche Mario Draghi. Il dissidente. Il black-bloc della finanza. Il quale, armato di cifre e dati reali, calcolatrici scientifiche di marca, corposi e approfonditi dossier, se ne esce con devastanti previsioni per il futuro con la caduta di almeno 5 punti del Pil, “se non succede nulla”. Ma per il probo Tremonti e la rispettiva compagine politica si tratta di un tipico caso di leso ottimismo. E se non c&#8217;è ottimismo non c&#8217;è spensieratezza. E se non c&#8217;è spensieratezza non ci sono consumi. E se non ci sono consumi non c&#8217;è guadagno (per alcuni!). E se non c&#8217;è guadagno allora&#8230; beh, insomma, ci siamo capiti!</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Tutto questo il 26 giugno.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il giorno dopo Silvio Berlusconi dichiara: “io non ho mai detto di chiudere la bocca agli enti o ai media”.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ci risiamo&#8230;</p>
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Ci risiamo. Silvio Berlusconi ricomincia il balletto di sempre, rimangiandosi quanto affermato enfaticamente in conferenza stampa, solo il giorno prima, contro i media nazionali e internazionali che diffondono catastrofismi e paure. “Bisogna chiudere la bocca” ai pessimisti, ha affermato granitico; riferendosi probabilmente al centrosinistra, ai sindacati, alle associazioni di consumatori, ai media indipendenti e a quelli minori, a parecchie Onlus, all&#8217;Europa, all&#8217;Onu, all&#8217;Ocse, ad alcuni social network su Internet, ad alcuni canali satellitari&#8230; insomma: praticamente tutti!
Tranne ovviamente il Pdl, la Lega e due o tre amici (e amiche) di famiglia.
Benvenuti nel regime Berlusconi.

I dati del Pdl sono l&#8217;unica verità, sembrerebbe, e questa verità è che l&#8217;economia italiana va come un treno. Certo c&#8217;è stato qualche rallentamento dovuto ad un paio di idioti americani che hanno mandato giù qualche azione, ma nel complesso la situazione è mooolto tranquilla. L&#8217;importante è fare la vita di sempre: gli italiani non devono smettere di consumare, per carità!
Ma – dicono i maligni “catastrofisti” – se i tecnici di Berlusconi sono gli stessi che davano il premier al 75% di popolarità stiamo freschi&#8230;
In effetti di problemi ce ne sono fin troppi, e fa male il premier a cavalcare strategie politiche pericolose e subdole, come quella del “tenace ottimismo”, mistificando la realtà e costruendone (attraverso – i suoi! – media) una alternativa. Una realtà che esiste solo a casa di pochi (una a caso: villa Certosa). Certo non nelle borgate di periferia o nei paesi delle province minori. Lo andasse a dire agli operai di Termini Imerese, stabilimento che, secondo Marchionne, non ha più ragione di esistere.
Nossignore! Non è con l&#8217;ottimismo che si tira avanti. Né con battutacce da animatore di crociere, né con spot pubblicitari. Altrimenti dovremmo pensare che il Governo naviga a vista, procedendo per approssimazioni successive, senza un obiettivo organico e condiviso, ma soprattutto senza una visione d&#8217;insieme. Un governo alla deriva, hanno ragione allora i giornali stranieri&#8230;
Ci vuole sincerità.
La Cassa integrazione procede a gonfie vele. Lo dimostra il fatto che nel Dl anticrisi appena varato un notevole sforzo del Governo è andato proprio a vantaggio della Cig; il che già smaschera, di per sé, le frottole del primo ministro. Ma, secondo Berlusconi, questo “pessimismo” diffuso va assolutamente decapitato, perciò consiglio di prendere la Cassa integrazione come una specie di vacanza. Al mare, in montagna oppure approfittarne per dare audacemente fondo agli ultimi risparmi per una bella vacanza ai tropici.
C&#8217;è poi, parallelamente, l&#8217;allarme occupazione, diffuso praticamente in quasi tutta la penisola. E poi ancora il costo della vita. La benzina per esempio, che, a causa della preoccupante situazione in alcune aree africane, torna a crescere e i benzinai non vogliono sentirne di rimetterci (finendo per spostare il problema sulla popolazione intera&#8230; come hanno sempre fatto!). Alcuni “catastrofisti” parlano addirittura di una crescita che si ripercuoterà sui nostri serbatoi per quasi un euro in più al litro.
