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	<title>Redazione &#187; crisi economica</title>
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	<description>Blog a cura dei redattori del giornale online www.abitarearoma.net</description>
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		<title>Amaro Romano/Berlusconi: chiudere la bocca ai pessimisti. E&#8217; regime. Ma il giorno dopo: mai detto!</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Jun 2009 08:57:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[media]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci risiamo. Silvio Berlusconi ricomincia il balletto di sempre, rimangiandosi quanto affermato enfaticamente in conferenza stampa, solo il giorno prima, contro i media nazionali e internazionali che diffondono catastrofismi e paure. “Bisogna chiudere la bocca” ai pessimisti, ha affermato granitico; riferendosi probabilmente al centrosinistra, ai sindacati, alle associazioni di consumatori, ai media indipendenti e a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ci risiamo. Silvio Berlusconi ricomincia il balletto di sempre, rimangiandosi quanto affermato enfaticamente in conferenza stampa, solo il giorno prima, contro i media nazionali e internazionali che diffondono catastrofismi e paure. “Bisogna chiudere la bocca” ai pessimisti, ha affermato granitico; riferendosi probabilmente al centrosinistra, ai sindacati, alle associazioni di consumatori, ai media indipendenti e a quelli minori, a parecchie Onlus, all&#8217;Europa, all&#8217;Onu, all&#8217;Ocse, ad alcuni social network su Internet, ad alcuni canali satellitari&#8230; insomma: praticamente tutti!</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Tranne ovviamente il Pdl, la Lega e due o tre amici (e amiche) di famiglia.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Benvenuti nel regime Berlusconi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span id="more-161"></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">I dati del Pdl sono l&#8217;unica verità, sembrerebbe, e questa verità è che l&#8217;economia italiana va come un treno. Certo c&#8217;è stato qualche rallentamento dovuto ad un paio di idioti americani che hanno mandato giù qualche azione, ma nel complesso la situazione è mooolto tranquilla. L&#8217;importante è fare la vita di sempre: gli italiani non devono smettere di consumare, per carità!</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ma – dicono i maligni “catastrofisti” – se i tecnici di Berlusconi sono gli stessi che davano il premier al 75% di popolarità stiamo freschi&#8230;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">In effetti di problemi ce ne sono fin troppi, e fa male il premier a cavalcare strategie politiche pericolose e subdole, come quella del “tenace ottimismo”, mistificando la realtà e costruendone (attraverso – i suoi! – media) una alternativa. Una realtà che esiste solo a casa di pochi (una a caso: villa Certosa). Certo non nelle borgate di periferia o nei paesi delle province minori. Lo andasse a dire agli operai di Termini Imerese, stabilimento che, secondo Marchionne, non ha più ragione di esistere.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Nossignore! Non è con l&#8217;ottimismo che si tira avanti. Né con battutacce da animatore di crociere, né con spot pubblicitari. Altrimenti dovremmo pensare che il Governo naviga a vista, procedendo per approssimazioni successive, senza un obiettivo organico e condiviso, ma soprattutto senza una visione d&#8217;insieme. Un governo alla deriva, hanno ragione allora i giornali stranieri&#8230;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ci vuole sincerità.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La Cassa integrazione procede a gonfie vele. Lo dimostra il fatto che nel Dl anticrisi appena varato un notevole sforzo del Governo è andato proprio a vantaggio della Cig; il che già smaschera, di per sé, le frottole del primo ministro. Ma, secondo Berlusconi, questo “pessimismo” diffuso va assolutamente decapitato, perciò consiglio di prendere la Cassa integrazione come una specie di vacanza. Al mare, in montagna oppure approfittarne per dare audacemente fondo agli ultimi risparmi per una bella vacanza ai tropici.