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	<title>Redazione &#187; berlusconi</title>
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	<description>Blog a cura dei redattori del giornale online www.abitarearoma.net</description>
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		<title>Il tramonto del Berlusconismo</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 12:47:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Extra Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho sempre coltivato la segreta certezza che dare inchiostro e voce alle proprie opinioni sia una grande opportunità anche se, di questi tempi, non scevra da un certo grado di rischio. Eppure arriva il momento in cui tacere diventa una colpa e “affilare la penna” un dovere. Non solo della propria dignità di giornalista, ma anche della propria <span id="more-399"></span>coscienza di cittadino costretto ad assistere, inerme, alla completa deriva dei valori posti a fondamento della stessa impalcatura costituzionale.<br />
Alla parabola terrena di leggi ad personam, decretini ad listam, manipolazione dell’informazione, attacchi continui alla magistratura e al capo dello Stato il regime berlusconiano ha aggiunto un episodio dai risvolti tragicomici, più tragici che comici, durante la conferenza stampa del PDL del 10 marzo dedicata al caos liste.<br />
Rocco Carlomagno, freelance dell’informazione, ha tentato invano di porre al premier una domanda sullo scandalo che ha travolto Guido Bertolaso e la protezione civile da lui guidata. Ma la pazienza di un leader ormai al collasso e in discesa libera nei sondaggi si è dissolta nel giro di un attimo. Tanto è bastato perché il ministro della Difesa La Russa applicasse alla lettera il suo mandato e si scagliasse sul malcapitato cronista con particolare veemenza, cercando di farlo uscire dalla sala con vere e proprie dimostrazioni di forza fisica.<br />
Berlusconi, dal canto suo, ha dato sfoggio di un malcelato nervosismo, indirizzando insulti e offese al giornalista, colpevole di aver posto una domanda non gradita. Ed è proprio qui la sostanza dell’intera vicenda, sicuramente destinata ad avere una vasta eco sui giornali italiani e internazionali: il giornalista è stato “punito” perché, nel regno di Berluscolandia, affrontare questioni scomode, esporsi in prima persona per la ricerca della verità sono considerate azioni sovversive. E forse lo sono, se per azioni sovversive si intendono quelle operazioni destinate a sovvertire, quindi a capovolgere, un sistema rigidamente determinato come quello che, di giorno in giorno, sta rendendo la libertà di informazione in Italia un pallido ricordo.<br />
Come ci insegnano i colleghi d’oltreoceano, il ruolo del giornalista si giustifica essenzialmente alla luce dell’attività di controllo del potere che è in grado di svolgere. In Italia invece, ad essere controllati, raramente sono i politici. Molto spesso i giornalisti. E ciò che all’estero sarebbe impensabile, in patria diventa routine se non largamente accettata, quantomeno largamente subita. Il primo telegiornale nazionale può permettersi il lusso di “confondere” la prescrizione dell’avvocato Mills con la sua assoluzione, senza che ci sia una rettifica o una dichiarazione di scuse da parte del direttore Minzolini.<br />
Il rischio è che prima o poi ci si abitui a tutto, anche a vedere un giornalista che rivolge domande sgradite al premier assalito verbalmente e fisicamente. Su questo fronte gli scagnozzi di Berlusconi sono già scesi in campo con una linea d’azione ben decisa, da fare invidia al centrosinistra perso nella sua mancanza di sinergie: addossare la colpa al giornalista. E già a tarda sera, su Raitre, un’esponente del centrodestra affidava ai microfoni di un basito Maurizio Mannoni la sua personale invettiva al protagonista della vicenda, etichettato come maleducato perché non rispettoso del suo turno.<br />
Non c’è dubbio che questa ennesima caduta di stile di un leader in procinto di esalare il suo ultimo respiro politico e dei generali ai suoi ordini abbia varcato un punto di non ritorno. Non è ammissibile che in un paese democratico si arrivi ad aggredire fisicamente un cittadino nella sua attività di cronista. E’ il colpo di coda più aberrante cui il berlusconismo agonizzante ci ha costretto ad assistere. Un sistema politico ormai allo sbando, incrinato nei consensi, impegnato in un continuo braccio di ferro con il Colle, travolto dagli scandali dei suoi rappresentanti. Un governo su cui il sole del consenso sta definitivamente tramontando. Che tramonti, allora, una volta per tutte. Che ci sia il tanto promesso ricambio generazionale a livello partitico e che i giornali e i giornalisti tornino a fare il loro lavoro. Senza pericolo per la loro incolumità e con il necessario orgoglio che questa professione – missione comporta.</p>
<p><em><strong>di Valeria Nevadini</strong></em></p>
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Alla parabola terrena di leggi ad personam, decretini ad listam, manipolazione dell’informazione, attacchi continui alla magistratura e al capo dello Stato il regime berlusconiano ha aggiunto un episodio dai risvolti tragicomici, più tragici che comici, durante la conferenza stampa del PDL del 10 marzo dedicata al caos liste.
Rocco Carlomagno, freelance dell’informazione, ha tentato invano di porre al premier una domanda sullo scandalo che ha travolto Guido Bertolaso e la protezione civile da lui guidata. Ma la pazienza di un leader ormai al collasso e in discesa libera nei sondaggi si è dissolta nel giro di un attimo. Tanto è bastato perché il ministro della Difesa La Russa applicasse alla lettera il suo mandato e si scagliasse sul malcapitato cronista con particolare veemenza, cercando di farlo uscire dalla sala con vere e proprie dimostrazioni di forza fisica.
Berlusconi, dal canto suo, ha dato sfoggio di un malcelato nervosismo, indirizzando insulti e offese al giornalista, colpevole di aver posto una domanda non gradita. Ed è proprio qui la sostanza dell’intera vicenda, sicuramente destinata ad avere una vasta eco sui giornali italiani e internazionali: il giornalista è stato “punito” perché, nel regno di Berluscolandia, affrontare questioni scomode, esporsi in prima persona per la ricerca della verità sono considerate azioni sovversive. E forse lo sono, se per azioni sovversive si intendono quelle operazioni destinate a sovvertire, quindi a capovolgere, un sistema rigidamente determinato come quello che, di giorno in giorno, sta rendendo la libertà di informazione in Italia un pallido ricordo.
Come ci insegnano i colleghi d’oltreoceano, il ruolo del giornalista si giustifica essenzialmente alla luce dell’attività di controllo del potere che è in grado di svolgere. In Italia invece, ad essere controllati, raramente sono i politici. Molto spesso i giornalisti. E ciò che all’estero sarebbe impensabile, in patria diventa routine se non largamente accettata, quantomeno largamente subita. Il primo telegiornale nazionale può permettersi il lusso di “confondere” la prescrizione dell’avvocato Mills con la sua assoluzione, senza che ci sia una rettifica o una dichiarazione di scuse da parte del direttore Minzolini.