Ma, di nuovo, è il caso di “chiudere la bocca a queste persone” che creano terrore infondato. Anzi, compriamoci un bel Suv, che la congiuntura economica è propizia. Così diamo anche una mano alle imprese. E se non si ha contante (può succedere, alle volte, di non avere 50 o 60mila euro liquidi) si può ricorrere alle provvidenziali finanziarie, che imparerete ad amare nei prossimi 15-20 anni di rate.
Poi c&#8217;è anche Mario Draghi. Il dissidente. Il black-bloc della finanza. Il quale, armato di cifre e dati reali, calcolatrici scientifiche di marca, corposi e approfonditi dossier, se ne esce con devastanti previsioni per il futuro con la caduta di almeno 5 punti del Pil, “se non succede nulla”. Ma per il probo Tremonti e la rispettiva compagine politica si tratta di un tipico caso di leso ottimismo. E se non c&#8217;è ottimismo non c&#8217;è spensieratezza. E se non c&#8217;è spensieratezza non ci sono consumi. E se non ci sono consumi non c&#8217;è guadagno (per alcuni!). E se non c&#8217;è guadagno allora&#8230; beh, insomma, ci siamo capiti!
Tutto questo il 26 giugno.
Il giorno dopo Silvio Berlusconi dichiara: “io non ho mai detto di chiudere la bocca agli enti o ai media”.
Ci risiamo&#8230;
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		<title>Amaro Romano/ Ecco il Parlamento, tra gossip e politica da fotoromanzo: ma la maggioranza degli italiani non ha votato né Pdl, né Pd&#8230; aria nuova?</title>
		<link>http://www.abitarearoma.it/redazione/amaro-romano-ecco-il-parlamento-tra-gossip-e-politica-da-fotoromanzo-ma-la-maggioranza-degli-italiani-non-ha-votato-ne-pdl-ne-pd-aria-nuova/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 11:11:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano</dc:creator>
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		<category><![CDATA[villa Certosa]]></category>

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		<description><![CDATA[Minorenni accondiscendenti, feste in piscina, squillo di lusso, aeronautica a servizio&#8230; tutto ahum ahum&#8230; Poi Veronica Lario e le dichiarazioni su Silvio Berlusconi: “non sta bene”. E se lo dice lei che, a detta del primo ministro, è il suo vero, grande amore&#8230; E poi di nuovo foto e controfoto, ministri dell&#8217;Est con membri a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Minorenni accondiscendenti, feste in piscina, squillo di lusso, aeronautica a servizio&#8230; tutto ahum ahum&#8230;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Poi Veronica Lario e le dichiarazioni su Silvio Berlusconi: “non sta bene”. E se lo dice lei che, a detta del primo ministro, è il suo vero, grande amore&#8230; E poi di nuovo foto e controfoto, ministri dell&#8217;Est con membri a Nord, topless in giardino e downless in camera da letto&#8230; e, come diceva qualcuno, non finisce qui&#8230; Ora se ne escono pure branchi di donnine deluse dalle promesse del premier di ville o posti d&#8217;oro. Un giro di aspiranti soubrette (per ora solo aspiranti&#8230; nel senso che preferite!), di veline (senza veli), di avventuriere senza avventure&#8230; e poi, veri o presunti, giri di droga, giri di poker e giri di balle&#8230;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">E nel gigantesco maelstrom fotoromanzesco di villa Certosa, nel quale volenti o nolenti siamo rimasti invischiati, che fine ha fatto la politica reale?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span id="more-144"></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Silenzio. Un vero silenzio, in un ambiente sempre più talebano dove non si è costretti a sentire, ma obbligati a ricevere, con condimenti e contorni vari, le vicissitudini personali del latin-lover Silvio Berlusconi e della sua famiglia. Che al popolo (come si diceva da ragazzi) “non glie ne può fregare di meno”&#8230; Ma i giornali e i Tg qualcosa dovranno pur dire!</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Altrimenti si rischia di parlare solo dell&#8217;occupazione in tragico declino, delle tasche degli italiani sempre più vuote, della violenza strisciante, della crisi economica che ci precipita addosso, dell&#8217;Europa che ci deride e ci sanziona, degli stipendi immobili (nel vero senso della parola), del costo della vita schiacciante, di un Abruzzo che stenta tra le macerie, dell&#8217;istruzione italiana che cola a picco&#8230;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Insomma, di argomenti di cui parlare ce ne sarebbero, ma basta mettere in agenda una sfilza di cazzate prese qua e là. Per esempio il sempreverde tema del maltempo, la lontana e insignificante Teheran (insignificante rispetto all&#8217;interesse dell&#8217;italiano medio), le vacanze alle porte, la traccia d&#8217;esame su Facebook&#8230; e poi, certamente, anche l&#8217;affaire Berlusconi (in sordina, come un “vedo non vedo”, “sento non sento”, il che finisce anche per essere più allettante per un&#8217;audience assetata di gossip e di Grandi Fratelli).