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	<title>Redazione</title>
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	<description>Blog a cura dei redattori del giornale online www.abitarearoma.net</description>
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		<title>L’Italia, da culla della cultura a tomba</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 18:08:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Extra Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Sempre più giovani emigrano, la cosiddetta fuga dei cervelli è in atto da decenni ed è un fenomeno destinato all’aumento. Come biasimarli?
In Italia, per noi giovani, non c’è futuro, ma nel caso  si rientrasse  nella “Cricca”,  potrebbe scapparci pure la docenza di una cattedra universitaria…
La disoccupazione giovanile in Italia sale vorticosamente. Siamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Sempre più giovani emigrano, la cosiddetta fuga dei cervelli è in atto da decenni ed è un fenomeno destinato all’aumento. Come biasimarli?</em></p>
<p><em>In Italia, per noi giovani, non c’è futuro, ma <span id="more-472"></span>nel caso  si rientrasse  nella “Cricca”,  potrebbe scapparci pure la docenza di una cattedra universitaria…</em></p>
<p>La disoccupazione giovanile in Italia sale vorticosamente. Siamo sempre di più.</p>
<p>Diploma o laurea non fa differenza, le file all’ufficio di collocamento sono ogni giorno più lunghe.</p>
<p>La crisi economica pesa sulle spalle come un macigno e và  a braccetto con una crisi sociale sempre più evidente, che marca i confini tra chi fa parte di un mondo in cui la crisi, non sa nemmeno cos’è e chi ci fa i conti giorno dopo giorno.</p>
<p>Sarebbero troppi i casi da esporre, tuttavia si puo’ riflettere sui fatti più recenti.</p>
<p>Tenendo in considerazione che buona parte di “benestanti” nel nostro paese, sia coinvolta in inchieste e scandali da far accapponare la pelle e che si sarebbe arrivati a ridere di un terremoto perché visto come appetitosa fonte di possibili appalti e guadagni, emigrerei anch’io, domani mattina. Un altro cervello in fuga.</p>
<p>La riforma Gelmini “ammazza-cultura”, congiunta a sistemi clientelari dell’Università, al favoritismo e al conseguente accantonamento della meritocrazia sempre più evidente stanno portando alla tomba la cultura.</p>
<p>Nel frattempo pero’, c’è un esercito di piccole formiche che opera nel retroscena, è invisibile. Docenti e professori efficienti, ricercatori meritevoli, dottorandi, studenti e lavoratori, stagisti, diplomati e non che si sbattono per non fare qualcosa di buono e non far cadere questa nazione nel ridicolo.</p>
<p>Come sono ricompensati? Con nulla ma pare ci sia speranza, a sentire le possibilità offerte ad una 26enne fresca di diploma di laurea.</p>
<p>Sì perché pare che sia possibile acquisire addirittura un cattedra universitaria con un semplice diploma di laurea triennale. All&#8217;Università del San Raffaele, la giovane Barbara Berlusconi si è diplomata: laurea triennale in filosofia, tesi su Amartya Sen. Diligentemente discute la sua tesi e ne esce con il massimo dei voti. Fin qui, i miei migliori complimenti ad una ragazza in gamba!</p>
<p>Sapete cosa fa il rettore/amico Don Luigi Maira Verzè qualche ora dopo? Le offre giusto una cattedra ispirata alla sua tesi. Ci sono speranze anche per noi ragazzi!</p>
<p>Anzi no.</p>
<p>Non siamo tutti i figli di Silvio Berlusconi.</p>
<p>Una docente dell&#8217;Università San Raffaele dopo l’accaduto a dichiarato apertamente con una lettera indirizzata a Repubblica: “Intendo dissociarmi apertamente e pubblicamente da questa che ritengo una violazione non solo del principio della pari dignità formale degli studenti, non solo della forma e della sostanza di un atto pubblico quale una proclamazione di laurea, non solo della dignità di un corpo docente che il rettore dovrebbe rappresentare, ma anche dei requisiti etici di una istituzione universitaria d’eccellenza quale l’Università San Raffaele giustamente aspira a essere.”</p>
<p>La direzione comunicazione dell&#8217;Università precisa, da parte sua, che &#8220;non si deve gridare allo scandalo: qualcuno si meraviglia se alla Cattolica i docenti si sono in pratica tutti formati nelle file di quella Università? Chi frequenta don Luigi sa che egli considera i nostri discenti i nostri primi docenti e sa anche quanto a lui stia a cuore che il futuro di tutto il San Raffaele sia affidato preferibilmente a chi lo conosce meglio degli altri.&#8221;.</p>
<p>Che fine ha fatto la cultura?</p>
<p><strong><em>di Eleonora Pochi</em></strong></p>
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		<title>Vacanze in villaggio: la famiglia stacca la spina…!</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 14:15:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Extra Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Animatori]]></category>
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		<description><![CDATA[Una settimana&#8230; è questo lo spazio temporale che potevo concedermi con la mia famiglia in questo mese di luglio.