Il rischio è che prima o poi ci si abitui a tutto, anche a vedere un giornalista che rivolge domande sgradite al premier assalito verbalmente e fisicamente. Su questo fronte gli scagnozzi di Berlusconi sono già scesi in campo con una linea d’azione ben decisa, da fare invidia al centrosinistra perso nella sua mancanza di sinergie: addossare la colpa al giornalista. E già a tarda sera, su Raitre, un’esponente del centrodestra affidava ai microfoni di un basito Maurizio Mannoni la sua personale invettiva al protagonista della vicenda, etichettato come maleducato perché non rispettoso del suo turno.
Non c’è dubbio che questa ennesima caduta di stile di un leader in procinto di esalare il suo ultimo respiro politico e dei generali ai suoi ordini abbia varcato un punto di non ritorno. Non è ammissibile che in un paese democratico si arrivi ad aggredire fisicamente un cittadino nella sua attività di cronista. E’ il colpo di coda più aberrante cui il berlusconismo agonizzante ci ha costretto ad assistere. Un sistema politico ormai allo sbando, incrinato nei consensi, impegnato in un continuo braccio di ferro con il Colle, travolto dagli scandali dei suoi rappresentanti. Un governo su cui il sole del consenso sta definitivamente tramontando. Che tramonti, allora, una volta per tutte. Che ci sia il tanto promesso ricambio generazionale a livello partitico e che i giornali e i giornalisti tornino a fare il loro lavoro. Senza pericolo per la loro incolumità e con il necessario orgoglio che questa professione – missione comporta.
di Valeria Nevadini
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		<title>Lettera aperta al direttore di Abitarearoma.net</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 12:44:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Extra Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho letto con piacere la sua scelta editoriale di pubblicare, all’indomani della sentenza della Consulta sul cosiddetto Lodo Alfano, un suo articolo dal titolo inequivocabile: “Noi stiamo con la Costituzione”, in particolare con l’articolo 3, che solo i sordi e i ciechi fanno finta di non ricordare, pur essendo scritto dentro i tribunali di tutta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="Costituzione" src="http://www.abitarearoma.net/photos/58912.jpg" alt="" width="210" height="158" />Ho letto con piacere la sua scelta editoriale di pubblicare, all’indomani della sentenza della Consulta sul cosiddetto Lodo Alfano, un suo articolo dal titolo inequivocabile: “<a href="http://www.abitarearoma.net/index.php?doc=articolo&amp;id_articolo=14728" target="_blank">Noi stiamo con la Costituzione</a>”, in particolare con l’articolo 3, che solo i sordi e i ciechi fanno finta di non ricordare, pur essendo scritto dentro i tribunali di tutta l’Italia. Quello, insomma, sulla uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge.</p>
<p>Dio sa se non abbiamo un quotidiano bisogno di farla rispettare e di applicarla. Ben venga, dunque, la sua felice iniziativa giornalistica.</p>
<p>Però, io vorrei andare oltre i fatti di cronaca e riflettere <span id="more-326"></span>al di là della contingenza dello scontro politico tra destra e sinistra sui temi della legittimità o meno della sentenza della Corte Costituzionale. Ormai è purtroppo chiaro chi è il sovversivo e chi è il custode dello stato di diritto.</p>
<p>Vorrei con lei ragionare su tale interrogativo che da un bel po’ mi affiora nella mente e si agita nel mio cuore (forse, però, non sono il solo a viverlo):</p>
<p>L’Italia sta precipitando verso una deriva autoritaria e liberticida?</p>
<p>Io penso di si. Sono sinceramente allarmato, anche perché vedo una certa sottovalutazione dei pericoli che sta correndo la democrazia.</p>
<p>Cerco di spiegarne, in sintesi, i motivi. Premettendo però che non intendo soffermarmi sui numerosi provvedimenti e comportamenti presi dal governo nella attuale legislatura (minacce alla libertà di stampa e di parola, scudi fiscali, continui voti di fiducia in Parlamento, leggi ad personam, condoni su condoni, ecc.) che pur fanno pensare, quanto riflettere insieme con lei se agiscano o no nel profondo del nostro Paese alcune condizioni politiche, culturali e anche psicologiche, a livello di massa, che possano rappresentare i primi prodromi del pericolo autoritario di cui parlavo.</p>
<p>Due gli esempi.</p>
<p>* Il profilo psicologico del personaggio Berlusconi.</p>
<p>Lasciamo da parte il giudizio che pure la moglie dà sulla sua persona, ma è evidente il suo ossessivo narcisismo, il suo approccio mentale da padre-padrone dell’Italia e dei suoi collaboratori, il suo populismo e quel vanitoso sentirsi il piacione in ogni occasione. Ama sentirsi adulato (sempre l’occhio ai sondaggi), dunque non tollera il dissenso, dà ragione a tutti i suoi interlocutori. L’esatto contrario dello statista. Quel suo perenne richiamo ai voti che ha preso lo considera come un lasciapassare per ogni comportamento anche immorale e lesivo della dignità dello statista e, persino, come un lavacro di ogni atto illegale che ha collezionato durante la sua carriera di imprenditore e di politico. Montanelli, ricorda?, lo definiva “un piazzista, un venditore di tappeti”. Si sente, insomma, al di sopra della legge e di tutti (“io so io e voi nun zete un cazzo”, scrive G. Belli).<br />
Pericolosissimo questo modo di ragionare, lei ne converrà con me. Ricordo che anche Mussolini e Hitler salirono al potere democraticamente. Quando il culto della personalità si sposa col fastidio ad ogni critica si ottiene ciò che abbiamo saputo dalla storia.<br />
I voti, dunque, servono per governare e non per distruggere le regole di convivenza democratiche o per spassarsela ai ripari delle pene previste dai codici.</p>
<p>* Omogeneità  culturale e obbedienza acritica nella società italiana.</p>
<p>Ci sono, è evidente, un inquietante conformismo culturale e un’obbedienza quasi cieca che domina la vita interna delle organizzazioni di ogni tipo e anche della società. Stravince il pensiero unico. Tutti fedeli al capo, sembra la parola d’ordine.</p>
<p>Parliamoci chiaro. Dappertutto (basta guardarsi attorno): nei partiti, nelle cooperative, nelle aziende, nelle strutture economiche e finanziarie, ecc. è vietato esercitare il pensiero critico, figuriamoci il dissenso. Ormai siamo tutti diventati funzionari di qualcuno o di qualcosa. A chi opera nelle aziende è richiesta piena e cieca dedizione e persino l’identificazione esistenziale con i destini del marchio della ditta. Guai se qualcuno chiede di chiarire il senso umano e sociale del proprio lavoro. Se non ti adegui, sei fuori di tutto. Ebbene, caro Direttore, questa ferrea razionalità (quasi ideologica) e omogeneità di scopo che si vivono nella società attuale, insieme all’obbedienza acritica e alla disciplina della burocrazia moderna, rappresentano per me una miscela esplosiva che, nel passato, si è chiamato “Olocausto”.</p>
