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	<title>Redazione &#187; Viaggi</title>
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	<description>Blog a cura dei redattori del giornale online www.abitarearoma.net</description>
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		<title>Vacanze in villaggio: la famiglia stacca la spina…!</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 14:15:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Extra Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una settimana&#8230; è questo lo spazio temporale che potevo concedermi con la mia famiglia in questo mese di luglio. Dopo mesi di lavoro e responsabilità che attanagliano il nostro iter quotidiano, finalmente una breve pausa vacanziera. Mia figlia non ha dubbi: ”Scegliamo un villaggio!”. Quest’anno la nostra meta geografica è la Puglia ed il villaggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/07/Villaggio-Vacanze-Ostuni.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-466" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="Villaggio-Vacanze-Ostuni" src="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/07/Villaggio-Vacanze-Ostuni-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Una settimana&#8230; è questo lo spazio temporale che potevo concedermi con la mia famiglia in questo mese di luglio.</p>
<p>Dopo mesi di lavoro e responsabilità che attanagliano il nostro iter quotidiano, finalmente una breve pausa vacanziera. Mia figlia non ha dubbi: ”Scegliamo un villaggio!”. Quest’anno la nostra meta geografica è la Puglia ed il villaggio che ci incuriosisce è nei pressi di Ostuni, in provincia di Brindisi.</p>
<p>Arriviamo in aereo, in poche ore da <span id="more-464"></span>quando abbiamo chiuso l’uscio di casa siamo nella piazzetta del nostro villaggio, immerso nella natura con il bel mare del Salento protagonista.</p>
<p>Solite pratiche del check-in per avere la stanza e mi guardo intorno: ragazzi e ragazze con la maglietta dello stesso colore ci accolgono in ogni angolo del villaggio con un bel sorriso ed un “Ciao”.</p>
<p>Sono davvero molto giovani… penso… 18-20 anni. Hanno gli accenti di tutta Italia, così come i colori dei capelli, degli occhi e della loro pelle abbronzata nelle diverse gradazioni. Sinceramente osservo questi giovani con un occhio professionale anche se sono in vacanza e dovrei rilassarmi… sono un pedagogista clinico e docente: spesso lavoro con le persone e per le persone, in ambito di interventi educativi.</p>
<p>Durante tutta la settimana, sono stati loro , i ragazzi dell’equipe i nostri tutor della vacanza, ma soprattutto una gran parte di loro è stata impegnata ad  occuparsi dei nostri figli da zero a sedici anni: senza forzature né obblighi ma con l’entusiasmo di volersi avvicinare ai bambini e ragazzi per conoscerli e farsi conoscere, per stabilire una relazione ludico-sportiva ma non solo: educativa soprattutto.</p>
<p><a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/07/Villaggio-Vacanze-Ostuni1.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-469" title="Villaggio-Vacanze-Ostuni1" src="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/07/Villaggio-Vacanze-Ostuni1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Ho visto mia figlia di 10 anni e tanti altri bambini e ragazzi, circa trecento, alzarsi presto la mattina per andare a giocare a tennis con i compagni, poi scendere in spiaggia per la lezione di vela ma anche giocare con gli animatori e genitori tutti insieme e proseguire nel pomeriggio con altre attività sportive ma anche di musica ed arte per creare spettacoli serali di grande effetto coreografico e partecipazione emotiva da dedicare alle proprie famiglie.</p>
<p>Dopo due giorni, ho intercettato il capovillaggio, Andrea Asti, un Indiana Jones lombardo, in perenne movimento, patito della polenta, con due occhi da gatto spalancati sul mondo: “Stai svolgendo un lavoro splendido” gli ho detto ed ho aggiunto: ”Tutto ciò è possibile perché ci sei tu a motivare questi ragazzi del tuo staff… sono giovanissimi: hanno bisogno di una spalla per essere così responsabili ed attenti soprattutto verso i piccoli”.</p>
<p>Mi ha ringraziata: ”Se tu hai capito tutto ciò che c’è dietro alla nostra organizzazione, io sono contento perché vuol dire che questa è la strada verso cui si deve procedere… Tu sei in vacanza, tua figlia è in vacanza e noi lavoriamo in gruppo per questo obiettivo”. Mi saluta con una pacca sulle spalle: sale su una specie di jeep scoperta, strombazzando, diretto in spiaggia a portare frutta e menta fresca ai bagnanti.</p>
<p>E’ inutile dire che mia figlia ha pianto l’ultima sera della nostra vacanza. L’ho abbracciata a me, commossa per lei, di vederla viva di emozioni, anche se in quel momento tristi, tuttavia costruttive per la sua esperienza di persona in crescita. Ed ho ringraziato questi ragazzi davvero in gamba: il bullismo, l’apatia, gli eccessi non hanno accesso in questa struttura. Ci sono regole e disciplina ma tutto condiviso… ed è questo che rende questi ragazzi-animatori sorridenti, nonostante la stanchezza ed il poco sonno… Complimenti!</p>
<p>Io sono rientrata in città ma grazie a tutti voi mi sento ancora in vacanza&#8230; .!</p>
<p><em><strong>di Eleonora Volpe</strong></em></p>
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Dopo mesi di lavoro e responsabilità che attanagliano il nostro iter quotidiano, finalmente una breve pausa vacanziera. Mia figlia non ha dubbi: ”Scegliamo un villaggio!”. Quest’anno la nostra meta geografica è la Puglia ed il villaggio che ci incuriosisce è nei pressi di Ostuni, in provincia di Brindisi.
Arriviamo in aereo, in poche ore da quando abbiamo chiuso l’uscio di casa siamo nella piazzetta del nostro villaggio, immerso nella natura con il bel mare del Salento protagonista.
Solite pratiche del check-in per avere la stanza e mi guardo intorno: ragazzi e ragazze con la maglietta dello stesso colore ci accolgono in ogni angolo del villaggio con un bel sorriso ed un “Ciao”.
Sono davvero molto giovani… penso… 18-20 anni. Hanno gli accenti di tutta Italia, così come i colori dei capelli, degli occhi e della loro pelle abbronzata nelle diverse gradazioni. Sinceramente osservo questi giovani con un occhio professionale anche se sono in vacanza e dovrei rilassarmi… sono un pedagogista clinico e docente: spesso lavoro con le persone e per le persone, in ambito di interventi educativi.
Durante tutta la settimana, sono stati loro , i ragazzi dell’equipe i nostri tutor della vacanza, ma soprattutto una gran parte di loro è stata impegnata ad  occuparsi dei nostri figli da zero a sedici anni: senza forzature né obblighi ma con l’entusiasmo di volersi avvicinare ai bambini e ragazzi per conoscerli e farsi conoscere, per stabilire una relazione ludico-sportiva ma non solo: educativa soprattutto.
Ho visto mia figlia di 10 anni e tanti altri bambini e ragazzi, circa trecento, alzarsi presto la mattina per andare a giocare a tennis con i compagni, poi scendere in spiaggia per la lezione di vela ma anche giocare con gli animatori e genitori tutti insieme e proseguire nel pomeriggio con altre attività sportive ma anche di musica ed arte per creare spettacoli serali di grande effetto coreografico e partecipazione emotiva da dedicare alle proprie famiglie.
Dopo due giorni, ho intercettato il capovillaggio, Andrea Asti, un Indiana Jones lombardo, in perenne movimento, patito della polenta, con due occhi da gatto spalancati sul mondo: “Stai svolgendo un lavoro splendido” gli ho detto ed ho aggiunto: ”Tutto ciò è possibile perché ci sei tu a motivare questi ragazzi del tuo staff… sono giovanissimi: hanno bisogno di una spalla per essere così responsabili ed attenti soprattutto verso i piccoli”.
Mi ha ringraziata: ”Se tu hai capito tutto ciò che c’è dietro alla nostra organizzazione, io sono contento perché vuol dire che questa è la strada verso cui si deve procedere… Tu sei in vacanza, tua figlia è in vacanza e noi lavoriamo in gruppo per questo obiettivo”. Mi saluta con una pacca sulle spalle: sale su una specie di jeep scoperta, strombazzando, diretto in spiaggia a portare frutta e menta fresca ai bagnanti.
E’ inutile dire che mia figlia ha pianto l’ultima sera della nostra vacanza. L’ho abbracciata a me, commossa per lei, di vederla viva di emozioni, anche se in quel momento tristi, tuttavia costruttive per la sua esperienza di persona in crescita. Ed ho ringraziato questi ragazzi davvero in gamba: il bullismo, l’apatia, gli eccessi non hanno accesso in questa struttura. Ci sono regole e disciplina ma tutto condiviso… ed è questo che rende questi ragazzi-animatori sorridenti, nonostante la stanchezza ed il poco sonno… Complimenti!