Dopo mesi di lavoro e responsabilità che attanagliano il nostro iter quotidiano, finalmente una breve pausa vacanziera. Mia figlia non ha dubbi: ”Scegliamo un villaggio!”. Quest’anno la nostra meta geografica è la Puglia ed il villaggio che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/07/Villaggio-Vacanze-Ostuni.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-466" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="Villaggio-Vacanze-Ostuni" src="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/07/Villaggio-Vacanze-Ostuni-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Una settimana&#8230; è questo lo spazio temporale che potevo concedermi con la mia famiglia in questo mese di luglio.</p>
<p>Dopo mesi di lavoro e responsabilità che attanagliano il nostro iter quotidiano, finalmente una breve pausa vacanziera. Mia figlia non ha dubbi: ”Scegliamo un villaggio!”. Quest’anno la nostra meta geografica è la Puglia ed il villaggio che ci incuriosisce è nei pressi di Ostuni, in provincia di Brindisi.</p>
<p>Arriviamo in aereo, in poche ore da <span id="more-464"></span>quando abbiamo chiuso l’uscio di casa siamo nella piazzetta del nostro villaggio, immerso nella natura con il bel mare del Salento protagonista.</p>
<p>Solite pratiche del check-in per avere la stanza e mi guardo intorno: ragazzi e ragazze con la maglietta dello stesso colore ci accolgono in ogni angolo del villaggio con un bel sorriso ed un “Ciao”.</p>
<p>Sono davvero molto giovani… penso… 18-20 anni. Hanno gli accenti di tutta Italia, così come i colori dei capelli, degli occhi e della loro pelle abbronzata nelle diverse gradazioni. Sinceramente osservo questi giovani con un occhio professionale anche se sono in vacanza e dovrei rilassarmi… sono un pedagogista clinico e docente: spesso lavoro con le persone e per le persone, in ambito di interventi educativi.</p>
<p>Durante tutta la settimana, sono stati loro , i ragazzi dell’equipe i nostri tutor della vacanza, ma soprattutto una gran parte di loro è stata impegnata ad  occuparsi dei nostri figli da zero a sedici anni: senza forzature né obblighi ma con l’entusiasmo di volersi avvicinare ai bambini e ragazzi per conoscerli e farsi conoscere, per stabilire una relazione ludico-sportiva ma non solo: educativa soprattutto.</p>
<p><a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/07/Villaggio-Vacanze-Ostuni1.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-469" title="Villaggio-Vacanze-Ostuni1" src="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/07/Villaggio-Vacanze-Ostuni1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Ho visto mia figlia di 10 anni e tanti altri bambini e ragazzi, circa trecento, alzarsi presto la mattina per andare a giocare a tennis con i compagni, poi scendere in spiaggia per la lezione di vela ma anche giocare con gli animatori e genitori tutti insieme e proseguire nel pomeriggio con altre attività sportive ma anche di musica ed arte per creare spettacoli serali di grande effetto coreografico e partecipazione emotiva da dedicare alle proprie famiglie.</p>
<p>Dopo due giorni, ho intercettato il capovillaggio, Andrea Asti, un Indiana Jones lombardo, in perenne movimento, patito della polenta, con due occhi da gatto spalancati sul mondo: “Stai svolgendo un lavoro splendido” gli ho detto ed ho aggiunto: ”Tutto ciò è possibile perché ci sei tu a motivare questi ragazzi del tuo staff… sono giovanissimi: hanno bisogno di una spalla per essere così responsabili ed attenti soprattutto verso i piccoli”.</p>
<p>Mi ha ringraziata: ”Se tu hai capito tutto ciò che c’è dietro alla nostra organizzazione, io sono contento perché vuol dire che questa è la strada verso cui si deve procedere… Tu sei in vacanza, tua figlia è in vacanza e noi lavoriamo in gruppo per questo obiettivo”. Mi saluta con una pacca sulle spalle: sale su una specie di jeep scoperta, strombazzando, diretto in spiaggia a portare frutta e menta fresca ai bagnanti.</p>
<p>E’ inutile dire che mia figlia ha pianto l’ultima sera della nostra vacanza. L’ho abbracciata a me, commossa per lei, di vederla viva di emozioni, anche se in quel momento tristi, tuttavia costruttive per la sua esperienza di persona in crescita. Ed ho ringraziato questi ragazzi davvero in gamba: il bullismo, l’apatia, gli eccessi non hanno accesso in questa struttura. Ci sono regole e disciplina ma tutto condiviso… ed è questo che rende questi ragazzi-animatori sorridenti, nonostante la stanchezza ed il poco sonno… Complimenti!</p>
<p>Io sono rientrata in città ma grazie a tutti voi mi sento ancora in vacanza&#8230; .!</p>
<p><em><strong>di Eleonora Volpe</strong></em></p>
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		<title>Giorno di ordinaria violenza a Roma</title>
		<link>http://www.abitarearoma.it/redazione/giorno-di-ordinaria-violenza-a-roma/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 08:22:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carbonaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[terremoto]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 7 luglio doveva essere una giornata particolare: lo è stato. L&#8217;aggettivo non rende merito a quello che sarebbe dovuto essere, visto che la “particolarità” della giornata era la strana coincidenza (non unica negli ultimi anni, peraltro) di due manifestazioni in poche centinaia di metri.
