FacebookSenza dubbio insieme a Myspace, Facebook è uno dei social network che sta “impazzando” (finalmente) anche sui pc degli italiani.

Sono più di uno i fattori che ne stanno determinando l’esplosione, in numero di utenti e di pagine visualizzate, attualmente è il 5 sito più visitato al mondo.
E’ uno strumento egualmente utile per cazzeggiare al pc o per lavorare. Si possono ritrovare amici di vecchia data ed anche d’infanzia, colleghi, amici di altre città, parenti, ovunque nel mondo.

Senza installare nessun programma si possono inviare e-mail, chattare e inserire contenuti (testo, foto, video).

Senza dubbio anche il voyerismo è alle basi di questo successo perché dalla propria homepage si possono “spiare” le ultime azioni compiute dai proprio amici, ed in caso interagire commentandole o semplicemente starsene di nascosto a sbirciare.

Si possono creare o partecipare a gruppi di interesse, i più svariati, da chi vuole adottare una svedese di 20 anni a chi vuole liberare Eluana Englaro, ed a questi oltre agli amici si possono iscrivere anche persone non riconosciute come tali. Logicamente è già stato creato il gruppo Abitarearoma.net (iscriviti anche tu!).

Io non li utilizzo molto però imperversano anche una miriade di applicazioni come i sondaggi (quanto sei romano, il tuo vero segno zodiacale, ecc.) che rilasciano poi un risultato che l’utente può rendere visibile nel proprio profilo.

Non mancano i giochini, dal calcio al bowling al ping pong, ma anche player musicali per ascoltare brani in streaming, ricercabili tramite un motore di ricerca interno all’applicazione stessa.

Un fattore da non sottovalutare è anche la grafica asciutta, ordinata che utilizza molto il bianco creando un ambiente che tende a rilassare chi utilizza Facebook, funziona molto bene la chat (anche se non permette le conversazioni audio o il trasferimento di file) e la mail interna. Interessantissima la funzione applicata ai link che al posto della visione del link stesso rilascia un’anteprima del testo contenuto nella pagina linkata (all’occorrenza anche con 1 foto).

Ho chiesto un’opinione anche a Giuseppe Surace esperto nella realizzazione di siti internet e SEO (Search engine optimization – ottimizzazione per i motori di ricerca): “Definirei Facebook come la migliore piattaforma di social network web 2.0 sotto tutti i punti di vista. Una moltitudine di elementi sono fusi magistralmente all’interno di un unico contenitore che diverte / unisce / informa / ritrova vecchi e nuovi amici in tutto il mondo.

E’ un ambiente virtuale aperto dove finalmente si dispone di tutti gli strumenti di comunicazione racchiusi dentro un unico framework (piattaforma): Profili, feeds, foto, video, chat, gruppi, email, commenti. La tecnologia è strabiliante e offre a noi sviluppatori la possibilità di sviluppare applicazioni per facebook personalizzate.
La mia sezione preferita di Facebook? http://developers.facebook.com/.

Puoi lasciare la tua testimonianza qui sotto tra i commenti! Potrà essere di aiuto per un prossimo post su Facebook!
P.S.: Un consiglio se vi iscrivete www.facebook.com non utilizzate un nome/cognome finto o vero in parte e non mettete foto strane nella creazione dell’utente perché così facendo renderete quasi impossibile a quel vostro amico/a di rintracciarvi (uno degli scopi principali di Facebook). Se già avete fatto così… potete sempre modificarlo!

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: Enzo Luciani, direttore di www.abitarearoma.net dal 2002, testata registrata il 2 ottobre 2002 (Reg. Trib. Roma N. 550/02). Sono nato a Torino il 28-06-1973, ho sempre respirato l'aria della redazione fin dal 1987 anno di fondazione di Abitare A. Tra il 1995 ed il 2002 mi sono occupato anche dell'organizzazione di party in discoteca. Mi interesso un po' di tutto in particolare notizie su Roma, lo sport e televisione.
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26 Risposte a “Il fenomeno inarrestabile di Facebook”
  1. Cheren Tedesco scrive:

