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	<title>Redazione &#187; eutanasia</title>
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	<description>Blog a cura dei redattori del giornale online www.abitarearoma.net</description>
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		<title>Amaro Romano/ Su Beppino, sulla libertà e sul Ddl Calabrò</title>
		<link>http://www.abitarearoma.it/redazione/amaro-romano-su-beppino-sulla-liberta-e-sul-ddl-calabro/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Feb 2009 16:29:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[beppino englaro]]></category>
		<category><![CDATA[ddl calabrò]]></category>
		<category><![CDATA[eluana englaro]]></category>
		<category><![CDATA[eutanasia]]></category>
		<category><![CDATA[testamento biologico]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;America annuncia la ritirata dall&#8217;Iraq per l&#8217;estate del 2010. Ieri il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge-delega contro gli scioperi &#8220;selvaggi&#8221; nei trasporti. Ryan Air annuncia toilette a pagamento, per contrastare la crisi. E Telecom riesce a chiudere centrando gli obiettivi. Dimenticavo: la Procura di Udine ha aperto un fascicolo su Beppino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;America annuncia la ritirata dall&#8217;Iraq per l&#8217;estate del 2010. Ieri il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge-delega contro gli scioperi &#8220;selvaggi&#8221; nei trasporti. Ryan Air annuncia toilette a pagamento, per contrastare la crisi. E Telecom riesce a chiudere centrando gli obiettivi.</p>
<p>Dimenticavo: la Procura di Udine ha aperto un fascicolo su Beppino Englaro. L&#8217;accusa è omicidio.</p>
<p><span id="more-115"></span></p>
<p>&#8220;Sapevo  che questo giorno sarebbe arrivato&#8221;, ha commentato con la consueta lucidità papà Beppino. Il giorno in cui il Potere si vendica e &#8211; per dirla con Fabrizio de Andrè &#8211; recita la parte più eccitante della Legge, quella che non protegge: la parte del boia. Così, dopo 17 anni di battaglie legali, di rinvii e giudizi strappati o negati, arriva finalmente l&#8217;ultimo processo. Quello che vede sul banco degli imputati Beppino Englaro, sul cui corpo traspare però il vero colpevole di questo teatrino politico-mediatico: la Libertà di disporre del proprio corpo, la libertà di scelta autonoma, il libero arbitrio. Reo di vecchia data &#8211; saranno almeno 12mila anni che si discute in merito&#8230; &#8211; di un reato mai commesso. La possibilità di scegliere il bene e il male, ovvero la possibilità di autodirigersi (come direbbe il sociologo Zygmunt Bauman).</p>
<p>&#8220;La Giustizia è l&#8217;utile del più forte!&#8221; diceva Trasimaco ad un Platone esterrefatto, nel capolavoro &#8220;La Repubblica&#8221;. E&#8217; proprio così, inutile negarlo. Se leggiamo le parole del testo presentato in Parlamento in merito al testamento biologico ci rendiamo facilmente conto di quanta ideologia sia zuppo e da quanta poca &#8220;scienza&#8221; sia ispirato. Un passo indietro di almeno 50 anni, come qualcuno ha acutamente commentato.</p>
<p>Proviamo allora a descriverlo, in pillole, tanto per chiarirci le idee. Nei suoi primi articoli, il ddl Calabrò sancisce da un lato il divieto di forme di eutanasia diretta o indiretta (come il suicidio assistito), dall&#8217;altro pone il veto a qualsiasi forma di accanimento terapeutico. Desolante tentativo di unire il sacro al profano! Nell&#8217;articolo 5, da un lato si formalizza la Dichiarazione Anticipata di Trattamento (DAT), dall&#8217;altro viene negata la possibilità di inserire nella DAT tecniche di blocco dell&#8217;alimentazione e dell&#8217;idratazione. Anche questo tentativo di armonizzare due visioni fondamentalmente antitetiche sembra destinato a generare nient&#8217;altro che confusione. I restanti articoli sono di natura &#8220;tecnico-burocratica&#8221;: un incredibile mischione di regole e iter legali &#8211; commissioni mediche, banche dati per i DAT, tutela dell&#8217;obiezione di coscienza da parte del personale&#8230; &#8211; tutt&#8217;altro che facili da riassumere. Nessun accenno (ovviamente!) ai trattamenti cosiddetti palliativi.</p>
<p>In conclusione, un testo che sta un po&#8217; di qua e un po&#8217; di là, ma in definitiva da nessuna parte. Privo non solo di spessore scientifico ma anche, e soprattutto, di visione organica d&#8217;insieme: un insieme di principi buttati lì uno dietro l&#8217;altro che sembrano dare una botta al cerchio e una alla botte. Anzi no!, un obiettivo l&#8217;ha raggiunto: getterà su questa materia ancora più fumo e polvere che metterà in difficoltà centinaia di medici e pazienti.</p>
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Dimenticavo: la Procura di Udine ha aperto un fascicolo su Beppino Englaro. L&#8217;accusa è omicidio.