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Questa è tattica signori! Altro che chiacchiere&#8230;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">&#8230;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">APERTA PARENTESI</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Lo conferma il fatto che (tanto per fare un esempio) l&#8217;indice di gradimento di Gianni Alemanno è ancora alto, nonostante non stia facendo praticamente quasi nulla per Roma, a parte qualche exploit pubblicitario come il progetto di un megahotel a Ostia sulla falsariga di quello di Dubai o la curiosa proposta di rendere balneabile il Tevere – ricordo che fu proprio Alemanno a criticare Veltroni, accusato di governare la città a colpi di spot pubblicitari! –. Probabilmente si sarà reso conto che gestire una capitale come Roma è un po&#8217; meno semplice di quanto previsto&#8230;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Al contrario la criminalità continua a lavorare a pieno ritmo, tra violenze, pestaggi, stupri&#8230; a proposito: l&#8217;ultimo tentato stupro, a Roma, c&#8217;è stato poco prima delle elezioni europee, ma pochi lo sanno perché la notizia è uscita qualche decina di ore dopo, a urne chiuse. La Cassa Integrazione (ordinaria e straordinaria) continua a crescere, soprattutto fra gli operai (fonte: Inps, I trimestre 2009); a questo proposito è bene ricordare che la Regione Lazio (in particolare l&#8217;Assessorato al Lavoro di Alessandra Tibaldi) si sta occupando molto delle ditte dell&#8217;hinterland romano, e ha recentemente siglato il primo accordo (con la società Adecco Italia) per l&#8217;accesso agli ammortizzatori sociali in deroga ai lavoratori interinali.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Eppoi l&#8217;annosa questione dei campi nomadi che, ben lungi dall&#8217;essere allontanati dal territorio capitolino (lo spot elettorale del centrodestra sembra definitivamente crollato!), non sembra trovare soluzione. La Belviso, all&#8217;ultima riunione con i residenti di Torre Spaccata, ha addirittura posticipato la chiusura del campo Casilino 900 a metà del 2010 (doveva essere sgomberato prima a fine 2008, poi a metà 2009, poi entro il 2009 e ora a metà 2010).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">CHIUSA PARENTESI</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">&#8230;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">Morale della favola: non tutti i mali vengono per nuocere; alcuni vengono per essere cavalcati bene da giornalisti/giornalai, attaccati più alla propria “edicola” che alla deontologia professionale.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ma le europee hanno portato una ventata d&#8217;aria nuova, perché la gente sembra stia cominciando a capire: perché se il 35% degli italiani ha votato per il Pdl (colpendo duramente l&#8217;orgoglio del premer che puntava addirittura al 50%), e il 26% ha votato Pd (imbarazzando elettori e nomenklatura, che non si aspettavano più di un 20-21%), è interessante notare che il 38% degli aventi diritto al voto (cioè la maggioranza!!!) non ha votato né per l&#8217;uno, né per l&#8217;altro. Il che significa, ovviamente, che la maggioranza degli italiani non vuole né Berlusconi, né Franceschini &amp; Co.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Questa è la vera notizia: due grandi partiti che non rappresentano la maggioranza degli elettori stanno controllando il Paese&#8230; di questo bisognerebbe discutere!</p>
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Minorenni accondiscendenti, feste in piscina, squillo di lusso, aeronautica a servizio&#8230; tutto ahum ahum&#8230;
Poi Veronica Lario e le dichiarazioni su Silvio Berlusconi: “non sta bene”. E se lo dice lei che, a detta del primo ministro, è il suo vero, grande amore&#8230; E poi di nuovo foto e controfoto, ministri dell&#8217;Est con membri a Nord, topless in giardino e downless in camera da letto&#8230; e, come diceva qualcuno, non finisce qui&#8230; Ora se ne escono pure branchi di donnine deluse dalle promesse del premier di ville o posti d&#8217;oro. Un giro di aspiranti soubrette (per ora solo aspiranti&#8230; nel senso che preferite!), di veline (senza veli), di avventuriere senza avventure&#8230; e poi, veri o presunti, giri di droga, giri di poker e giri di balle&#8230;
E nel gigantesco maelstrom fotoromanzesco di villa Certosa, nel quale volenti o nolenti siamo rimasti invischiati, che fine ha fatto la politica reale?