<p>Esagero? Forse. Certo, oggi, non possiamo dire che, per esempio, Feltri possa ritornare a somministrare l’olio di ricino del ventennio fascista contro di chi critica Berlusconi, ma che possa usare la penna come un manganello, si, lo possiamo dire. Lo ha fatto, ai danni di politici e giornalisti che non si mettono in riga!</p>
<p>Ricordiamoci ciò che scrisse Hanna Arendt in “La banalità del male”, riferendosi alla tragedia della shoà: per fare atti crudeli non è necessario essere crudeli, perché quegli atti possono essere compiuti anche da persone normali, da semplici funzionari, appunto, che obbediscono senza pensare. Il male, appunto, è banale.</p>
<p>Solo una società pluralista, allenata al pensiero libero, all’ascolto degli altri, e alla educazione sentimentale ed emozionale dei nostri giovani, è la garanzia contro i comportamenti immorali.</p>
<p>La razionalità, da sola, non basta.</p>
<p>Ieri, il capro espiatorio di questa folle miscela: conformismo ideologico e razionalità, da una parte, e obbedienza acritica, dall’altra, si chiamava ”ebreo”. Oggi, se un’analoga miscela involutiva fosse ancor più accentuata e maggioritaria nel paese, il capro espiatorio di una possibile moderna pulizia etnica potrebbero essere “lo straniero”, “l’immigrato”, o il “ rom”.</p>
<p>I kapò disponibili per fare il lavoro sporco nei futuri “campi di concentramento” si stanno già allenando: quelli della Lega Nord.</p>
<p>Fantapolitica?</p>
<p>Cordialmente, Nicola Capozza</p>
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Dio sa se non abbiamo un quotidiano bisogno di farla rispettare e di applicarla. Ben venga, dunque, la sua felice iniziativa giornalistica.
Però, io vorrei andare oltre i fatti di cronaca e riflettere al di là della contingenza dello scontro politico tra destra e sinistra sui temi della legittimità o meno della sentenza della Corte Costituzionale. Ormai è purtroppo chiaro chi è il sovversivo e chi è il custode dello stato di diritto.
Vorrei con lei ragionare su tale interrogativo che da un bel po’ mi affiora nella mente e si agita nel mio cuore (forse, però, non sono il solo a viverlo):
L’Italia sta precipitando verso una deriva autoritaria e liberticida?
Io penso di si. Sono sinceramente allarmato, anche perché vedo una certa sottovalutazione dei pericoli che sta correndo la democrazia.
Cerco di spiegarne, in sintesi, i motivi. Premettendo però che non intendo soffermarmi sui numerosi provvedimenti e comportamenti presi dal governo nella attuale legislatura (minacce alla libertà di stampa e di parola, scudi fiscali, continui voti di fiducia in Parlamento, leggi ad personam, condoni su condoni, ecc.) che pur fanno pensare, quanto riflettere insieme con lei se agiscano o no nel profondo del nostro Paese alcune condizioni politiche, culturali e anche psicologiche, a livello di massa, che possano rappresentare i primi prodromi del pericolo autoritario di cui parlavo.
Due gli esempi.
* Il profilo psicologico del personaggio Berlusconi.
Lasciamo da parte il giudizio che pure la moglie dà sulla sua persona, ma è evidente il suo ossessivo narcisismo, il suo approccio mentale da padre-padrone dell’Italia e dei suoi collaboratori, il suo populismo e quel vanitoso sentirsi il piacione in ogni occasione. Ama sentirsi adulato (sempre l’occhio ai sondaggi), dunque non tollera il dissenso, dà ragione a tutti i suoi interlocutori. L’esatto contrario dello statista. Quel suo perenne richiamo ai voti che ha preso lo considera come un lasciapassare per ogni comportamento anche immorale e lesivo della dignità dello statista e, persino, come un lavacro di ogni atto illegale che ha collezionato durante la sua carriera di imprenditore e di politico. Montanelli, ricorda?, lo definiva “un piazzista, un venditore di tappeti”. Si sente, insomma, al di sopra della legge e di tutti (“io so io e voi nun zete un cazzo”, scrive G. Belli).
Pericolosissimo questo modo di ragionare, lei ne converrà con me. Ricordo che anche Mussolini e Hitler salirono al potere democraticamente. Quando il culto della personalità si sposa col fastidio ad ogni critica si ottiene ciò che abbiamo saputo dalla storia.
I voti, dunque, servono per governare e non per distruggere le regole di convivenza democratiche o per spassarsela ai ripari delle pene previste dai codici.
* Omogeneità  culturale e obbedienza acritica nella società italiana.
Ci sono, è evidente, un inquietante conformismo culturale e un’obbedienza quasi cieca che domina la vita interna delle organizzazioni di ogni tipo e anche della società. Stravince il pensiero unico. Tutti fedeli al capo, sembra la parola d’ordine.
Parliamoci chiaro. Dappertutto (basta guardarsi attorno): nei partiti, nelle cooperative, nelle aziende, nelle strutture economiche e finanziarie, ecc. è vietato esercitare il pensiero critico, figuriamoci il dissenso. Ormai siamo tutti diventati funzionari di qualcuno o di qualcosa. A chi opera nelle aziende è richiesta piena e cieca dedizione e persino l’identificazione esistenziale con i destini del marchio della ditta. Guai se qualcuno chiede di chiarire il senso umano e sociale del proprio lavoro. Se non ti adegui, sei fuori di tutto. Ebbene, caro Direttore, questa ferrea razionalità (quasi ideologica) e omogeneità di scopo che si vivono nella società attuale, insieme all’obbedienza acritica e alla disciplina della burocrazia moderna, rappresentano per me una miscela esplosiva che, nel passato, si è chiamato “Olocausto”.
Esagero? Forse. Certo, oggi, non possiamo dire che, per esempio, Feltri possa ritornare a somministrare l’olio di ricino del ventennio fascista contro di chi critica Berlusconi, ma che possa usare la penna come un manganello, si, lo possiamo dire. Lo ha fatto, ai danni di politici e giornalisti che non si mettono in riga!
Ricordiamoci ciò che scrisse Hanna Arendt in “La banalità del male”, riferendosi alla tragedia della shoà: per fare atti crudeli non è necessario essere crudeli, perché quegli atti possono essere compiuti anche da persone normali, da semplici funzionari, appunto, che obbediscono senza pensare. Il male, appunto, è banale.