Dalle 10 della mattina piazza Montecitorio, sede del Parlamento, doveva essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/07/manifestazione-disabili-7-7-10-1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-448" title="manifestazione-disabili-7-7-10 (1)" src="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/07/manifestazione-disabili-7-7-10-1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il 7 luglio doveva essere una giornata particolare: lo è stato. L&#8217;aggettivo non rende merito a quello che sarebbe dovuto essere, visto che la “particolarità” della giornata era la strana coincidenza (non unica negli ultimi anni, peraltro) di due manifestazioni in poche centinaia di metri.</p>
<p>Dalle 10 della mattina piazza Montecitorio, sede del<span id="more-441"></span> Parlamento, doveva essere il luogo della manifestazione nazionale dei disabili, promossa dalle associazioni dei disabili FAND (Federazione Associazioni Nazionali Disabili) e FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell&#8217;Handicap) contro quella manovra che ridurrà  i loro pochi diritti, con una serie di tagli, e l&#8217;innalzamento dal 74 all&#8217;85% della soglia di invalidità per l&#8217;accesso all&#8217;assegno mensile di assistenza (256 euro).</p>
<p><a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/07/manifestazione-disabili-7-7-10-2.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-449" title="manifestazione-disabili-7-7-10 (2)" src="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/07/manifestazione-disabili-7-7-10-2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Già dalle prime ore però il disappunto cresceva. Di piazza Montecitorio ai tanti partecipanti era stato destinato un angolo ad almeno 50 metri dall&#8217;ingresso della Camera, luogo diventato ormai quasi di culto per la sua impenetrabilità.</p>
<p>La logistica non studiata da chi di dovere non aveva di fatto preso in considerazione le centinaia di carrozzelle presenti nelle vie del centro, perlopiù sotto un sole di Roma che ha fatto il resto.</p>
<p><a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/07/manifestazione-disabili-7-7-10-3.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-450" title="manifestazione-disabili-7-7-10 (3)" src="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/07/manifestazione-disabili-7-7-10-3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>In piazza presenti così molte persone, gran parte affette da handicap fisici, con relativi accompagnatori, più cittadini e persone che hanno voluto dare il loro contributo, tra le sigle della sinistra, l&#8217;Italia dei Valori, con la presenza di Antonio Di Pietro ed altre forze, quali il Movimento per Roma di Michele Baldi.</p>
<p>Verso le 11,30 del mattino, spostandosi di solo 200 metri da piazza Montecitorio, direzione via del Corso, ecco nel frattempo comparire la folta rappresentanza dei cittadini de L&#8217;Aquila.</p>
<p><a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/07/manifestazione-disabili-7-7-10-4.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-451" title="manifestazione-disabili-7-7-10 (4)" src="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/07/manifestazione-disabili-7-7-10-4-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Per qualche minuto mi fermo così a capire cosa sta arrivando da piazza Venezia, ripensando ad una scena vista solamente un&#8217;ora prima.</p>
<p>Per chi è pratico della città e dei suoi vicoli, sa bene che a pochi passi dal Campidoglio, in poche centinaia di metri troviamo Palazzo Grazioli del PDL, la Camera dei Deputati e, più internamente, il Senato della Repubblica.</p>
<p>Ingenuamente mi dirigo in direzione Palazzo Grazioli per arrivare a piazza Montecitorio, ma noto che una schiera folta come non mai di forze dell&#8217;ordine, impedisce persino il passaggio a piedi nel raggio del palazzo del PDL, impedendo anche a degli ignari turisti l&#8217;attraversamento. Da lì a neanche cento metri, vedo che, oltre essere bloccato il passaggio in quella zona, è bloccato anche l&#8217;ingresso delle auto per tutta via del Corso, con schiere di forze dell&#8217;ordine intente a presidiare.</p>
<p><a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/07/manifestazione-disabili-7-7-10-5.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-452" title="manifestazione-disabili-7-7-10 (5)" src="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/07/manifestazione-disabili-7-7-10-5-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Per le 11,30 il tutto è ancor più forzato: quattro linee di gruppi celere impediscono il passaggio ai mezzi per via del Corso, ma, cosa ancor più incredibile, tutti i gruppi sono pronti in assetto anti sommossa, caschi su e scudi in mano.</p>
<p>L&#8217;inevitabile è così accaduto, tutto era troppo prevedibile: gli aquilani, sempre più esausti della situazione che giornalmente vivono, riescono ad oltrepassare il blocco di via del Corso, tentando, come gran parte delle manifestazioni, di arrivare a quella piazza Montecitorio, dove loro altro non voglio che urlare a gran voce le loro ragioni.</p>
<p><a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/07/manifestazione-disabili-7-7-10.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-454" title="manifestazione-disabili-7-7-10" src="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/07/manifestazione-disabili-7-7-10-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il resto è invece, tristemente, storia nota: tre ragazzi vengono feriti alla testa, scene di panico, soprattutto di panico allargato, visto che le notizie di quello che stava succedendo arriva anche ai manifestanti di piazza Montecitorio, tra cui scatta il panico ed il terrore (“non è che adesso ci bastonano anche a noi?”).</p>
<p>Storie tutte italiane.</p>
<p><em><strong>di Mauro Carbonaro</strong></em></p>
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		<title>Ogni bacio una rivoluzione, lo slogan del Roma Gay Pride 2010</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 08:15:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Extra Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[Gay Pride]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;appuntamento era per tutti alle ore 16.30 del 3 luglio alla Piramide, dove con  carri,  musica, colori e l&#8217;energia del Roma Pride 2010, il corteo ha attraversato il cuore della Capitale raggiungendo piazza Venezia (angolo piazza Madonna di Loreto), passando accanto alla Gay Street.