    Caro direttore, concordo pienamente con le idee espresse nel tuo articolo… inoltre faccio presente a te e ai lettori che facebook ha delle applicazioni favolose anche in ambiente iPhone. Sta divenendo il “must” del “keep in contact”, specialmente in una società come la nostra che, per motivi di lavoro e di svago, trascorre tanto tempo davanti al computer in rete. Personalmente conosco anche altri siti che per lo più offrono il medesimo servizio; fondamentalmente preferisco una interfaccia pulita che sia però potente e che riesca veramente a mettermi in contatto con tutti in tempo reale – anche perchè per me facebook è anche tascabile. All’sms si preferirà presto un “istant message” via web… tutto questo non è solo un fenomeno, una stella cometa del web 2.0 : tutto questo è futuro… e anzi è già presente e noi lo stiamo già vivendo!

  2. claudia scrive:

    Condivido appieno il tuo articolo credo che “faisbuk”, sia al momento la piattaforma più completa per passare il tempo navigando…c’ è da dire purtroppo che possiede “una controindicazione” come nei medicinali..ed è il dosaggio…non so quanti riescano a darsi un tempo limite e rispettarlo senza perdersi tra i mille quiz e le curiosità nei profili degli amici non concludendo granchè del lavoro che avevi da svolgere (quello esterno nella vita reale intendo!!) Comunque lo consiglio a tutti! Ottimo “perditempo”……

  3. Gloria Pernarella scrive:

    Carissimo Enzo, sono d’accordo su quanto da te scritto ma forse, io, rispetto ai più, vado un pochino contro tendenza.

    Mi spiego.

    Si, è’ vero, mi sono iscritta. Dopo decine di inviti ho deciso di provare. Ho aperto la pagina, compilato i campi per l’iscrizione, postato fotografie etc etc. Ma devo essere sincera, non lo amo molto. Credo sia il solito sistema per farsi gli affari altrui. In questi anni, di ingegni tecnologici, ne abbiamo visti molti. Facebook è quello che mi piace meno. Un conto è postare su di un blog; scrivere ciò che passa per la testa, riportare sensazioni, emozioni, stati d’animo. Un altro conto è invece andare a sfogliare gli album degli altri, iscriversi a gruppi e rispondere alle domande di un test. La cosa bella, e di questo devo darne assolutamente atto, è che c’è davvero la possibilità di rincontrare amici persi “di vista” per anni. A me è accaduto. E continua ad accadere. Ma non credo che si possa andare al di là del “ciao come stai, cosa hai fatto in questi 20 anni”. Beh certo, l’eccezione alla regola c’è sempre; sicuramente qualcuno avrà già organizzato una cena con i vecchi compagni dell’asilo, ma credo che la maggior parte di noi si limiti soltanto a sapere “chissà che cavolo fa questo dopo tutto sto tempo”.

    Non lo vedo quindi come un vero strumento di aggregazione. Come strumento si, ma non di aggregazione. Non lo vedo come strumento di comunicazione. Strumento si, ma non di comunicazione. Non lo vedo come strumento di amicizia. Come strumento si ma non di amicizia. Un social network, senz’altro network, ma poco sociale. O forse io, della socialità, dell’aggregazione, dell’interazione e della comunicazione, ho tutto un’altra visione.

    Non mi voglio smentire. Anche io sono iscritta. Anche io lascio msg in bacheca. Anche io mi faccio allegramente i fattacci altrui ma quanto preferisco di gran lunga, una bella chiacchierata con un amico di vecchia data, incontrato per caso per la strada, accanto a quel bar dove passavamo, ai tempi del liceo, le nostre giornate..