Solo una società pluralista, allenata al pensiero libero, all’ascolto degli altri, e alla educazione sentimentale ed emozionale dei nostri giovani, è la garanzia contro i comportamenti immorali.
La razionalità, da sola, non basta.
Ieri, il capro espiatorio di questa folle miscela: conformismo ideologico e razionalità, da una parte, e obbedienza acritica, dall’altra, si chiamava ”ebreo”. Oggi, se un’analoga miscela involutiva fosse ancor più accentuata e maggioritaria nel paese, il capro espiatorio di una possibile moderna pulizia etnica potrebbero essere “lo straniero”, “l’immigrato”, o il “ rom”.
I kapò disponibili per fare il lavoro sporco nei futuri “campi di concentramento” si stanno già allenando: quelli della Lega Nord.
Fantapolitica?
Cordialmente, Nicola Capozza
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		<title>Amaro Romano/Ddl sicurezza: un guazzabuglio senza capo né coda!</title>
		<link>http://www.abitarearoma.it/redazione/amaro-romanoddl-sicurezza-un-guazzabuglio-senza-capo-ne-coda/</link>
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		<pubDate>Sat, 04 Jul 2009 12:12:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
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		<description><![CDATA[Non credevo che il Governo Berlusconi lo avrebbe fatto davvero. O meglio, credevo che qualcuno della maggioranza avesse avuto, almeno per una volta, il buon senso di domandarsi &#8220;che cosa sto facendo?&#8221;. E invece il Ddl sulla sicurezza è passato. Un piccolo passo per la maggioranza, ma un grande passo che ci allontana dall&#8217;Europa e [...]]]></description>
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<p>Un piccolo passo per la maggioranza, ma un grande passo che ci allontana dall&#8217;Europa e dalla civiltà. Un vero guazzabuglio dove c&#8217;è tutto e niente: norme sui clandestini deboli e soprattutto inefficaci, il resto sono piccolezze (clochard, buttafuori, writers&#8230;)</p>
<p>Norme spesso senza capo, né coda&#8230; vediamone alcune.</p>
<p><span id="more-171"></span></p>
<p>Innanzitutto è introdotto il reato di <strong>clandestinità</strong>. Punito da 5 a 10mila euro (ma chi le paga?), l&#8217;immigrato che entra in Italia in maniera clandestina sarà oltretutto espulso per direttissima. Curioso, visto che difficilmente un immigrato si qualifica come clandestino. Di solito queste persone vengono da zone in cui non si gode delle stesse libertà garantite dalla nostra Costituzione, oppure sono in evidente pericolo di vita a causa di orientamenti politici, religiosi, o per la propria etnia, o ancora fuggono da situazioni di conflitto&#8230; e in tutti questi casi non si parla di clandestini ma di rifugiati (il diritto di asilo è sancito dalla Costituzione e praticamente da tutte le Carte internazionali e comunitarie). Inoltre, la totalità della legislatura internazionale in materia di lotta alla tratta di esseri umani, alla schiavitù e all&#8217;emigrazione coatta, pone come principale responsabile colui che pratica o che favorisce la tratta (cioè il soggetto che ne trae direttamente o indirettamente profitto economico o politico-sociale, o altro vantaggio). L&#8217;oggetto della tratta, cioè gli esseri umani stessi, sono le vittime inermi che vanno soccorse, assistite e tutelate sempre, ovunque e comunque; questo dice il diritto internazionale e la nostra Costituzione Italiana. Ma la maggioranza non sembra preoccuparsi troppo di certe &#8220;formalità&#8221;, limitandosi a urlare ai quattro venti quanto sono brutti, sporchi e cattivi gli immigrati&#8230;</p>
<p>Introdotta anche una <strong>tassazione </strong>speciale per il rilascio del permesso di soggiorno (da 80 a 200 euro), che vale anche per il rinnovo e praticamente in tutti i casi burocratici, tranne che per la richiesta di asilo, protezione sussidiaria e sostegno umanitario. Per questi ultimi, purtroppo, c&#8217;è una fastidiosa normativa internazionale e pure la nostra Costituzione che rompe le palle, e non è possibile specularci su. Ad ogni modo, non si capisce bene che razza di ragionamento ci sia alle spalle di questa norma: qual&#8217;è lo scopo di queste 200 euro? Su che base vengono richieste? Un immigrato che paga 200 euro ha più diritto di soggiornare in Italia, rispetto a uno che non ha un cent, è così? Beh&#8230; davvero ingegnoso! Un vero deterrente all&#8217;immigrazione clandestina. Io penso invece a tutte le badanti, le colf, gli immigrati regolari che saranno costretti a pagare un pizzo allo Stato italiano per avere il permesso di soggiorno&#8230; Povero Maroni!, ora come farà a spiegare alla gente che per uno straniero sarà più conveniente entrare da clandestino che da regolare!</p>
<p><strong>Permanenza nei centri di identificazione ed espulsione</strong> aumentata dagli attuali 60 giorni a ben 6 mesi (che, per ragioni burocratiche, possono salire anche a 10 mesi). Pensate un po&#8217;: già scoppiano di gente quelli che ci sono (molti dei quali le Giunte comunali vorrebbero addirittura chiudere); ora addirittura arriveranno a straripere. Con tutte le conseguenze immaginabili in fatto di igiene, sicurezza personale, ecc. Inutilmente il Governo di centrodestra (e un po&#8217; anche quello di centrosinistra) ha tentato nel tempo di dipingere Cie e Cpt come tranquille e accoglienti resort per stranieri&#8230; ma qualche giornalista ci ha messo il muso e pare proprio che l&#8217;idilliaca visione si sia scontrata con una dura realtà fatta di camerate sporche e affollate, dove gli esseri umani vengono trattati alla stregua di animali da stalla, privati di dignità e diritti.</p>
<p>Autorizzate le <strong>ronde </strong>e l&#8217;<strong>Albo dei buttafuori</strong>. Eh sì&#8230; non è uno scherzo, la maggioranza di Governo ha creato un elenco speciale per tutti gli energumeni che, fuori da locali e discoteche, si occupano principalmente di mantenere la fila, in fila. Grossi, muscolosi, tatuati, rapati a zero, spesso poco cortesi, sicuramente poco inclini al dialogo, i buttafuori vengono selezionati, formati e regolarizzati per mano del Ministero dell&#8217;Interno. E qui perdonatemi, ma proprio non riesco a trattenere un sorriso. Ma che razza di norma è?!? Vabbè, passiamo alle ronde va&#8230; Finalmente (per alcuni) è giunto il momento di indossare delle splendide divise (come quelle neo-naziste di Milano) e scendere nelle strade a rompere i coglioni agli adolescenti del quartiere che si fanno le canne. Perché cos&#8217;altro potrebbero fare i &#8220;rondisti&#8221;? Individuare criminali internazionali, trafficanti di droga o di armi, violentatori seriali? Ma se non ci riescono le Forze dell&#8217;Ordine con infiltrati, intercettazioni ambientali, ganci, soffiate, ricerche incrociate&#8230; per quanto ne so fare il &#8220;rondista&#8221; significa solo mettere in pericolo la propria persona, fisicamente e giuridicamente: bisogna stare molto molto attenti a non beccarsi denunce anche penali&#8230; perché il &#8220;rondista&#8221; è un cittadino come gli altri e non può avere né vantaggi, né altre forme di potere. La Costituzione Italiana, per fortuna, parla chiaro!</p>