Prima dell&#8217;inizio della manifestazione i tre portavoce del Roma Pride, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/07/Gay-Pride-2010-o-9.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-460" title="Gay Pride 2010 o (9)" src="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/07/Gay-Pride-2010-o-9-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>L&#8217;appuntamento era per tutti alle ore 16.30 del 3 luglio alla Piramide, dove con  carri,  musica, colori e l&#8217;energia del Roma Pride 2010, il corteo ha attraversato il cuore della Capitale raggiungendo piazza Venezia (angolo piazza Madonna di Loreto), passando accanto alla Gay Street.<br />
Prima dell&#8217;inizio<span id="more-438"></span> della manifestazione i tre portavoce del Roma Pride, Mattia Cinquegrani, Luana Ricci ed Esther Ascione hanno deposto una corona di fiori al monumento ai caduti dedicato alle vittime del nazifascismo in porta San Paolo, in memoria di tutte le vittime dell&#8217;omofobia, della transfobia e della violenza.</p>
<p>Maschere, veli, turbanti e tacchi da capogiro e poi baci appassionati scambiati alla luce del sole e &#8220;rivendicazione di diritti negati&#8221;. Eccolo il Roma Pride 2010, la parata dell&#8217;orgoglio gay che per la prima volta quest&#8217;anno ha attraversato via di San Giovanni in Laterano, la &#8220;gay street&#8221; vicino al Colosseo.</p>
<p>La manifestazione romana è cominciata con un bacio collettivo tra i manifestanti, poi la partenza del corteo.</p>
<p>Centomila i partecipanti, secondo gli organizzatori. Un bacio collettivo e uno slogan: &#8220;Ogni bacio è una rivoluzione&#8221;. Il perché lo hanno spiegato gli organizzatori, tra cui Fabrizio Marrazzo (presidente dell&#8217;Arcigay Roma) e Imma Battaglia (di Gay Project), oltre a Vladimir Luxuria e ad alcuni esponenti politici del Partito Democratico e di Sinistra Ecologia e Libertà.<br />
&#8220;Abbiamo scelto questo slogan &#8211; ha detto Marrazzo &#8211; perché a Roma diverse persone omosessuali sono state aggredite solo perché si baciavano in pubblico. Questo bacio collettivo è un inno alla libertà di amare e di vivere&#8221;.<br />
La giornata del Gay Pride si era aperta proprio con un ennesimo tentativo di aggressione agli omosessuali: nella notte al Gay Village, ignoti hanno lanciato dei petardi nell&#8217;area del villaggio ferendo lievemente due persone.</p>
<p>Il Roma Pride ha avuto anche un suo manifesto politico: il riconoscimento dei matrimoni civili tra gay e la possibilità di adottare bambini; una legge contro l&#8217;omofobia e la trasfobia; la lotta a tutte le discriminazioni anche attraverso l&#8217;informazione nelle scuole; la tutela della salute.<br />
&#8220;Quello che ci manca in Italia &#8211; ha spiegato il presidente di Arcigay Roma &#8211; è la possibilità di vivere con naturalezza e tranquillità la nostra affettività, tant&#8217;é che solo a Roma diverse persone sono state aggredite solo perché si stavano baciando in pubblico.</p>
<p>Il corteo è stato animato dalla musica diffusa ad alto volume dai carri, dalle danze e dai travestimenti più originali.</p>
<p>Tanti cartelli contro il Vaticano: &#8220;Natzinger aggredisce i gay&#8221;, &#8220;Il Vaticano reliquia fascista&#8221;. E neanche la pioggia, che ha bagnato i manifestanti per circa un&#8217;ora, è riuscita a spegnerne gli entusiasmi: &#8216;E&#8217; un&#8217;esplosione d&#8217;amore &#8211; gridano in coro &#8211; Roma è gay&#8221;.</p>
<p>A margine del Pride due polemiche politiche.<br />
&#8220;Serve un morto prima di fare una legge contro l&#8217;omofobia? &#8211; si è chiesta durante una pausa Vladimir Luxuria -. Non è una legge per favorire i gay, le lesbiche o i trans ma è una legge di civiltà. Se non si riesce a mettersi d&#8217;accordo nemmeno contro la violenza, come si può pensare di fare dei passi in avanti?&#8221;.</p>
<p>Vladimir Luxuria, citando una celebre battuta del film &#8220;Priscilla&#8221;, ha esortato gli autori del lancio di petardi di sabato notte al Gay Village di farne un &#8220;uso più consapevole&#8221;. &#8220;Quei petardi &#8211; ha detto &#8211; schiaffateveli li così, sarà l&#8217;unico scoppio che sentirete nella vostra vita&#8221;.</p>
<p>Luxuria è poi tornata a parlare del caso del consigliere provinciale del Pdl Zaccai: &#8220;Voglio dare il mio attestato di solidarietà al consigliere Zaccai che ha fatto un comizio sentendosi a metà tra Mussolini ed Evita Peron o forse perché era a San Giovanni credeva di stare al Family day. Questo episodio però &#8211; ha continuato l&#8217;ex parlamentare &#8211; non è né grave né divertente. E&#8217; solo ridicola l&#8217;ipocrisia di chi predica bene e razzola male&#8221;.<br />
Infine Luxuria ha lanciato un appello all&#8217;unità in vista dell&#8217;Europride del 2011: &#8220;il Pride non si attacca, un Pride diviso non è un Pride. Dobbiamo presentarci uniti all&#8217;appuntamento europeo&#8221;.</p>
<p>La manifestazione si conclude con un  &#8220;Roma ama i gay&#8221;" in un tripudio di applausi e cori inneggianti gli amori liberi e universali!</p>
<p><em><strong>di Gaetano Di Staso</strong></em></p>
<p><em><strong>
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		<title>Sei nuove macchine mangia-vetro a Roma</title>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 13:21:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tarullo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roma continua la sua battaglia contro il degrado ambientale, provocato dalla movida notturna in alcune delle più belle piazze della città, presentando proprio nel luogo di maggior affluenza nelle ore notturne, piazza Campo de&#8217; Fiori, il progetto &#8220;Adotta una Piazza&#8221;.