Silenzio. Un vero silenzio, in un ambiente sempre più talebano dove non si è costretti a sentire, ma obbligati a ricevere, con condimenti e contorni vari, le vicissitudini personali del latin-lover Silvio Berlusconi e della sua famiglia. Che al popolo (come si diceva da ragazzi) “non glie ne può fregare di meno”&#8230; Ma i giornali e i Tg qualcosa dovranno pur dire!
Altrimenti si rischia di parlare solo dell&#8217;occupazione in tragico declino, delle tasche degli italiani sempre più vuote, della violenza strisciante, della crisi economica che ci precipita addosso, dell&#8217;Europa che ci deride e ci sanziona, degli stipendi immobili (nel vero senso della parola), del costo della vita schiacciante, di un Abruzzo che stenta tra le macerie, dell&#8217;istruzione italiana che cola a picco&#8230;
Insomma, di argomenti di cui parlare ce ne sarebbero, ma basta mettere in agenda una sfilza di cazzate prese qua e là. Per esempio il sempreverde tema del maltempo, la lontana e insignificante Teheran (insignificante rispetto all&#8217;interesse dell&#8217;italiano medio), le vacanze alle porte, la traccia d&#8217;esame su Facebook&#8230; e poi, certamente, anche l&#8217;affaire Berlusconi (in sordina, come un “vedo non vedo”, “sento non sento”, il che finisce anche per essere più allettante per un&#8217;audience assetata di gossip e di Grandi Fratelli).
Questa è tattica signori! Altro che chiacchiere&#8230;
&#8230;

APERTA PARENTESI
Lo conferma il fatto che (tanto per fare un esempio) l&#8217;indice di gradimento di Gianni Alemanno è ancora alto, nonostante non stia facendo praticamente quasi nulla per Roma, a parte qualche exploit pubblicitario come il progetto di un megahotel a Ostia sulla falsariga di quello di Dubai o la curiosa proposta di rendere balneabile il Tevere – ricordo che fu proprio Alemanno a criticare Veltroni, accusato di governare la città a colpi di spot pubblicitari! –. Probabilmente si sarà reso conto che gestire una capitale come Roma è un po&#8217; meno semplice di quanto previsto&#8230;
Al contrario la criminalità continua a lavorare a pieno ritmo, tra violenze, pestaggi, stupri&#8230; a proposito: l&#8217;ultimo tentato stupro, a Roma, c&#8217;è stato poco prima delle elezioni europee, ma pochi lo sanno perché la notizia è uscita qualche decina di ore dopo, a urne chiuse. La Cassa Integrazione (ordinaria e straordinaria) continua a crescere, soprattutto fra gli operai (fonte: Inps, I trimestre 2009); a questo proposito è bene ricordare che la Regione Lazio (in particolare l&#8217;Assessorato al Lavoro di Alessandra Tibaldi) si sta occupando molto delle ditte dell&#8217;hinterland romano, e ha recentemente siglato il primo accordo (con la società Adecco Italia) per l&#8217;accesso agli ammortizzatori sociali in deroga ai lavoratori interinali.
Eppoi l&#8217;annosa questione dei campi nomadi che, ben lungi dall&#8217;essere allontanati dal territorio capitolino (lo spot elettorale del centrodestra sembra definitivamente crollato!), non sembra trovare soluzione. La Belviso, all&#8217;ultima riunione con i residenti di Torre Spaccata, ha addirittura posticipato la chiusura del campo Casilino 900 a metà del 2010 (doveva essere sgomberato prima a fine 2008, poi a metà 2009, poi entro il 2009 e ora a metà 2010).