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">C&#8217;è poi, parallelamente, l&#8217;allarme occupazione, diffuso praticamente in quasi tutta la penisola. E poi ancora il costo della vita. La benzina per esempio, che, a causa della preoccupante situazione in alcune aree africane, torna a crescere e i benzinai non vogliono sentirne di rimetterci (finendo per spostare il problema sulla popolazione intera&#8230; come hanno sempre fatto!). Alcuni “catastrofisti” parlano addirittura di una crescita che si ripercuoterà sui nostri serbatoi per quasi un euro in più al litro.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ma, di nuovo, è il caso di “chiudere la bocca a queste persone” che creano terrore infondato. Anzi, compriamoci un bel Suv, che la congiuntura economica è propizia. Così diamo anche una mano alle imprese. E se non si ha contante (può succedere, alle volte, di non avere 50 o 60mila euro liquidi) si può ricorrere alle provvidenziali finanziarie, che imparerete ad amare nei prossimi 15-20 anni di rate.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Poi c&#8217;è anche Mario Draghi. Il dissidente. Il black-bloc della finanza. Il quale, armato di cifre e dati reali, calcolatrici scientifiche di marca, corposi e approfonditi dossier, se ne esce con devastanti previsioni per il futuro con la caduta di almeno 5 punti del Pil, “se non succede nulla”. Ma per il probo Tremonti e la rispettiva compagine politica si tratta di un tipico caso di leso ottimismo. E se non c&#8217;è ottimismo non c&#8217;è spensieratezza. E se non c&#8217;è spensieratezza non ci sono consumi. E se non ci sono consumi non c&#8217;è guadagno (per alcuni!). E se non c&#8217;è guadagno allora&#8230; beh, insomma, ci siamo capiti!</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Tutto questo il 26 giugno.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il giorno dopo Silvio Berlusconi dichiara: “io non ho mai detto di chiudere la bocca agli enti o ai media”.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ci risiamo&#8230;</p>
<form id="vozme_form_3c290b49c523ed6b3423dcc4178dd776" method="post" name="vozme_form_3c290b49c523ed6b3423dcc4178dd776" target="3c290b49c523ed6b3423dcc4178dd776" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="Amaro Romano/Berlusconi: chiudere la bocca ai pessimisti. E&#8217; regime. Ma il giorno dopo: mai detto!.. 
Ci risiamo. Silvio Berlusconi ricomincia il balletto di sempre, rimangiandosi quanto affermato enfaticamente in conferenza stampa, solo il giorno prima, contro i media nazionali e internazionali che diffondono catastrofismi e paure. “Bisogna chiudere la bocca” ai pessimisti, ha affermato granitico; riferendosi probabilmente al centrosinistra, ai sindacati, alle associazioni di consumatori, ai media indipendenti e a quelli minori, a parecchie Onlus, all&#8217;Europa, all&#8217;Onu, all&#8217;Ocse, ad alcuni social network su Internet, ad alcuni canali satellitari&#8230; insomma: praticamente tutti!
Tranne ovviamente il Pdl, la Lega e due o tre amici (e amiche) di famiglia.
Benvenuti nel regime Berlusconi.

I dati del Pdl sono l&#8217;unica verità, sembrerebbe, e questa verità è che l&#8217;economia italiana va come un treno. Certo c&#8217;è stato qualche rallentamento dovuto ad un paio di idioti americani che hanno mandato giù qualche azione, ma nel complesso la situazione è mooolto tranquilla. L&#8217;importante è fare la vita di sempre: gli italiani non devono smettere di consumare, per carità!
Ma – dicono i maligni “catastrofisti” – se i tecnici di Berlusconi sono gli stessi che davano il premier al 75% di popolarità stiamo freschi&#8230;
In effetti di problemi ce ne sono fin troppi, e fa male il premier a cavalcare strategie politiche pericolose e subdole, come quella del “tenace ottimismo”, mistificando la realtà e costruendone (attraverso – i suoi! – media) una alternativa. Una realtà che esiste solo a casa di pochi (una a caso: villa Certosa). Certo non nelle borgate di periferia o nei paesi delle province minori. Lo andasse a dire agli operai di Termini Imerese, stabilimento che, secondo Marchionne, non ha più ragione di esistere.