Io sono rientrata in città ma grazie a tutti voi mi sento ancora in vacanza&#8230; .!
di Eleonora Volpe
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				<input style="float:left;" type="image" width="40" height="40" src="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/plugins/vozme/img/megaphone40x40w.gif" alt="Ascolta questo articolo" onclick="window.open('', '13a1025ac715f0bbd4da3d62b087c3ee', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes');">
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		<title>Le avventure nella giungla</title>
		<link>http://www.abitarearoma.it/redazione/le-avventure-nella-giungla/</link>
		<comments>http://www.abitarearoma.it/redazione/le-avventure-nella-giungla/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 14 May 2010 15:13:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Extra Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[avventura]]></category>
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		<category><![CDATA[Guyana]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche stavolta si prende il mezzo più comune nella giungla della Guyana, anche se il piroghiere sembra un poco &#8220;strano&#8221;. Comunque l&#8217;abbiglimento, la tenuta e lo sfondo non lasciano dubbi, si va nella giungla profonda. Tanto per comunciare alcune stranezze, un albero detto &#8220;wapa&#8221; con le sue strane bacche, non commestibili, a forma di sciabola [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche stavolta si prende il mezzo più comune nella giungla della Guyana, anche se il piroghiere sembra un poco &#8220;strano&#8221;.<br />
Comunque l&#8217;abbiglimento, la tenuta e lo sfondo non lasciano dubbi, si va nella giungla profonda.</p>
<p>Tanto per comunciare alcune stranezze, un <span id="more-428"></span>albero detto &#8220;wapa&#8221; con le sue strane bacche, non commestibili, a forma di sciabola e penzolanti.</p>
<p>Dopo tanto viaggiare si arriva al luogo di destinazione, il grand hotel della foresta, quello che si vede é il ristorante, ma quello che non si puo vedere é il nulla che circonda questo posto per almeno 30 km.</p>
<p>Questo comunque non impedisce di gustare la frutta tropicale, papaya ed ananas.</p>
<p>Dopo un meritato pisolino nella &#8220;stanza d&#8217;albergo&#8221;, niente porte e niente finestre, la notte fino alle 22 siamo stati in compagnia delle scimmie urlatrici.</p>
<p>La mattina giro in foresta con la nostra guida, non é strano é un vero indios, che ci mostra dei frutti locali, quello é il cacao riviere che ha il sapore delle nostre fave, ma soprattutto mostra quanto é bravo con il machete!</p>
<p>E allora conviene farselo amico, anche per via della sua larghezza di  spalle.<br />
Nel dubbio ci fa assaggiare altra frutta, pomme liane, ottima.</p>
<p>Oramai abbiamo finito si torna in città, ma prima di andare via ci accorgiamo che nella nostra stanza avevamo un ospite in più, una simpatica jula, lunga circa 30 cm, innocua.</p>
<p>Saluti a tutti</p>
<p>PS: di roma e lazie parleremo in seguito&#8230;.</p>
<p><em><strong>Roberto Blasi</strong></em></p>
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Comunque l&#8217;abbiglimento, la tenuta e lo sfondo non lasciano dubbi, si va nella giungla profonda.
Tanto per comunciare alcune stranezze, un albero detto &#8220;wapa&#8221; con le sue strane bacche, non commestibili, a forma di sciabola e penzolanti.
Dopo tanto viaggiare si arriva al luogo di destinazione, il grand hotel della foresta, quello che si vede é il ristorante, ma quello che non si puo vedere é il nulla che circonda questo posto per almeno 30 km.
Questo comunque non impedisce di gustare la frutta tropicale, papaya ed ananas.
Dopo un meritato pisolino nella &#8220;stanza d&#8217;albergo&#8221;, niente porte e niente finestre, la notte fino alle 22 siamo stati in compagnia delle scimmie urlatrici.
La mattina giro in foresta con la nostra guida, non é strano é un vero indios, che ci mostra dei frutti locali, quello é il cacao riviere che ha il sapore delle nostre fave, ma soprattutto mostra quanto é bravo con il machete!
E allora conviene farselo amico, anche per via della sua larghezza di  spalle.
Nel dubbio ci fa assaggiare altra frutta, pomme liane, ottima.
Oramai abbiamo finito si torna in città, ma prima di andare via ci accorgiamo che nella nostra stanza avevamo un ospite in più, una simpatica jula, lunga circa 30 cm, innocua.
Saluti a tutti
PS: di roma e lazie parleremo in seguito&#8230;.
Roberto Blasi
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		<title>San Diego, prima puntata</title>
		<link>http://www.abitarearoma.it/redazione/san-diego-un/</link>
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		<pubDate>Fri, 31 Oct 2008 10:23:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Palmisano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Come risparmiare]]></category>
		<category><![CDATA[Utili]]></category>
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		<description><![CDATA[Inizio con una premessa per i Facebookers&#8230; dei miei racconti USA ci sono molte foto qui Certo, son tornata da San Diego da  2 mesi. E il tempo non m&#8217;è mancato per parlarvi di questa meravigliosa città. Ma ero un fiume in piena al ritorno e vi avrei voluto raccontare tutto nei minimi dettagli. E, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://photos-h.ak.fbcdn.net/photos-ak-snc1/v346/201/69/1078324841/n1078324841_157047_6988.jpg" target="_blank"><img class="alignleft" src="http://photos-h.ak.fbcdn.net/photos-ak-snc1/v346/201/69/1078324841/n1078324841_157047_6988.jpg" alt="San Diego National Bank" width="150" height="110" /></a>Inizio con una premessa per i Facebookers&#8230; dei miei racconti USA ci sono molte foto <a href="http://www.facebook.com/wall.php?id=775398389&amp;banter_id=1078324841&amp;show_all=#/photos.php?id=1078324841"><strong><em>qui</em></strong></a></p>
<p>Certo, son tornata da San Diego da  2 mesi. E il tempo non m&#8217;è mancato per parlarvi di questa meravigliosa città. Ma ero un fiume in piena al ritorno e vi avrei voluto raccontare tutto nei minimi dettagli. E, quindi, avevo pensato che col passare del tempo il mio entusiasmo ed i ricordi si sarebbero smorzati e avrei fatto un post più sintetico.</p>
<p>Beh, mi sa che non sarà così.</p>
<p>Ed eccomi qui a raccontarvi i luoghi essenziali da visitare. Quanti giorni bisogna starci? Beh non lo so, &#8220;contiamoli insieme&#8221; enunciando quel che c&#8217;è da vedere (solo tra quello che ho visitato io che è la metà di quel che c&#8217;è!).</p>
<p><strong>QUESTIONE PRELIMINARE: dove alloggiare?</strong></p>
<p>Aihmè, San Diego è una Contea molto molto molto grande. Quindi a voi la scelta: se vi sentite un&#8217;anima VIP, se siete quelli che a Roma, per carità, andate ad alloggiare solo a via veneto perché vi sentite molto da protagonisti della dolce vita, beh <span style="underline;">La Jolla </span>(si legge: la Oia) è la vostra residenza. E ve la &#8220;caverete&#8221; con 200 dollari a notte (se trovate a meno in agosto segnalatemelo!). Certo, sarete 25 minuti di auto dal centro (2 ore di autobus nel weekend) ma il lusso non vi mancherà. Se volete spendere meno (ma San Diego, ragazzi miei, è cara per gli alloggi), c&#8217;è il centro: <span style="underline;">Down Town, Gaslamp Quarter e dintorni</span>. Se invece vi va bene stare anche a 10 massimo 15 mins di auto dal centro e spendere molto meno, c&#8217;è <span style="underline;">Chula Vista</span>, verso il Messico. E&#8217; periferia e ci passa anche il Trolley.<span id="more-81"></span></p>
<p><strong>Come spostarsi?</strong></p>
<p>Che vi devo dire&#8230; se avete preso l&#8217;auto per girare mezzo sud USA continuate a tenere l&#8217;auto&#8230; se invece siete diretti a San Diego e vi fermate per almeno una settimana e alloggiate in periferia ma vicino alla fermata di un Trolley o in centro, potete anche muovervi coi mezzi (puntuali ma scarsissimi, ovvero a volte passano 1 volta l&#8217;ora il che vuol dire che se ne devi prendere 2 o 3&#8230; Eccezion fatta per i 3 trolley) per 4 giorni e prender l&#8217;auto per 3.</p>
<p><strong>PRIMO GIORNO</strong></p>