CHIUSA PARENTESI
&#8230;

Morale della favola: non tutti i mali vengono per nuocere; alcuni vengono per essere cavalcati bene da giornalisti/giornalai, attaccati più alla propria “edicola” che alla deontologia professionale.
Ma le europee hanno portato una ventata d&#8217;aria nuova, perché la gente sembra stia cominciando a capire: perché se il 35% degli italiani ha votato per il Pdl (colpendo duramente l&#8217;orgoglio del premer che puntava addirittura al 50%), e il 26% ha votato Pd (imbarazzando elettori e nomenklatura, che non si aspettavano più di un 20-21%), è interessante notare che il 38% degli aventi diritto al voto (cioè la maggioranza!!!) non ha votato né per l&#8217;uno, né per l&#8217;altro. Il che significa, ovviamente, che la maggioranza degli italiani non vuole né Berlusconi, né Franceschini &amp; Co.
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		<title>Dopo il blitz antirom a Villa De Sanctis, ecco ciò che la politica non ha capito</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jan 2009 09:11:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[integrazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Chi ha partecipato al Consiglio Municipale presso il Casale Garibaldi sui Rom a Villa de Sanctis alla fine si sarà detto: ma qual è la differenza tra le richieste della destra e quelle della sinistra? Tutti e due gli schieramenti erano, infatti, per lo sgombero più o meno immediato. Semmai, stando alle esperienze storico-ideali, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abitarearoma.net/photos/45428.jpg"><img class="alignright" style="border: 0pt none; float: right; margin-left: 6px; margin-right: 6px;" src="http://www.abitarearoma.net/photos/45428.jpg" alt="Nomadi sgomberati a Villa De Sanctis" width="240" height="179" /></a>Chi ha partecipato al <a href="http://www.abitarearoma.net/index.php?doc=articolo&amp;id_articolo=11317">Consiglio Municipale presso il Casale Garibaldi</a> sui Rom a Villa de Sanctis alla fine si sarà detto: ma qual è la differenza tra le richieste della destra e quelle della sinistra?</p>
<p>Tutti e due gli schieramenti erano, infatti, per lo sgombero più o meno immediato. Semmai, stando alle esperienze storico-ideali, la sinistra avrebbe dovuto pretendere e controllare (non solo a parole) che l&#8217;eventuale ripristino della legalità avvenisse senza calpestare i diritti inalienabili dell&#8217;Uomo, che pure, nel passato, ha combattuto con <span id="more-109"></span>onore per farli rispettare.</p>
<p>Come però abbiamo <strong>visto con i nostri occhi</strong> durante lo <a href="http://www.abitarearoma.net/index.php?doc=articolo&amp;id_articolo=11357">sfollamento fatto alla cieca</a>, ciò, purtroppo, non è avvenuto. Inutili e ipocriti i tentativi successivi di dimostrare il contrario: abbiamo le prove, le foto e le testimonianze di come le istituzioni (forze dell&#8217;ordine comprese) hanno lasciato donne e bambini al freddo notturno e sotto la pioggia senza viveri e senza dignità per l&#8217;intera giornata.</p>
<p>Ciò, dunque, è la conferma che destra e sinistra hanno giocato lo stesso gioco, con un&#8217;unica differenza, quella di scaricarsi l&#8217;un l&#8217;altra le responsabilità o i meriti dell&#8217;operazione: Alemanno al Campidoglio e Palmieri a via Torre Annunziata (sede del Sesto Municipio), uniti, ciascuno, nella preoccupazione di gestire il consenso elettorale dei residenti: gli (extra) comunitari, infatti, com&#8217;è noto, non votano.</p>
<p>Con buona pace della &#8220;dignità umana&#8221;, dell&#8217;integrazione e dell&#8217;accoglienza degli stranieri.</p>
<p>Allora, diranno i lettori, come facciamo a sapere chi è il buono e chi il cattivo, come facciamo a scegliere tra uno schieramento politico-ideale e un altro?</p>
<p>Questo è il punto.</p>
<p>Vorremmo, partendo proprio dalla questione Rom, offrire alcune chiavi di lettura e poche idee (speriamo) utili alla Politica e alla crisi che sta vivendo.</p>
