È successo. È tutto magnificamente successo. La Roma è prima
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“Oh, mamma mia! Che è successo? Vedo la gente totalmente impazzita. Fatemi un cenno, ditemi qualcosa. Ah, un rigore sbagliato dall’Inter”. Così Carlo Zampa in Roma-Atalanta, domenica 11 maggio 2008. Materazzi, a San Siro, con Inter-Siena sul due a due, si è fatto parare il rigore-scudetto dal portiere toscano, Alex Manninger. Festa rimandata per i nerazzurri. Dovranno aspettare l’ultima giornata.
Stesso stadio. Stesso avversario. Stessa gente impazzita. Questa volta però, esultiamo in maniera diversa. Quell’anno il sogno tricolore sarebbe durato un’altra piccola settimana, per poi miseramente dissolversi del tutto a Catania.
Questa volta Roma-Atalanta è tutta un’altra storia. L’Inter ha giocato sabato: 2-2 a Firenze. Al Franchi il tanto temuto “biscotto” non è stato sfornato. Gli arbitri sembrano non avere più molti riguardi per l’Inter. Qualcosa sta cambiando. Si avverte anche nella capitale. Migliaia di persone intasano le ricevitorie per conquistare il tanto ambito biglietto. Tutti all’Olimpico, il luogo per eccellenza dove si corre, si tifa, si gioisce e si soffre. È dal 2002 che la Roma non assapora il primato nel girone di ritorno.
Facce serene, sciarpe al collo e un timido sorriso. Potrebbe succedere, ma ancora stiamo lì, un punto sotto. Sono tante le batoste subite. Alcune brucianti, come dagli undici metri nelle coppe. Altre sfiancanti, come le inutili corse scudetto sfumate per un niente. Questo pomeriggio potrebbe accadere l’impensabile.
L’Olimpico è stracolmo. Si canta Roma, Roma. Si ricordano il Roscio e il Coca-Cola. Ci siamo. È arrivata l’ora. Calcio d’inizio.
E’ dell’Atalanta il primo tiro, ma dopo soli dodici minuti super-Mirko fa cinquanta con la Roma: tiro da lontano, Consigli non trattiene… E PALLA IN RETE!
Si esulta, si urla. Calma! È appena l’inizio. Siamo al minuto di gioco ventisettesimo. Cassetti fa sbocciare un sorriso pieno sul viso dei settantamila giallorossi. Assist dell’immenso Francesco; Marco si trova lì, davanti al portiere dell’Atalanta. Colpo di testa… RETE! È il due a zero.
Si canta. Si sente già aria di derby. Un sogno impossibile fino a due mesi fa, si sta ora realizzando.
Nella ripresa ritornano i fantasmi del passato. L’attaccante atalantino Tiribocchi, sfruttando un errato disimpegno di Riise, dopo soli otto minuti della ripresa, segna il gol che riapre la partita.
“No! Non può succedere anche questa volta – recitano in coro tutti i giallorossi – Non può svanire un sogno tanto atteso”.
Scorrono i minuti, lenti. Sembrano ore, giorni. Volti consumati dalla tensione. Ogni attacco bergamasco è un colpo al cuore per i romanisti. Ci siamo. È il novantesimo. Tre minuti di recupero: “Dai, questa volta ce la possiamo fare – grida unanime il popolo – Fischia Rocchi, fischia!”.
E’ finita! Sorpasso. La Roma è prima. I giocatori sotto la curva a prendersi i meritati applausi. Di questi tempi è diventata una divina consuetudine.
Qualcosa sta cambiando. Si sente nell’aria, si respira all’Olimpico. Ora dipende tutto da noi.
“Oh, mamma mia! Che è successo? Vedo la gente totalmente impazzita. Fatemi un cenno, ditemi qualcosa”.
La Roma è prima Carlé. Tutti ci guardano con il naso in su’. E ci invidiano.
di Lorenzo De Santis
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