Social network e tutela della privacy
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Gli utenti dei servizi di social network valutino con attenzione se e cosa pubblicare in rete: c’è il rischio di perdere il controllo dei propri dati.
E’ quanto ha dichiarato il Garante della privacy con la risoluzione del 20 ottobre 2008, al termine della 30ma Conferenza internazionale delle Autorità di protezione dei dati di Strasburgo (15-17 ottobre 2008) che ha visto riunite le Autorità mondiali di protezione dei dati.
La risoluzione evidenzia che i servizi di social network, come altra faccia della medaglia del fornire un ampio strumento comunicativo, possono comportare seri rischi per la privacy sia degli utenti sia di terzi.
I dati personali contenuti nel proprio profilo sono, infatti, disponibili pubblicamente e globalmente, nel migliore dei casi solo ai propri contatti, o ai contatti dei contatti. Testi, foto e filmati che potrebbero essere copiati o scaricati da una moltitudine di internauti.
Le Autorità Garanti raccomandano agli utenti di prestare molta attenzione a cosa inseriscono:
valutare bene quali dati inserire nel proprio profilo; evitare di fornire l’indirizzo e il numero telefonico di casa, soprattutto se minorenni; adottare, possibilmente, l’uso di uno pseudonimo; prestare particolare attenzione alla privacy degli altri, soprattutto se si pubblicano dati personali senza il loro consenso.
Pensate, ad esempio alle fotografie con altra gente, magari correlandoli di giorno e luogo, informazioni che una persona potrebbe non voler divulgare.
Data l’esperienza di chi vi scrive, vi suggerisco di guardare bene a tutte le opzioni di visibilità, scegliendo, ad uno ad uno, i vari campi da voler render pubblici ed a chi.
Le autorità hanno, inoltre, dettato alcune indicazioni anche per i fornitori di servizi di social network, quali il prevedere configurazioni tecniche orientate a favorire la privacy degli utenti ed informarli in modo corretto e trasparente sulle conseguenze che potrebbero derivare dalla pubblicazione di dati personali in un profilo; l’adozione di adeguate misure di sicurezza per impedire che soggetti esterni possano raccogliere o scaricare in massa (attraverso software spia) i dati contenuti nel profilo; garantire che i dati degli utenti non siano estratti dai motori di ricerca se non con il loro consenso; consentire agli utenti di limitare la visibilità dell’intero profilo, di recedere facilmente dal servizio e di cancellare ogni informazione pubblicata sul social network.
I rischi a cui non si pensa, essendo in buona fede, possono essere molti.
Si pensi ad un’opportunità di lavoro in cui il responsabile del personale, digitando nome e cognome on line, scopra dati che avete ingenuamente pubblicato e che non volevate sapessero. Oppure ai furti d’identità. O scherzi ben più pesanti.
Chi vi scrive, derogando alle regole di un buon articolo, vi confida di parlare per esperienza personale ricordando quando un “burlone” associò il mio nome e i miei slogan (allora candidata alla Camera) a foto di una donna nuda sul blog con allusioni a “prestazioni elettorali”. Uno scherzo assolutamente di cattivo gusto. Che fortunatamente si risolse facendo subito rimuovere le foto.
(Per leggere il provvedimento del garante: http://www.garanteprivacy.it/garante/navig/jsp/index.jsp?folderpath=Comunicati+stampa%2F2008).
Il fenomeno inarrestabile di Facebook
Palmisano: Letizia Palmisano Sono nata a Roma (precisamente sull’isola tiberina!) il 30 maggio 1980. Ho sempre abitato nel VI Municipio (da piccina al Prenestino ma dal 1981 a Villa De’ Sanctis). Mi sono diplomata al Liceo Classico Benedetto da Norcia nel 1999 e dal luglio 2008 sono laureata in Giurisprudenza (profilo economico finanziario) alla Luiss. Sono vicepresidente di Sapere Aude Roma (www.sapereauderoma.ilcannocchiale.it), associazione giovanile che ha lo scopo di portare la cultura nella periferia di Roma est. Da sempre, però, occupo tutto il tempo libero che (non) ho per la difesa dell’ambiente, la qualità della vita, la lotta agli smog, al traffico, nonché la valorizzazione e la scoperta delle bellezze delle periferie romane (la mia zona in primis). Collaboro con AbitareA dal 2006, testata che mi permettere di vivere, ancor più da vicino, la vita della mia amata città, ma anche criticarne le contraddizioni e le scelte spesso poco eco-sostenibili. Per contattarmi la mia mail è leti[at]letiziapalmisano.it
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