    Ciao, Gloria

  4. Gianluca Santilli scrive:

    Caro Direttore, in effetti FacciaLibro sta spopolando. Mi ci sono iscritto prima dell’estate e, del mondo politico, eravamo veramente in pochi. Da settembre ad oggi il fenomeno è esploso tanto che, specialmente fra i militanti e gli attivisti del PD, si è creata ben presto una rete con cui informarci, una specie di assemblea permanente che permette di superare il traffico della realtà romana e sentirci in pochi minuti tutti vicini. Si fissano appuntamenti, si organizzano battaglie, manifestazioni ed eventi. Pensa che io, Iervolino e la Perugini siamo stati gli autori della prima mozione nata su Facebook ed approdata nella stessa giornata in aula Giulio Cesare e, dopo qualche giorno, in VI Municipio, quella sui fatti del 20 settembre 2008.
    Dopo qualche giorno ci siamo ritrovati su D-News con tanto di foto della pagina FB e, proprio ieri, a causa di un mio fitto scambio di opinioni con Mario Adinolfi, ci siamo ritrovati su Panorama.it http://blog.panorama.it/italia/2008/10/09/sulla-liberta-di-francesca-mambro-la-polemica-monta-in-rete/
    Quindi, evviva Facebook se può alleviare il nostro lavoro e favorire la comunicazione.
    Gianluca

  5. matteo scrive:

    D’accordissimo con te, Enzo, del resto con quello che la microsoft l’ha pagato, se andava pure male…..

    Cio’ che non sopporto di Facebook sono le inutili applicazioni, la stragrande maggioranza serve a creare solo “rumore” via email e traffico inutile.
    Un uso piu’ maturo e morigerato di tale strumento spero inizi presto: in teoria le applicazioni sono un’ottima idea, ma se si lascia fare di tutto agli sviluppatori, la mondezza è inevitabile.
    Ovviamente le inutili applicazioni sono spesso sviluppate a scopo di lucro (generare traffico, raccogliere contatti, etc etc che fa rima con pubblicità altamente targettizata)

  6. Giorgio La Porta scrive:

    Caro Direttore,
    io sono iscritto da meno di un mese e lo lascio aperto tutto il giorno, anche quando non sono davanti al pc. Devo dire che dà un contatto con gli amici e gli elettori davvero unico. Per non parlare poi di tutti i contatti di partito che possono tenersi a livello quotidiano, con amici che si incontrano solo in occasione di congressi.
    Io da consigliere municipale del 6° ho aggiunto molti colleghi (Santilli per primo ovviamente) e riesco ad usare questo strumento di comunicazione anche per un contatto diretto di coordinamento con loro. E la cosa più simpatica è che è un mezzo informale per comunicare anche con giornalisti o deputati e quando scrivo un titolo lo possono leggere davvero tutti e dalla mia battaglia ideologica alle mie lasagne, tutti sanno cosa sto facendo in quel momento.
    E poi, ammettiamolo, è anche un modo per rendere la giornata più simpatica e rendere meno noioso il lavoro d’ufficio…
    Giorgio

  7. Giuseppe scrive:

    Credo proprio di sapere chi è Matteo!
    Condivido pienamente il concetto e affermo che come ogni cosa il bene lo determina chi la usa. Questa è la nota dolente di Facebook (almeno in Italia e da quello che vedo io). L’utilizzo scellerato di inutilità, applicazioni invasive, inviti, frasi, poke, e quant’altro. Facebook non è solo questo, ma è un potente strumento pubblicitario di marketing dove poter gestire “gruppi” sensati con scopi “utili”. Applicazioni non mirate a gestire la tua “vita” e catturare indirizzi email inviando cose inutili a tutti i poveri “amici”.
    Amo Facebook, ma non necessariamente il modo in cui viene spesso TROPPO utilizzato.

  8. Fabrizio Prosperi scrive:

    A mio parere la caratteristica che davvero differenzia questo social forum dagli altri è senza dubbio il riflesso che ha nel “real world”, decollato non esattamente in contemporanea con il sito. Basta fare attenzione agli “eventi” che, di volta in volta, ci segnalano dove e quando i nostri amici, reali o presunti tali, si danno appuntamento per vedere un film, per un aperitivo etc. E che dire (sarà proprio questo sabato nei pressi di Tor di Quinto) del primo raduno utenti Facebook di Roma; ben 40.000 iscritti. Personalmente ho imparato, essendo anche agente per un istituto bancario, ad usarlo come proficuo strumento di lavoro. Difficile dire a questo punto se la nostra vita è stata travasata in Facebook o se è il punto di partenza per nuove dinamiche sociali. Tant’è. Ludico o professionale, i punti di contatto tra “virtuale” e “reale” sono davvero tanti.