L&#8217;iniziativa, lanciata il 25 maggio dai Presidenti del I e III municipio Orlando Corsetti e Dario [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/05/mangiavetro.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-435 alignright" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="mangiavetro" src="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/05/mangiavetro-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Roma continua la sua battaglia contro il degrado ambientale, provocato dalla movida notturna in alcune delle più belle piazze della città, presentando proprio nel luogo di maggior affluenza nelle ore notturne, piazza Campo de&#8217; Fiori, il progetto &#8220;Adotta una Piazza&#8221;.<br />
L&#8217;iniziativa, lanciata il <span id="more-434"></span>25 maggio dai Presidenti del I e III municipio Orlando Corsetti e Dario Marcucci, vede l&#8217;arrivo di sei nuove macchine &#8220;mangia-vetro&#8221; in 4 delle principali piazze della capitale.<br />
Come fu per il grandissimo successo riscosso per la prima macchina, sperimentata in piazza dell&#8217;Immacolata a San Lorenzo, anche per i nuovi prototipi con un semplice gesto la bottiglia vuota verrà triturata e la macchina emetterà uno scontrino omaggio, che consente di avere uno sconto alla cassa nell&#8217;esercizio presso cui è collocata la macchina.<br />
Un incentivo in più per i consumatori stimolati a non abbandonare le bottiglie vuote in strada ed anche per gli esercenti che hanno accolto l&#8217;iniziativa con entusiasmo manifestando sensibilità verso uno dei problemi più sofferti dai residenti.</p>
<p>Le macchine &#8220;mangia-vetro&#8221;, prodotte dalla Tritech Division di Vicenza, composte da un apposito contenitore carrellato posto all&#8217;interno della macchina sono in grado di ricevere fino a 350 bottiglie frantumate.</p>
<p>Primi sostenitori commerciali del progetto &#8220;Adotta una Piazza&#8221; sono Birra Peroni SPA, che oltre a piazza Campo de&#8217; Fiori, si occuperà di piazza Bologna e piazza dell&#8217;Immacolata a San Lorenzo e  la Federazione Italiana dei Distributori di Bevande &#8220;Italgrob&#8221; che adotterà largo degli Osci a San Lorenzo.</p>
<p>Giuseppe Cuzziol, Presidente di Italgrob, ha affermato: &#8220;Aderiamo a questo progetto per contribuire a risolvere un problema immediato del comune di Roma, ma anche perché lo riteniamo propedeutico al ritorno del contenitore a rendere, all&#8217;interno del canale Ho.Re.Ca.&#8221;</p>
<p>Italgrob, infatti, insieme a Birra Peroni e ad altri partner, fa parte del Consiglio del progetto Vetro Indietro: una proposta di rilancio del vuoto a rendere in Italia destinata a contribuire sensibilmente alla risoluzione di problematiche socio-ambientali come la gestione e lo smaltimento dei rifiuti e l&#8217;impatto ambientale delle materie plastiche, avvalorata da un Disegno di Legge in questo momento al vaglio di Senato e Parlamento.</p>
<p>Per il III Municipio di Roma si tratta di un importante traguardo raggiunto: dopo il successo del test di esercizio il progetto è maturo per essere adottato in tutto il territorio della Capitale e non solo.</p>
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		<title>Zairo, primo film interattivo. Ed è italiano</title>
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		<pubDate>Wed, 19 May 2010 08:26:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Faiella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Il primo film interattivo della storia del cinema è italiano. È una vera spy-story e si intitola Zairo. La geniale idea di creare un connubio tra cinematografia e intrattenimento, che desse la possibilità allo spettatore di interagire con la proiezione, è venuta, manco a dirlo, a un napoletano d&#8217;hoc: Massimiliano Farace.
