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	<title>Redazione &#187; facebook</title>
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	<description>Blog a cura dei redattori del giornale online www.abitarearoma.net</description>
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		<title>Non lasciare che le riviste musicali si estinguano</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jun 2011 21:32:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tarullo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;La musica, la mia vita&#8221;&#8230; Questa la frase che ho scelto di scrivere sulla pagina relativa alle informazioni sulla mia persona visibile a tutti sul mio profilo di Facebook. Potrà sembrarvi una citazione scontata ma ammetto che nella mia, seppur giovane, vita l&#8217;unica vera compagnia sempre fedele al mio fianco sia nei momenti di felicità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La musica, la mia vita&#8221;&#8230; Questa la frase che ho scelto di scrivere sulla pagina relativa alle informazioni sulla mia persona visibile a tutti sul mio profilo di Facebook.<br />
Potrà sembrarvi una citazione scontata ma ammetto che nella mia, seppur giovane, vita l&#8217;unica vera compagnia sempre fedele al mio fianco sia nei momenti di felicità che in quelli di tristezza è stata proprio la musica. Immaginare il <span id="more-587"></span>mondo senza una canzone di sottofondo pronta a raccogliere l&#8217;emozione di quell&#8217;attimo e scandire il tempo che passa mi sembra davvero assurdo.<br />
Allevata a latte e musica sin dall&#8217;infanzia, colpevoli due genitori fruitori di qualsiasi genere musicale, una volta cresciuta non mi sono limitata solo all&#8217;ascolto volevo saperne di più di quegli artisti che vedevo in televisione e del complesso meccanismo che c&#8217;era dietro.<br />
Allora quale mezzo migliore se non una bella rivista di musica, internet era per pochi, così ricordo ancora quando andavo nell&#8217;edicola del mio quartiere a comprare il mitico &#8220;Tutto Musica&#8221;. Grazie a quelle riviste che si è sviluppa in me la voglia di esprimere il mio pensiero attraverso la scrittura con il sogno di poterlo fare proprio su quelle pagine.<br />
Un po&#8217; di anni sono passati e con il prepotente avvento della rete qualcosa è cambiato, lo scorso mese ho fatto una scoperta davvero amara, uno dei mensili più importanti che tratta del panorama musicale internazionale &#8220;Beat Magazine&#8221; ha dovuto prendere una pausa forzata a causa della scarsa considerazione che ha ormai questo settore. <a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2011/06/253001_204786069564178_189478127761639_569013_4753452_n.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-588" src="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2011/06/253001_204786069564178_189478127761639_569013_4753452_n-219x300.jpg" alt="" width="219" height="300" /></a>Questa chiusura avviene con un editoriale che più che un addio vuole essere una richiesta d&#8217;aiuto, perché il ruolo dei magazine musicali rappresenta ancora una parte importante dell&#8217;editoria, con questo scopo è nato il progetto &#8220;Salva i musicali&#8221;.<br />
&#8220;Salva i musicali è una causa &#8211; afferma in una nota Marco De Crescenzo, direttore di Beat Magazine &#8211; vorremmo non diventasse una causa persa, men che meno in partenza. E&#8217; vero che il mondo sta cambiando, che la tecnologia è una centometrista mentre le redazioni spesso partono già con il fiato corto, però crediamo nel fatto che le riviste musicali siano un patrimonio che merita di essere salvaguardato.<br />
La gente che ci lavora lo fa con professionalità e passione, &#8211; continua  De Crescenzo &#8211; ci crede e ce la mette tutta. Non chiediamo &#8220;piccoli contributi&#8221; e non vi inviteremo ad acquistare la nostra rivista per aiutarci. Solo di fermarvi a pensare a quell&#8217;ultima volta in cui siete andati in edicola a comprare la vostra rivista di musica preferita, a che cosa avete provato portandovela a casa, sfogliandola, leggendola, toccandola con mano. Siamo certi che il ricordo è bello e che Vi Piace! &#8221;<br />
Io, invece, voglio rivolgermi alle nuove generazioni invitandole a sposare questa causa visitando il sito internet www.salvaimusicali.it e sulla pagina facebook &#8220;Salva i musicali&#8221;. Non lasciate che le riviste musicali si estinguano!!!</p>
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Potrà sembrarvi una citazione scontata ma ammetto che nella mia, seppur giovane, vita l&#8217;unica vera compagnia sempre fedele al mio fianco sia nei momenti di felicità che in quelli di tristezza è stata proprio la musica. Immaginare il mondo senza una canzone di sottofondo pronta a raccogliere l&#8217;emozione di quell&#8217;attimo e scandire il tempo che passa mi sembra davvero assurdo.
Allevata a latte e musica sin dall&#8217;infanzia, colpevoli due genitori fruitori di qualsiasi genere musicale, una volta cresciuta non mi sono limitata solo all&#8217;ascolto volevo saperne di più di quegli artisti che vedevo in televisione e del complesso meccanismo che c&#8217;era dietro.
Allora quale mezzo migliore se non una bella rivista di musica, internet era per pochi, così ricordo ancora quando andavo nell&#8217;edicola del mio quartiere a comprare il mitico &#8220;Tutto Musica&#8221;. Grazie a quelle riviste che si è sviluppa in me la voglia di esprimere il mio pensiero attraverso la scrittura con il sogno di poterlo fare proprio su quelle pagine.
Un po&#8217; di anni sono passati e con il prepotente avvento della rete qualcosa è cambiato, lo scorso mese ho fatto una scoperta davvero amara, uno dei mensili più importanti che tratta del panorama musicale internazionale &#8220;Beat Magazine&#8221; ha dovuto prendere una pausa forzata a causa della scarsa considerazione che ha ormai questo settore. Questa chiusura avviene con un editoriale che più che un addio vuole essere una richiesta d&#8217;aiuto, perché il ruolo dei magazine musicali rappresenta ancora una parte importante dell&#8217;editoria, con questo scopo è nato il progetto &#8220;Salva i musicali&#8221;.
&#8220;Salva i musicali è una causa &#8211; afferma in una nota Marco De Crescenzo, direttore di Beat Magazine &#8211; vorremmo non diventasse una causa persa, men che meno in partenza. E&#8217; vero che il mondo sta cambiando, che la tecnologia è una centometrista mentre le redazioni spesso partono già con il fiato corto, però crediamo nel fatto che le riviste musicali siano un patrimonio che merita di essere salvaguardato.
La gente che ci lavora lo fa con professionalità e passione, &#8211; continua  De Crescenzo &#8211; ci crede e ce la mette tutta. Non chiediamo &#8220;piccoli contributi&#8221; e non vi inviteremo ad acquistare la nostra rivista per aiutarci. Solo di fermarvi a pensare a quell&#8217;ultima volta in cui siete andati in edicola a comprare la vostra rivista di musica preferita, a che cosa avete provato portandovela a casa, sfogliandola, leggendola, toccandola con mano. Siamo certi che il ricordo è bello e che Vi Piace! &#8221;
Io, invece, voglio rivolgermi alle nuove generazioni invitandole a sposare questa causa visitando il sito internet www.salvaimusicali.it e sulla pagina facebook &#8220;Salva i musicali&#8221;. Non lasciate che le riviste musicali si estinguano!!!