<p>Crisi, detta in soldoni, che è data dalla crisi dello Stato-Nazione conseguenza della divaricazione tra il Potere, che è economico e globale, e, appunto, la Politica, che è invece subalterna a quello economico e, soprattutto, troppo schiacciata sul localismo.</p>
<p>Ciò significa che,</p>
<p><strong>Primo:</strong><br />
non si possono risolvere questioni globali con strumenti locali. I Municipi, i Sindaci, non possono quindi fare da parafulmini delle tensioni sociali. Quest&#8217;ultime sono infatti la causa di politiche di flussi e situazioni mondiali che scavalcano competenze e poteri locali. Semmai, sarebbe utile che tutti gli schieramenti si coalizzassero per trovare nuovi ordinamenti istituzionali e riferimenti territoriali che abbiano poteri meno circoscritti e più deliberanti.</p>
<p>Ad esempio: l&#8217;area metropolitana, invece degli attuali Municipi, oppure gli Enti sopranazionali al posto dei singoli Stati.</p>
<p><strong>Secondo:</strong><br />
L&#8217;ineguaglianza sociale ed economica tra i popoli della Terra rendono endemici e strutturali i flussi migratori. Il fenomeno è per ora irreversibile. Prima la Politica se ne fa una ragione e cerca di governare i processi, meglio è per tutti.</p>
<p>D&#8217;altronde, già più di due secoli fa, Immanuel Kant scriveva che: &#8220;siccome la Terra è rotonda, più un nucleo di persone cerca di allontanarsi da altri più invece se ne avvicina&#8221;.</p>
<p><strong>Terzo:</strong><br />
a causa di una mutazione antropologica della società post-moderna e a causa del declino delle passate ideologie e classi sociali di riferimento, non esiste più una netta e immediata identificazione con una parte politica-sociale rispetto ad un&#8217;altra. Le carte si sono da un pezzo rimescolate. Si è prodotta pure una ri-definizione della stessa politica</p>
<p>C&#8217;è l&#8217;operaio che vota Lega Nord e c&#8217;è l&#8217;imprenditore che siede al Parlamento col centro sinistra.</p>
<p>Nell&#8217;uomo, parlando più in generale, convivono il bene e il male, Hitler e S. Francesco. Solo un adeguato livello di civiltà può garantirci che in ogni persona prevalga il bene.</p>
<p>Ci vengono in mente, in tal senso, le stimolanti analisi pasoliniane sul genocidio culturale, che il poeta denunciava a proposito del distorto sviluppo industriale in atto nel paese, ove si confondevano senza distinzione proletari con borghesi, carnefici con vittime, ecc&#8230;</p>
<p>Oppure ci sovvengono le analisi gramsciane sull&#8217;importanza di non dimenticare mai di separare nella direzione politica della società l&#8217;&#8221;homo faber dall&#8217;homo sapiens&#8221;.</p>
<p>Cosa vogliamo dire?</p>
<p>La Politica, crediamo che debba ormai ragionare non più per schieramenti ideologici con le relative carriere o correnti auto referenziali, ma dovrebbe mettersi al servizio della Nazione, privilegiando i contenuti, i soggetti e i valori fondanti della sua strategia che è quella di mettere al centro di tutto quello splendido e complesso animale culturale che è l&#8217;Uomo.</p>
<p>Quest&#8217;ultimo, dunque, considerato non in quanto solo produttore o consumatore, ma in quanto Persona.</p>
<p>Sennò, cos&#8217;altro è questa benedetta politica?</p>
<p><strong>Quarto:</strong><br />
molti di noi ne hanno quasi la certezza: la nostra civiltà rischia di scivolare nella barbarie. Cinismo, opportunismo, incuria del senso civico, ostracismo verso l&#8217;Altro. Di esempi quotidiani, ognuno di noi, può farne a bizzeffe.</p>
<p>Il punto però da tenere ben presente è questo: tra barbarie e civiltà non c&#8217;è separatezza, ma contiguità. Anzi, la barbarie è parte integrante della civiltà.</p>
<p>Anche qui, la storia insegna.</p>
<p>Nel corso della sua storia, appunto,l&#8217;Europa è stata al centro di una dominazione barbara sul mondo, ma è stata al tempo stesso all&#8217;origine di quelle idee emancipatrici che hanno scalzato tale dominazione (esempio, la rivoluzione francese del 1789).</p>
<p>Per stare vicino, infine, alla storia più recente del nostro continente, come è potuto accadere, se non spiegandolo proprio in questo modo, che nel cuore dell&#8217;Europa moderna, evoluta e istruita come la Germania, si sia prodotto il sonno della ragione dello sterminio scientifico di milioni di ebrei?</p>