Il produttore partenopeo, insieme al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il primo film interattivo della storia del cinema è italiano. È una vera spy-story e si intitola Zairo. La geniale idea di creare un connubio tra cinematografia e intrattenimento, che desse la possibilità allo spettatore di interagire con la proiezione, è venuta, manco a dirlo, a un napoletano d&#8217;hoc: Massimiliano Farace.</p>
<p>Il produttore partenopeo, insieme al <span id="more-430"></span>gruppo fondatore dell&#8217;Atlantica Production e al regista Antonio Centomani, hanno dato vita ad un innovativo format mediatico denominato “GAME” (Great Action Movie Entertainment). GAME ha il pregio di unire in un videogioco, tecnologia, capacità narrativa e cinema.</p>
<p>«La televisione &#8211; spiega Farace &#8211; prolifera di format incentrati sulla partecipazione attiva del telespettatore, come i reality, dotati di strumenti d&#8217;interazione tipo il “televoto”. Game è un innovativo progetto di cinema interattivo mai realizzato prima d&#8217;ora, che va oltre la passività mediatica e che crea una vera e propria interattività fra il film e lo spettatore».</p>
<p>La pellicola, la cui regia è di Centomani, annovera tra i protagonisti, insieme allo stesso Farace nei panni del protagonista, l&#8217;agente Zairo, anche la splendida Alessia Fabiani, Gianpa Serino, Luca Riemma e la sempre affascinante Claudia Gerini.</p>
<p>Il genere è poliziesco e si sviluppa intorno alle vicende di Zairo, figlio adottivo di Mister Lian, un influente uomo d&#8217;affari cinese, e del fratello Daniel. Alla morte del padre, che era anche uno dei quattro boss della più importante organizzazione criminale cinese, la Stella Nera, Zairo e suo fratello prendono strade diverse: il primo entra in polizia; il secondo fugge con l&#8217;aiuto di una gang albanese e diviene informatore di suo fratello.</p>
<p>“Vivi il tuo gioco, fai la tua scelta”. Questo è lo slogan. Lo spettatore-giocatore, dopo aver inserito il DVD in un qualsiasi lettore, con il telecomando potrà scegliersi la sceneggiatura, cambiando le vicende di uno dei protagonisti, creando così una trama e un finale diversi.</p>
<p>«Il film &#8211; racconta Centomani &#8211; è ambientato a Bologna, Napoli, sulle Alpi e in altre location. Per realizzarlo ci sono voluti ben quattordici mesi, tra produzione, post produzione, effetti speciali, montaggio, sonorizzazione e doppiaggio».</p>
<p>Zairo “il primo giorno”, è l&#8217;episodio numero uno di una serie televisiva di dodici episodi già in distribuzione in trentottomila edicole situate in tutta Italia (aeroporti, centri commerciali, stazioni e autogrill). Ma non è finita qui. A breve sarà pronto il libro dedicato all&#8217;affascinante e un po&#8217; tenebroso poliziotto Zairo, che qualcuno ha già paragonato al Dylan Dog di Tiziano Sclavi.</p>
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		<title>Le avventure nella giungla</title>
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		<pubDate>Fri, 14 May 2010 15:13:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Extra Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[avventura]]></category>
		<category><![CDATA[giungla]]></category>
		<category><![CDATA[Guyana]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche stavolta si prende il mezzo più comune nella giungla della Guyana, anche se il piroghiere sembra un poco &#8220;strano&#8221;.
Comunque l&#8217;abbiglimento, la tenuta e lo sfondo non lasciano dubbi, si va nella giungla profonda.
Tanto per comunciare alcune stranezze, un albero detto &#8220;wapa&#8221; con le sue strane bacche, non commestibili, a forma di sciabola e penzolanti.
Dopo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche stavolta si prende il mezzo più comune nella giungla della Guyana, anche se il piroghiere sembra un poco &#8220;strano&#8221;.<br />
Comunque l&#8217;abbiglimento, la tenuta e lo sfondo non lasciano dubbi, si va nella giungla profonda.</p>
<p>Tanto per comunciare alcune stranezze, un <span id="more-428"></span>albero detto &#8220;wapa&#8221; con le sue strane bacche, non commestibili, a forma di sciabola e penzolanti.</p>
<p>Dopo tanto viaggiare si arriva al luogo di destinazione, il grand hotel della foresta, quello che si vede é il ristorante, ma quello che non si puo vedere é il nulla che circonda questo posto per almeno 30 km.</p>
<p>Questo comunque non impedisce di gustare la frutta tropicale, papaya ed ananas.</p>
<p>Dopo un meritato pisolino nella &#8220;stanza d&#8217;albergo&#8221;, niente porte e niente finestre, la notte fino alle 22 siamo stati in compagnia delle scimmie urlatrici.</p>
<p>La mattina giro in foresta con la nostra guida, non é strano é un vero indios, che ci mostra dei frutti locali, quello é il cacao riviere che ha il sapore delle nostre fave, ma soprattutto mostra quanto é bravo con il machete!</p>
<p>E allora conviene farselo amico, anche per via della sua larghezza di  spalle.<br />
Nel dubbio ci fa assaggiare altra frutta, pomme liane, ottima.</p>
<p>Oramai abbiamo finito si torna in città, ma prima di andare via ci accorgiamo che nella nostra stanza avevamo un ospite in più, una simpatica jula, lunga circa 30 cm, innocua.</p>
<p>Saluti a tutti</p>
<p>PS: di roma e lazie parleremo in seguito&#8230;.</p>
<p><em><strong>Roberto Blasi</strong></em></p>
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		<title>La Lazio che fa arrabbiare la Roma</title>
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		<pubDate>Thu, 06 May 2010 10:47:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piervenanzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Coppa Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[tifoserie]]></category>

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		<description><![CDATA[Una Roma troppo nervosa perde la Coppa Italia
Tutto comincia con il derby vinto dalla Roma, fortunosamente, poi pollice verso e rissa in campo. I laziali vedono lo scudetto nelle maglie dei cugini. Matura la rabbia con se stessi per il rigore di Floccari che non chiude la gara.