  9. Americo Bazzoffia scrive:

    Caro Enzo,

    come sai è da tempo che studio i fenomeni di comunicazione e certamente facebook è uno tra quelli più interessanti del momento.
    Non solo perché è un social network che conta numerosi iscritti ma anche perché è il primo al mondo per traffico generato nella rete. Ciò significa che non solo consente di entrare in un relazione virtuale ma, cosa che non ha eguali con altri social network, stimola costantemente tale relazione. La stimolazione non avviene, come si potrebbe pensare, dall’alto verso il basso, ma trasversalmente. In sostanza si è stilmolati ad andare su facebook dalle stesse persone che convivono in facebook. Infatti, il benigno trucco di facebook, e che lo distingue dagli altri social network, è che qualunque azione venga compiuta nel social network viene posta a conoscenza degli altri membri (o con email direttamente nella casella di posta o attrverso specifici avvisi nella propria pagine facebook). In tal senso Facebook, per citare Macluhan, è davvero il “villaggio globale” dove si può sbirciare nella vita degli altri e dove le persone trovano gusto a mostrare i propri comportamenti di “scena” (si pensi ai messaggi promossi in facebook da politici, attori e personaggi pubblici) ma anche – e soprattutto – i comportamenti più disparati da “retroscena” (si pensi alle foto della scuola condivise nel gruppo senza che il diretto interessato magari ne abbia desiderato la pubblicazione, alle foto di allegre festicciole, ecc., ecc., … ).
    Ciò che resta sconcertante, è che entrati nel mondo facebook, molte delle persone che vi “abitano”, ed uso questo termine non a caso, perdono la cognizione di essere in una casa dalle pareti di vetro e quindi pubblicano notizie o si lasciano andare a commenti che mai avrebbero fatto in contesti pubblici (ad esempio so che proprio di recente un consigliere della Provincia di Roma ha avuto pesanti ripercussioni per affermazioni scritte esclusivamente su facebook e riprese poi dall’opposizione e pubblicate sui giornali).

    Il legame che genera un social network così costruito è decisamente dirompente, è l’uovo di colombo, e non stupisce che facebook cresca anche così rapidamente. Ma da comunicatore rilevo anche che questo, nel lungo periodo, potrebbe dimostrarsi un limite. La stupefacente forza di facebook si fonda sulla voglia di conoscere la vita e le attività degli altrui (e viceversa) , ma quando il flusso della comunicazioni e informazioni che proviene da facebook diventa eccessivo (penso alle decine e decine di e-mail che facebook genera ogni giorno sulla mia casella di posta elettronica)… allora temo che nel lungo periodo il suo punto di forza celi anche il suo punto di debolezza…

    Staremo a vedere..

  10. Emiliana Costa scrive:

    Anch’io come moltissimi miei coetanei sono entrata nel mondo di facebook. Sono stati i miei amici a convincermi con la motivazione che questo social network ti permette di ritrovare vecchi amici e compagni di scuola. Alla fine mi sono convinta e l’ho fatto… ma ho scoperto che nessuno dei miei ex compagni è iscritto! Che beffa!
    Facebook può essere utile e divertente allo stesso tempo, però devo ammettere che ai social network preferisco sempre una sana uscita con gli amici!
    Emiliana

  11. Massimiliano scrive:

    Caro Enzo,

    io facebook lo odio (che rimanga tra noi)!

    Non metto in dubbio quanto riportato sull’articolo, ma non mi appartiene questa concezione infinita e senza limiti della tecnologia.

    Max.Na.

  12. Carla Di Veroli scrive:

    Ho resistito per almeno due mesi prima di accettare l’idea che non si poteva rimanere fuori di questa “piazza telematica”. Ho addotto ogni genere di scusa: “Figurati se ho il tempo di stare dietro a questa cosa…”, “Roba da pischelli”, “Me la cavo meglio di persona”, “Mi si incastrano i tasti..” Poi, come si sa, la curiosità è più forte di qualsiasi obiezione. Gloria ha ragione, non c’è niente che possa sostituire il calore di una stretta di mano, o anche un’incazzatura sacrosanta: come far trasparire efficacemente tutta la gamma delle emozioni umane? Per farlo bisognerebbe avere il talento di un premio Nobel per la letteratura ma non è questo il punto. Facebook è un mezzo “veloce” di comunicazione, è il fast food delle relazioni umane. Perchè non ribattezzarlo Fastbook?