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		<title>Greenpeace vs Facebook</title>
		<link>http://www.abitarearoma.it/redazione/greenpeace-vs-facebook/</link>
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		<pubDate>Sun, 13 Feb 2011 18:22:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tarullo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Svegliarsi, fare colazione, andare in bagno e&#8230; controllare il profilo Facebook. Quest&#8217;ultimo è uno di quei gesti entrati quasi in sordina nella nostra vita quotidiana, ormai divenuto quasi un bisogno fisiologico di cui non siamo più in grado di fare a meno, rendendoci così schiavi della tecnologia. Avete mai pensato come il nostro uso/abuso del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2011/02/app_full_proxy_php-anteprima-450x292-248506.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-536" title="Greenpeace vs facebook" src="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2011/02/app_full_proxy_php-anteprima-450x292-248506-300x194.jpg" alt="" width="300" height="194" /></a>Svegliarsi, fare colazione, andare in bagno e&#8230; controllare il profilo Facebook. Quest&#8217;ultimo è uno di quei gesti entrati quasi in sordina nella nostra vita quotidiana,  ormai divenuto quasi un bisogno fisiologico di cui non siamo più in grado di fare a meno, rendendoci così schiavi della tecnologia.</p>
<p>Avete mai pensato come il nostro uso/abuso del famoso social network statunitense posso recare non pochi danni al globo? A mettere in guardia Facebook questa volta ci ha pensato l&#8217;associazione ambientale per eccellenza Greenpeace.</p>
<p>Entro il prossimo 22 aprile, data in cui si celebra la &#8220;Earth day &#8211; Giornata per la Terra&#8221;, il colosso del web dovrà predisporre e rendere pubblico un piano per abbandonare l&#8217;utilizzo di energia elettrica prodotta dal carbone.</p>
<p>Questa iniziativa, che<span id="more-535"></span> prende il nome di &#8220;Facebook: Unfriend coal&#8221; sostenuta da oltre 600 mila persone in rete, ha preso vita durante l&#8217;incontro avvenuto al World Economic Forum di Davos tra Kumi Naidoo, Direttore esecutivo di Greenpeace International, e Randi Zuckerberg, Direttore Marketing di Facebook.</p>
<p>Dove i due hanno discusso della possibilità che il social network diventi un leader globale nell&#8217;utilizzo di energia rinnovabile.</p>
<p>Greenpeace ha tenuto a sottolineare la scelta di Facebook di realizzare due nuovi &#8220;data center&#8221; in Oregon e North Carolina, stipulando contratti di fornitura di energia elettrica con aziende che generano la maggior parte della loro elettricità dal carbone,   chiedendo di rivedere questa scelta a favore di un&#8217;energia più pulita proveniente da  fonti rinnovabili.</p>
<p>Sono quattro gli impegni che l&#8217;associazione ambientalista ha inserito nella richiesta indirizzata al social network: aumentare l&#8217;utilizzo di energia rinnovabile per il funzionamento dei suoi server, sviluppare un piano per ridurre l&#8217;impronta climatica e diventare &#8220;carbon free&#8221; entro il 2021, informare gli utenti di Facebook sul modo in cui vengono alimentati i propri server e promuovere l&#8217;utilizzo di energia rinnovabile a livello locale, nazionale e internazionale.</p>
<p>&#8220;Negli ultimi anni Facebook è diventato un nome familiare per decine di milioni di persone ma, purtroppo, utilizza energia prodotta da 19 centrali a carbone, tecnologia del diciannovesimo secolo, per alimentare strumenti e fornire servizi del ventunesimo secolo &#8211; ha commentato Casey Harrell, attivista di Greenpeace &#8211; i numerosi fan del social network, sparsi in tutto il mondo, chiedono alla società che amano di guidare la rivoluzione energetica verde. Mark Zuckerberg sarà all&#8217;altezza della sfida?&#8221;.</p>
<p>&#8220;Facebook &#8211; continua Harrell &#8211; ha cambiato il nostro modo di intendere e vivere la rete. L&#8217;azienda ha oggi l&#8217;opportunità di dare il buon esempio e, solo estendendo il suo approccio innovativo alle questioni climatiche e ambientali, potrà dimostrare che le imprese prosperano anche quando scelgono la &#8220;via verde&#8221;, come già Pepsico, e Procter and Gamble si sono impegnati a fare&#8221;.</p>
<p>Riuscirà il social network di colore blu a trasformarsi in un sito internet &#8220;verde&#8221;?</p>
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Avete mai pensato come il nostro uso/abuso del famoso social network statunitense posso recare non pochi danni al globo? A mettere in guardia Facebook questa volta ci ha pensato l&#8217;associazione ambientale per eccellenza Greenpeace.
Entro il prossimo 22 aprile, data in cui si celebra la &#8220;Earth day &#8211; Giornata per la Terra&#8221;, il colosso del web dovrà predisporre e rendere pubblico un piano per abbandonare l&#8217;utilizzo di energia elettrica prodotta dal carbone.
Questa iniziativa, che prende il nome di &#8220;Facebook: Unfriend coal&#8221; sostenuta da oltre 600 mila persone in rete, ha preso vita durante l&#8217;incontro avvenuto al World Economic Forum di Davos tra Kumi Naidoo, Direttore esecutivo di Greenpeace International, e Randi Zuckerberg, Direttore Marketing di Facebook.
Dove i due hanno discusso della possibilità che il social network diventi un leader globale nell&#8217;utilizzo di energia rinnovabile.
Greenpeace ha tenuto a sottolineare la scelta di Facebook di realizzare due nuovi &#8220;data center&#8221; in Oregon e North Carolina, stipulando contratti di fornitura di energia elettrica con aziende che generano la maggior parte della loro elettricità dal carbone,   chiedendo di rivedere questa scelta a favore di un&#8217;energia più pulita proveniente da  fonti rinnovabili.
Sono quattro gli impegni che l&#8217;associazione ambientalista ha inserito nella richiesta indirizzata al social network: aumentare l&#8217;utilizzo di energia rinnovabile per il funzionamento dei suoi server, sviluppare un piano per ridurre l&#8217;impronta climatica e diventare &#8220;carbon free&#8221; entro il 2021, informare gli utenti di Facebook sul modo in cui vengono alimentati i propri server e promuovere l&#8217;utilizzo di energia rinnovabile a livello locale, nazionale e internazionale.
&#8220;Negli ultimi anni Facebook è diventato un nome familiare per decine di milioni di persone ma, purtroppo, utilizza energia prodotta da 19 centrali a carbone, tecnologia del diciannovesimo secolo, per alimentare strumenti e fornire servizi del ventunesimo secolo &#8211; ha commentato Casey Harrell, attivista di Greenpeace &#8211; i numerosi fan del social network, sparsi in tutto il mondo, chiedono alla società che amano di guidare la rivoluzione energetica verde. Mark Zuckerberg sarà all&#8217;altezza della sfida?&#8221;.
&#8220;Facebook &#8211; continua Harrell &#8211; ha cambiato il nostro modo di intendere e vivere la rete. L&#8217;azienda ha oggi l&#8217;opportunità di dare il buon esempio e, solo estendendo il suo approccio innovativo alle questioni climatiche e ambientali, potrà dimostrare che le imprese prosperano anche quando scelgono la &#8220;via verde&#8221;, come già Pepsico, e Procter and Gamble si sono impegnati a fare&#8221;.
Riuscirà il social network di colore blu a trasformarsi in un sito internet &#8220;verde&#8221;?
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		<title>E&#8217; reato appropriarsi di identità altrui su Facebook e social network</title>
		<link>http://www.abitarearoma.it/redazione/e-reato-appropriarsi-di-identita-altrui-su-facebook-e-social-network/</link>
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		<pubDate>Wed, 05 Jan 2011 10:15:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tarullo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Julia Roberts, Robert De Niro, Angelina Jolie, Michelle Hunziker, Jovanotti e Samuele Bersani. Una cosa accumuna tutti questi grandi artisti italiani e stranieri: sono stati vittima, almeno una volta, di un furto d&#8217;identità sul noto social network Facebook. Finalmente l&#8217;America compie un passo avanti nella tutela della privacy sui social network con l&#8217;entrata in vigore, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2008/10/logo_facebook.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-80  alignleft" style="border: 0pt none; margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="logo_facebook" src="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2008/10/logo_facebook-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Julia Roberts, Robert De Niro, Angelina Jolie, Michelle Hunziker, Jovanotti e Samuele Bersani. Una cosa accumuna tutti questi grandi artisti italiani e stranieri: sono stati vittima, almeno una volta, di un furto d&#8217;identità sul noto social network Facebook.</p>
<p>Finalmente l&#8217;America compie un passo avanti nella tutela della privacy sui social network con l&#8217;entrata in vigore, lo scorso 1 gennaio 2010, nello stato della California della legge <span id="more-508"></span>SB 1411 promossa dal senatore democratico Joe Simitian. Un&#8217;integrazione dell&#8217;articolo 528.5 del &#8220;Codice Penale della California&#8221;, che punisce con una pena massima di un anno di carcere o un&#8217;ammenda fino a mille dollari, chiunque in Internet si spacci per un&#8217;altra persona e ne tragga profitto o danneggi qualcuno.</p>
<p>Proprio la California risulta uno degli stati più colpiti dallo spiacevole fenomeno, che tocca celebrità di ogni settore, non risparmiando anche la gente comune. Un esempio su tutti, quello degli ex fidanzati, che per vendicarsi da tradimenti ed abbandoni perseguitano il partner, pubblicando foto e commenti sgradevoli su presunti profili di Facebook.</p>
<p>Sembra che sul social network di Mark Zuckenberg sia un&#8217;impresa impossibile tutelare la propria identità, nonostante la &#8220;Dichiarazione dei diritti e delle responsabilità&#8221; che bisogna leggere attentamente ed accettare i termini prima dell&#8217;iscrizione dove è evidenziato il divieto di fornire informazioni personali false e di creare più di un profilo. «Nel nostro Paese succede soprattutto agli sportivi, ai cantanti e ai politici», racconta Guido Scorza, docente di diritto dell&#8217;informatica all&#8217;università La Sapienza.</p>
<p>«Difendere la propria privacy in rete è possibile. Siamo tutelati &#8211; continua Guido Scorza &#8211; dal codice della privacy, con l&#8217;articolo 167 in materia di illecito trattamento di dati personali altrui: le sanzioni possono arrivare a tre anni di carcere. E poi dal codice penale, che nell&#8217;articolo 494 avverte: &#8220;Chiunque, al fine di procurare a sé o ad altri vantaggio o di recare ad altri un danno, induce taluno in errore, sostituendo illegittimamente la propria all&#8217;altrui persona&#8221; va punito con la reclusione fino a un anno».</p>
<p>Al codice penale ha fatto riferimento anche la Cassazione, con la sentenza numero 46674 del 14 dicembre 2007, che respingeva il ricorso di un uomo che aveva creato un falso account con il nome della ex compagna introducendola in una rete di incontri di tipo sessuale.</p>
<p>In attesa dell&#8217;arrivo di un provvedimento simile anche in Italia continua il lavoro sporco delle bande di hacker che ultimamente hanno preso di mira il cantante Samuele Bersani. L&#8217;artista aveva una pagina sulla piattaforma Zuckerberg, con circa 21 mila amicizie, peccato che lui non ne era minimamente a conoscenza.  Francesco Renga, invece, mette in guardia i suoi fans dichiarando: «Tuttora c&#8217;è più di un profilo a mio nome su Facebook, ma preferisco non avvisare la polizia delle telecomunicazioni. Quando non c&#8217;è dolo, mi diverto. Sono solo fan affezionati, mi vogliono bene. Posso però dire, per metterli in guardia, che io non interagisco mai direttamente con i miei sostenitori: chiedo commenti, apro discussioni, ma non mando mai email private».</p>
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Julia Roberts, Robert De Niro, Angelina Jolie, Michelle Hunziker, Jovanotti e Samuele Bersani. Una cosa accumuna tutti questi grandi artisti italiani e stranieri: sono stati vittima, almeno una volta, di un furto d&#8217;identità sul noto social network Facebook.