<p>Poniamo che siate arrivati da un&#8217;altra città, insomma tra viaggio e accomodamento in alloggio il primo giorno uscirete solo il pomeriggio. Dirigetevi al <strong><span style="underline;">Gaslamp Quarter</span></strong> tra la 4th e la 5th, <strong><span style="underline;">Down Town </span></strong>(il centro) Iniziate dal &#8220;lato mare&#8221; per poi proseguire. L&#8217;attrattiva è il quartiere in se con tutti palazzi molto belli. Camminate sempre dritti finchè sulla 4th incontrerete l&#8217;<strong>Horton Plaza</strong>. Un giro al centro commerciale è d&#8217;obbligo. Attraversato Horton Plaza, uscendo verso la 1st troverete <strong>Ralfh</strong>. E&#8217; un grande supermarket. Non è economicissimo ma ha tutto, anche molti prodotti italiani, tantissimi tipi di pane, yogurt italiani, frutta e verdura. Molti cibi pronti preparati lì da mangiare così o da scaldare (molto probabilmente avrete il microonde e il frigo in camera).Beh poi c&#8217;è sempre l&#8217;eventualità che vogliate sempre mangiare al ristorante&#8230;</p>
<p>Si lo so, sarete stanchi, quindi dopodiché tornate indietro e praticamente di fronte all&#8217;ingresso del Gaslamp Quarter c&#8217;è <strong><span style="underline;">Seaport Village</span></strong>. E&#8217; un villaggio sì artificiale ma meraviglioso, con i suoi piccoli negozietti (non potete non rimanere incantati in quello dei carillon il cui nome è Music Box e in quello dell&#8217;america degli anni&#8217;60) e dai ristoranti. Eppoi l&#8217;enorme Carosello antico. Se avrete dei figli la tappa al carosello è d&#8217;obbligo (i figli saranno la scusa).</p>
<p><strong>SECONDO GIORNO</strong></p>
<p>Dovete sapere che a San Diego il clima è un po&#8217; particolare, come la nostra primavera, ma perenne, e come tale il pomeriggio alle 416 non è che sia il massimo per stare sotto al sole, o meglio, verso le 17:30 massimo scapperete. Ma San Diego ha troppe spiagge per non andarci. Quindi sveglia di mattina presto. Direzione <strong>CORONADO</strong>! A Coronado si può arrivare dal ponte o tramite il traghetto da prendere sulla Pacific, vicino Seaport.</p>
<p>Ma probabilmente arriverete in auto. Parcheggiate lì, in zona 1st (NB: San Diego è la città e la Contea. La città praticamente è composta dal Centro e Coronado è una cittadina a se, quindi i nome delle strade si ripetono), vicino al <strong>Ferry Pier</strong>. E affittate le biciclette (se le fanno pagare ma ne vale la pena!), chiedendo anche i cestelli. Messi asciugamani e borsa nei cestelli via ad attraversare l&#8217;isola. dopo 15 minuti di pedalata piacevolissima arriverete dall&#8217;altra parte. Tappa obbligata: l<strong>&#8216;albergo del Coronado</strong> e quando arriverete lì, gli appassionati di Marilin non potranno non riconoscere l&#8217;albergo di A qualcuno Piace caldo! Legate la bici e via alla gita dentro l&#8217;Hotel, magari con tappa alla cioccolateria o a uno dei negozi interni. La spiaggia è piacevole ma mai quanto quelle dal lato del ponte e del Pier. Quindi di nuovo in bici da lasciare dal lato dello &#8220;struscio&#8221; vicino all&#8217;Hotel Coronado per fare 4 passi. Dopo l&#8217;immancabile shopping,  vi consiglio di tornare dall&#8217;altro lato dell&#8217;Isola.</p>
<p>Scendendo da nord troverete un bellissimo giardinetto armonico proprio sul mare. Fermarsi lì per una foto è d&#8217;obbligo&#8230;  Dopodichè eccovi tornati in zona <strong>Ferry Pier</strong>. Lasciate la bici (affittata per mezza giornata) e, beh è ora di mettersi in spiaggia a prendere un po&#8217; di sole&#8230; Se poi è domenica ci sarà anche il complesso che dalle 14 suonerà lì in piazzetta di fronte la fontana! Magari mangiandovi un panino o ricorrendo ai vari ristoranti (che io mi lasciavo più per cena&#8230;). C&#8217;è anche un grande supermarket a 100 mt.</p>
<p>Quando inizia a calare il sole vi suggerirei 4 passi tra i negozi della zona Ferry Pier&#8230;</p>
<p>A una certa vi verrà fame&#8230; In America cenano tutti presto quindi rischiate xche la fame vi venga per le ore 18. Lì ci sono vari ristoranti tra cui Il Fornaio (vi ricordate la segnalazione per il New York New York di Las Vegas?). Ma io vi consiglio Kyros Spiros, un ristorante greco in cui il pesce la fa da padrone! Ottima qualità e anche il prezzo (il che non dispiace) oltre che la cortesia dei proprietari. Il tutto con un&#8217;incantevole panorama&#8230; Indescrivibile ma da vivere&#8230;</p>
<p><strong>TERZO GIORNO</strong></p>
<p>Siete andati a dormire presto? E menomale&#8230; dotati di navigatore satellitare come vi avevo suggerito e (sempre) col passaporto in tasca, siete pronti a farvi un&#8217;ora e mezza in autostrada&#8230; Ma, FONDAMENTALE, assicuratevi di avere un&#8217;ottima auto (inteso come nuova e col climatizzatore), acqua in abbondanza, anche giacciata e un po&#8217; di cibo (beh per chi è mangione come me). Impostate il navigatore per <strong>Anza Borrego</strong> Nationa Park! Viaggiando passerete in pochi KM in montagna&#8230; una montagna sempre più deserta, inizierete ad incontrare vari tipi di Cactus e rivivrete di fronte ai vostri occhi le immagini wester. Arrivati ad Anza Borrego vi troverete in una piccola realtà che vi racconterà la storia di quei posti: dal deserto rovente alle inondazioni dell&#8217;inverno, potrete incontrare vari animali del deserto e vedere i pesciolini che riscono a vivere in acque che superno i 50 gradi centigradi! Lì ho preso un libro sulle storie degli indiani &#8220;californiani&#8221;. Vi sentirete riconciliati col mondo. Fermi, all&#8217;ombra, fuori dal Centro, con la musica del vento tra i cactus, di fronte ai Canyon, vi sentirete riappacificati col mondo, un mondo che non conoscevate ma che non farete fatica a sentire vostro. Nonostante il caldo (se andrete d&#8217;estate).</p>
<p>Ma è ora di tornare a lidi più freschi: sul navigatore scrivete <strong>Giulian Town</strong>. Lo sapevo! Appena arrivati avrete detto: eccolo! un villaggio western! Era ora! un posto delizioso, contornato da boschi e da alberi di mele. Perchè si: lì le specialità sono a base di mela: dolci, sidri, ma in genere tutto! Buon appetito in uno dei ristoranti della zona! Veramente la città è solo su una sola via, essendo un reale villaggio western. Dopo 4 passi e un po&#8217; di shopping, ripartite verso l&#8217;albergo&#8230; un&#8217;altra ora e mezza vi aspetta ma vi suggerisco una piccola deviazione. San Diego, infatti, è famosa per la grande offerta culturale. Amate il <strong>teatro</strong>? Non c&#8217;è che scegliere. C&#8217;è un botteghino vicino Horton Plaza, ove ci sono anche 2 teatri. Ma se amate il teatro classico, Sheakespiriano, basta! Andate direttamente al Balboa Park e scegliete quale spettacolo (di solito a rotazione ce ne sono 3 per periodo) vedere nell&#8217;<strong>Old Globe theatre </strong>! Io, ovviamente ho visto Romeo &amp; Juliet. Gli attori sono eccellenti, il teatro è magnifico. é un&#8217;esperienza da vivere quindi prendete i biglietti per una serata successiva. Ci sono dei posti a 29 dollari. Io non mi fidai ma si vede molto bene anche da quelli. Gli attori sono talmente bravi che, se anche non conosceste bene l&#8217;inglese o il testo, vi piacerà e divertirà, commuoverà ed emozionerà comunque.</p>
<p><em>Ora, come avrete capito, a San DIego ci sono tante cose da vedere e fare. Quindi pubblicherò i post di tre giorni in tre giorni&#8230;</em></p>
<p>per leggere gli altri racconti del mio viaggio USA cliccate <a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/author/palmisano/" target="_blank"><strong><em>qui</em></strong></a></p>
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Certo, son tornata da San Diego da  2 mesi. E il tempo non m&#8217;è mancato per parlarvi di questa meravigliosa città. Ma ero un fiume in piena al ritorno e vi avrei voluto raccontare tutto nei minimi dettagli. E, quindi, avevo pensato che col passare del tempo il mio entusiasmo ed i ricordi si sarebbero smorzati e avrei fatto un post più sintetico.
Beh, mi sa che non sarà così.
Ed eccomi qui a raccontarvi i luoghi essenziali da visitare. Quanti giorni bisogna starci? Beh non lo so, &#8220;contiamoli insieme&#8221; enunciando quel che c&#8217;è da vedere (solo tra quello che ho visitato io che è la metà di quel che c&#8217;è!).
QUESTIONE PRELIMINARE: dove alloggiare?
