Sempre più giovani emigrano, la cosiddetta fuga dei cervelli è in atto da decenni ed è un fenomeno destinato all’aumento. Come biasimarli?

In Italia, per noi giovani, non c’è futuro, ma nel caso si rientrasse nella “Cricca”, potrebbe scapparci pure la docenza di una cattedra universitaria…

La disoccupazione giovanile in Italia sale vorticosamente. Siamo sempre di più.

Diploma o laurea non fa differenza, le file all’ufficio di collocamento sono ogni giorno più lunghe.

La crisi economica pesa sulle spalle come un macigno e và a braccetto con una crisi sociale sempre più evidente, che marca i confini tra chi fa parte di un mondo in cui la crisi, non sa nemmeno cos’è e chi ci fa i conti giorno dopo giorno.

Sarebbero troppi i casi da esporre, tuttavia si puo’ riflettere sui fatti più recenti.

Tenendo in considerazione che buona parte di “benestanti” nel nostro paese, sia coinvolta in inchieste e scandali da far accapponare la pelle e che si sarebbe arrivati a ridere di un terremoto perché visto come appetitosa fonte di possibili appalti e guadagni, emigrerei anch’io, domani mattina. Un altro cervello in fuga.

La riforma Gelmini “ammazza-cultura”, congiunta a sistemi clientelari dell’Università, al favoritismo e al conseguente accantonamento della meritocrazia sempre più evidente stanno portando alla tomba la cultura.

Nel frattempo pero’, c’è un esercito di piccole formiche che opera nel retroscena, è invisibile. Docenti e professori efficienti, ricercatori meritevoli, dottorandi, studenti e lavoratori, stagisti, diplomati e non che si sbattono per non fare qualcosa di buono e non far cadere questa nazione nel ridicolo.

Come sono ricompensati? Con nulla ma pare ci sia speranza, a sentire le possibilità offerte ad una 26enne fresca di diploma di laurea.

Sì perché pare che sia possibile acquisire addirittura un cattedra universitaria con un semplice diploma di laurea triennale. All’Università del San Raffaele, la giovane Barbara Berlusconi si è diplomata: laurea triennale in filosofia, tesi su Amartya Sen. Diligentemente discute la sua tesi e ne esce con il massimo dei voti. Fin qui, i miei migliori complimenti ad una ragazza in gamba!

Sapete cosa fa il rettore/amico Don Luigi Maira Verzè qualche ora dopo? Le offre giusto una cattedra ispirata alla sua tesi. Ci sono speranze anche per noi ragazzi!

Anzi no.

Non siamo tutti i figli di Silvio Berlusconi.

Una docente dell’Università San Raffaele dopo l’accaduto a dichiarato apertamente con una lettera indirizzata a Repubblica: “Intendo dissociarmi apertamente e pubblicamente da questa che ritengo una violazione non solo del principio della pari dignità formale degli studenti, non solo della forma e della sostanza di un atto pubblico quale una proclamazione di laurea, non solo della dignità di un corpo docente che il rettore dovrebbe rappresentare, ma anche dei requisiti etici di una istituzione universitaria d’eccellenza quale l’Università San Raffaele giustamente aspira a essere.”

La direzione comunicazione dell’Università precisa, da parte sua, che “non si deve gridare allo scandalo: qualcuno si meraviglia se alla Cattolica i docenti si sono in pratica tutti formati nelle file di quella Università? Chi frequenta don Luigi sa che egli considera i nostri discenti i nostri primi docenti e sa anche quanto a lui stia a cuore che il futuro di tutto il San Raffaele sia affidato preferibilmente a chi lo conosce meglio degli altri.”.

Che fine ha fatto la cultura?

di Eleonora Pochi

Condividi e/o stampa
  • Print
  • email
  • Facebook
  • Live
  • Google Bookmarks
  • MySpace
  • LinkedIn
  • Twitter
  • Current
  • Technorati
  • del.icio.us

:
| Leggi tutti gli articoli pubblicati da

Scrivi un Commento

Copyright Cofine Srl - ABITARE A ROMA - direttore Enzo Luciani - Reg. Trib. Roma N. 550/02 (2/10/02)