Finalmente l&#8217;America compie un passo avanti nella tutela della privacy sui social network con l&#8217;entrata in vigore, lo scorso 1 gennaio 2010, nello stato della California della legge SB 1411 promossa dal senatore democratico Joe Simitian. Un&#8217;integrazione dell&#8217;articolo 528.5 del &#8220;Codice Penale della California&#8221;, che punisce con una pena massima di un anno di carcere o un&#8217;ammenda fino a mille dollari, chiunque in Internet si spacci per un&#8217;altra persona e ne tragga profitto o danneggi qualcuno.
Proprio la California risulta uno degli stati più colpiti dallo spiacevole fenomeno, che tocca celebrità di ogni settore, non risparmiando anche la gente comune. Un esempio su tutti, quello degli ex fidanzati, che per vendicarsi da tradimenti ed abbandoni perseguitano il partner, pubblicando foto e commenti sgradevoli su presunti profili di Facebook.
Sembra che sul social network di Mark Zuckenberg sia un&#8217;impresa impossibile tutelare la propria identità, nonostante la &#8220;Dichiarazione dei diritti e delle responsabilità&#8221; che bisogna leggere attentamente ed accettare i termini prima dell&#8217;iscrizione dove è evidenziato il divieto di fornire informazioni personali false e di creare più di un profilo. «Nel nostro Paese succede soprattutto agli sportivi, ai cantanti e ai politici», racconta Guido Scorza, docente di diritto dell&#8217;informatica all&#8217;università La Sapienza.
«Difendere la propria privacy in rete è possibile. Siamo tutelati &#8211; continua Guido Scorza &#8211; dal codice della privacy, con l&#8217;articolo 167 in materia di illecito trattamento di dati personali altrui: le sanzioni possono arrivare a tre anni di carcere. E poi dal codice penale, che nell&#8217;articolo 494 avverte: &#8220;Chiunque, al fine di procurare a sé o ad altri vantaggio o di recare ad altri un danno, induce taluno in errore, sostituendo illegittimamente la propria all&#8217;altrui persona&#8221; va punito con la reclusione fino a un anno».
Al codice penale ha fatto riferimento anche la Cassazione, con la sentenza numero 46674 del 14 dicembre 2007, che respingeva il ricorso di un uomo che aveva creato un falso account con il nome della ex compagna introducendola in una rete di incontri di tipo sessuale.
In attesa dell&#8217;arrivo di un provvedimento simile anche in Italia continua il lavoro sporco delle bande di hacker che ultimamente hanno preso di mira il cantante Samuele Bersani. L&#8217;artista aveva una pagina sulla piattaforma Zuckerberg, con circa 21 mila amicizie, peccato che lui non ne era minimamente a conoscenza.  Francesco Renga, invece, mette in guardia i suoi fans dichiarando: «Tuttora c&#8217;è più di un profilo a mio nome su Facebook, ma preferisco non avvisare la polizia delle telecomunicazioni. Quando non c&#8217;è dolo, mi diverto. Sono solo fan affezionati, mi vogliono bene. Posso però dire, per metterli in guardia, che io non interagisco mai direttamente con i miei sostenitori: chiedo commenti, apro discussioni, ma non mando mai email private».
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		<title>Fenomeno FarmVille, perché ci gioco?</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Nov 2010 22:48:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Articolo in aggiornamento (anche in base ai vostri commenti). E&#8217; da tempo che pensavo di scrivere un post su FarmVille e dato che il tempo per farlo non lo avrei mai trovato ho deciso di scriverlo un po&#8217; per volta. Inizierei questo viaggio all&#8217;interno di uno dei videogiochi sociali più di successo al mondo (mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Articolo in aggiornamento (anche in base ai vostri commenti).</em></p>
<p><a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/11/logo_farmville.jpg"></a><a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/11/logo_farmville.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-495" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="logo_farmville" src="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/11/logo_farmville.jpg" alt="" width="230" height="80" /></a>E&#8217; da tempo che pensavo di scrivere un post su FarmVille e dato che il tempo per farlo non lo avrei mai trovato ho deciso di scriverlo un po&#8217; per volta.</p>
<p>Inizierei questo viaggio all&#8217;interno di uno dei videogiochi sociali più di successo al mondo (mi dicono 70milioni di contadini virtuali sparpagliati per il globo) interrogandomi ed interrogandovi proprio sul <strong>perché di questo clamoroso successo</strong> che è trasversale tra i sessi, le età, i ceti sociali ed i livelli di istruzione.<br />
Personalmente ho stretto vicinato ed inviato mattoni e quant&#8217;altro a dottori del Policlinico, carabinieri, poliziotti, casalinghe, studentesse, imprenditori, mamme, figli, organizzatori di serate in discoteca, buttafuori, politici locali, ecc.</p>
<p>Partiamo da me. <strong>Perché gioco a FarmVille?</strong><br />
Dopo aver rifiutato molte richieste da parte di amici ed amiche ho ceduto alle <span id="more-492"></span>suppliche del mio amico Walter (anche lui come me ben più che 35enne, instancabile lavoratore, ecc. ecc. eppure eccolo li a chiedermi <em>&#8220;dai su diventa mio vicino in FarmVille&#8230; non ci devi giocare devi solo accettare la richiesta perché se no non posso prendere il trattore&#8221;</em>&#8230; bah, pensai.<br />
Alla settima richiesta cedo ed eccolo li! Divento tossicodipendente di questo gioco, ora sono al livello 55 in continua ascesa.<br />
<strong>Ma perché ci gioco?</strong> Eppure le cose da fare non mi mancano, anzi.<br />
Il fatto che è un gioco gratuito aiuta come aiuta che sia &#8220;ospitato&#8221; su Facebook&#8230; ma questo non spiega tutto. Ci deve essere dell&#8217;altro. Qualcosa di inconscio anche perché se no già saprei la risposta.<br />
Forse perché sono competitivo? Ed il gioco ti offre sempre la classifica con le facce dei tuoi amici che sono ai livelli superiori ai tuoi?<br />
Oppure semplicemente perché posso progettare lo spazio della fattoria come meglio credo? (E come mi suggerisce Roberta &#8220;<em>lo posso &#8216;fare e disfare&#8217; come meglio credo e questo nella vita di tutti i giorni non è che ti sia possibile&#8221;</em>).<br />
O magari perché mi da soddisfazione creare, far nascere una pianta, un animale, un frutto?<br />
<strong>Tu che mi leggi perché giochi o hai giocato a FarmVille?</strong></p>
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E&#8217; da tempo che pensavo di scrivere un post su FarmVille e dato che il tempo per farlo non lo avrei mai trovato ho deciso di scriverlo un po&#8217; per volta.
Inizierei questo viaggio all&#8217;interno di uno dei videogiochi sociali più di successo al mondo (mi dicono 70milioni di contadini virtuali sparpagliati per il globo) interrogandomi ed interrogandovi proprio sul perché di questo clamoroso successo che è trasversale tra i sessi, le età, i ceti sociali ed i livelli di istruzione.
Personalmente ho stretto vicinato ed inviato mattoni e quant&#8217;altro a dottori del Policlinico, carabinieri, poliziotti, casalinghe, studentesse, imprenditori, mamme, figli, organizzatori di serate in discoteca, buttafuori, politici locali, ecc.
Partiamo da me. Perché gioco a FarmVille?
Dopo aver rifiutato molte richieste da parte di amici ed amiche ho ceduto alle suppliche del mio amico Walter (anche lui come me ben più che 35enne, instancabile lavoratore, ecc. ecc. eppure eccolo li a chiedermi &#8220;dai su diventa mio vicino in FarmVille&#8230; non ci devi giocare devi solo accettare la richiesta perché se no non posso prendere il trattore&#8221;&#8230; bah, pensai.