Aihmè, San Diego è una Contea molto molto molto grande. Quindi a voi la scelta: se vi sentite un&#8217;anima VIP, se siete quelli che a Roma, per carità, andate ad alloggiare solo a via veneto perché vi sentite molto da protagonisti della dolce vita, beh La Jolla (si legge: la Oia) è la vostra residenza. E ve la &#8220;caverete&#8221; con 200 dollari a notte (se trovate a meno in agosto segnalatemelo!). Certo, sarete 25 minuti di auto dal centro (2 ore di autobus nel weekend) ma il lusso non vi mancherà. Se volete spendere meno (ma San Diego, ragazzi miei, è cara per gli alloggi), c&#8217;è il centro: Down Town, Gaslamp Quarter e dintorni. Se invece vi va bene stare anche a 10 massimo 15 mins di auto dal centro e spendere molto meno, c&#8217;è Chula Vista, verso il Messico. E&#8217; periferia e ci passa anche il Trolley.
Come spostarsi?
Che vi devo dire&#8230; se avete preso l&#8217;auto per girare mezzo sud USA continuate a tenere l&#8217;auto&#8230; se invece siete diretti a San Diego e vi fermate per almeno una settimana e alloggiate in periferia ma vicino alla fermata di un Trolley o in centro, potete anche muovervi coi mezzi (puntuali ma scarsissimi, ovvero a volte passano 1 volta l&#8217;ora il che vuol dire che se ne devi prendere 2 o 3&#8230; Eccezion fatta per i 3 trolley) per 4 giorni e prender l&#8217;auto per 3.
PRIMO GIORNO
Poniamo che siate arrivati da un&#8217;altra città, insomma tra viaggio e accomodamento in alloggio il primo giorno uscirete solo il pomeriggio. Dirigetevi al Gaslamp Quarter tra la 4th e la 5th, Down Town (il centro) Iniziate dal &#8220;lato mare&#8221; per poi proseguire. L&#8217;attrattiva è il quartiere in se con tutti palazzi molto belli. Camminate sempre dritti finchè sulla 4th incontrerete l&#8217;Horton Plaza. Un giro al centro commerciale è d&#8217;obbligo. Attraversato Horton Plaza, uscendo verso la 1st troverete Ralfh. E&#8217; un grande supermarket. Non è economicissimo ma ha tutto, anche molti prodotti italiani, tantissimi tipi di pane, yogurt italiani, frutta e verdura. Molti cibi pronti preparati lì da mangiare così o da scaldare (molto probabilmente avrete il microonde e il frigo in camera).Beh poi c&#8217;è sempre l&#8217;eventualità che vogliate sempre mangiare al ristorante&#8230;
Si lo so, sarete stanchi, quindi dopodiché tornate indietro e praticamente di fronte all&#8217;ingresso del Gaslamp Quarter c&#8217;è Seaport Village. E&#8217; un villaggio sì artificiale ma meraviglioso, con i suoi piccoli negozietti (non potete non rimanere incantati in quello dei carillon il cui nome è Music Box e in quello dell&#8217;america degli anni&#8217;60) e dai ristoranti. Eppoi l&#8217;enorme Carosello antico. Se avrete dei figli la tappa al carosello è d&#8217;obbligo (i figli saranno la scusa).
SECONDO GIORNO
Dovete sapere che a San Diego il clima è un po&#8217; particolare, come la nostra primavera, ma perenne, e come tale il pomeriggio alle 416 non è che sia il massimo per stare sotto al sole, o meglio, verso le 17:30 massimo scapperete. Ma San Diego ha troppe spiagge per non andarci. Quindi sveglia di mattina presto. Direzione CORONADO! A Coronado si può arrivare dal ponte o tramite il traghetto da prendere sulla Pacific, vicino Seaport.
Ma probabilmente arriverete in auto. Parcheggiate lì, in zona 1st (NB: San Diego è la città e la Contea. La città praticamente è composta dal Centro e Coronado è una cittadina a se, quindi i nome delle strade si ripetono), vicino al Ferry Pier. E affittate le biciclette (se le fanno pagare ma ne vale la pena!), chiedendo anche i cestelli. Messi asciugamani e borsa nei cestelli via ad attraversare l&#8217;isola. dopo 15 minuti di pedalata piacevolissima arriverete dall&#8217;altra parte. Tappa obbligata: l&#8216;albergo del Coronado e quando arriverete lì, gli appassionati di Marilin non potranno non riconoscere l&#8217;albergo di A qualcuno Piace caldo! Legate la bici e via alla gita dentro l&#8217;Hotel, magari con tappa alla cioccolateria o a uno dei negozi interni. La spiaggia è piacevole ma mai quanto quelle dal lato del ponte e del Pier. Quindi di nuovo in bici da lasciare dal lato dello &#8220;struscio&#8221; vicino all&#8217;Hotel Coronado per fare 4 passi. Dopo l&#8217;immancabile shopping,  vi consiglio di tornare dall&#8217;altro lato dell&#8217;Isola.
Scendendo da nord troverete un bellissimo giardinetto armonico proprio sul mare. Fermarsi lì per una foto è d&#8217;obbligo&#8230;  Dopodichè eccovi tornati in zona Ferry Pier. Lasciate la bici (affittata per mezza giornata) e, beh è ora di mettersi in spiaggia a prendere un po&#8217; di sole&#8230; Se poi è domenica ci sarà anche il complesso che dalle 14 suonerà lì in piazzetta di fronte la fontana! Magari mangiandovi un panino o ricorrendo ai vari ristoranti (che io mi lasciavo più per cena&#8230;). C&#8217;è anche un grande supermarket a 100 mt.
Quando inizia a calare il sole vi suggerirei 4 passi tra i negozi della zona Ferry Pier&#8230;
A una certa vi verrà fame&#8230; In America cenano tutti presto quindi rischiate xche la fame vi venga per le ore 18. Lì ci sono vari ristoranti tra cui Il Fornaio (vi ricordate la segnalazione per il New York New York di Las Vegas?). Ma io vi consiglio Kyros Spiros, un ristorante greco in cui il pesce la fa da padrone! Ottima qualità e anche il prezzo (il che non dispiace) oltre che la cortesia dei proprietari. Il tutto con un&#8217;incantevole panorama&#8230; Indescrivibile ma da vivere&#8230;
TERZO GIORNO
Siete andati a dormire presto? E menomale&#8230; dotati di navigatore satellitare come vi avevo suggerito e (sempre) col passaporto in tasca, siete pronti a farvi un&#8217;ora e mezza in autostrada&#8230; Ma, FONDAMENTALE, assicuratevi di avere un&#8217;ottima auto (inteso come nuova e col climatizzatore), acqua in abbondanza, anche giacciata e un po&#8217; di cibo (beh per chi è mangione come me). Impostate il navigatore per Anza Borrego Nationa Park! Viaggiando passerete in pochi KM in montagna&#8230; una montagna sempre più deserta, inizierete ad incontrare vari tipi di Cactus e rivivrete di fronte ai vostri occhi le immagini wester. Arrivati ad Anza Borrego vi troverete in una piccola realtà che vi racconterà la storia di quei posti: dal deserto rovente alle inondazioni dell&#8217;inverno, potrete incontrare vari animali del deserto e vedere i pesciolini che riscono a vivere in acque che superno i 50 gradi centigradi! Lì ho preso un libro sulle storie degli indiani &#8220;californiani&#8221;. Vi sentirete riconciliati col mondo. Fermi, all&#8217;ombra, fuori dal Centro, con la musica del vento tra i cactus, di fronte ai Canyon, vi sentirete riappacificati col mondo, un mondo che non conoscevate ma che non farete fatica a sentire vostro. Nonostante il caldo (se andrete d&#8217;estate).
Ma è ora di tornare a lidi più freschi: sul navigatore scrivete Giulian Town. Lo sapevo! Appena arrivati avrete detto: eccolo! un villaggio western! Era ora! un posto delizioso, contornato da boschi e da alberi di mele. Perchè si: lì le specialità sono a base di mela: dolci, sidri, ma in genere tutto! Buon appetito in uno dei ristoranti della zona! Veramente la città è solo su una sola via, essendo un reale villaggio western. Dopo 4 passi e un po&#8217; di shopping, ripartite verso l&#8217;albergo&#8230; un&#8217;altra ora e mezza vi aspetta ma vi suggerisco una piccola deviazione. San Diego, infatti, è famosa per la grande offerta culturale. Amate il teatro? Non c&#8217;è che scegliere. C&#8217;è un botteghino vicino Horton Plaza, ove ci sono anche 2 teatri. Ma se amate il teatro classico, Sheakespiriano, basta! Andate direttamente al Balboa Park e scegliete quale spettacolo (di solito a rotazione ce ne sono 3 per periodo) vedere nell&#8217;Old Globe theatre ! Io, ovviamente ho visto Romeo &amp; Juliet. Gli attori sono eccellenti, il teatro è magnifico. é un&#8217;esperienza da vivere quindi prendete i biglietti per una serata successiva. Ci sono dei posti a 29 dollari. Io non mi fidai ma si vede molto bene anche da quelli. Gli attori sono talmente bravi che, se anche non conosceste bene l&#8217;inglese o il testo, vi piacerà e divertirà, commuoverà ed emozionerà comunque.