Ed in città i giallorossi sfottono i cugini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Una Roma troppo nervosa perde la Coppa Italia</strong></em></p>
<p><a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/05/Totti.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-421 alignright" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="Totti" src="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/05/Totti-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Tutto comincia con il derby vinto dalla Roma, fortunosamente, poi pollice verso e rissa in campo. I laziali vedono lo scudetto nelle maglie dei cugini. Matura la rabbia con se stessi per il rigore di Floccari che non chiude la gara.</p>
<p>Ed in città i giallorossi sfottono i cugini senza controllarsi nemmeno un po&#8217;.</p>
<p>I laziali si riorganizzano,aspettano in silenzio la sfida Roma-Samp. A Roma si dice &#8220;sul trespolo&#8221;, a fare il &#8220;gufo&#8221;, e i biancocelesti quello fanno,  sognando un regalo dalla ditta Cassano-Pazzini. Il dono arriva puntuale, i due gioielli doriani mettono a tappeto la Roma e il 60% della città tifosa. La Curva Nord rimedia ossigeno e <span id="more-420"></span>apprezza il gesto amico targato Sampdoria. La Roma accusa il colpo, cominciano i calcoli e i rumori attorno ai confronti Parma-Roma e Lazio-Inter. I biancocelesti vincenti a Genoa, nella giornata di Roma-Samp mettono al sicuro la propria classifica e possono giocare quasi in libertà la gara con i nerazzurri di Milano.</p>
<p>Giunge da Bergamo la notizia che l&#8217;Atalanta si ferma davanti al Bologna che strappa un pari. Semaforo verde, &#8220;Lazio fai quello che vuoi&#8221;. E&#8217; domenica sera, la partita è clou, quella da giocare davanti agli occhi del mondo: la Lazio con l&#8217;Inter deve giocare per un calcio etico. Questo le chiedono i moralisti, gli stessi che reputano il pollice verso esultanza regolare. La gara finisce con la vittoria dei nerazzurri.</p>
<p>Il mondo del pallone si scandalizza. I laziali arroccati si stringono uniti e compatti e difendono la propria squadra e la loro scelta di campo. La Roma si innervosisce, forse aspetta l&#8217;Inter, sognando un&#8217;inconscia resa dei conti per aver flirtato coi cugini. Arriviamo a ieri sera, è di scena la finale. Burdisso, Mexes, Taddei, nervosissimi, sono il termometro dello stato di salute che non c&#8217;è. Poi arriva Totti, e quel calcio inaccettabile a &#8220;Mario&#8221;. Altra rissa finale con invasione di campo. Tra poco nelle radio e sui giornali si dirà: è colpa della Lazio.</p>
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		<title>Roma, forse è la fine di un sogno</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Apr 2010 13:29:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Extra Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>

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		<description><![CDATA[Cross di Cassano e  gol di Pazzini. La Samp pareggia. La Roma accusa il colpo. Non ha più la testa. Le gambe non c&#8217;erano già  più, avevano dato tutto nel primo tempo ma non avevano chiuso la gara quando doveva esser chiusa, dopo che Totti aveva fatto il possibile con una prodezza delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/04/Roma-Sampdoria-de-rossi-delusione.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-418" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="Roma-Sampdoria-de-rossi-delusione" src="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/04/Roma-Sampdoria-de-rossi-delusione-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Cross di Cassano e  gol di Pazzini. La Samp pareggia. La Roma accusa il colpo. Non ha più la testa. Le gambe non c&#8217;erano già  più, avevano dato tutto nel primo tempo ma non avevano chiuso la gara quando doveva esser chiusa, dopo che Totti aveva fatto il possibile con una prodezza delle sue.</p>
<p>Raddoppio di Pazzini che approfitta di una Roma ormai stremata e che intravede lo spettro della fine di un sogno.</p>
<p>E&#8217; un capolinea tristissimo quello che attende la gente giallorossa.</p>
<p>Occorre scendere e abbandonare quel sogno che <span id="more-415"></span>sembrava essere alla portata.</p>
<p>Come te lo spieghi questo epilogo? Se si utilizza la ragione ci si rende conto che la squadra era a corto di fiato da tempo. Il derby vinto immeritatamente aveva nascosto questa dura verità. E forse ha illuso chi pensava che la squadra potesse inseguire il sogno.</p>
<p>Se invece, abbandonato il raziocinio ci si lascia guidare dal magico, forse i pollici versi, “ i pianti di gioia”  dei pomeriggi di De Rossi quando la Lazio perdeva non portano poi forse tanta fortuna.</p>
<p>Quel godere “a bestia” dopo l&#8217;errore di Floccari, senza ammettere di aver vinto grazie alla dea bendata ha alimentato tanto veleno “sportivo”  che in città era respirabile, da chi ha naso capace di odorare l&#8217;umore dei rivali.</p>
<p>Indicare la serie B  alla squadra con cui condividi la città  forse non aiuta e scaramanticamente è una sfida nei confronti del destino.</p>