Alla settima richiesta cedo ed eccolo li! Divento tossicodipendente di questo gioco, ora sono al livello 55 in continua ascesa.
Ma perché ci gioco? Eppure le cose da fare non mi mancano, anzi.
Il fatto che è un gioco gratuito aiuta come aiuta che sia &#8220;ospitato&#8221; su Facebook&#8230; ma questo non spiega tutto. Ci deve essere dell&#8217;altro. Qualcosa di inconscio anche perché se no già saprei la risposta.
Forse perché sono competitivo? Ed il gioco ti offre sempre la classifica con le facce dei tuoi amici che sono ai livelli superiori ai tuoi?
Oppure semplicemente perché posso progettare lo spazio della fattoria come meglio credo? (E come mi suggerisce Roberta &#8220;lo posso &#8216;fare e disfare&#8217; come meglio credo e questo nella vita di tutti i giorni non è che ti sia possibile&#8221;).
O magari perché mi da soddisfazione creare, far nascere una pianta, un animale, un frutto?
Tu che mi leggi perché giochi o hai giocato a FarmVille?
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		<title>Lettera aperta dal fondatore di Facebook Mark Zucherberg</title>
		<link>http://www.abitarearoma.it/redazione/lettera-aperta-dal-fondatore-di-facebook-mark-zucherberg/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 10:59:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>

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		<description><![CDATA[Il fondatore di Facebook Mark Zucherberg nei primi giorni di dicembre 2009 ha diffuso una lettera aperta a tutti gli utenti avvisandoli, tra le altre cose, che il sito ha raggiunto l&#8217;astronomica cifra di 350 milioni di account. Ed ha garantito che tra breve saranno apportate alcune modifiche per offrire un servizio migliore a tutta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il fondatore di Facebook Mark Zucherberg nei primi giorni di dicembre 2009 ha diffuso una lettera aperta a tutti gli utenti avvisandoli, tra le altre cose, che il sito ha raggiunto l&#8217;astronomica cifra di 350 milioni di account. Ed ha garantito che tra breve saranno apportate alcune modifiche per offrire un servizio migliore a tutta la community.<br />
In particolare si &#8220;prevede l’eliminazione delle reti geografiche e la creazione di <span id="more-370"></span>un modello semplificato per il controllo della privacy&#8221;.</p>
<p>Di seguito il testo integrale della lettera.</p>
<p>A tutti gli utenti di Facebook,</p>
<p>questo è stato un grande anno, che ha reso il mondo più aperto e connesso. Grazie al vostro aiuto, oltre 350 milioni di persone in tutto il mondo usano oggi Facebook per condividere online la propria vita.</p>
<p>Per rendere possibile tutto ciò, abbiamo fatto del nostro meglio per mettere a vostra disposizione gli strumenti necessari a condividere e controllare le vostre informazioni. La prima versione di Facebook, lanciata cinque anni fa, conteneva già strumenti per controllare che cosa condividere e con quali persone, singoli o gruppi. Il nostro lavoro in questa direzione continua ancora oggi.</p>
<p>L’attuale modello di privacy di Facebook, che gravita intorno alle “reti&#8221; &#8211; comunità scolastiche, aziendali o geografiche &#8211; funzionava bene quando Facebook era utilizzato principalmente da studenti, perché era ragionevole pensare che uno studente volesse condividere contenuti con i propri compagni.</p>
<p>Con il tempo, gli utenti ci hanno chiesto di aggiungere reti aziendali e geografiche, tanto che oggi esistono reti che coprono intere nazioni, come l’India e la Cina.</p>
<p>Con la crescita della base di utenti di Facebook, alcune reti geografiche contano oggi milioni di membri. Con reti così vaste, siamo giunti alla conclusione che il modello attuale non sia più il modo migliore per consentire agli utenti di controllare la propria privacy. Considerato che quasi il 50% di tutti gli utenti di Facebook è membro di reti geografiche, questo è per noi un argomento di estrema importanza. Un sistema migliore consentirebbe quindi a oltre 100 milioni di persone di avere un maggiore controllo sulle proprie informazioni.</p>
<p>Il nostro piano prevede l’eliminazione delle reti geografiche e la creazione di un modello semplificato per il controllo della privacy, dove ciascuno può decidere a chi rendere disponibili i contenuti: esclusivamente agli amici, agli amici degli amici, o a tutti gli utenti.</p>
<p>Questo cambiamento risponde a un’esigenza che molti di voi hanno espresso – la capacità di controllare chi può visualizzare ogni singola informazione creata o caricata dagli utenti. Contemporaneamente realizziamo un altro desiderio: rendere più semplice la pagina delle impostazioni sulla privacy, attraverso la combinazione di alcune impostazioni. Se volete saperne di più, abbiamo cominciato a discutere di <a href="http://blog.facebook.com/blog.php?post=101470352130" target="_blank">questo progetto nel luglio scorso</a>.</p>
<p>Dato che l’aggiornamento eliminerà le reti geografiche e introdurrà nuove impostazioni, nelle prossime settimane vi chiederemo di esaminare e aggiornare le vostre impostazioni sulla privacy. Visualizzerete un messaggio che spiegherà i cambiamenti e vi porterà alla pagina dove potrete aggiornare le impostazioni. Una volta terminato l’aggiornamento, verrete reindirizzati su una pagina di conferma perché possiate verificare di aver scelto le impostazioni desiderate. Come sempre, avrete comunque la possibilità di modificarle in qualsiasi momento.</p>
<p>Abbiamo lavorato con impegno per offrirvi le funzioni di controllo che meglio rispondono alle vostre esigenze, nella consapevolezza che queste ultime variano da persona a persona. Vi suggeriremo nuove impostazioni basandoci sul vostro attuale livello di privacy, ma il modo migliore per trovare quelle più adatte a voi è prendere visione di tutte le opzioni a disposizione e personalizzarle. Vi consiglio di farlo e di valutare attentamente con chi volete condividere i vostri contenuti online.</p>
<p>Grazie per aver contribuito a fare di Facebook quello che è oggi e per collaborare a rendere il mondo più aperto e connesso.</p>
<p>Mark Zuckerberg</p>
<form id="vozme_form_9f1c22a5caae1329c5473fe0f493f87d" method="post" name="vozme_form_9f1c22a5caae1329c5473fe0f493f87d" target="9f1c22a5caae1329c5473fe0f493f87d" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="Lettera aperta dal fondatore di Facebook Mark Zucherberg.. Il fondatore di Facebook Mark Zucherberg nei primi giorni di dicembre 2009 ha diffuso una lettera aperta a tutti gli utenti avvisandoli, tra le altre cose, che il sito ha raggiunto l&#8217;astronomica cifra di 350 milioni di account. Ed ha garantito che tra breve saranno apportate alcune modifiche per offrire un servizio migliore a tutta la community.
In particolare si &#8220;prevede l’eliminazione delle reti geografiche e la creazione di un modello semplificato per il controllo della privacy&#8221;.
Di seguito il testo integrale della lettera.
A tutti gli utenti di Facebook,
questo è stato un grande anno, che ha reso il mondo più aperto e connesso. Grazie al vostro aiuto, oltre 350 milioni di persone in tutto il mondo usano oggi Facebook per condividere online la propria vita.
Per rendere possibile tutto ciò, abbiamo fatto del nostro meglio per mettere a vostra disposizione gli strumenti necessari a condividere e controllare le vostre informazioni. La prima versione di Facebook, lanciata cinque anni fa, conteneva già strumenti per controllare che cosa condividere e con quali persone, singoli o gruppi. Il nostro lavoro in questa direzione continua ancora oggi.
L’attuale modello di privacy di Facebook, che gravita intorno alle “reti&#8221; &#8211; comunità scolastiche, aziendali o geografiche &#8211; funzionava bene quando Facebook era utilizzato principalmente da studenti, perché era ragionevole pensare che uno studente volesse condividere contenuti con i propri compagni.
Con il tempo, gli utenti ci hanno chiesto di aggiungere reti aziendali e geografiche, tanto che oggi esistono reti che coprono intere nazioni, come l’India e la Cina.
Con la crescita della base di utenti di Facebook, alcune reti geografiche contano oggi milioni di membri. Con reti così vaste, siamo giunti alla conclusione che il modello attuale non sia più il modo migliore per consentire agli utenti di controllare la propria privacy. Considerato che quasi il 50% di tutti gli utenti di Facebook è membro di reti geografiche, questo è per noi un argomento di estrema importanza. Un sistema migliore consentirebbe quindi a oltre 100 milioni di persone di avere un maggiore controllo sulle proprie informazioni.
Il nostro piano prevede l’eliminazione delle reti geografiche e la creazione di un modello semplificato per il controllo della privacy, dove ciascuno può decidere a chi rendere disponibili i contenuti: esclusivamente agli amici, agli amici degli amici, o a tutti gli utenti.
Questo cambiamento risponde a un’esigenza che molti di voi hanno espresso – la capacità di controllare chi può visualizzare ogni singola informazione creata o caricata dagli utenti. Contemporaneamente realizziamo un altro desiderio: rendere più semplice la pagina delle impostazioni sulla privacy, attraverso la combinazione di alcune impostazioni. Se volete saperne di più, abbiamo cominciato a discutere di questo progetto nel luglio scorso.