Nossignore! Non è con l&#8217;ottimismo che si tira avanti. Né con battutacce da animatore di crociere, né con spot pubblicitari. Altrimenti dovremmo pensare che il Governo naviga a vista, procedendo per approssimazioni successive, senza un obiettivo organico e condiviso, ma soprattutto senza una visione d&#8217;insieme. Un governo alla deriva, hanno ragione allora i giornali stranieri&#8230;
Ci vuole sincerità.
La Cassa integrazione procede a gonfie vele. Lo dimostra il fatto che nel Dl anticrisi appena varato un notevole sforzo del Governo è andato proprio a vantaggio della Cig; il che già smaschera, di per sé, le frottole del primo ministro. Ma, secondo Berlusconi, questo “pessimismo” diffuso va assolutamente decapitato, perciò consiglio di prendere la Cassa integrazione come una specie di vacanza. Al mare, in montagna oppure approfittarne per dare audacemente fondo agli ultimi risparmi per una bella vacanza ai tropici.
C&#8217;è poi, parallelamente, l&#8217;allarme occupazione, diffuso praticamente in quasi tutta la penisola. E poi ancora il costo della vita. La benzina per esempio, che, a causa della preoccupante situazione in alcune aree africane, torna a crescere e i benzinai non vogliono sentirne di rimetterci (finendo per spostare il problema sulla popolazione intera&#8230; come hanno sempre fatto!). Alcuni “catastrofisti” parlano addirittura di una crescita che si ripercuoterà sui nostri serbatoi per quasi un euro in più al litro.
Ma, di nuovo, è il caso di “chiudere la bocca a queste persone” che creano terrore infondato. Anzi, compriamoci un bel Suv, che la congiuntura economica è propizia. Così diamo anche una mano alle imprese. E se non si ha contante (può succedere, alle volte, di non avere 50 o 60mila euro liquidi) si può ricorrere alle provvidenziali finanziarie, che imparerete ad amare nei prossimi 15-20 anni di rate.
Poi c&#8217;è anche Mario Draghi. Il dissidente. Il black-bloc della finanza. Il quale, armato di cifre e dati reali, calcolatrici scientifiche di marca, corposi e approfonditi dossier, se ne esce con devastanti previsioni per il futuro con la caduta di almeno 5 punti del Pil, “se non succede nulla”. Ma per il probo Tremonti e la rispettiva compagine politica si tratta di un tipico caso di leso ottimismo. E se non c&#8217;è ottimismo non c&#8217;è spensieratezza. E se non c&#8217;è spensieratezza non ci sono consumi. E se non ci sono consumi non c&#8217;è guadagno (per alcuni!). E se non c&#8217;è guadagno allora&#8230; beh, insomma, ci siamo capiti!
Tutto questo il 26 giugno.
Il giorno dopo Silvio Berlusconi dichiara: “io non ho mai detto di chiudere la bocca agli enti o ai media”.