  13. Laura scrive:

    Beh.. devo dire che in parte hai ragione. Facebook sta spopolando ed è entrato a far parte anche nel universo di chi, come me, non apprezza molto i mezzi tecnologici di comunicazione. Con un’unica differenza. Mi spiego .. da un anno e mezzo a questa parte le ho provate tutte: myspaces, il blog, Msn.. tutti strumenti utilissimi ( soprattutto msn per la funzionalità di comunicazione “sbrigativa” ). Dopo un paio di mesi però, tutti sono stati in parte abbandonati. Ora.. nonostante la mia iscrizione alquanto recente, devo dire che Facebook è l’unico mezzo che riesce a mantenere alto il mio interesse. E non per la possibiltà che Gloria ha definito di ” farsi gli affari altrui”. E vero che Facebook ti da questa possibilità unica di sbirciare nelle homepage altrui, ma questo non lo vedrei in maniera negativa.. diciamolo ..si possono capire molte più cose di una persona visualizzando il suo blog- spazio talvolta molto privato in cui vengono riportate emozioni, stati d’animo e pensieri propri- che gurdando il profilo del proprio amico su facebook. Io mi concentrerei invece su un altro aspetto: la sua capacità di mettere in contatto persone che si sono perse di vista, riallacciare rapporti che nel tempo sono “sfumati”, approfondire le relazioni con conoscenti o persone conosciute da poco..Insomma.. un grande spazio di incontro che unisce, aggrega, ingloba..E logico che tutti noi preferiamo poi la chiacchierata tete-à-tete, ma in alcuni casi è proprio facebook a consentirtelo, permettendoti di riprendere i contatti con un amico del liceo di cui non avevi neanche più il recapito telefonico..

  14. Massimo Lucà scrive:

    Caro direttore,
    faccialibro è uno strumento interessante e funzionale ad una comunicazione globale ispirata ai principi dell’essenzialità, velocità e…voyeurismo, anch’io uso questo strumento che consente di mantenere un diario testuale e grafico.
    Ritengo altresì che, soprattutto in politica, sia meglio sentire gli umori, i sapori e l’aria che tira DIRETTAMENTE sul campo, vicino alle persone VERE (senza offesa per il virtuale!!!).
    Massimo

  15. Carla Di Veroli scrive:

    Ho resistito per almeno due mesi prima di accettare l’idea che non si poteva rimanere fuori di questa “piazza telematica”. Ho addotto ogni genere di scusa: “Figurati se ho il tempo di stare dietro a questa cosa…”, “Roba da pischelli”, “Me la cavo meglio di persona”, “Mi si incastrano i tasti..” Poi, come si sa, la curiosità è più forte di qualsiasi obiezione. Gloria ha ragione, non c’è niente che possa sostituire il calore di una stretta di mano, o anche un’incazzatura sacrosanta: come far trasparire efficacemente tutta la gamma delle emozioni umane? Per farlo bisognerebbe avere il talento di un premio Nobel per la letteratura ma non è questo il punto. Facebook è un mezzo “veloce” di comunicazione, è il fast food delle relazioni umane. Perchè non ribattezzarlo Fastbook?

  16. francesca scrive:

    E bravo il direttore…Quanti elogi sig. Enzo ma non è che qui qualcuno lecca….???A parte gli scherzi l’articolo mi è piaciuto molto….a presto fra

  17. Cristina scrive:

    Non sò se Facebook sia un fenomeno virtuale preoccupante ma ho letto che sabato 11 ottobre (ieri) è diventato reale a Roma: c’è stato il primo facebook party della capitale! Non sono andata ma credo che al prossimo vorrò proprio andare….come esperienza sociologica oltre che “socialogica”