Dato che l’aggiornamento eliminerà le reti geografiche e introdurrà nuove impostazioni, nelle prossime settimane vi chiederemo di esaminare e aggiornare le vostre impostazioni sulla privacy. Visualizzerete un messaggio che spiegherà i cambiamenti e vi porterà alla pagina dove potrete aggiornare le impostazioni. Una volta terminato l’aggiornamento, verrete reindirizzati su una pagina di conferma perché possiate verificare di aver scelto le impostazioni desiderate. Come sempre, avrete comunque la possibilità di modificarle in qualsiasi momento.
Abbiamo lavorato con impegno per offrirvi le funzioni di controllo che meglio rispondono alle vostre esigenze, nella consapevolezza che queste ultime variano da persona a persona. Vi suggeriremo nuove impostazioni basandoci sul vostro attuale livello di privacy, ma il modo migliore per trovare quelle più adatte a voi è prendere visione di tutte le opzioni a disposizione e personalizzarle. Vi consiglio di farlo e di valutare attentamente con chi volete condividere i vostri contenuti online.
Grazie per aver contribuito a fare di Facebook quello che è oggi e per collaborare a rendere il mondo più aperto e connesso.
Mark Zuckerberg
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		<title>Messenger 2009 e Windows Live contro Facebook, la sfida del 2009</title>
		<link>http://www.abitarearoma.it/redazione/messenger-9-windows-live-contro-facebook-la-sfida-del-2009/</link>
		<comments>http://www.abitarearoma.it/redazione/messenger-9-windows-live-contro-facebook-la-sfida-del-2009/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2009 23:23:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Messenger 2009]]></category>
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		<description><![CDATA[Il fenomeno di Facebook sembra inarrestabile e sta risucchiando molto traffico internet sottraendolo un po&#8217; ai siti tradizionali, ai blog, ecc. e sta spingendo Microsoft alla rincorsa nel mondo del social network (non gli bastasse quella a Google). Con il nuovo Messenger 2009 e Windows Live molti passi in avanti sono stati fatti, anche se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il fenomeno di Facebook sembra inarrestabile e sta risucchiando molto traffico internet sottraendolo un po&#8217; ai siti tradizionali, ai blog, ecc. e sta spingendo Microsoft alla rincorsa nel mondo del social network (non gli bastasse quella a Google).</p>
<p>Con il nuovo Messenger 2009 e Windows Live molti passi in avanti sono <span id="more-114"></span>stati fatti, anche se la grafica e l&#8217;usabilità (di Windows Live), due elementi fondamentali per il successo di qualsiasi cosa sia sul web, lasciano ancora molto, ma molto a desiderare, soprattutto per la fascia di pubblico che va dai 18 anni in su, che trovano il suo aspetto confusionale e bambinesco.</p>
<p>Ma addentriamoci nelle novità di Messenger 2009.<br />
Intanto non bisogna più impazzirsi per trovare il punto esatto da dove scaricarlo: basta andare su <a href="http://www.messenger.it" target="_blank">www.messenger.it</a> ed appare subito una schermata (questa molto chiara e gradevole) dove c&#8217;è un boxone arancione con scritto scarica messenger.</p>
<p>La novità che risalta subito è che una volta lanciato il programma, in fondo sotto la lista dei contatti e sopra il banner della pubblicità c&#8217;è uno spazio dove si può essere sempre informati su ciò che stanno facendo i propri contatti, &#8220;<span style="color: #000000;">Non dovrai più andare alla ricerca di queste informazioni, sarà Messenger a tenere traccia di tutto. Potrai anche personalizzare il campo Novità per restare aggiornato su notizie che arrivano da altri siti e persino su contatti con cui sei collegato tramite altri strumenti di social network&#8221;.</span></p>
<p>Invece la novità che ha attirato la mia attenzione su Messenger 2009 è quella che ora permette di creare dei gruppi di contatti (momentaneamente fino ad un massimo di 20) per creare delle &#8220;stanze&#8221; di chat immediate, unica pecca che funziona solo tra utenti di Messenger 2009. In contemporanea su Windows Live si crea anche uno spazio web dedicato al gruppo dove lasciare messaggi, foto ecc.</p>
<p>Non solo novità &#8220;social&#8221; ma anche intrattenimento, oltre la messenger tv ora è anche possibile ascoltare e condividere la Musica che si preferisce con i propri &#8220;amici di Live Messenger&#8221;; dal 2009 è possibile ascoltare Radio 105, Radio Monte Carlo, Virgin Radio, RMC2 e Radio 105 Classics perché diventano &#8220;parte integrante del Messenger fruibili in qualsiasi momento mentre si comunica con i propri amici.<br />
Puoi scegliere tra 5 stazioni in streaming oppure tra oltre 30 web radio a tema proposte dal gruppo comunicando a tempo di Rock, Hip Hop, Latino e molto altro&#8221;.</p>
<p>Migliorata anche la grafica, come da tradizione ad ogni nuova versione, ed è possibile personalizzare &#8220;Messenger con la grafica che meglio ti rappresenta.<br />
In pochi secondi puoi cambiare lo sfondo e i colori, personalizzare l&#8217;interfaccia e cambiare tutti i suoni associati ai contatti e alle azioni&#8221;.</p>
<p>In sostanza il programma continua a migliorare il problema è che il mondo di Windows Live, come scrivevo all&#8217;inizio é poco chiaro ed ha una grafica che &#8220;nasconde&#8221; le tante cose utili che invece permette di fare&#8230; per citarne una, ci sono per TUTTI i possessori di un account messenger ben 25 GB (scrivo venticinque gigabyte) di spazio web a disposizione per archiviare qualsiasi cosa e volendo anche per condividere con i nostri amici o con tutta la rete questi file.</p>
<p>Nella propria home page in Windows Live ora è possibile vedere in alto a sinistra le info sul meteo della propria città, se sono arrivati messaggi privati (che sono differenti dalle normali mail), il proprio calendario e il link &#8220;persone che potresti conoscere&#8221; e questo agli utenti di Facebook dovrebbe suonare famigliare ed infatti proprio l&#8217;altro giorno il &#8216;sistema&#8217; di messenger mi ha chiesto il permesso di far sapere agli utenti della rete che il mio account corrisponde a Enzo Luciani (proprio per essere rintracciabili). Proprio da li accade anche quello che mi era successo con &#8220;Faccialibro&#8221; e cioè la possibilità di &#8220;avvisare&#8221; i proprio contatti, di Windows Live, Facebook, Linkedin o per indirizzo di posta.</p>
<p>Interessante anche il tastone in alto a destra che permette &#8216;subito&#8217; di caricare delle foto sul proprio spazio Windows Live.</p>
<p>Scendendo sul lato sinistro c&#8217;è un&#8217;anteprima delle ultime 3 mail arrivate.</p>
<p>Poi c&#8217;è Novità dalla Rete e questo (a parte la grafica) è identico alla home Facebook dove vengono riportati i cambiamenti dello stato su messenger e Windows Live.</p>
<p>Concludo questo lungo (e me ne scuso per questo) articolo/post, sulla &#8216;battaglia&#8217; tra Windows Live e Facebook, parafrasando un vecchio detto, se non puoi sconfiggerli&#8230; fai esattamente come loro <img src='http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> .</p>
<form id="vozme_form_b010a0df3ae4bb6e863a0d85f783b2f3" method="post" name="vozme_form_b010a0df3ae4bb6e863a0d85f783b2f3" target="b010a0df3ae4bb6e863a0d85f783b2f3" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="Messenger 2009 e Windows Live contro Facebook, la sfida del 2009.. Il fenomeno di Facebook sembra inarrestabile e sta risucchiando molto traffico internet sottraendolo un po&#8217; ai siti tradizionali, ai blog, ecc. e sta spingendo Microsoft alla rincorsa nel mondo del social network (non gli bastasse quella a Google).
Con il nuovo Messenger 2009 e Windows Live molti passi in avanti sono stati fatti, anche se la grafica e l&#8217;usabilità (di Windows Live), due elementi fondamentali per il successo di qualsiasi cosa sia sul web, lasciano ancora molto, ma molto a desiderare, soprattutto per la fascia di pubblico che va dai 18 anni in su, che trovano il suo aspetto confusionale e bambinesco.
Ma addentriamoci nelle novità di Messenger 2009.
Intanto non bisogna più impazzirsi per trovare il punto esatto da dove scaricarlo: basta andare su www.messenger.it ed appare subito una schermata (questa molto chiara e gradevole) dove c&#8217;è un boxone arancione con scritto scarica messenger.
La novità che risalta subito è che una volta lanciato il programma, in fondo sotto la lista dei contatti e sopra il banner della pubblicità c&#8217;è uno spazio dove si può essere sempre informati su ciò che stanno facendo i propri contatti, &#8220;Non dovrai più andare alla ricerca di queste informazioni, sarà Messenger a tenere traccia di tutto. Potrai anche personalizzare il campo Novità per restare aggiornato su notizie che arrivano da altri siti e persino su contatti con cui sei collegato tramite altri strumenti di social network&#8221;.