<p>Questo ignobile giochetto è facile da spiegare. Basta che una comunità, uno Stato, individuino e decidano a maggioranza che il nemico è quello, che il cattivo è lui, che l&#8217;impuro è l&#8217;altro e, opplà, si aprono i forni crematori.</p>
<p>Per carità, i lager si aprono per fare pulizia, per fare ordine, per salvare l&#8217;umanità. Niente di vergognoso, anzi, la vergogna sono, appunto, gli altri. Così si è (s)ragionato.</p>
<p>E&#8217; quello che vogliamo rischiare? Ancora non lo crediamo, per fortuna.</p>
<p>Ma, ecco il punto, la Politica deve combattere il pericolo che si arrivi a quella maledetta maggioranza che può formarsi contro una etnia, contro una razza, contro una figura sociale, da considerare i  Nemici.</p>
<p>La Politica, concludendo, dovrebbe essere alla testa dei processi di trasformazione. Non alla coda. Abbiamo però l&#8217;impressione che oggi essa sia alla coda.</p>
<p>Forse perché non sappiamo più chi siamo, ce la prendiamo con un ipotetico nemico (Rom, extracomunitario, ecc..) per definire meglio noi stessi.</p>
<p><strong>di Nicola Capozza</strong></p>
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Tutti e due gli schieramenti erano, infatti, per lo sgombero più o meno immediato. Semmai, stando alle esperienze storico-ideali, la sinistra avrebbe dovuto pretendere e controllare (non solo a parole) che l&#8217;eventuale ripristino della legalità avvenisse senza calpestare i diritti inalienabili dell&#8217;Uomo, che pure, nel passato, ha combattuto con onore per farli rispettare.
Come però abbiamo visto con i nostri occhi durante lo sfollamento fatto alla cieca, ciò, purtroppo, non è avvenuto. Inutili e ipocriti i tentativi successivi di dimostrare il contrario: abbiamo le prove, le foto e le testimonianze di come le istituzioni (forze dell&#8217;ordine comprese) hanno lasciato donne e bambini al freddo notturno e sotto la pioggia senza viveri e senza dignità per l&#8217;intera giornata.
Ciò, dunque, è la conferma che destra e sinistra hanno giocato lo stesso gioco, con un&#8217;unica differenza, quella di scaricarsi l&#8217;un l&#8217;altra le responsabilità o i meriti dell&#8217;operazione: Alemanno al Campidoglio e Palmieri a via Torre Annunziata (sede del Sesto Municipio), uniti, ciascuno, nella preoccupazione di gestire il consenso elettorale dei residenti: gli (extra) comunitari, infatti, com&#8217;è noto, non votano.
Con buona pace della &#8220;dignità umana&#8221;, dell&#8217;integrazione e dell&#8217;accoglienza degli stranieri.
Allora, diranno i lettori, come facciamo a sapere chi è il buono e chi il cattivo, come facciamo a scegliere tra uno schieramento politico-ideale e un altro?
Questo è il punto.
Vorremmo, partendo proprio dalla questione Rom, offrire alcune chiavi di lettura e poche idee (speriamo) utili alla Politica e alla crisi che sta vivendo.
Crisi, detta in soldoni, che è data dalla crisi dello Stato-Nazione conseguenza della divaricazione tra il Potere, che è economico e globale, e, appunto, la Politica, che è invece subalterna a quello economico e, soprattutto, troppo schiacciata sul localismo.
Ciò significa che,
Primo:
non si possono risolvere questioni globali con strumenti locali. I Municipi, i Sindaci, non possono quindi fare da parafulmini delle tensioni sociali. Quest&#8217;ultime sono infatti la causa di politiche di flussi e situazioni mondiali che scavalcano competenze e poteri locali. Semmai, sarebbe utile che tutti gli schieramenti si coalizzassero per trovare nuovi ordinamenti istituzionali e riferimenti territoriali che abbiano poteri meno circoscritti e più deliberanti.
Ad esempio: l&#8217;area metropolitana, invece degli attuali Municipi, oppure gli Enti sopranazionali al posto dei singoli Stati.
Secondo:
L&#8217;ineguaglianza sociale ed economica tra i popoli della Terra rendono endemici e strutturali i flussi migratori. Il fenomeno è per ora irreversibile. Prima la Politica se ne fa una ragione e cerca di governare i processi, meglio è per tutti.