&#8220;Sapevo  che questo giorno sarebbe arrivato&#8221;, ha commentato con la consueta lucidità papà Beppino. Il giorno in cui il Potere si vendica e &#8211; per dirla con Fabrizio de Andrè &#8211; recita la parte più eccitante della Legge, quella che non protegge: la parte del boia. Così, dopo 17 anni di battaglie legali, di rinvii e giudizi strappati o negati, arriva finalmente l&#8217;ultimo processo. Quello che vede sul banco degli imputati Beppino Englaro, sul cui corpo traspare però il vero colpevole di questo teatrino politico-mediatico: la Libertà di disporre del proprio corpo, la libertà di scelta autonoma, il libero arbitrio. Reo di vecchia data &#8211; saranno almeno 12mila anni che si discute in merito&#8230; &#8211; di un reato mai commesso. La possibilità di scegliere il bene e il male, ovvero la possibilità di autodirigersi (come direbbe il sociologo Zygmunt Bauman).
&#8220;La Giustizia è l&#8217;utile del più forte!&#8221; diceva Trasimaco ad un Platone esterrefatto, nel capolavoro &#8220;La Repubblica&#8221;. E&#8217; proprio così, inutile negarlo. Se leggiamo le parole del testo presentato in Parlamento in merito al testamento biologico ci rendiamo facilmente conto di quanta ideologia sia zuppo e da quanta poca &#8220;scienza&#8221; sia ispirato. Un passo indietro di almeno 50 anni, come qualcuno ha acutamente commentato.
Proviamo allora a descriverlo, in pillole, tanto per chiarirci le idee. Nei suoi primi articoli, il ddl Calabrò sancisce da un lato il divieto di forme di eutanasia diretta o indiretta (come il suicidio assistito), dall&#8217;altro pone il veto a qualsiasi forma di accanimento terapeutico. Desolante tentativo di unire il sacro al profano! Nell&#8217;articolo 5, da un lato si formalizza la Dichiarazione Anticipata di Trattamento (DAT), dall&#8217;altro viene negata la possibilità di inserire nella DAT tecniche di blocco dell&#8217;alimentazione e dell&#8217;idratazione. Anche questo tentativo di armonizzare due visioni fondamentalmente antitetiche sembra destinato a generare nient&#8217;altro che confusione. I restanti articoli sono di natura &#8220;tecnico-burocratica&#8221;: un incredibile mischione di regole e iter legali &#8211; commissioni mediche, banche dati per i DAT, tutela dell&#8217;obiezione di coscienza da parte del personale&#8230; &#8211; tutt&#8217;altro che facili da riassumere. Nessun accenno (ovviamente!) ai trattamenti cosiddetti palliativi.
In conclusione, un testo che sta un po&#8217; di qua e un po&#8217; di là, ma in definitiva da nessuna parte. Privo non solo di spessore scientifico ma anche, e soprattutto, di visione organica d&#8217;insieme: un insieme di principi buttati lì uno dietro l&#8217;altro che sembrano dare una botta al cerchio e una alla botte. Anzi no!, un obiettivo l&#8217;ha raggiunto: getterà su questa materia ancora più fumo e polvere che metterà in difficoltà centinaia di medici e pazienti.