  18. Francesca Roma scrive:

    Sono solamente poche settimane che mi sono iscritta a Facebook, quindi ancora non ne conosco tutte le potenzialità e gli strumenti in concreto, anche perchè effettivamente non gli dedico molto tempo. Non metto in dubbio la grande potenzialità tecnologica del mezzo ma dal punto di vista prettamente comunicativo e sociale ho avuto, da subito, l’impressione di essere dentro il programma “Il Grande Fratello”.
    Si, un grande occhio con cui puoi spiare ed essere spiata quando lo si vuole, per questo concordo in pieno con la tua affermazione, che “il voyerismo è alle basi di questo successo perché dalla propria homepage si possono “spiare” le ultime azioni compiute dai proprio amici, ed in caso interagire commentandole o semplicemente starsene di nascosto a sbirciare”.
    Che sia diventato uno tra i social network più utilizzati era inevitabile, conosco molte persone che non sanno neanche accendere il pc ma che hanno la loro foto su facebook…moda del momento o reale strumento di comunciazione che avrà un futuro?

  19. patrizia prestipino scrive:

    …quella di Luciani mi sembra un’analisi efficace del fenomeno facebook…io lo trovo un sistema di comunicazione diretto ma da maneggiare con cura e soprattutto da coccolare come una creatura delicata che va fatta crescere con i tempi e i modi giusti..sennò cresce troppo e ti fagocita e invece che essere governato si governa da sè…

  20. Gloria Pernarella scrive:

    Cara Carla, fastbook mi sembra davvero un’idea eccellente!

  21. Dario Solarino scrive:

    Caro Direttore,

    il fenomeno Facebook ha oramai contagiato tutta l’Italia: ragazzi,studenti,lavoratori,VIP…
    Condivido il fatto che potenzialemente può conciliare l’utile con il dilettevole;infatti ci può benissimo scambiare informazioni per lavorare, così come si può chattare con gli amici.
    Io personalmente ho ritrovato persone che mai avrei potuto riconoscere per strada:i compagni delle elementari (della Don Filippo Rinaldi a via lemonia), gli amici del Liceo, e poi anche persone ,che per ragioni di studio e di lavoro non sono più a Roma, o in Italia (un mio amico ad esempio fa l’ingegnere informatico in Irlanda,un paio di amiche le hostess a Dubai).
    Insomma è uno strumento utile per comunicare,speriamo solo che non sostituisca gli ordinari rapporti umani vis à vis.
    Comunque sono ottimista.

    Un saluto a tutti, Dario.

  22. zoomo scrive:

    io mi sono iscritto con un aliasing. l’ho fatto apposta perché volevo testare facebook. non mi nascondo dal dire che mi è stato utile per farmi i fatti altrui. ex compagni, conoscenti, fidanzati, i loro nomi incrociati alle liste degli amici ti raccontano molto della loro vita. che fanno chi vedono. questo non mi piace e mi fa riflettere xké coccia con la scelta quotidiana di nasconderci, con cellulari da elenchi telefonici, email mascherate e quant’altro nel diritto ben assimilato della tutela propria privacy. ricordo gli inviti a non associare mai foto con i propri dati, sui blog sui siti, per scongiurare furti d’identità e qualsiasi info gratuita al primo sconosciuto. su facebook ci sono entrambi e con foto ben visibili.
    quindi cos’è che cambia tutto in facebook? Quali garanzie? L’ennesima conferma che pur di apparire ci vendiamo l’anima?

  23. sakira scrive:

    ma quanti contatti posso mandare la richiesta di amicizia???? perche mi esce scritto quando faccio questa operazione,che sto raggiungendo il numero max di add e che potrei prendere un palo!
    che significa????? risp please thanks

  24. Marina Bontempi scrive:

    Credo che viviamo nella solitudine, mascherata da questi feisbuk, maispeis, ecccc.
    Ma perchè no???
    Se non altro se mi dovesse venire l’influenza australiana di quest’anno mi passo un po’ di tempo con gli amici virtuali.
    Ho notato che con facebook ti fai amici che già conosci dal vivo, mentre con myspace mi è capitato di conoscere prima virtualmente gli amici e poi di persona ed ho incontrato anche persone interessanti.
    In questi tempi iper tecnologici il pc lo salvo, eccome!!!!

  25. sara scrive:

    ciao sara sono tua cug claudia

  26. KEVIN scrive:

    CIAO SONO KEVIN HO 9 ANNI SONO UN SINTO E SONO ANCHE UNO STUDENTE , SETTEMBRE FACCIO 4 ELEMENTARE CIAO

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