Ora, come avrete capito, a San DIego ci sono tante cose da vedere e fare. Quindi pubblicherò i post di tre giorni in tre giorni&#8230;
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		<title>Gocce di vacanze</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Sep 2008 08:02:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Costa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[ape]]></category>
		<category><![CDATA[Estate]]></category>
		<category><![CDATA[Gallipoli]]></category>
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		<description><![CDATA[Le previsioni meteorologiche dei questi giorni non promettono niente di buono: brusco calo delle temperature e pioggia su tutta la Penisola. Pensare che meno di un mese fa eravamo sdraiati al sole in riva al mare, a goderci le tanto attese vacanze! Io quest&#8217;estate sono stata a Gallipoli (Le), famosa località del Salento, che coniuga [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2008/09/gallipoli-il-ritorno-113.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-69" src="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2008/09/gallipoli-il-ritorno-113-150x150.jpg" alt="L\'ape dei gelati" width="150" height="150" /></a>Le previsioni meteorologiche dei questi giorni non promettono niente di buono: brusco calo delle temperature e pioggia su tutta la Penisola. Pensare che meno di un mese fa eravamo sdraiati al sole in riva al mare, a goderci le tanto attese vacanze! Io quest&#8217;estate sono stata a Gallipoli (Le), famosa località del Salento, che coniuga mare cristallino, locali notturni, ottimi ristoranti di pesce, tutto a prezzi abbordabilissimi.<span id="more-68"></span></p>
<p>Negli ultimi anni la cittadina pugliese è diventata una delle mete turistiche più gettonate proprio per queste sue peculiarità. Ma non vi voglio annoiare con lunghe filippiche sulle gite in barca a Santa Maria di Leuca o su quanto sia divertente ballare la pizzica. Tutto questo è noto ai più (e se non vi è noto vi consiglio di andare in Puglia la prossima estate).</p>
<p>Ma chi conosce lo stravagante camioncino dei gelati che si aggira ad agosto per Gallipoli? Lo so, non sembra una notizia da prima pagina, ma provate ad immaginare la scena: un&#8217;ape (il ciclomotore a tre ruote) coloratissima, che sguscia quatta quatta tra i viottoli del centro storico. Alla guida, un bizzarro autista paffuto, sempre sorridente (forse una paresi), che si diverte a mettere paura agli incauti turisti. Il ciclomotore all&#8217;improvviso si impenna e parte l&#8217;assordante quanto nota canzone &#8220;I feel good&#8221;. I pedoni che si trovano a passare di lì saltano dallo spavento. Ma dopo essersi ripresi e avergli inveito contro, si sciolgono tutti in una fragorosa risata.</p>
<p>L&#8217;ape ogni pomeriggio alle 16 porta in spiaggia la merenda per i bambini. Spingendo un piccolo pulsante il buffo veicolo si apre e diventa un stand per i gelati a tutti gli effetti. Certo i gusti da poter scegliere sono pochi, ma il piacere per i bagnanti è quello di poter gustare il proprio cono in riva al mare, al ritmo delle musiche suonate dal camioncino. E sì, perché &#8220;I feel good&#8221; è solo il motivetto iniziale, poi si prosegue con &#8220;Un&#8217;estate al mare&#8221;, &#8220;Il cobra&#8221; e tutti i pezzi del revival musicale vacanziero.</p>
<p>Una volta che tutti hanno ricevuto il proprio gelato, il camioncino chiude i battenti e inizia a ballare seguendo il tempo delle canzoni. Poi, dopo una spericolata inversione a U sulla sabbia e un&#8217;impennata, il veicolo sparisce per le strade del paese, pronto a soddisfare la golosità dei bimbi il giorno successivo.</p>
<p>Dove passino l&#8217;inverno l&#8217;ape ed il suo bizzarro autista proprio non lo so. Ma a me piace immaginarli così, allegri, in giro per Gallipoli a spaventar pedoni. Gocce di un&#8217;altra estate da non dimenticare.</p>
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Negli ultimi anni la cittadina pugliese è diventata una delle mete turistiche più gettonate proprio per queste sue peculiarità. Ma non vi voglio annoiare con lunghe filippiche sulle gite in barca a Santa Maria di Leuca o su quanto sia divertente ballare la pizzica. Tutto questo è noto ai più (e se non vi è noto vi consiglio di andare in Puglia la prossima estate).
Ma chi conosce lo stravagante camioncino dei gelati che si aggira ad agosto per Gallipoli? Lo so, non sembra una notizia da prima pagina, ma provate ad immaginare la scena: un&#8217;ape (il ciclomotore a tre ruote) coloratissima, che sguscia quatta quatta tra i viottoli del centro storico. Alla guida, un bizzarro autista paffuto, sempre sorridente (forse una paresi), che si diverte a mettere paura agli incauti turisti. Il ciclomotore all&#8217;improvviso si impenna e parte l&#8217;assordante quanto nota canzone &#8220;I feel good&#8221;. I pedoni che si trovano a passare di lì saltano dallo spavento. Ma dopo essersi ripresi e avergli inveito contro, si sciolgono tutti in una fragorosa risata.
L&#8217;ape ogni pomeriggio alle 16 porta in spiaggia la merenda per i bambini. Spingendo un piccolo pulsante il buffo veicolo si apre e diventa un stand per i gelati a tutti gli effetti. Certo i gusti da poter scegliere sono pochi, ma il piacere per i bagnanti è quello di poter gustare il proprio cono in riva al mare, al ritmo delle musiche suonate dal camioncino. E sì, perché &#8220;I feel good&#8221; è solo il motivetto iniziale, poi si prosegue con &#8220;Un&#8217;estate al mare&#8221;, &#8220;Il cobra&#8221; e tutti i pezzi del revival musicale vacanziero.
Una volta che tutti hanno ricevuto il proprio gelato, il camioncino chiude i battenti e inizia a ballare seguendo il tempo delle canzoni. Poi, dopo una spericolata inversione a U sulla sabbia e un&#8217;impennata, il veicolo sparisce per le strade del paese, pronto a soddisfare la golosità dei bimbi il giorno successivo.
Dove passino l&#8217;inverno l&#8217;ape ed il suo bizzarro autista proprio non lo so. Ma a me piace immaginarli così, allegri, in giro per Gallipoli a spaventar pedoni. Gocce di un&#8217;altra estate da non dimenticare.
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		<title>Senza vedere la Sicilia non è possibile farsi un’idea dell’Italia. La Sicilia è la chiave di tutto. (J.W. Goethe da “Viaggio in Italia” 1787)</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Sep 2008 10:22:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mariano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
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		<description><![CDATA[Un paio di anni fa in tv davano un simpatico spot: un giovane uomo fotografava la sua bella su una spiaggia siciliana e le faceva segno di allontanarsi. Sembrava che stesse cercando di immortalare quanto meglio possibile la donna incorniciata in quel magnifico panorama. Scatta la foto e.. sorpresa! Il paesaggio è fantastico, ma la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2008/09/img_17201.jpg"></a><a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2008/09/img_1720.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-50" src="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2008/09/img_1720-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Un paio di anni fa in tv davano un simpatico spot: un giovane uomo fotografava la sua bella su una spiaggia siciliana e le faceva segno di allontanarsi. Sembrava che stesse cercando di immortalare quanto meglio possibile la donna incorniciata in quel magnifico panorama. Scatta la foto e.. sorpresa! Il paesaggio è fantastico, ma la donna non è nella foto! Bhè, dopo aver visitato la costa orientale e nord della Sicilia, non posso non approvare la scelta del ragazzo!<span id="more-47"></span></p>
<p>L&#8217;arrivo è a Catania. La città ha, come quasi tutte le città siciliane, un&#8217;aria sfarzosa e antica nel centro, mentre in periferia appare fatiscente e trascurata. Le insegne dei negozi non sono state rinnovate, per un po&#8217; ho avuto l&#8217;impressione di essere ritornata negli anni &#8217;80! Spettacolare il mercato del pesce: si respira un odore di prezzemolo e basilico oltre a quello del pesce freschissimo, disposto con cura su banchetti di legno. Gli occhi vengono attratti dal colore rosato dei calamari, dal rosso dei gamberoni e dall&#8217;argento del pesce azzurro. Ed i prezzi sono contenutissimi!</p>