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		<title>Amaro Romano/ Eluana morirà dolcemente&#8230;</title>
		<link>http://www.abitarearoma.it/redazione/amaro-romano-eluana-morira-dolcemente/</link>
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		<pubDate>Fri, 14 Nov 2008 10:47:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
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		<category><![CDATA[eutanasia]]></category>

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		<description><![CDATA[Eluana Englaro potrà morire di una &#8220;buona morte&#8221;, tanto per rimanere fedeli all&#8217;accezione originale del grecismo eutanasia. La Cassazione ha infatti riconosciuto, il 13 novembre 2008, al padre Beppino la possibilità di compiere quella che egli definisce la volontà della figlia &#8211; che è già considerata clinicamente morta. Ma le polemiche, come al solito, non tendono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a onclick="pageTracker._trackPageview('/downloads/redazione/wp-content/uploads/2008/07/eluana-englaro.jpg');" href="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2008/07/eluana-englaro.jpg" target="_blank"><img class="alignleft" style="float: left; margin-left: 4px; margin-right: 4px; border-width: 0pt;" src="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2008/07/eluana-englaro.jpg" alt="Eluana Englaro" width="134" height="101" /></a>Eluana Englaro potrà morire di una &#8220;buona morte&#8221;, tanto per rimanere fedeli all&#8217;accezione originale del grecismo <em>eutanasia</em>. La Cassazione ha infatti riconosciuto, il 13 novembre 2008, al padre Beppino la possibilità di compiere quella che egli definisce la volontà della figlia &#8211; che è già considerata clinicamente morta.</p>
<p><span id="more-99"></span></p>
<p>Ma le polemiche, come al solito, non tendono a placarsi e, in casi come questi, c&#8217;è tanto &#8220;piombo&#8221; per i giornali.<br />
La Regione Lombardia ha espressamente vietato di attuare la pratica nelle proprie strutture, dimenticando (o forse disinteressandosi) del sondaggio effettuato nel 2006 e pubblicato su <em>Torino Medica</em> &#8211; organo ufficiale dei medici chirurghi e odontoiatri della Provincia piemontese &#8211; secondo il quale il 74% degli infermieri è a favore dell&#8217;eutanasia e il 92% dei rianimatori sostiene la necessità di superare questa normativa in vigore, giudicata repressiva nei confronti di chi si trova in condizioni tragiche. C&#8217;è da aggiungere che il 76% degli infermieri credenti è, nonostante le posizioni della Chiesa, comunque favorevole alla &#8220;dolce morte&#8221; (sempre secondo il sondaggio).<br />
I dati emersi, infine, sono confermati da altri studi e ricerche statistiche in merito, anche in altre regioni italiane.</p>
<p>Insomma, forse sarebbe il caso di riscoprire uno dei grandi pensieri della civiltà greca, che ha prodotto idee e parole che durano ancora oggi. La <em>ευθανασία</em>: la buona morte.</p>
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Ma le polemiche, come al solito, non tendono a placarsi e, in casi come questi, c&#8217;è tanto &#8220;piombo&#8221; per i giornali.
La Regione Lombardia ha espressamente vietato di attuare la pratica nelle proprie strutture, dimenticando (o forse disinteressandosi) del sondaggio effettuato nel 2006 e pubblicato su Torino Medica &#8211; organo ufficiale dei medici chirurghi e odontoiatri della Provincia piemontese &#8211; secondo il quale il 74% degli infermieri è a favore dell&#8217;eutanasia e il 92% dei rianimatori sostiene la necessità di superare questa normativa in vigore, giudicata repressiva nei confronti di chi si trova in condizioni tragiche. C&#8217;è da aggiungere che il 76% degli infermieri credenti è, nonostante le posizioni della Chiesa, comunque favorevole alla &#8220;dolce morte&#8221; (sempre secondo il sondaggio).