Invece la novità che ha attirato la mia attenzione su Messenger 2009 è quella che ora permette di creare dei gruppi di contatti (momentaneamente fino ad un massimo di 20) per creare delle &#8220;stanze&#8221; di chat immediate, unica pecca che funziona solo tra utenti di Messenger 2009. In contemporanea su Windows Live si crea anche uno spazio web dedicato al gruppo dove lasciare messaggi, foto ecc.
Non solo novità &#8220;social&#8221; ma anche intrattenimento, oltre la messenger tv ora è anche possibile ascoltare e condividere la Musica che si preferisce con i propri &#8220;amici di Live Messenger&#8221;; dal 2009 è possibile ascoltare Radio 105, Radio Monte Carlo, Virgin Radio, RMC2 e Radio 105 Classics perché diventano &#8220;parte integrante del Messenger fruibili in qualsiasi momento mentre si comunica con i propri amici.
Puoi scegliere tra 5 stazioni in streaming oppure tra oltre 30 web radio a tema proposte dal gruppo comunicando a tempo di Rock, Hip Hop, Latino e molto altro&#8221;.
Migliorata anche la grafica, come da tradizione ad ogni nuova versione, ed è possibile personalizzare &#8220;Messenger con la grafica che meglio ti rappresenta.
In pochi secondi puoi cambiare lo sfondo e i colori, personalizzare l&#8217;interfaccia e cambiare tutti i suoni associati ai contatti e alle azioni&#8221;.
In sostanza il programma continua a migliorare il problema è che il mondo di Windows Live, come scrivevo all&#8217;inizio é poco chiaro ed ha una grafica che &#8220;nasconde&#8221; le tante cose utili che invece permette di fare&#8230; per citarne una, ci sono per TUTTI i possessori di un account messenger ben 25 GB (scrivo venticinque gigabyte) di spazio web a disposizione per archiviare qualsiasi cosa e volendo anche per condividere con i nostri amici o con tutta la rete questi file.
Nella propria home page in Windows Live ora è possibile vedere in alto a sinistra le info sul meteo della propria città, se sono arrivati messaggi privati (che sono differenti dalle normali mail), il proprio calendario e il link &#8220;persone che potresti conoscere&#8221; e questo agli utenti di Facebook dovrebbe suonare famigliare ed infatti proprio l&#8217;altro giorno il &#8216;sistema&#8217; di messenger mi ha chiesto il permesso di far sapere agli utenti della rete che il mio account corrisponde a Enzo Luciani (proprio per essere rintracciabili). Proprio da li accade anche quello che mi era successo con &#8220;Faccialibro&#8221; e cioè la possibilità di &#8220;avvisare&#8221; i proprio contatti, di Windows Live, Facebook, Linkedin o per indirizzo di posta.
Interessante anche il tastone in alto a destra che permette &#8216;subito&#8217; di caricare delle foto sul proprio spazio Windows Live.
Scendendo sul lato sinistro c&#8217;è un&#8217;anteprima delle ultime 3 mail arrivate.
Poi c&#8217;è Novità dalla Rete e questo (a parte la grafica) è identico alla home Facebook dove vengono riportati i cambiamenti dello stato su messenger e Windows Live.
Concludo questo lungo (e me ne scuso per questo) articolo/post, sulla &#8216;battaglia&#8217; tra Windows Live e Facebook, parafrasando un vecchio detto, se non puoi sconfiggerli&#8230; fai esattamente come loro  .
" /><input name="lang" type="hidden" value="it" /><input name="gn" type="hidden" value="fm" /><input type="hidden" id="interface" name="interface" value="full" />
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				<input style="float:left;" type="image" width="40" height="40" src="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/plugins/vozme/img/megaphone40x40w.gif" alt="Ascolta questo articolo" onclick="window.open('', 'b010a0df3ae4bb6e863a0d85f783b2f3', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes');">
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		<title>La toolbar di Abitarearoma.net</title>
		<link>http://www.abitarearoma.it/redazione/toolbar-abitarearoma/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Jan 2009 12:48:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Utili]]></category>
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		<category><![CDATA[notizie]]></category>
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		<description><![CDATA[La nostra è una testata che a dispetto delle sue poche risorse economiche cerca di essere sempre ai passi con i tempi e le loro innovazioni. E quindi poco dopo l&#8217;ingresso su Facebook con il nostro gruppo e fan club eccoci qui con la creazione della nostra toolbar personalizzata sia per Explorer che Firefox. Clicca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="border: 0pt none; float: right;" src="http://www.abitarearoma.net/photos/45384.jpg" alt="La toolbar di Abitarearoma" width="510" height="307" /></p>
<p>La nostra è una testata che a dispetto delle sue poche risorse economiche cerca di essere sempre ai passi con i tempi e le loro innovazioni.</p>
<p>E quindi poco dopo l&#8217;ingresso su Facebook con il <strong><a href="http://www.new.facebook.com/group.php?gid=45332201392">nostro gruppo</a></strong> e <strong><a href="http://www.new.facebook.com/pages/Abitarearomanet-e-Abitare-A/47844717462">fan club</a></strong> eccoci qui con la creazione della nostra <strong>toolbar personalizzata </strong>sia per Explorer che Firefox.</p>
<p><a href="http://Abitarearomanet.OurToolbar.com/exe"><strong>Clicca qui per il download<br />
</strong></a></p>
<p>Consigliamo nella fase di istallazione di <span id="more-108"></span>non ‘fleggare&#8217; (spuntare) la possibilità di impostare Abitarearoma.net come motore di ricerca predefinito</p>
<p>Questo potente strumento consentirà, ad esempio, di essere sempre aggiornati sugli ultimi articoli pubblicati, di effettuare ricerche su tutto il web e su Abitarearoma.net anche senza essere in quel momento sul sito del nostro giornale.<br />
Tra le altre ‘funzioni&#8217; segnaliamo la possibilità di essere aggiornati sull&#8217;arrivo di nuove mail nella propria casella di posta e quella di configurare un pratico lettore delle radio che trasmettono sul web.</p>
<p>P.S.: un sentito ringraziamento a Daniele Chindemi</p>
<form id="vozme_form_b3ff1826cd154dbe05878e9d30de798d" method="post" name="vozme_form_b3ff1826cd154dbe05878e9d30de798d" target="b3ff1826cd154dbe05878e9d30de798d" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="La toolbar di Abitarearoma.net.. 
La nostra è una testata che a dispetto delle sue poche risorse economiche cerca di essere sempre ai passi con i tempi e le loro innovazioni.
E quindi poco dopo l&#8217;ingresso su Facebook con il nostro gruppo e fan club eccoci qui con la creazione della nostra toolbar personalizzata sia per Explorer che Firefox.
Clicca qui per il download

Consigliamo nella fase di istallazione di non ‘fleggare&#8217; (spuntare) la possibilità di impostare Abitarearoma.net come motore di ricerca predefinito
Questo potente strumento consentirà, ad esempio, di essere sempre aggiornati sugli ultimi articoli pubblicati, di effettuare ricerche su tutto il web e su Abitarearoma.net anche senza essere in quel momento sul sito del nostro giornale.
Tra le altre ‘funzioni&#8217; segnaliamo la possibilità di essere aggiornati sull&#8217;arrivo di nuove mail nella propria casella di posta e quella di configurare un pratico lettore delle radio che trasmettono sul web.