D&#8217;altronde, già più di due secoli fa, Immanuel Kant scriveva che: &#8220;siccome la Terra è rotonda, più un nucleo di persone cerca di allontanarsi da altri più invece se ne avvicina&#8221;.
Terzo:
a causa di una mutazione antropologica della società post-moderna e a causa del declino delle passate ideologie e classi sociali di riferimento, non esiste più una netta e immediata identificazione con una parte politica-sociale rispetto ad un&#8217;altra. Le carte si sono da un pezzo rimescolate. Si è prodotta pure una ri-definizione della stessa politica
C&#8217;è l&#8217;operaio che vota Lega Nord e c&#8217;è l&#8217;imprenditore che siede al Parlamento col centro sinistra.
Nell&#8217;uomo, parlando più in generale, convivono il bene e il male, Hitler e S. Francesco. Solo un adeguato livello di civiltà può garantirci che in ogni persona prevalga il bene.
Ci vengono in mente, in tal senso, le stimolanti analisi pasoliniane sul genocidio culturale, che il poeta denunciava a proposito del distorto sviluppo industriale in atto nel paese, ove si confondevano senza distinzione proletari con borghesi, carnefici con vittime, ecc&#8230;
Oppure ci sovvengono le analisi gramsciane sull&#8217;importanza di non dimenticare mai di separare nella direzione politica della società l&#8217;&#8221;homo faber dall&#8217;homo sapiens&#8221;.
Cosa vogliamo dire?
La Politica, crediamo che debba ormai ragionare non più per schieramenti ideologici con le relative carriere o correnti auto referenziali, ma dovrebbe mettersi al servizio della Nazione, privilegiando i contenuti, i soggetti e i valori fondanti della sua strategia che è quella di mettere al centro di tutto quello splendido e complesso animale culturale che è l&#8217;Uomo.
Quest&#8217;ultimo, dunque, considerato non in quanto solo produttore o consumatore, ma in quanto Persona.
Sennò, cos&#8217;altro è questa benedetta politica?
Quarto:
molti di noi ne hanno quasi la certezza: la nostra civiltà rischia di scivolare nella barbarie. Cinismo, opportunismo, incuria del senso civico, ostracismo verso l&#8217;Altro. Di esempi quotidiani, ognuno di noi, può farne a bizzeffe.
Il punto però da tenere ben presente è questo: tra barbarie e civiltà non c&#8217;è separatezza, ma contiguità. Anzi, la barbarie è parte integrante della civiltà.
Anche qui, la storia insegna.
Nel corso della sua storia, appunto,l&#8217;Europa è stata al centro di una dominazione barbara sul mondo, ma è stata al tempo stesso all&#8217;origine di quelle idee emancipatrici che hanno scalzato tale dominazione (esempio, la rivoluzione francese del 1789).
Per stare vicino, infine, alla storia più recente del nostro continente, come è potuto accadere, se non spiegandolo proprio in questo modo, che nel cuore dell&#8217;Europa moderna, evoluta e istruita come la Germania, si sia prodotto il sonno della ragione dello sterminio scientifico di milioni di ebrei?
Questo ignobile giochetto è facile da spiegare. Basta che una comunità, uno Stato, individuino e decidano a maggioranza che il nemico è quello, che il cattivo è lui, che l&#8217;impuro è l&#8217;altro e, opplà, si aprono i forni crematori.
Per carità, i lager si aprono per fare pulizia, per fare ordine, per salvare l&#8217;umanità. Niente di vergognoso, anzi, la vergogna sono, appunto, gli altri. Così si è (s)ragionato.
E&#8217; quello che vogliamo rischiare? Ancora non lo crediamo, per fortuna.
Ma, ecco il punto, la Politica deve combattere il pericolo che si arrivi a quella maledetta maggioranza che può formarsi contro una etnia, contro una razza, contro una figura sociale, da considerare i  Nemici.
La Politica, concludendo, dovrebbe essere alla testa dei processi di trasformazione. Non alla coda. Abbiamo però l&#8217;impressione che oggi essa sia alla coda.
Forse perché non sappiamo più chi siamo, ce la prendiamo con un ipotetico nemico (Rom, extracomunitario, ecc..) per definire meglio noi stessi.
di Nicola Capozza
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