Ci risiamo&#8230;
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		<title>Amaro Romano/ Due parole sulla crisi&#8230; della sostenibilità!</title>
		<link>http://www.abitarearoma.it/redazione/amaro-romano-due-parole-sulla-crisi-della-sostenibilita/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Dec 2008 21:26:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell&#8217;editoriale di Nuova Energia di questo mese &#8211; periodico su energia e sviluppo sostenibile &#8211; si cela un sinistro dubbio: che ne sarà dei tanti progetti in campo ambientale, energetico, sociale&#8230; avanzati prima che l&#8217;economia mondiale andasse in tilt? Venivamo (ricordate?) da un dibattito pubblico europeo sull&#8217;ambiente, sulle energie rinnovabili, sui nuovi sistemi di gestione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;editoriale di Nuova Energia di questo mese &#8211; periodico su energia e sviluppo sostenibile &#8211; si cela un sinistro dubbio: che ne sarà dei tanti progetti in campo ambientale, energetico, sociale&#8230; avanzati prima che l&#8217;economia mondiale andasse in tilt?</p>
<p><span id="more-105"></span></p>
<p>Venivamo (ricordate?) da un dibattito pubblico europeo sull&#8217;ambiente, sulle energie rinnovabili, sui nuovi sistemi di gestione e ottimizzazione dell&#8217;energia, sul risparmio, sulla salvaguardia delle fonti non rinnovabili&#8230; Tutti i politici ne parlavano, si intervistavano scienziati, si ascoltavano pareri e strategie, si cercava di chiudere il rubinetto dell&#8217;acqua più spesso, si compravano lampadine a risparmio energetico, si conteneva la dispersione di calore dalle stanze, si apriva poco il frigorifero. Si metteva in moto l&#8217;auto con un vago senso di colpa, e ad ogni accelerata si alzavano gli occhi al cielo come a dire: &#8220;perdonami, ho dovuto!&#8221;. Le statistiche sembravano prese dalle ultime rivelazioni di Nostradamus e in tv si accavallavano le immagini sulla desertificazione, sui ghiacciai che si stanno sciogliendo, sull&#8217;ultimo animale a rischio estinzione. Avevamo paura per ciò che in poco più di cento anni avevamo fatto al pianeta&#8230; e avevamo ragione!</p>
<p>Poi arrivò la crisi economica e &#8211; si sa! &#8211; quando ci sono di mezzo i soldi tutto cambia. In questo periodo di fatiche e minestrine si cerca di raschiare il fondo della pentola, e anche pochi centesimi fanno la differenza. Allora, come spesso accade nelle circostanze critiche, si cerca una leva per ribaltare l&#8217;ottica di 180 gradi pur restando coerenti con sé stessi, legittimando l&#8217;illegittimabile. Il ragionamento a &#8220;spirale&#8221;.</p>
<p>Il ragionamento a spirale è molto semplice, e funziona così: c&#8217;è la crisi! Punto.</p>
<p>O meglio &#8211; permettetemi un tecnicismo &#8211; tutto ciò che non rientra nella condizione della spirale è &#8220;fuori dal mondo&#8221; e &#8220;fuori dal tempo&#8221;. Mi spiego: la nostra società/cultura è &#8220;hic et nunc&#8221;, cioè &#8220;qui e ora&#8221;; è questo che ci mette in relazione col resto della società, e quindi ci assicura l&#8217;appartenenza alla cultura, al territorio, al Paese. E&#8217; quello che ci permette di dire &#8220;io sono italiano&#8221;, ovvero lo sono &#8220;ora&#8221; e lo sono &#8220;qui&#8221;. Chi non appartiene, &#8220;non è qui e non è ora&#8221;. E&#8217;, per l&#8217;appunto, fuori dal mondo e fuori dal tempo (oltretutto, è per questa ragione che esistono le tombe, proprio per mantenere &#8220;qui e ora&#8221; i propri defunti, per mantenerli nel nostro mondo e nel nostro tempo&#8230;). Il ragionamento a spirale gioca proprio su questo fattore profondo e imperscrutabile, dicendo &#8220;la crisi c&#8217;è qui e c&#8217;è ora&#8221;; e in questo modo tutto perde valore a confronto. E dunque non sono più ammesse eccezioni, proroghe o condoni. La crisi diventa la leva che ribalta l&#8217;ottica, e permette di legittimare qualsiasi posizione, anche la più assurda. La spirale attrae verso il centro coloro che si attengono alla condizione ed esclude tutti gli altri, li emargina, li de-storicizza.</p>