P.S.: un sentito ringraziamento a Daniele Chindemi
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			<div style="text-align:left;">
			
				<input style="float:left;" type="image" width="40" height="40" src="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/plugins/vozme/img/megaphone40x40w.gif" alt="Ascolta questo articolo" onclick="window.open('', 'b3ff1826cd154dbe05878e9d30de798d', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes');">
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		</item>
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		<title>Trojan, phishing, scamming arrivano su Facebook</title>
		<link>http://www.abitarearoma.it/redazione/trojan-phishing-scamming-su-facebook/</link>
		<comments>http://www.abitarearoma.it/redazione/trojan-phishing-scamming-su-facebook/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 12 Nov 2008 20:19:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Utili]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[Phishing]]></category>
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		<category><![CDATA[Trojan]]></category>

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		<description><![CDATA[I pirati informatici all&#8217;assalto di Facebook. In passato altri social network come MySpace sono già stati vittime di virus progettati proprio per intrufolarsi nei profili degli utenti, ma Facebook potrebbe essere un boccone più appetitoso perché la sua fulminea diffusione ha creato oltre 120 milioni di utenti di cui molti sono poco esperti (smaliziati) da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2008/10/logo_facebook.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-80" title="logo_facebook" src="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2008/10/logo_facebook-300x112.jpg" alt="Facebook" width="300" height="112" /></a>I pirati informatici all&#8217;assalto di Facebook. In passato altri social network come MySpace sono già stati vittime di virus progettati proprio per intrufolarsi nei profili degli utenti, ma Facebook potrebbe essere un boccone più appetitoso perché la sua fulminea diffusione ha creato oltre 120 milioni di utenti di cui molti sono poco esperti (smaliziati) da non saper distinguere un vero invito da un tentativo di raggiro.</p>
<p>Ecco le applicazioni e <span id="more-98"></span>i messaggi ai quali su Facebook è meglio dire sempre e solo no.</p>
<p>&#8220;Bel balletto! Non pensi di doverti vergognare un po&#8217;?&#8221;, oppure &#8220;Ciao, qualcuno pensa che sei speciale e ha una cotta per te. Scopri chi è&#8221;.  Messaggi di questo tipo ti possono arrivare nella posta di Facebook da utenti sconosciuti o da amici già truffati. Una volta aperte contengono al loro interno dei link nei quali promettono che l&#8217;utente troverà le risposte alle sue curiosità. Ma i link in questione portano a siti esterni a Facebook dove viene richiesto di scaricare un file con estensione .exe.<br />
Dopodiché il <strong>Trojan</strong> utilizzando l&#8217;identità dell&#8217;utente truffato inizierà a mandare a tutti i contatti del suo elenco lo stesso messaggio ingannevole, o posterà sul profilo dell&#8217;utente il link contagioso.<br />
Secondo la Symantec (Norton antivirus) il worm che si chiama W32.Koobface.A è in grado di modificare l&#8217;account dell&#8217;utente.<br />
Altri trojan rimandano a pagine di condivisione video dall&#8217;aspetto simile a quello di YouTube che, una volta aperte, richiedono l&#8217;installazione di un falso aggiornamento che permette al worm di impadronirsi dell&#8217;account.</p>
<p>Occhio al <strong>phishing</strong>. L&#8217;utente Facebook viene &#8220;contattato&#8221; come in precedenza ma link che inviterà a spostarsi su un&#8217;altra pagina, questa volta non esterna ma apparentemente sempre interna a Facebook che in realtà è una trappola, per vederla verranno richieste la propria mail e la propria password che, una volta digitate, saranno memorizzate dal software che provvederà poi ad usarle per impadronirsi nei dati dell&#8217;utente e di tutti i suoi contatti.</p>
<p>Scamming. Tecnica vecchio stile (per chi già da anni utilizza il pc), la mail viene inviata da un amico, ovvero da uno dei contatti che l&#8217;utente ha nel suo account, e il testo contiene una richiesta di aiuto perché l&#8217;amico è rimasto bloccato nella città nigeriana di Lagos e chiede in prestito una somma pari a 500 dollari per poter acquistare un biglietto di ritorno a casa. Vengono lasciati così gli estremi di un conto corrente sul quale eseguire il versamento del denaro (che finirebbe direttamento sul conto dei truffatori).</p>
<p>Due semplici consigli ma efficaci:non eseguire mai programmi che non si conoscono e non aprire mai mail provenienti da indirizzi sconosciuti o poco affidabili. E anche, a questo punto, da indirizzi conosciuti ma con insolite richieste.<br />
E visto che ci siete non alimentate le catene di Sant&#8217;Antonio che anche loro hanno fatto la comparsa su Facebook.</p>
<p><a href="../fenomeno-facebook/">Il fenomeno inarrestabile di Facebook </a></p>
<form id="vozme_form_2a7876f56c65d06729168d684302b7c3" method="post" name="vozme_form_2a7876f56c65d06729168d684302b7c3" target="2a7876f56c65d06729168d684302b7c3" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="Trojan, phishing, scamming arrivano su Facebook.. I pirati informatici all&#8217;assalto di Facebook. In passato altri social network come MySpace sono già stati vittime di virus progettati proprio per intrufolarsi nei profili degli utenti, ma Facebook potrebbe essere un boccone più appetitoso perché la sua fulminea diffusione ha creato oltre 120 milioni di utenti di cui molti sono poco esperti (smaliziati) da non saper distinguere un vero invito da un tentativo di raggiro.
Ecco le applicazioni e i messaggi ai quali su Facebook è meglio dire sempre e solo no.
&#8220;Bel balletto! Non pensi di doverti vergognare un po&#8217;?&#8221;, oppure &#8220;Ciao, qualcuno pensa che sei speciale e ha una cotta per te. Scopri chi è&#8221;.  Messaggi di questo tipo ti possono arrivare nella posta di Facebook da utenti sconosciuti o da amici già truffati. Una volta aperte contengono al loro interno dei link nei quali promettono che l&#8217;utente troverà le risposte alle sue curiosità. Ma i link in questione portano a siti esterni a Facebook dove viene richiesto di scaricare un file con estensione .exe.
Dopodiché il Trojan utilizzando l&#8217;identità dell&#8217;utente truffato inizierà a mandare a tutti i contatti del suo elenco lo stesso messaggio ingannevole, o posterà sul profilo dell&#8217;utente il link contagioso.
Secondo la Symantec (Norton antivirus) il worm che si chiama W32.Koobface.A è in grado di modificare l&#8217;account dell&#8217;utente.
Altri trojan rimandano a pagine di condivisione video dall&#8217;aspetto simile a quello di YouTube che, una volta aperte, richiedono l&#8217;installazione di un falso aggiornamento che permette al worm di impadronirsi dell&#8217;account.
Occhio al phishing. L&#8217;utente Facebook viene &#8220;contattato&#8221; come in precedenza ma link che inviterà a spostarsi su un&#8217;altra pagina, questa volta non esterna ma apparentemente sempre interna a Facebook che in realtà è una trappola, per vederla verranno richieste la propria mail e la propria password che, una volta digitate, saranno memorizzate dal software che provvederà poi ad usarle per impadronirsi nei dati dell&#8217;utente e di tutti i suoi contatti.
Scamming. Tecnica vecchio stile (per chi già da anni utilizza il pc), la mail viene inviata da un amico, ovvero da uno dei contatti che l&#8217;utente ha nel suo account, e il testo contiene una richiesta di aiuto perché l&#8217;amico è rimasto bloccato nella città nigeriana di Lagos e chiede in prestito una somma pari a 500 dollari per poter acquistare un biglietto di ritorno a casa. Vengono lasciati così gli estremi di un conto corrente sul quale eseguire il versamento del denaro (che finirebbe direttamento sul conto dei truffatori).
Due semplici consigli ma efficaci:non eseguire mai programmi che non si conoscono e non aprire mai mail provenienti da indirizzi sconosciuti o poco affidabili. E anche, a questo punto, da indirizzi conosciuti ma con insolite richieste.
E visto che ci siete non alimentate le catene di Sant&#8217;Antonio che anche loro hanno fatto la comparsa su Facebook.