<p>Se poi scemano le forze fisiche  il cocktail indigesto è pronto.</p>
<p>Nella vita occorrono forse maggior saggezza, senso della misura e silenzio propizio per raggiungere traguardi. Mai ostentare forza e certezza della vittoria. L&#8217;insidia è sempre dietro l&#8217;angolo.</p>
<p><em><strong>di Marco Piervenanzi</strong></em></p>
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		<title>È successo. È tutto magnificamente successo. La Roma è prima</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 15:32:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Extra Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[campionato]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[scudetto]]></category>

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		<description><![CDATA[“Oh, mamma mia! Che è successo? Vedo la gente totalmente impazzita. Fatemi un cenno, ditemi qualcosa. Ah, un rigore sbagliato dall&#8217;Inter”. Così Carlo Zampa in Roma-Atalanta, domenica 11 maggio 2008. Materazzi, a San Siro, con Inter-Siena sul due a due, si è fatto parare il rigore-scudetto dal portiere toscano, Alex Manninger. Festa rimandata per i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/04/Roma-esultanza-post-partita.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-413" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="Roma-esultanza-post-partita" src="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/04/Roma-esultanza-post-partita-150x150.jpg" alt="Roma-esultanza-post-partita" width="150" height="150" /></a>“Oh, mamma mia! Che è successo? Vedo la gente totalmente impazzita. Fatemi un cenno, ditemi qualcosa. Ah, un rigore sbagliato dall&#8217;Inter”. Così Carlo Zampa in Roma-Atalanta, domenica 11 maggio 2008. Materazzi, a San Siro, con Inter-Siena sul due a due, si è fatto parare il rigore-scudetto dal portiere toscano, Alex Manninger. Festa rimandata per i nerazzurri. Dovranno aspettare l&#8217;ultima giornata.</p>
<p>Stesso stadio. Stesso avversario. Stessa gente impazzita. Questa volta però, esultiamo in <span id="more-410"></span>maniera diversa. Quell&#8217;anno il sogno tricolore sarebbe durato un&#8217;altra piccola settimana, per poi miseramente dissolversi del tutto a Catania.</p>
<p>Questa volta Roma-Atalanta è tutta un&#8217;altra storia. L&#8217;Inter ha giocato sabato: 2-2 a Firenze. Al Franchi il tanto temuto “biscotto” non è stato sfornato. Gli arbitri sembrano non avere più molti riguardi per l&#8217;Inter. Qualcosa sta cambiando. Si avverte anche nella capitale. Migliaia di persone intasano le ricevitorie per conquistare il tanto ambito biglietto. Tutti all&#8217;Olimpico, il luogo per eccellenza dove si corre, si tifa, si gioisce e si soffre. È dal 2002 che la Roma non assapora il primato nel girone di ritorno.</p>
<p>Facce serene, sciarpe al collo e un timido sorriso. Potrebbe succedere, ma ancora stiamo lì, un punto sotto. Sono tante le batoste subite. Alcune brucianti, come dagli undici metri nelle coppe. Altre sfiancanti, come le inutili corse scudetto sfumate per un niente. Questo pomeriggio potrebbe accadere l&#8217;impensabile.</p>
<p>L&#8217;Olimpico è stracolmo. Si canta Roma, Roma. Si ricordano il Roscio e il Coca-Cola. Ci siamo. È arrivata l&#8217;ora. Calcio d&#8217;inizio.</p>
<p>E&#8217; dell&#8217;Atalanta il primo tiro, ma dopo soli dodici minuti super-Mirko fa cinquanta con la Roma: tiro da lontano, Consigli non trattiene… E PALLA IN RETE!</p>
<p>Si esulta, si urla. Calma! È appena l&#8217;inizio. Siamo al minuto di gioco ventisettesimo. Cassetti fa sbocciare un sorriso pieno sul viso dei settantamila giallorossi. Assist dell&#8217;immenso Francesco; Marco si trova lì, davanti al portiere dell&#8217;Atalanta. Colpo di testa… RETE! È il due a zero.</p>
<p>Si canta. Si sente già aria di derby. Un sogno impossibile fino a due mesi fa, si sta ora realizzando.</p>
<p>Nella ripresa ritornano i fantasmi del passato. L&#8217;attaccante atalantino Tiribocchi, sfruttando un errato disimpegno di Riise, dopo soli otto minuti della ripresa, segna il gol che riapre la partita.</p>
<p>“No! Non può succedere anche questa volta &#8211; recitano in coro tutti i giallorossi &#8211; Non può svanire un sogno tanto atteso”.</p>
<p>Scorrono i minuti, lenti. Sembrano ore, giorni. Volti consumati dalla tensione. Ogni attacco bergamasco è un colpo al cuore per i romanisti. Ci siamo. È il novantesimo. Tre minuti di recupero: “Dai, questa volta ce la possiamo fare &#8211; grida unanime il popolo &#8211; Fischia Rocchi, fischia!”.</p>
<p>E&#8217; finita! Sorpasso. La Roma è prima. I giocatori sotto la curva a prendersi i meritati applausi. Di questi tempi è diventata una divina consuetudine.</p>
<p>Qualcosa sta cambiando. Si sente nell&#8217;aria, si respira all&#8217;Olimpico. Ora dipende tutto da noi.</p>
<p>“Oh, mamma mia! Che è successo? Vedo la gente totalmente impazzita. Fatemi un cenno, ditemi qualcosa”.</p>
<p>La Roma è prima Carlé. Tutti ci guardano con il naso in su&#8217;. E ci invidiano.</p>
<p><em><strong>di Lorenzo De Santis</strong></em></p>
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