<p>Il miglior modo per imporre un&#8217;opinione, oggi, è ridurre al silenzio (o al ridicolo) le altre. Eliminare la possibilità di scelta, il pluralismo, l&#8217;altra voce. E ogni buon costituzionalista che si rispetti sa che la Libertà di pensiero non consiste nella possibilità di pensarla come si vuole, ma nella possibilità di NON pensarla come gli altri. La differenza è sottile, ma sostanziale.</p>
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Venivamo (ricordate?) da un dibattito pubblico europeo sull&#8217;ambiente, sulle energie rinnovabili, sui nuovi sistemi di gestione e ottimizzazione dell&#8217;energia, sul risparmio, sulla salvaguardia delle fonti non rinnovabili&#8230; Tutti i politici ne parlavano, si intervistavano scienziati, si ascoltavano pareri e strategie, si cercava di chiudere il rubinetto dell&#8217;acqua più spesso, si compravano lampadine a risparmio energetico, si conteneva la dispersione di calore dalle stanze, si apriva poco il frigorifero. Si metteva in moto l&#8217;auto con un vago senso di colpa, e ad ogni accelerata si alzavano gli occhi al cielo come a dire: &#8220;perdonami, ho dovuto!&#8221;. Le statistiche sembravano prese dalle ultime rivelazioni di Nostradamus e in tv si accavallavano le immagini sulla desertificazione, sui ghiacciai che si stanno sciogliendo, sull&#8217;ultimo animale a rischio estinzione. Avevamo paura per ciò che in poco più di cento anni avevamo fatto al pianeta&#8230; e avevamo ragione!
Poi arrivò la crisi economica e &#8211; si sa! &#8211; quando ci sono di mezzo i soldi tutto cambia. In questo periodo di fatiche e minestrine si cerca di raschiare il fondo della pentola, e anche pochi centesimi fanno la differenza. Allora, come spesso accade nelle circostanze critiche, si cerca una leva per ribaltare l&#8217;ottica di 180 gradi pur restando coerenti con sé stessi, legittimando l&#8217;illegittimabile. Il ragionamento a &#8220;spirale&#8221;.
Il ragionamento a spirale è molto semplice, e funziona così: c&#8217;è la crisi! Punto.
O meglio &#8211; permettetemi un tecnicismo &#8211; tutto ciò che non rientra nella condizione della spirale è &#8220;fuori dal mondo&#8221; e &#8220;fuori dal tempo&#8221;. Mi spiego: la nostra società/cultura è &#8220;hic et nunc&#8221;, cioè &#8220;qui e ora&#8221;; è questo che ci mette in relazione col resto della società, e quindi ci assicura l&#8217;appartenenza alla cultura, al territorio, al Paese. E&#8217; quello che ci permette di dire &#8220;io sono italiano&#8221;, ovvero lo sono &#8220;ora&#8221; e lo sono &#8220;qui&#8221;. Chi non appartiene, &#8220;non è qui e non è ora&#8221;. E&#8217;, per l&#8217;appunto, fuori dal mondo e fuori dal tempo (oltretutto, è per questa ragione che esistono le tombe, proprio per mantenere &#8220;qui e ora&#8221; i propri defunti, per mantenerli nel nostro mondo e nel nostro tempo&#8230;). Il ragionamento a spirale gioca proprio su questo fattore profondo e imperscrutabile, dicendo &#8220;la crisi c&#8217;è qui e c&#8217;è ora&#8221;; e in questo modo tutto perde valore a confronto. E dunque non sono più ammesse eccezioni, proroghe o condoni. La crisi diventa la leva che ribalta l&#8217;ottica, e permette di legittimare qualsiasi posizione, anche la più assurda. La spirale attrae verso il centro coloro che si attengono alla condizione ed esclude tutti gli altri, li emargina, li de-storicizza.
Il miglior modo per imporre un&#8217;opinione, oggi, è ridurre al silenzio (o al ridicolo) le altre. Eliminare la possibilità di scelta, il pluralismo, l&#8217;altra voce. E ogni buon costituzionalista che si rispetti sa che la Libertà di pensiero non consiste nella possibilità di pensarla come si vuole, ma nella possibilità di NON pensarla come gli altri. La differenza è sottile, ma sostanziale.
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