I dati emersi, infine, sono confermati da altri studi e ricerche statistiche in merito, anche in altre regioni italiane.
Insomma, forse sarebbe il caso di riscoprire uno dei grandi pensieri della civiltà greca, che ha prodotto idee e parole che durano ancora oggi. La ευθανασία: la buona morte.
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		<title>Eluana Englaro</title>
		<link>http://www.abitarearoma.it/redazione/eluana-englaro/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Jul 2008 09:17:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[eluana englaro]]></category>
		<category><![CDATA[eutanasia]]></category>
		<category><![CDATA[vaticano]]></category>

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		<description><![CDATA[Partiamo subito con un post su un argomento facile facile, la sentenza della Corte d&#8217;appello di Milano che concede a Beppino Englaro, padre di Eluana, la possibilità di interrompere l&#8217;alimentazione a sua figlia in coma da 16 anni. Mi viene difficile capire il Vaticano, anzi no è difficile capire la politica italiana, perché il pensiero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2008/07/eluana-englaro.jpg" target="_blank"><img class="alignleft" style="border: 0pt none; float: left; margin-left: 4px; margin-right: 4px;" src="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2008/07/eluana-englaro.jpg" alt="Eluana Englaro" width="134" height="101" /></a>Partiamo subito con un post su un argomento facile facile, la sentenza della Corte d&#8217;appello di Milano che concede a Beppino Englaro, padre di Eluana, la possibilità di interrompere l&#8217;alimentazione a sua figlia in coma da 16 anni.<span id="more-8"></span></p>
<p>Mi viene difficile capire il Vaticano, anzi no è difficile capire la politica italiana, perché il pensiero legittimo della Santa Chiesa &#8220;ogni volta&#8221; diventa un veto.<br />
Essendo la nostra una nazione laica non esiste che ciò che proclama la Santa Sede blocchi decisioni dello stato italiano.</p>
<p><a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2008/07/beppino-englaro.jpg" target="_self"><img class="alignright" style="border: 0pt none; float: right; margin-left: 4px; margin-right: 4px;" src="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2008/07/beppino-englaro.jpg" alt="Beppino Englaro" width="85" height="116" /></a>Salterei totalmente la discussione se sia giusto o meno &#8220;staccare la spina&#8221; ad una persona in coma da 16 anni e mi chiedo se sia giusto che il Vaticano dica (ordini) ad un padre o comunque a chicchesia di fare o non fare una qualsiasi cosa. La chiesa può e deve dire ciò che è giusto o meno per lei dando modo ai suoi fedeli, <span style="text-decoration: underline;">e non a tutti gli italiani</span>, di fare ciò che la loro religione dice.</p>
<form id="vozme_form_e3d9b91b1f5d1f047c9aa4bea64c2f9a" method="post" name="vozme_form_e3d9b91b1f5d1f047c9aa4bea64c2f9a" target="e3d9b91b1f5d1f047c9aa4bea64c2f9a" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="Eluana Englaro.. Partiamo subito con un post su un argomento facile facile, la sentenza della Corte d&#8217;appello di Milano che concede a Beppino Englaro, padre di Eluana, la possibilità di interrompere l&#8217;alimentazione a sua figlia in coma da 16 anni.
Mi viene difficile capire il Vaticano, anzi no è difficile capire la politica italiana, perché il pensiero legittimo della Santa Chiesa &#8220;ogni volta&#8221; diventa un veto.
Essendo la nostra una nazione laica non esiste che ciò che proclama la Santa Sede blocchi decisioni dello stato italiano.
Salterei totalmente la discussione se sia giusto o meno &#8220;staccare la spina&#8221; ad una persona in coma da 16 anni e mi chiedo se sia giusto che il Vaticano dica (ordini) ad un padre o comunque a chicchesia di fare o non fare una qualsiasi cosa. La chiesa può e deve dire ciò che è giusto o meno per lei dando modo ai suoi fedeli, e non a tutti gli italiani, di fare ciò che la loro religione dice.
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