La prima medaglia azzurra si chiama Tania Cagnotto! Oro al ragazzino prodigio Tom Daley dalla piattaforma da 10 m
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La quinta giornata di gare, quella di martedì 21 luglio, ha confermato le attese e le speranze con cui si era aperta, anzi ha fatto molto di più: ha regalato le prime grandi sorprese dei tredicesimi campionati Mondiali Fina. Una si chiama Tania Cagnotto, che dopo l’amara medaglia di legno dal trampolino da un metro, è riuscita a conquistare il bronzo dall’altezza che più le si addice, i 3 metri. Nonostante la sua prestazione, a detta della stessa atleta, non sia stata eccellente, è felice ed emozionata alla fine della gara. “Finalmente una medaglia – ha detto – sono stata male negli ultimi tre giorni. Non ne potevo più. Sognavo da tempo questo bronzo”. Per fortuna allora che è arrivato al momento giusto, proprio l’anno dei mondiali in casa: “Che pubblico! Mi ha molto agitata – continua – però è stupendo, un’emozione indimenticabile. Saltare di fronte a tutti i miei amici è la cosa più bella che mi potesse capitare”.
L’altra rivelazione invece è il quindicenne britannico Tom Daley, medaglia d’oro dalla piattaforma da 10 metri. Ha gli occhi da bambi e la grinta/incoscienza che solo alla sua età si può avere, ma che è anche l’unica arma per tenere testa ai più forti tuffatori al mondo del momento, e poi addiritturla batterli!
Dopo aver visto il punteggio del suo ultimo tuffo (100.30, tantissimi!) e dopo gli errori dell’australiano Mitcham, campione olimpico di Pechino, e del cinese Luxin capisce di essere appena diventato il più forte al mondo e sul suo volto gli si stampa l’aria sperduta e meravigliata di chi non sa minimamente cosa gli stia capitando. Venti minuti più tardi invece, all’entrata in conferenza stampa, quello stesso volto carino e pulito si è già conquistato la fama di nuovo idolo delle ragazzine. “Non ci posso credere – continua a ripetere – è incredibile. Ero venuto qui per fare il mio meglio ma vincere è pazzesco. Essere il campione del mondo è straordinario. Ho fatto così tanti sacrifici – racconta – allenandomi duramente. Voglio ringraziare mia madre, il mio allenatore e tutti quelli che mi hanno aiutato”; e nonostante non lo abbia nominato, siamo sicuri che tra questi ci fosse anche il papà, protagonista del momento forse più emozionante della giornata. Al momento delle domande, infatti, non ha resistito, ha preso il microfono e tanto orgoglioso quanto commosso ha detto, semplicemente: “Io non sono un giornalista, io sono il papà!”
Papà Daley e il figlio Thomas, neo campione del mondo
Alessia: Italiana, romana, classe 1985 (praticamente una bimba), da un anno faccio parte dell'esercito di laureati in quella che è tra le discipline più in voga del momento e con i test di ingresso più affollati, ossia Scienze della comunicazione. Facile intuire quindi quale vorrei che fosse il mio futuro: sempre alle prese con interviste, ricerca di notizie, redazioni che aspettano con ansia il mio pezzo e direttori che non possono fare a meno di me! Questo ovviamente è come sogno il mio futuro; nella realtà sto cercando semplicemente di imparare, migliorare, studiare per diventare una buona giornalista.
I miei argomenti preferiti sono la cronaca, il sociale e lo sport, nel senso più ampio del termine (vale a dire: atletica, nuoto, rugby, tennis, e non solo il solito vecchio calcio).
Per ora credo sia tutto, se vi fa piacere...leggetemi!
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26 settembre 2009 alle 08:31
sia la cagnotto che tom daley sono dei grandi!!!!