La Lazio che fa arrabbiare la Roma
Calcio, Sport, tags: Calcio, Coppa Italia, Lazio, Roma, tifoserieUna Roma troppo nervosa perde la Coppa Italia
Tutto comincia con il derby vinto dalla Roma, fortunosamente, poi pollice verso e rissa in campo. I laziali vedono lo scudetto nelle maglie dei cugini. Matura la rabbia con se stessi per il rigore di Floccari che non chiude la gara.
Ed in città i giallorossi sfottono i cugini senza controllarsi nemmeno un po’.
I laziali si riorganizzano,aspettano in silenzio la sfida Roma-Samp. A Roma si dice “sul trespolo”, a fare il “gufo”, e i biancocelesti quello fanno, sognando un regalo dalla ditta Cassano-Pazzini. Il dono arriva puntuale, i due gioielli doriani mettono a tappeto la Roma e il 60% della città tifosa. La Curva Nord rimedia ossigeno e apprezza il gesto amico targato Sampdoria. La Roma accusa il colpo, cominciano i calcoli e i rumori attorno ai confronti Parma-Roma e Lazio-Inter. I biancocelesti vincenti a Genoa, nella giornata di Roma-Samp mettono al sicuro la propria classifica e possono giocare quasi in libertà la gara con i nerazzurri di Milano.
Giunge da Bergamo la notizia che l’Atalanta si ferma davanti al Bologna che strappa un pari. Semaforo verde, “Lazio fai quello che vuoi”. E’ domenica sera, la partita è clou, quella da giocare davanti agli occhi del mondo: la Lazio con l’Inter deve giocare per un calcio etico. Questo le chiedono i moralisti, gli stessi che reputano il pollice verso esultanza regolare. La gara finisce con la vittoria dei nerazzurri.
Il mondo del pallone si scandalizza. I laziali arroccati si stringono uniti e compatti e difendono la propria squadra e la loro scelta di campo. La Roma si innervosisce, forse aspetta l’Inter, sognando un’inconscia resa dei conti per aver flirtato coi cugini. Arriviamo a ieri sera, è di scena la finale. Burdisso, Mexes, Taddei, nervosissimi, sono il termometro dello stato di salute che non c’è. Poi arriva Totti, e quel calcio inaccettabile a “Mario”. Altra rissa finale con invasione di campo. Tra poco nelle radio e sui giornali si dirà: è colpa della Lazio.
Piervenanzi:
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24 settembre 2010 alle 16:10
oh NOOOO