<p><strong>Clochard</strong>, <strong>accattonaggio</strong>, <strong>norme anti-</strong><strong>writer</strong><strong></strong>, <strong>decoro pubblico</strong>, sono le altre misure inserite (quasi per forza) nel Ddl sicurezza. I barboni saranno schedati uno per uno (a che pro?), l&#8217;accattonaggio con l&#8217;utilizzo di un minore di 14 anni sarà punito col carcere, multe da migliaia di euro e carcere fino a 6 mesi per i graffitari metropolitani, e per chi getta rifiuti da un mezzo fermo o in movimento non meno di 500 euro. Per quanto riguarda l&#8217;<strong>anti-racket</strong> le imprese titolari di commesse pubbliche saranno costrette a denunciare le eventuali estorsioni (e se non le denunciano chi se ne accorge?) mentre per i boss mafiosi aumenta la durata della detenzione e saranno indirizzati in strutture site sulle isole (che minaccia!!!).</p>
<p>Spuntano poi altri passaggi oscuri, come per esempio quello che riguarda l&#8217;<strong>occupazione di suolo pubblico</strong>. &#8220;L&#8217;immediato ripristino dello stato dei luoghi [pubblici] a spese degli occupanti&#8221;, si legge nel testo, è possibile &#8220;per ogni luogo [pubblico]&#8220;, &#8220;quando ricorrono motivi di sicurezza pubblica&#8221;. Cioè, il sindaco o il prefetto può ordinare lo sgombero di una Università occupata in ogni caso&#8230;</p>
<p>Insomma, un vero guazzabuglio xenofobo e ottuso, che se non ci allontana direttamente dai paesi civili d&#8217;Europa, sicuramente ci porta indietro di decenni rispetto ai progressi in campo politico e culturale sulla lotta alla discriminazione e alle diseguaglianze nel mondo.</p>
<form id="vozme_form_df44cd52150b0f00353bf62034a56588" method="post" name="vozme_form_df44cd52150b0f00353bf62034a56588" target="df44cd52150b0f00353bf62034a56588" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="Amaro Romano/Ddl sicurezza: un guazzabuglio senza capo né coda!.. Non credevo che il Governo Berlusconi lo avrebbe fatto davvero. O meglio, credevo che qualcuno della maggioranza avesse avuto, almeno per una volta, il buon senso di domandarsi &#8220;che cosa sto facendo?&#8221;. E invece il Ddl sulla sicurezza è passato.
Un piccolo passo per la maggioranza, ma un grande passo che ci allontana dall&#8217;Europa e dalla civiltà. Un vero guazzabuglio dove c&#8217;è tutto e niente: norme sui clandestini deboli e soprattutto inefficaci, il resto sono piccolezze (clochard, buttafuori, writers&#8230;)
Norme spesso senza capo, né coda&#8230; vediamone alcune.

Innanzitutto è introdotto il reato di clandestinità. Punito da 5 a 10mila euro (ma chi le paga?), l&#8217;immigrato che entra in Italia in maniera clandestina sarà oltretutto espulso per direttissima. Curioso, visto che difficilmente un immigrato si qualifica come clandestino. Di solito queste persone vengono da zone in cui non si gode delle stesse libertà garantite dalla nostra Costituzione, oppure sono in evidente pericolo di vita a causa di orientamenti politici, religiosi, o per la propria etnia, o ancora fuggono da situazioni di conflitto&#8230; e in tutti questi casi non si parla di clandestini ma di rifugiati (il diritto di asilo è sancito dalla Costituzione e praticamente da tutte le Carte internazionali e comunitarie). Inoltre, la totalità della legislatura internazionale in materia di lotta alla tratta di esseri umani, alla schiavitù e all&#8217;emigrazione coatta, pone come principale responsabile colui che pratica o che favorisce la tratta (cioè il soggetto che ne trae direttamente o indirettamente profitto economico o politico-sociale, o altro vantaggio). L&#8217;oggetto della tratta, cioè gli esseri umani stessi, sono le vittime inermi che vanno soccorse, assistite e tutelate sempre, ovunque e comunque; questo dice il diritto internazionale e la nostra Costituzione Italiana. Ma la maggioranza non sembra preoccuparsi troppo di certe &#8220;formalità&#8221;, limitandosi a urlare ai quattro venti quanto sono brutti, sporchi e cattivi gli immigrati&#8230;
Introdotta anche una tassazione speciale per il rilascio del permesso di soggiorno (da 80 a 200 euro), che vale anche per il rinnovo e praticamente in tutti i casi burocratici, tranne che per la richiesta di asilo, protezione sussidiaria e sostegno umanitario. Per questi ultimi, purtroppo, c&#8217;è una fastidiosa normativa internazionale e pure la nostra Costituzione che rompe le palle, e non è possibile specularci su. Ad ogni modo, non si capisce bene che razza di ragionamento ci sia alle spalle di questa norma: qual&#8217;è lo scopo di queste 200 euro? Su che base vengono richieste? Un immigrato che paga 200 euro ha più diritto di soggiornare in Italia, rispetto a uno che non ha un cent, è così? Beh&#8230; davvero ingegnoso! Un vero deterrente all&#8217;immigrazione clandestina. Io penso invece a tutte le badanti, le colf, gli immigrati regolari che saranno costretti a pagare un pizzo allo Stato italiano per avere il permesso di soggiorno&#8230; Povero Maroni!, ora come farà a spiegare alla gente che per uno straniero sarà più conveniente entrare da clandestino che da regolare!
Permanenza nei centri di identificazione ed espulsione aumentata dagli attuali 60 giorni a ben 6 mesi (che, per ragioni burocratiche, possono salire anche a 10 mesi). Pensate un po&#8217;: già scoppiano di gente quelli che ci sono (molti dei quali le Giunte comunali vorrebbero addirittura chiudere); ora addirittura arriveranno a straripere. Con tutte le conseguenze immaginabili in fatto di igiene, sicurezza personale, ecc. Inutilmente il Governo di centrodestra (e un po&#8217; anche quello di centrosinistra) ha tentato nel tempo di dipingere Cie e Cpt come tranquille e accoglienti resort per stranieri&#8230; ma qualche giornalista ci ha messo il muso e pare proprio che l&#8217;idilliaca visione si sia scontrata con una dura realtà fatta di camerate sporche e affollate, dove gli esseri umani vengono trattati alla stregua di animali da stalla, privati di dignità e diritti.