<p>L&#8217;albergo è ad Aci Trezza, e fortunatamente ha vista sui faraglioni che secondo un&#8217;antica leggenda sono gli 8 scogli basaltici che Polifemo scagliò dopo essere stato accecato contro Ulisse in fuga. L&#8217;aria ad Acitrezza è sobria, ci sono dei pontili in legno e una sorta di palafitte dove poter leggere e ascoltare musica in totale relax e soprattutto da dove poter accedere al mare. La sera la città si anima, gli stabilimenti accendono torce e piatti romani e si può prendere l&#8217;aperitivo sul mare. Le bevande tradizionali da spiaggia tipo Mhoito, Cuba libre e Capiroska qui possono essere sostituite dalle granite tipiche: io ne ho presa una di gelsi neri, deliziosa oltre che bella da guardare perchè guarnita di frutta fresca. Nulla da invidiare ai cocktail hawaiani! Si prosegue con la cena, Acitrezza è famosa per i ristoranti di pesce, ve ne sono tantissimi. Inoltre, è proprio nella città dei Malavoglia che ho assaggiato i migliori cannoli espressi di tutta la Sicilia: i tradizionali dolci di ricotta vengono guarniti con granella di pistacchi della vicina Bronte, città famosa per la prelibatezza di questa varietà di frutta secca.</p>
<p style="justify;">L&#8217;indomani si visitano le gole dell&#8217;Alcantara, un monumento naturale di roccia basaltica generato dall&#8217;eruzione del Vulcano Monte Moio nel 2400 a.c. circa. La colata invase tutta la valle dell&#8217;Alcantara fino a raggiungere il fiume omonimo che scorre attraverso la fenditura della roccia. Ci sono tre modi di vedere le gole: dall&#8217;alto con un percorso da trekking, dall&#8217;interno con tute da pescatore con stivaloni incorporati oppure muniti da tute da sub e maschere per raggiungere i luoghi più impervi. Le tute sono necessarie per evitare l&#8217;ipotermia: l&#8217;acqua del fiume Alcantara è gelida a causa delle acque sorgive.</p>
<p style="justify;">Merita una vista anche Giardini Naxos, località climatica e balneare sviluppatasi nel luogo dell&#8217;antica colonia greca di Naxos, poi distrutta dai siracusani. La città è nota, oltre che per le zone archeologiche, anche perché Luc Besson vi girò &#8220;Le grand bleu&#8221;. Anche qui cena a base di pesce da gustare in delizioso ristorante con gazebo vista mare. Ho assaggiato delle ottime sarde &#8220;a beccafico&#8221;, ovvero sarde sfilettate ed impanate fritte ripiene di uvetta, pinoli e mollica aromatizzata probabilmente con succo di arancia.</p>
<p style="justify;">L&#8217;indomani, visita a Taormina. Si parte con un fantastico bagno a Isolabella di Taormina, una minuscola isoletta ricca di vegetazione collegata alla costa di Taormina da una lingua di sabbia. L&#8217;acqua è trasparente e chiara ma anche qui è troppo fredda. Inoltre la spiaggia, libera, è piccola e affollata. Con la funivia si raggiunge il famoso centro storico. Merita però un accenno il frullato di ananas pesca e melone acquistato in un chioschetto nel piazzale della funivia: rinfrescante e ricchissimo di vitamine. L&#8217;ideale dopo una giornata di mare!</p>
<p style="justify;">Il centro di Taormina è elegante e curato e si possono acquistare le tradizionali ceramiche dipinte a mano di ogni forma e dimensione. Graziosi i vicoli attigui al corso principale, offrono degli scorci davvero pittoreschi! Da vedere il &#8220;Teatro Antico&#8221;, un teatro greco dalle notevoli dimensioni dal quale si ha una bella vista e noto anche per la presenza delle colonne dall&#8217;evidente stile corinzio.</p>
<p style="justify;">Per ora il viaggio in Sicilia termina qui&#8230; nella prossima puntata &#8230;Panarea e Vulcano ( e la pasta alle sarde di Milazzo).</p>
<form id="vozme_form_30f93650c499d0af63322305a650dbea" method="post" name="vozme_form_30f93650c499d0af63322305a650dbea" target="30f93650c499d0af63322305a650dbea" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="Senza vedere la Sicilia non è possibile farsi un’idea dell’Italia. La Sicilia è la chiave di tutto. (J.W. Goethe da “Viaggio in Italia” 1787).. Un paio di anni fa in tv davano un simpatico spot: un giovane uomo fotografava la sua bella su una spiaggia siciliana e le faceva segno di allontanarsi. Sembrava che stesse cercando di immortalare quanto meglio possibile la donna incorniciata in quel magnifico panorama. Scatta la foto e.. sorpresa! Il paesaggio è fantastico, ma la donna non è nella foto! Bhè, dopo aver visitato la costa orientale e nord della Sicilia, non posso non approvare la scelta del ragazzo!
L&#8217;arrivo è a Catania. La città ha, come quasi tutte le città siciliane, un&#8217;aria sfarzosa e antica nel centro, mentre in periferia appare fatiscente e trascurata. Le insegne dei negozi non sono state rinnovate, per un po&#8217; ho avuto l&#8217;impressione di essere ritornata negli anni &#8217;80! Spettacolare il mercato del pesce: si respira un odore di prezzemolo e basilico oltre a quello del pesce freschissimo, disposto con cura su banchetti di legno. Gli occhi vengono attratti dal colore rosato dei calamari, dal rosso dei gamberoni e dall&#8217;argento del pesce azzurro. Ed i prezzi sono contenutissimi!
L&#8217;albergo è ad Aci Trezza, e fortunatamente ha vista sui faraglioni che secondo un&#8217;antica leggenda sono gli 8 scogli basaltici che Polifemo scagliò dopo essere stato accecato contro Ulisse in fuga. L&#8217;aria ad Acitrezza è sobria, ci sono dei pontili in legno e una sorta di palafitte dove poter leggere e ascoltare musica in totale relax e soprattutto da dove poter accedere al mare. La sera la città si anima, gli stabilimenti accendono torce e piatti romani e si può prendere l&#8217;aperitivo sul mare. Le bevande tradizionali da spiaggia tipo Mhoito, Cuba libre e Capiroska qui possono essere sostituite dalle granite tipiche: io ne ho presa una di gelsi neri, deliziosa oltre che bella da guardare perchè guarnita di frutta fresca. Nulla da invidiare ai cocktail hawaiani! Si prosegue con la cena, Acitrezza è famosa per i ristoranti di pesce, ve ne sono tantissimi. Inoltre, è proprio nella città dei Malavoglia che ho assaggiato i migliori cannoli espressi di tutta la Sicilia: i tradizionali dolci di ricotta vengono guarniti con granella di pistacchi della vicina Bronte, città famosa per la prelibatezza di questa varietà di frutta secca.
L&#8217;indomani si visitano le gole dell&#8217;Alcantara, un monumento naturale di roccia basaltica generato dall&#8217;eruzione del Vulcano Monte Moio nel 2400 a.c. circa. La colata invase tutta la valle dell&#8217;Alcantara fino a raggiungere il fiume omonimo che scorre attraverso la fenditura della roccia. Ci sono tre modi di vedere le gole: dall&#8217;alto con un percorso da trekking, dall&#8217;interno con tute da pescatore con stivaloni incorporati oppure muniti da tute da sub e maschere per raggiungere i luoghi più impervi. Le tute sono necessarie per evitare l&#8217;ipotermia: l&#8217;acqua del fiume Alcantara è gelida a causa delle acque sorgive.
Merita una vista anche Giardini Naxos, località climatica e balneare sviluppatasi nel luogo dell&#8217;antica colonia greca di Naxos, poi distrutta dai siracusani. La città è nota, oltre che per le zone archeologiche, anche perché Luc Besson vi girò &#8220;Le grand bleu&#8221;. Anche qui cena a base di pesce da gustare in delizioso ristorante con gazebo vista mare. Ho assaggiato delle ottime sarde &#8220;a beccafico&#8221;, ovvero sarde sfilettate ed impanate fritte ripiene di uvetta, pinoli e mollica aromatizzata probabilmente con succo di arancia.
L&#8217;indomani, visita a Taormina. Si parte con un fantastico bagno a Isolabella di Taormina, una minuscola isoletta ricca di vegetazione collegata alla costa di Taormina da una lingua di sabbia. L&#8217;acqua è trasparente e chiara ma anche qui è troppo fredda. Inoltre la spiaggia, libera, è piccola e affollata. Con la funivia si raggiunge il famoso centro storico. Merita però un accenno il frullato di ananas pesca e melone acquistato in un chioschetto nel piazzale della funivia: rinfrescante e ricchissimo di vitamine. L&#8217;ideale dopo una giornata di mare!
Il centro di Taormina è elegante e curato e si possono acquistare le tradizionali ceramiche dipinte a mano di ogni forma e dimensione. Graziosi i vicoli attigui al corso principale, offrono degli scorci davvero pittoreschi! Da vedere il &#8220;Teatro Antico&#8221;, un teatro greco dalle notevoli dimensioni dal quale si ha una bella vista e noto anche per la presenza delle colonne dall&#8217;evidente stile corinzio.
Per ora il viaggio in Sicilia termina qui&#8230; nella prossima puntata &#8230;Panarea e Vulcano ( e la pasta alle sarde di Milazzo).