Il fenomeno inarrestabile di Facebook 
" /><input name="lang" type="hidden" value="it" /><input name="gn" type="hidden" value="fm" /><input type="hidden" id="interface" name="interface" value="full" />
			<div style="text-align:left;">
			
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				<div style="margin-left:48px; text-align:left;"><a style="font-size:12px;" href="javascript:void(0);" onclick="window.open('', '2a7876f56c65d06729168d684302b7c3', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes'); document.getElementById('vozme_form_2a7876f56c65d06729168d684302b7c3').submit();">Ascolta<br/>questo articolo</a></div>
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		<title>Social network e tutela della privacy</title>
		<link>http://www.abitarearoma.it/redazione/social-network-e-tutela-privacy/</link>
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		<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 10:12:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Palmisano</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Messenger]]></category>
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		<category><![CDATA[social network]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.abitarearoma.it/redazione/?p=97</guid>
		<description><![CDATA[Gli utenti dei servizi di social network valutino con attenzione se e cosa pubblicare in rete: c&#8217;è il rischio di perdere il controllo dei propri dati. E&#8217; quanto ha dichiarato il Garante della privacy con la risoluzione del 20 ottobre 2008, al termine della 30ma Conferenza internazionale delle Autorità di protezione dei dati di Strasburgo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2008/10/logo_facebook.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-80" title="logo_facebook" src="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2008/10/logo_facebook-300x112.jpg" alt="Facebook" width="300" height="112" /></a>Gli utenti dei servizi di social network valutino con attenzione se e cosa pubblicare in rete: c&#8217;è il rischio di perdere il controllo dei propri dati.</p>
<p>E&#8217; quanto ha dichiarato il Garante della privacy con la risoluzione del <span id="more-97"></span>20 ottobre 2008, al termine della 30ma Conferenza internazionale delle Autorità di protezione dei dati di Strasburgo (15-17 ottobre 2008) che ha visto riunite le Autorità mondiali di protezione dei dati.</p>
<p>La risoluzione evidenzia che i servizi di social network, come altra faccia della medaglia del fornire un ampio strumento comunicativo, possono comportare seri rischi per la privacy sia degli utenti sia di terzi.<br />
I dati personali contenuti nel proprio profilo sono, infatti, disponibili pubblicamente e globalmente, nel migliore dei casi solo ai propri contatti, o ai contatti dei contatti. Testi, foto e filmati che potrebbero essere copiati o scaricati da una moltitudine di internauti.</p>
<p>Le Autorità Garanti raccomandano agli <strong>utenti di prestare molta attenzione a cosa inseriscono</strong>:<br />
valutare bene quali dati inserire nel proprio profilo; <strong>evitare di fornire l&#8217;indirizzo e il numero telefonico di casa</strong>, soprattutto se minorenni; adottare, possibilmente, l&#8217;uso di uno pseudonimo; prestare particolare <strong>attenzione alla privacy degli altri</strong>, soprattutto se si pubblicano dati personali senza il loro consenso.<br />
Pensate, ad esempio alle fotografie con altra gente, magari correlandoli di giorno e luogo, informazioni che una persona potrebbe non voler divulgare.</p>
<p>Data l&#8217;esperienza di chi vi scrive, vi suggerisco di guardare bene a tutte le opzioni di visibilità, scegliendo, ad uno ad uno, i vari campi da voler render pubblici ed a chi.</p>
<p>Le autorità hanno, inoltre, dettato alcune indicazioni anche per i fornitori di servizi di social network, quali il prevedere configurazioni tecniche orientate a favorire la privacy degli utenti ed informarli in modo corretto e trasparente sulle conseguenze che potrebbero derivare dalla pubblicazione di dati personali in un profilo; l&#8217;adozione di adeguate misure di sicurezza per impedire che soggetti esterni possano raccogliere o scaricare in massa (attraverso software spia) i dati contenuti nel profilo; garantire che i dati degli utenti non siano estratti dai motori di ricerca se non con il loro consenso; consentire agli utenti di limitare la visibilità dell&#8217;intero profilo, di recedere facilmente dal servizio e di cancellare ogni informazione pubblicata sul social network.</p>
<p>I rischi a cui non si pensa, essendo in buona fede, possono essere molti.<br />
Si pensi ad un&#8217;opportunità di lavoro in cui il responsabile del personale, digitando nome e cognome on line, scopra dati che avete ingenuamente pubblicato e che non volevate sapessero. Oppure ai furti d&#8217;identità. O scherzi ben più pesanti.<br />
Chi vi scrive, derogando alle regole di un buon articolo, vi confida di parlare per esperienza personale ricordando quando un &#8220;burlone&#8221; associò il mio nome e i miei slogan (allora candidata alla Camera) a foto di una donna nuda sul blog con allusioni a &#8220;prestazioni elettorali&#8221;. Uno scherzo assolutamente di cattivo gusto. Che fortunatamente si risolse facendo subito rimuovere le foto.</p>
<p>(Per leggere il provvedimento del garante: <a href="http://www.garanteprivacy.it/garante/navig/jsp/index.jsp?folderpath=Comunicati+stampa%2F2008" target="_blank">http://www.garanteprivacy.it/garante/navig/jsp/index.jsp?folderpath=Comunicati+stampa%2F2008</a>).</p>
<p><a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/fenomeno-facebook/">Il fenomeno inarrestabile di Facebook </a></p>
<form id="vozme_form_934f50a9e85ba29e20e4f324ca18cfd4" method="post" name="vozme_form_934f50a9e85ba29e20e4f324ca18cfd4" target="934f50a9e85ba29e20e4f324ca18cfd4" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="Social network e tutela della privacy.. Gli utenti dei servizi di social network valutino con attenzione se e cosa pubblicare in rete: c&#8217;è il rischio di perdere il controllo dei propri dati.
E&#8217; quanto ha dichiarato il Garante della privacy con la risoluzione del 20 ottobre 2008, al termine della 30ma Conferenza internazionale delle Autorità di protezione dei dati di Strasburgo (15-17 ottobre 2008) che ha visto riunite le Autorità mondiali di protezione dei dati.
La risoluzione evidenzia che i servizi di social network, come altra faccia della medaglia del fornire un ampio strumento comunicativo, possono comportare seri rischi per la privacy sia degli utenti sia di terzi.
I dati personali contenuti nel proprio profilo sono, infatti, disponibili pubblicamente e globalmente, nel migliore dei casi solo ai propri contatti, o ai contatti dei contatti. Testi, foto e filmati che potrebbero essere copiati o scaricati da una moltitudine di internauti.
Le Autorità Garanti raccomandano agli utenti di prestare molta attenzione a cosa inseriscono:
valutare bene quali dati inserire nel proprio profilo; evitare di fornire l&#8217;indirizzo e il numero telefonico di casa, soprattutto se minorenni; adottare, possibilmente, l&#8217;uso di uno pseudonimo; prestare particolare attenzione alla privacy degli altri, soprattutto se si pubblicano dati personali senza il loro consenso.
Pensate, ad esempio alle fotografie con altra gente, magari correlandoli di giorno e luogo, informazioni che una persona potrebbe non voler divulgare.
Data l&#8217;esperienza di chi vi scrive, vi suggerisco di guardare bene a tutte le opzioni di visibilità, scegliendo, ad uno ad uno, i vari campi da voler render pubblici ed a chi.
Le autorità hanno, inoltre, dettato alcune indicazioni anche per i fornitori di servizi di social network, quali il prevedere configurazioni tecniche orientate a favorire la privacy degli utenti ed informarli in modo corretto e trasparente sulle conseguenze che potrebbero derivare dalla pubblicazione di dati personali in un profilo; l&#8217;adozione di adeguate misure di sicurezza per impedire che soggetti esterni possano raccogliere o scaricare in massa (attraverso software spia) i dati contenuti nel profilo; garantire che i dati degli utenti non siano estratti dai motori di ricerca se non con il loro consenso; consentire agli utenti di limitare la visibilità dell&#8217;intero profilo, di recedere facilmente dal servizio e di cancellare ogni informazione pubblicata sul social network.
I rischi a cui non si pensa, essendo in buona fede, possono essere molti.
Si pensi ad un&#8217;opportunità di lavoro in cui il responsabile del personale, digitando nome e cognome on line, scopra dati che avete ingenuamente pubblicato e che non volevate sapessero. Oppure ai furti d&#8217;identità. O scherzi ben più pesanti.
Chi vi scrive, derogando alle regole di un buon articolo, vi confida di parlare per esperienza personale ricordando quando un &#8220;burlone&#8221; associò il mio nome e i miei slogan (allora candidata alla Camera) a foto di una donna nuda sul blog con allusioni a &#8220;prestazioni elettorali&#8221;. Uno scherzo assolutamente di cattivo gusto. Che fortunatamente si risolse facendo subito rimuovere le foto.
(Per leggere il provvedimento del garante: http://www.garanteprivacy.it/garante/navig/jsp/index.jsp?folderpath=Comunicati+stampa%2F2008).
Il fenomeno inarrestabile di Facebook 
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		<title>Il Trombamico</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 14:58:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non è una figura mitologica ma un nuovo modo di intendere i rapporti occasionali con un, più o meno, amico/a. Anche su Facebook, il più famoso social network dei nostri giorni, è presente il gruppo del &#8220;Trombamico&#8221;. Prende il nome dalla serie televisiva Sex and the City e si sta diffondendo a tal punto da diventare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non è una figura mitologica ma un nuovo modo di intendere i rapporti occasionali con un, più o meno, amico/a.<br />
Anche su Facebook, il più famoso social network dei nostri giorni, è presente il gruppo del &#8220;Trombamico&#8221;. Prende il nome dalla serie televisiva Sex and the City e si sta diffondendo a tal punto<span id="more-88"></span> da diventare una vera e propria moda. Persino Repubblica ha dedicato un articolo al fenomeno del <a href="http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/scienza_e_tecnologia/studio-amici-sesso/studio-amici-sesso/studio-amici-sesso.html" target="_blank">sesso tra amici</a>.</p>
<p>In realtà questo tipo di rapporto non è affatto nuovo, ma nuovo è il modo in cui le moderne generazioni approcciano al fenomeno, parlardone senza alcuna riserva o tabù ma, quasi, come fosse un &#8220;accessorio&#8221; da aggiungere alla collezione di esperienze.</p>
<p>A stupire di più sono proprio le donne che, quando si ritrovano tra loro, parlano del sesso tra amici con estrema naturalezza e si interrogano: &#8220;Anche tu hai o hai avuto un Trombamico?&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/fenomeno-facebook/">Il fenomeno inarrestabile di Facebook</a></p>
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Anche su Facebook, il più famoso social network dei nostri giorni, è presente il gruppo del &#8220;Trombamico&#8221;. Prende il nome dalla serie televisiva Sex and the City e si sta diffondendo a tal punto da diventare una vera e propria moda. Persino Repubblica ha dedicato un articolo al fenomeno del sesso tra amici.
In realtà questo tipo di rapporto non è affatto nuovo, ma nuovo è il modo in cui le moderne generazioni approcciano al fenomeno, parlardone senza alcuna riserva o tabù ma, quasi, come fosse un &#8220;accessorio&#8221; da aggiungere alla collezione di esperienze.
A stupire di più sono proprio le donne che, quando si ritrovano tra loro, parlano del sesso tra amici con estrema naturalezza e si interrogano: &#8220;Anche tu hai o hai avuto un Trombamico?&#8221;.
Il fenomeno inarrestabile di Facebook
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