Autorizzate le ronde e l&#8217;Albo dei buttafuori. Eh sì&#8230; non è uno scherzo, la maggioranza di Governo ha creato un elenco speciale per tutti gli energumeni che, fuori da locali e discoteche, si occupano principalmente di mantenere la fila, in fila. Grossi, muscolosi, tatuati, rapati a zero, spesso poco cortesi, sicuramente poco inclini al dialogo, i buttafuori vengono selezionati, formati e regolarizzati per mano del Ministero dell&#8217;Interno. E qui perdonatemi, ma proprio non riesco a trattenere un sorriso. Ma che razza di norma è?!? Vabbè, passiamo alle ronde va&#8230; Finalmente (per alcuni) è giunto il momento di indossare delle splendide divise (come quelle neo-naziste di Milano) e scendere nelle strade a rompere i coglioni agli adolescenti del quartiere che si fanno le canne. Perché cos&#8217;altro potrebbero fare i &#8220;rondisti&#8221;? Individuare criminali internazionali, trafficanti di droga o di armi, violentatori seriali? Ma se non ci riescono le Forze dell&#8217;Ordine con infiltrati, intercettazioni ambientali, ganci, soffiate, ricerche incrociate&#8230; per quanto ne so fare il &#8220;rondista&#8221; significa solo mettere in pericolo la propria persona, fisicamente e giuridicamente: bisogna stare molto molto attenti a non beccarsi denunce anche penali&#8230; perché il &#8220;rondista&#8221; è un cittadino come gli altri e non può avere né vantaggi, né altre forme di potere. La Costituzione Italiana, per fortuna, parla chiaro!
Clochard, accattonaggio, norme anti-writer, decoro pubblico, sono le altre misure inserite (quasi per forza) nel Ddl sicurezza. I barboni saranno schedati uno per uno (a che pro?), l&#8217;accattonaggio con l&#8217;utilizzo di un minore di 14 anni sarà punito col carcere, multe da migliaia di euro e carcere fino a 6 mesi per i graffitari metropolitani, e per chi getta rifiuti da un mezzo fermo o in movimento non meno di 500 euro. Per quanto riguarda l&#8217;anti-racket le imprese titolari di commesse pubbliche saranno costrette a denunciare le eventuali estorsioni (e se non le denunciano chi se ne accorge?) mentre per i boss mafiosi aumenta la durata della detenzione e saranno indirizzati in strutture site sulle isole (che minaccia!!!).
Spuntano poi altri passaggi oscuri, come per esempio quello che riguarda l&#8217;occupazione di suolo pubblico. &#8220;L&#8217;immediato ripristino dello stato dei luoghi [pubblici] a spese degli occupanti&#8221;, si legge nel testo, è possibile &#8220;per ogni luogo [pubblico]&#8220;, &#8220;quando ricorrono motivi di sicurezza pubblica&#8221;. Cioè, il sindaco o il prefetto può ordinare lo sgombero di una Università occupata in ogni caso&#8230;
Insomma, un vero guazzabuglio xenofobo e ottuso, che se non ci allontana direttamente dai paesi civili d&#8217;Europa, sicuramente ci porta indietro di decenni rispetto ai progressi in campo politico e culturale sulla lotta alla discriminazione e alle diseguaglianze nel mondo.
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		<title>Amaro Romano/ Ecco il Parlamento, tra gossip e politica da fotoromanzo: ma la maggioranza degli italiani non ha votato né Pdl, né Pd&#8230; aria nuova?</title>
		<link>http://www.abitarearoma.it/redazione/amaro-romano-ecco-il-parlamento-tra-gossip-e-politica-da-fotoromanzo-ma-la-maggioranza-degli-italiani-non-ha-votato-ne-pdl-ne-pd-aria-nuova/</link>
		<comments>http://www.abitarearoma.it/redazione/amaro-romano-ecco-il-parlamento-tra-gossip-e-politica-da-fotoromanzo-ma-la-maggioranza-degli-italiani-non-ha-votato-ne-pdl-ne-pd-aria-nuova/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 11:11:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni europee]]></category>
		<category><![CDATA[gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[villa Certosa]]></category>

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		<description><![CDATA[Minorenni accondiscendenti, feste in piscina, squillo di lusso, aeronautica a servizio&#8230; tutto ahum ahum&#8230; Poi Veronica Lario e le dichiarazioni su Silvio Berlusconi: “non sta bene”. E se lo dice lei che, a detta del primo ministro, è il suo vero, grande amore&#8230; E poi di nuovo foto e controfoto, ministri dell&#8217;Est con membri a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Minorenni accondiscendenti, feste in piscina, squillo di lusso, aeronautica a servizio&#8230; tutto ahum ahum&#8230;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Poi Veronica Lario e le dichiarazioni su Silvio Berlusconi: “non sta bene”. E se lo dice lei che, a detta del primo ministro, è il suo vero, grande amore&#8230; E poi di nuovo foto e controfoto, ministri dell&#8217;Est con membri a Nord, topless in giardino e downless in camera da letto&#8230; e, come diceva qualcuno, non finisce qui&#8230; Ora se ne escono pure branchi di donnine deluse dalle promesse del premier di ville o posti d&#8217;oro. Un giro di aspiranti soubrette (per ora solo aspiranti&#8230; nel senso che preferite!), di veline (senza veli), di avventuriere senza avventure&#8230; e poi, veri o presunti, giri di droga, giri di poker e giri di balle&#8230;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">E nel gigantesco maelstrom fotoromanzesco di villa Certosa, nel quale volenti o nolenti siamo rimasti invischiati, che fine ha fatto la politica reale?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span id="more-144"></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Silenzio. Un vero silenzio, in un ambiente sempre più talebano dove non si è costretti a sentire, ma obbligati a ricevere, con condimenti e contorni vari, le vicissitudini personali del latin-lover Silvio Berlusconi e della sua famiglia. Che al popolo (come si diceva da ragazzi) “non glie ne può fregare di meno”&#8230; Ma i giornali e i Tg qualcosa dovranno pur dire!</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Altrimenti si rischia di parlare solo dell&#8217;occupazione in tragico declino, delle tasche degli italiani sempre più vuote, della violenza strisciante, della crisi economica che ci precipita addosso, dell&#8217;Europa che ci deride e ci sanziona, degli stipendi immobili (nel vero senso della parola), del costo della vita schiacciante, di un Abruzzo che stenta tra le macerie, dell&#8217;istruzione italiana che cola a picco&#8230;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Insomma, di argomenti di cui parlare ce ne sarebbero, ma basta mettere in agenda una sfilza di cazzate prese qua e là. Per esempio il sempreverde tema del maltempo, la lontana e insignificante Teheran (insignificante rispetto all&#8217;interesse dell&#8217;italiano medio), le vacanze alle porte, la traccia d&#8217;esame su Facebook&#8230; e poi, certamente, anche l&#8217;affaire Berlusconi (in sordina, come un “vedo non vedo”, “sento non sento”, il che finisce anche per essere più allettante per un&#8217;audience assetata di gossip e di Grandi Fratelli).