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		<title>California e dintorni (Arizona e Nevada)&#8230; un possibile tragitto</title>
		<link>http://www.abitarearoma.it/redazione/sud_west_usa/</link>
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		<pubDate>Sun, 24 Aug 2008 04:13:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Palmisano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[San Francisco, Yosemite, Death Valley, Las Vegas, Gran Canyon, Los Angeles e San Diego in 2/4 settimane Tra poche ore leverò le tende da San Diego e ho giusto il tempo per dare qualche consiglio su un possibile itinerario da consigliare, in base alle mie assolutamentte personali esperienze, gusti e sensazioni (mi raccomqIndo&#8230; leggete le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>San Francisco, Yosemite, Death Valley, Las Vegas, Gran Canyon, Los Angeles e San Diego in 2/4 settimane</em></p>
<p>Tra poche ore leverò le tende da San Diego e ho giusto il tempo per dare qualche consiglio su un possibile itinerario da consigliare, in base alle mie assolutamentte personali esperienze, gusti e sensazioni (mi raccomqIndo&#8230; leggete le tre precedenti puntate su tutto quel che c&#8217;è da sapere o da fare prima di voler venire negli USA).</p>
<p>Innanzitutto quanti giorni stare&#8230; beh se dovete venire per meno di 2 settimane, forse è meglio che non facciate più di 2 mete o, ancora meglio per il portafogli, che puntiate alle mete sull&#8217;oceano atlantico e non sulla costa pacifica.</p>
<p>Ma se avete due settimane o meglio tre&#8230; ecco cosa farei se fosse la mia prima volta in vacanza qui&#8230;</p>
<p>Dall&#8217;Italia arriverei <span id="more-46"></span>o a Los Angeles o a San Diego che distano solo 2 ore max 2 ore e mezza e sceglierei in base ai costi&#8230; la prima sera, dopo circa 18 ore di volo, scalo compreso, sarete stanchi, quindi vi consiglio di alloggiare in un albergo vicino l&#8217;aeroporto (ove vi conviene prendere un&#8217;auto&#8230; e attenti all&#8217;assicurazione, come vi ho già spiegato e portatevi il navigatore dall&#8217;Italia che conviene più che noleggiarlo). Se avrete le forze, il giorno dell&#8217;arrivo fatevi un giretto nella città di arrivo, ma solo per passare il tempo. Il giorno dopo di buona lena ve ne partite per <span style="underline;">San Francisco</span>. A riguardo ricordatevi di portare una maglia di lana, jeans seri, un giaccone, scarpe chiuse e calzettoni&#8230; insomma l&#8217;estate a San Francisco è come il nostro febbraio/Marzo, quindi regolatevi! A San Francisco potreste alloggiare 4 notti. Io ci son stata parecchi anni fa e vi posso consigliare poco ma sicuramente di passare una giornata al Pier 39, un giro ad Alcatraz, prendere il tram caratteristico e passare una giornata in provincia (che ha tutta un&#8217;altra temperatura) sulla costa.</p>
<p>Da lì la vostra meta è un mondo inimmaginabile in Italia: <span style="underline;">Yosemite Park.</span> Qui non potete stare meno di due sere perchè almeno un giorno intero dovete stare nel parco! ma anche due&#8230; a ricongiungervi con il mondo naturale! Meraviglioso! E per me potreste stare anche 3 sere&#8230; da lì dovrete cambiare proprio panorama&#8230; Con la mia famiglia andai direttamente a Las Vegas  passando per la <span style="underline;">Valle della Morte</span>. Ma è stata un&#8217;esperienza  pesantissima. Il deserto è  sfiancante quindi  vi consiglio di fermarvi una notte nel tragitto e di ripartire la mattina dopo presto così da arrivare a <span style="underline;">Las Vegas </span>per l&#8217;orario del Check  in. DI solito le 13. Se potete evitate Las Vegas nel weekend. Il caos è allucinante e glialberghi cosgano il 50% in più. Las Vegas in estate è caldissima e sarebbe meglio passarci d&#8217;inverno ma visto che le mete californiane son meglio l&#8217;estate&#8230; Las vegas è sicuramente un&#8217;esperienza da fare anche se è tutto talmente artificiale, da esser&#8230; troppo! A causa delle luci e dei climatizzatori degli alberghi, infatti, potrete sperimentare l&#8217;effetto serra camminando per la Las Vegas blv e paragonando il clima migliore (!!!!) del deserto a un km solamente di distanza&#8230; a LV mi raccomando, non perdetevi gli spettacoli gratuiti sulla strada come quello dell&#8217;Isola dei Pirati (ma ora che è stato trasformato in uno spettacolo semi sexi ha perso molta della bellezza e della particolarità del passato), o il balletto dell&#8217;acqua che addirittura disegtna i cuori in aria del Bellagio. A LV potrete parcheggiare in ogni albergo gratuitamente. Quindi non ammattitevi per cercare parcheggio. Andate a vedere anche la Freemond street a 2 miglia dalla Las Vegas blv. Merita. Senza ombra di dubbio. a LV è difficile trovare cibo non spazzatura&#8230; Se volete mangiare italiano a prezzi tutt&#8217;altro che contenuti, ma sicuramente di qualità, ci sono i ristoranti del Cesar Palace. Io, però, per i pasti vi consiglio il New York New York che ha una marea di ristoranti. C&#8217;è anche il Fornaio (chè è una catena di cibo italiano) sia ristorante che (tavola calda). Io son andata a quest&#8217;ultima. Ottima la qualità e il prezzo. a LV minima permanenza 2 notti. 3 è molto meglio&#8230; ma non di più (beh a mio modesto parere).</p>
<p>Da LV in poche ore la vostra prossima meta non può non essere il <span style="underline;">Gran Canyon</span>&#8230; I miei genitori (senza di me che ero a San Diego a studiare) &#8216;sta volta han alloggiato a Williams, in una vera cittadina western. I prezzi son molto buoni e credo sia una esperienza da fare per chi viene nel vecchio west! Non tutti sanno che il Gran Canyon ha un&#8217;estensione di 500 km quindi quanto stare? Minimo, ma minimo, 3 notti per passarci almeno 2 giornate intere, probabilmente vedendolo solo dall&#8217;alto. Considerate che c&#8217;è gente che ci si ferma 2 settimane&#8230; C&#8217;è da fare il giro sopra col treno, camminare a piedi, andare nel ponte trasparente e, per chi ha tempo, scendere o addirittura accamparsi (esperienze, queste ultime, che devo ancora provare). Insomma non ci si annoia.</p>
<p>A questo punto la meta a Los Angeles o San Diego (dipende se volete stare nell&#8217;ultimo posto dove avrete il volo). Vi consiglio, se volete andare dal GC a san Diego, comunque, di tornare su per la freeway che va da Las Vegas a Los Angeles perchè la strada che porta dal GC a SD è tutta secondaria e ci vogliono 10 ore (cmq fattibili) di strada normale&#8230; quindi ora ipotizzo che dal GC vi spostiate a Los Angeles.</p>
<p><span style="underline;">Los Angeles.</span>.. è una città totalmente diversa da come la si immagina. è molto interessante da girare ma non so se si possa definire proprio un piacere&#8230; il traffico è pesante&#8230; la città molto grande e non è che sia molto sicura&#8230; insomma, la city è meglio girarla di giorno&#8230; Io vi consiglio di stare 3/4 notti. Il primo giorno, avendo viaggiato, avrete solo metà giornata. Magari potrete andare a fare un giro a Hollywood blv, alla Rodeo dr e un giro in auto per Beverly Hills e Melrose Place. O in alternativa (o cumulativo se riuscite a stare 4 notti), vi fate la costa (avete presente tutte le localtà coi nomi dei telefilm&#8230;?) e prendete un po&#8217; di sole o fate surf (con la muta&#8230;è oceano si gela). Mi raccomando! il Pier di Santa Monica di notte! Anzi di sera visrto che alle 22 chiude tutto. Ovviamente è piccolino se paragonato a San Francisco. Ma è delizioso. Anche con la ruota panoramica!<br />
Un giorno intero lo dovete dedicare agli Universal Studios (N.B. se nelle altre città prendete i volantini degli Universal Studios e della città, trovate elevati sconti&#8230;). Un&#8217;esperienza indescrivibile. é un parco giochi negli studios, con gita nei set. Bellissimo. Apre alle 9, vi conviene arrivare prima per prendere i biglietti o prenderli on line. Chiude alle 21 e quindi vi conviene farlo prima di Disneyland. Infattiil giorno dopo dovete (!!!) andare a Disneyland, anche qui di mattina presto e rimanre, invece, fino a tardi, coi fuochi d&#8217;artificio, la parata e quant&#8217;altro. Indescrivibile, poetico.</p>
<p>Da qui vi muovete per <span style="underline;">San Diego.</span> ma a questa meravigliosa città dedicherò uno o due post a parte perchè, dopo un mese, ne ho di cose da raccontare&#8230;</p>
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Tra poche ore leverò le tende da San Diego e ho giusto il tempo per dare qualche consiglio su un possibile itinerario da consigliare, in base alle mie assolutamentte personali esperienze, gusti e sensazioni (mi raccomqIndo&#8230; leggete le tre precedenti puntate su tutto quel che c&#8217;è da sapere o da fare prima di voler venire negli USA).
