Anche stavolta si prende il mezzo più comune nella giungla della Guyana, anche se il piroghiere sembra un poco “strano”.
Comunque l’abbiglimento, la tenuta e lo sfondo non lasciano dubbi, si va nella giungla profonda.

Tanto per comunciare alcune stranezze, un albero detto “wapa” con le sue strane bacche, non commestibili, a forma di sciabola e penzolanti.

Dopo tanto viaggiare si arriva al luogo di destinazione, il grand hotel della foresta, quello che si vede é il ristorante, ma quello che non si puo vedere é il nulla che circonda questo posto per almeno 30 km.

Questo comunque non impedisce di gustare la frutta tropicale, papaya ed ananas.

Dopo un meritato pisolino nella “stanza d’albergo”, niente porte e niente finestre, la notte fino alle 22 siamo stati in compagnia delle scimmie urlatrici.

La mattina giro in foresta con la nostra guida, non é strano é un vero indios, che ci mostra dei frutti locali, quello é il cacao riviere che ha il sapore delle nostre fave, ma soprattutto mostra quanto é bravo con il machete!

E allora conviene farselo amico, anche per via della sua larghezza di  spalle.
Nel dubbio ci fa assaggiare altra frutta, pomme liane, ottima.

Oramai abbiamo finito si torna in città, ma prima di andare via ci accorgiamo che nella nostra stanza avevamo un ospite in più, una simpatica jula, lunga circa 30 cm, innocua.

Saluti a tutti

PS: di roma e lazie parleremo in seguito….

Roberto Blasi

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