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Questa è tattica signori! Altro che chiacchiere&#8230;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">&#8230;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">APERTA PARENTESI</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Lo conferma il fatto che (tanto per fare un esempio) l&#8217;indice di gradimento di Gianni Alemanno è ancora alto, nonostante non stia facendo praticamente quasi nulla per Roma, a parte qualche exploit pubblicitario come il progetto di un megahotel a Ostia sulla falsariga di quello di Dubai o la curiosa proposta di rendere balneabile il Tevere – ricordo che fu proprio Alemanno a criticare Veltroni, accusato di governare la città a colpi di spot pubblicitari! –. Probabilmente si sarà reso conto che gestire una capitale come Roma è un po&#8217; meno semplice di quanto previsto&#8230;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Al contrario la criminalità continua a lavorare a pieno ritmo, tra violenze, pestaggi, stupri&#8230; a proposito: l&#8217;ultimo tentato stupro, a Roma, c&#8217;è stato poco prima delle elezioni europee, ma pochi lo sanno perché la notizia è uscita qualche decina di ore dopo, a urne chiuse. La Cassa Integrazione (ordinaria e straordinaria) continua a crescere, soprattutto fra gli operai (fonte: Inps, I trimestre 2009); a questo proposito è bene ricordare che la Regione Lazio (in particolare l&#8217;Assessorato al Lavoro di Alessandra Tibaldi) si sta occupando molto delle ditte dell&#8217;hinterland romano, e ha recentemente siglato il primo accordo (con la società Adecco Italia) per l&#8217;accesso agli ammortizzatori sociali in deroga ai lavoratori interinali.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Eppoi l&#8217;annosa questione dei campi nomadi che, ben lungi dall&#8217;essere allontanati dal territorio capitolino (lo spot elettorale del centrodestra sembra definitivamente crollato!), non sembra trovare soluzione. La Belviso, all&#8217;ultima riunione con i residenti di Torre Spaccata, ha addirittura posticipato la chiusura del campo Casilino 900 a metà del 2010 (doveva essere sgomberato prima a fine 2008, poi a metà 2009, poi entro il 2009 e ora a metà 2010).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">CHIUSA PARENTESI</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">&#8230;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">Morale della favola: non tutti i mali vengono per nuocere; alcuni vengono per essere cavalcati bene da giornalisti/giornalai, attaccati più alla propria “edicola” che alla deontologia professionale.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ma le europee hanno portato una ventata d&#8217;aria nuova, perché la gente sembra stia cominciando a capire: perché se il 35% degli italiani ha votato per il Pdl (colpendo duramente l&#8217;orgoglio del premer che puntava addirittura al 50%), e il 26% ha votato Pd (imbarazzando elettori e nomenklatura, che non si aspettavano più di un 20-21%), è interessante notare che il 38% degli aventi diritto al voto (cioè la maggioranza!!!) non ha votato né per l&#8217;uno, né per l&#8217;altro. Il che significa, ovviamente, che la maggioranza degli italiani non vuole né Berlusconi, né Franceschini &amp; Co.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Questa è la vera notizia: due grandi partiti che non rappresentano la maggioranza degli elettori stanno controllando il Paese&#8230; di questo bisognerebbe discutere!</p>
<form id="vozme_form_4c32096ecaec792d1440b6a034a55e5c" method="post" name="vozme_form_4c32096ecaec792d1440b6a034a55e5c" target="4c32096ecaec792d1440b6a034a55e5c" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="Amaro Romano/ Ecco il Parlamento, tra gossip e politica da fotoromanzo: ma la maggioranza degli italiani non ha votato né Pdl, né Pd&#8230; aria nuova?.. 
Minorenni accondiscendenti, feste in piscina, squillo di lusso, aeronautica a servizio&#8230; tutto ahum ahum&#8230;
Poi Veronica Lario e le dichiarazioni su Silvio Berlusconi: “non sta bene”. E se lo dice lei che, a detta del primo ministro, è il suo vero, grande amore&#8230; E poi di nuovo foto e controfoto, ministri dell&#8217;Est con membri a Nord, topless in giardino e downless in camera da letto&#8230; e, come diceva qualcuno, non finisce qui&#8230; Ora se ne escono pure branchi di donnine deluse dalle promesse del premier di ville o posti d&#8217;oro. Un giro di aspiranti soubrette (per ora solo aspiranti&#8230; nel senso che preferite!), di veline (senza veli), di avventuriere senza avventure&#8230; e poi, veri o presunti, giri di droga, giri di poker e giri di balle&#8230;
E nel gigantesco maelstrom fotoromanzesco di villa Certosa, nel quale volenti o nolenti siamo rimasti invischiati, che fine ha fatto la politica reale?

Silenzio. Un vero silenzio, in un ambiente sempre più talebano dove non si è costretti a sentire, ma obbligati a ricevere, con condimenti e contorni vari, le vicissitudini personali del latin-lover Silvio Berlusconi e della sua famiglia. Che al popolo (come si diceva da ragazzi) “non glie ne può fregare di meno”&#8230; Ma i giornali e i Tg qualcosa dovranno pur dire!
Altrimenti si rischia di parlare solo dell&#8217;occupazione in tragico declino, delle tasche degli italiani sempre più vuote, della violenza strisciante, della crisi economica che ci precipita addosso, dell&#8217;Europa che ci deride e ci sanziona, degli stipendi immobili (nel vero senso della parola), del costo della vita schiacciante, di un Abruzzo che stenta tra le macerie, dell&#8217;istruzione italiana che cola a picco&#8230;
Insomma, di argomenti di cui parlare ce ne sarebbero, ma basta mettere in agenda una sfilza di cazzate prese qua e là. Per esempio il sempreverde tema del maltempo, la lontana e insignificante Teheran (insignificante rispetto all&#8217;interesse dell&#8217;italiano medio), le vacanze alle porte, la traccia d&#8217;esame su Facebook&#8230; e poi, certamente, anche l&#8217;affaire Berlusconi (in sordina, come un “vedo non vedo”, “sento non sento”, il che finisce anche per essere più allettante per un&#8217;audience assetata di gossip e di Grandi Fratelli).
Questa è tattica signori! Altro che chiacchiere&#8230;
&#8230;

APERTA PARENTESI
Lo conferma il fatto che (tanto per fare un esempio) l&#8217;indice di gradimento di Gianni Alemanno è ancora alto, nonostante non stia facendo praticamente quasi nulla per Roma, a parte qualche exploit pubblicitario come il progetto di un megahotel a Ostia sulla falsariga di quello di Dubai o la curiosa proposta di rendere balneabile il Tevere – ricordo che fu proprio Alemanno a criticare Veltroni, accusato di governare la città a colpi di spot pubblicitari! –. Probabilmente si sarà reso conto che gestire una capitale come Roma è un po&#8217; meno semplice di quanto previsto&#8230;
Al contrario la criminalità continua a lavorare a pieno ritmo, tra violenze, pestaggi, stupri&#8230; a proposito: l&#8217;ultimo tentato stupro, a Roma, c&#8217;è stato poco prima delle elezioni europee, ma pochi lo sanno perché la notizia è uscita qualche decina di ore dopo, a urne chiuse. La Cassa Integrazione (ordinaria e straordinaria) continua a crescere, soprattutto fra gli operai (fonte: Inps, I trimestre 2009); a questo proposito è bene ricordare che la Regione Lazio (in particolare l&#8217;Assessorato al Lavoro di Alessandra Tibaldi) si sta occupando molto delle ditte dell&#8217;hinterland romano, e ha recentemente siglato il primo accordo (con la società Adecco Italia) per l&#8217;accesso agli ammortizzatori sociali in deroga ai lavoratori interinali.
Eppoi l&#8217;annosa questione dei campi nomadi che, ben lungi dall&#8217;essere allontanati dal territorio capitolino (lo spot elettorale del centrodestra sembra definitivamente crollato!), non sembra trovare soluzione. La Belviso, all&#8217;ultima riunione con i residenti di Torre Spaccata, ha addirittura posticipato la chiusura del campo Casilino 900 a metà del 2010 (doveva essere sgomberato prima a fine 2008, poi a metà 2009, poi entro il 2009 e ora a metà 2010).
CHIUSA PARENTESI
&#8230;

Morale della favola: non tutti i mali vengono per nuocere; alcuni vengono per essere cavalcati bene da giornalisti/giornalai, attaccati più alla propria “edicola” che alla deontologia professionale.
Ma le europee hanno portato una ventata d&#8217;aria nuova, perché la gente sembra stia cominciando a capire: perché se il 35% degli italiani ha votato per il Pdl (colpendo duramente l&#8217;orgoglio del premer che puntava addirittura al 50%), e il 26% ha votato Pd (imbarazzando elettori e nomenklatura, che non si aspettavano più di un 20-21%), è interessante notare che il 38% degli aventi diritto al voto (cioè la maggioranza!!!) non ha votato né per l&#8217;uno, né per l&#8217;altro. Il che significa, ovviamente, che la maggioranza degli italiani non vuole né Berlusconi, né Franceschini &amp; Co.
Questa è la vera notizia: due grandi partiti che non rappresentano la maggioranza degli elettori stanno controllando il Paese&#8230; di questo bisognerebbe discutere!
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		<title>Berlusconi e i voli della morte. Ancora una gaffe?</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Feb 2009 09:03:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberta Diglio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>

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		<description><![CDATA[(ANSA) &#8211; ROMA, 18 FEB &#8211; Scivolosa gaffe del premier Berlusconi sul dramma dei desaparecidos durante la campagna elettorale in Sardegna? A riferirlo e&#8217; il quotidiano di Buenos Aires Clarin secondo il quale Berlusconi avrebbe ironizzato &#8216;Erano belle giornate, li facevano scendere dall&#8217;aereo&#8230;&#8217;, riferito ai &#8216;voli della morte&#8217;. Fonti del Governo italiano sostengono invece che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(ANSA) &#8211; ROMA, 18 FEB &#8211; Scivolosa gaffe del premier Berlusconi sul dramma dei desaparecidos durante la campagna elettorale in Sardegna? A riferirlo e&#8217; il quotidiano di Buenos Aires Clarin secondo il quale Berlusconi avrebbe ironizzato &#8216;Erano belle giornate, li facevano scendere dall&#8217;aereo&#8230;&#8217;, riferito ai &#8216;voli della morte&#8217;. Fonti del Governo italiano sostengono invece che si tratta di un grande equivoco e che il premier voleva proprio sottolineare l&#8217;efferatezza dei crimini commessi.</p>
<p>&#8230;Non ci si crede. Ne ha detta un&#8217;altra. Quando si pensa che abbia toccato il fondo &#8211; no, <strong>Berlusconi</strong> ne tira fuori un&#8217;altra delle sue. I suoi pezzi forti sono le battute tratte dalla storia &#8211; i comunisti che mangiano i bambini, Schultz che potrebbe essere il protagonista di un film sui campi di concentramento e adesso questa sui <strong>voli della morte</strong>.<br />
Passi pure il fatto che sia ennesimo sintomo di immensa ignoranza. Ma che razza di &#8220;<em>bene</em>&#8221; si può incontrare in un&#8217;ironia del genere?<br />
La cosa più tremenda non è che le dica. La cosa più tremenda è che, se ci si indigna di fronte alle sue battute di poco gusto, siamo noi che come al solito non abbiamo capito.<br />
La seconda (ma non per importanza) cosa più tremenda è che gli italiani che lo hanno voluto là, per l&#8217;ennesima volta, sovvertendo i pronostici di grandissimi studiosi di storia e politica contemporanea, probabilmente lo trovano anche simpatico.</p>
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&#8230;Non ci si crede. Ne ha detta un&#8217;altra. Quando si pensa che abbia toccato il fondo &#8211; no, Berlusconi ne tira fuori un&#8217;altra delle sue. I suoi pezzi forti sono le battute tratte dalla storia &#8211; i comunisti che mangiano i bambini, Schultz che potrebbe essere il protagonista di un film sui campi di concentramento e adesso questa sui voli della morte.
Passi pure il fatto che sia ennesimo sintomo di immensa ignoranza. Ma che razza di &#8220;bene&#8221; si può incontrare in un&#8217;ironia del genere?
La cosa più tremenda non è che le dica. La cosa più tremenda è che, se ci si indigna di fronte alle sue battute di poco gusto, siamo noi che come al solito non abbiamo capito.
La seconda (ma non per importanza) cosa più tremenda è che gli italiani che lo hanno voluto là, per l&#8217;ennesima volta, sovvertendo i pronostici di grandissimi studiosi di storia e politica contemporanea, probabilmente lo trovano anche simpatico.
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