Innanzitutto quanti giorni stare&#8230; beh se dovete venire per meno di 2 settimane, forse è meglio che non facciate più di 2 mete o, ancora meglio per il portafogli, che puntiate alle mete sull&#8217;oceano atlantico e non sulla costa pacifica.
Ma se avete due settimane o meglio tre&#8230; ecco cosa farei se fosse la mia prima volta in vacanza qui&#8230;
Dall&#8217;Italia arriverei o a Los Angeles o a San Diego che distano solo 2 ore max 2 ore e mezza e sceglierei in base ai costi&#8230; la prima sera, dopo circa 18 ore di volo, scalo compreso, sarete stanchi, quindi vi consiglio di alloggiare in un albergo vicino l&#8217;aeroporto (ove vi conviene prendere un&#8217;auto&#8230; e attenti all&#8217;assicurazione, come vi ho già spiegato e portatevi il navigatore dall&#8217;Italia che conviene più che noleggiarlo). Se avrete le forze, il giorno dell&#8217;arrivo fatevi un giretto nella città di arrivo, ma solo per passare il tempo. Il giorno dopo di buona lena ve ne partite per San Francisco. A riguardo ricordatevi di portare una maglia di lana, jeans seri, un giaccone, scarpe chiuse e calzettoni&#8230; insomma l&#8217;estate a San Francisco è come il nostro febbraio/Marzo, quindi regolatevi! A San Francisco potreste alloggiare 4 notti. Io ci son stata parecchi anni fa e vi posso consigliare poco ma sicuramente di passare una giornata al Pier 39, un giro ad Alcatraz, prendere il tram caratteristico e passare una giornata in provincia (che ha tutta un&#8217;altra temperatura) sulla costa.
Da lì la vostra meta è un mondo inimmaginabile in Italia: Yosemite Park. Qui non potete stare meno di due sere perchè almeno un giorno intero dovete stare nel parco! ma anche due&#8230; a ricongiungervi con il mondo naturale! Meraviglioso! E per me potreste stare anche 3 sere&#8230; da lì dovrete cambiare proprio panorama&#8230; Con la mia famiglia andai direttamente a Las Vegas  passando per la Valle della Morte. Ma è stata un&#8217;esperienza  pesantissima. Il deserto è  sfiancante quindi  vi consiglio di fermarvi una notte nel tragitto e di ripartire la mattina dopo presto così da arrivare a Las Vegas per l&#8217;orario del Check  in. DI solito le 13. Se potete evitate Las Vegas nel weekend. Il caos è allucinante e glialberghi cosgano il 50% in più. Las Vegas in estate è caldissima e sarebbe meglio passarci d&#8217;inverno ma visto che le mete californiane son meglio l&#8217;estate&#8230; Las vegas è sicuramente un&#8217;esperienza da fare anche se è tutto talmente artificiale, da esser&#8230; troppo! A causa delle luci e dei climatizzatori degli alberghi, infatti, potrete sperimentare l&#8217;effetto serra camminando per la Las Vegas blv e paragonando il clima migliore (!!!!) del deserto a un km solamente di distanza&#8230; a LV mi raccomando, non perdetevi gli spettacoli gratuiti sulla strada come quello dell&#8217;Isola dei Pirati (ma ora che è stato trasformato in uno spettacolo semi sexi ha perso molta della bellezza e della particolarità del passato), o il balletto dell&#8217;acqua che addirittura disegtna i cuori in aria del Bellagio. A LV potrete parcheggiare in ogni albergo gratuitamente. Quindi non ammattitevi per cercare parcheggio. Andate a vedere anche la Freemond street a 2 miglia dalla Las Vegas blv. Merita. Senza ombra di dubbio. a LV è difficile trovare cibo non spazzatura&#8230; Se volete mangiare italiano a prezzi tutt&#8217;altro che contenuti, ma sicuramente di qualità, ci sono i ristoranti del Cesar Palace. Io, però, per i pasti vi consiglio il New York New York che ha una marea di ristoranti. C&#8217;è anche il Fornaio (chè è una catena di cibo italiano) sia ristorante che (tavola calda). Io son andata a quest&#8217;ultima. Ottima la qualità e il prezzo. a LV minima permanenza 2 notti. 3 è molto meglio&#8230; ma non di più (beh a mio modesto parere).
Da LV in poche ore la vostra prossima meta non può non essere il Gran Canyon&#8230; I miei genitori (senza di me che ero a San Diego a studiare) &#8216;sta volta han alloggiato a Williams, in una vera cittadina western. I prezzi son molto buoni e credo sia una esperienza da fare per chi viene nel vecchio west! Non tutti sanno che il Gran Canyon ha un&#8217;estensione di 500 km quindi quanto stare? Minimo, ma minimo, 3 notti per passarci almeno 2 giornate intere, probabilmente vedendolo solo dall&#8217;alto. Considerate che c&#8217;è gente che ci si ferma 2 settimane&#8230; C&#8217;è da fare il giro sopra col treno, camminare a piedi, andare nel ponte trasparente e, per chi ha tempo, scendere o addirittura accamparsi (esperienze, queste ultime, che devo ancora provare). Insomma non ci si annoia.
A questo punto la meta a Los Angeles o San Diego (dipende se volete stare nell&#8217;ultimo posto dove avrete il volo). Vi consiglio, se volete andare dal GC a san Diego, comunque, di tornare su per la freeway che va da Las Vegas a Los Angeles perchè la strada che porta dal GC a SD è tutta secondaria e ci vogliono 10 ore (cmq fattibili) di strada normale&#8230; quindi ora ipotizzo che dal GC vi spostiate a Los Angeles.
Los Angeles... è una città totalmente diversa da come la si immagina. è molto interessante da girare ma non so se si possa definire proprio un piacere&#8230; il traffico è pesante&#8230; la città molto grande e non è che sia molto sicura&#8230; insomma, la city è meglio girarla di giorno&#8230; Io vi consiglio di stare 3/4 notti. Il primo giorno, avendo viaggiato, avrete solo metà giornata. Magari potrete andare a fare un giro a Hollywood blv, alla Rodeo dr e un giro in auto per Beverly Hills e Melrose Place. O in alternativa (o cumulativo se riuscite a stare 4 notti), vi fate la costa (avete presente tutte le localtà coi nomi dei telefilm&#8230;?) e prendete un po&#8217; di sole o fate surf (con la muta&#8230;è oceano si gela). Mi raccomando! il Pier di Santa Monica di notte! Anzi di sera visrto che alle 22 chiude tutto. Ovviamente è piccolino se paragonato a San Francisco. Ma è delizioso. Anche con la ruota panoramica!
Un giorno intero lo dovete dedicare agli Universal Studios (N.B. se nelle altre città prendete i volantini degli Universal Studios e della città, trovate elevati sconti&#8230;). Un&#8217;esperienza indescrivibile. é un parco giochi negli studios, con gita nei set. Bellissimo. Apre alle 9, vi conviene arrivare prima per prendere i biglietti o prenderli on line. Chiude alle 21 e quindi vi conviene farlo prima di Disneyland. Infattiil giorno dopo dovete (!!!) andare a Disneyland, anche qui di mattina presto e rimanre, invece, fino a tardi, coi fuochi d&#8217;artificio, la parata e quant&#8217;altro. Indescrivibile, poetico.
Da qui vi muovete per San Diego. ma a questa meravigliosa città dedicherò uno o due post a parte perchè, dopo un mese, ne ho di cose da raccontare&#8230;
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		<title>USA/CALIFORNIA cos&#8217;altro sapere prima di partire</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Aug 2008 05:50:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Palmisano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa è l&#8217;ultima parte della ru8brica sul “cosa sapere” per essere all&#8217;erta. Dalla prossima passerò ai consigli sul dove andare, cosa visitare e dove mangiare! Anche qualora steste andando in un posto veramente caldo (es. la Florida) ricordate di mettere in valigia qualcosa di pesante. Perchè? Ma perchè qui negli USA si usa avere l&#8217;aria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa è l&#8217;ultima parte della ru8brica sul “cosa sapere” per essere all&#8217;erta. Dalla prossima passerò ai consigli sul dove andare, cosa visitare e dove mangiare!</p>
<p style="0cm;">Anche qualora steste andando in un posto veramente caldo (es. la Florida) ricordate di mettere<span style="underline;"> in valigia qualcosa di pesante.</span> Perchè? Ma perchè qui negli USA si usa avere l&#8217;aria condizionata talmente forte da varvi gelare. E non parlo di portarvi il giacchettino che mettereste la sera a RM d&#8217;agosto quando tira una leggera brezza. Portatevi almeno un paio di pantaloni e un giacchetto (ma io direi 2 e 2 a meno che non vogliate comprarveli qua) che mettereste in una serata di metà marzo. Pensate sia esagerata&#8230;? vedo che è il vostro primo viaggio negli USA. Eppoi ricordatevi le prese e i convertitori (come vi ho già detto nella puntata n. 2).</p>
<p style="0cm;">Capitolo spostamenti interni. Innanzitutto una piccola annotazione&#8230; <span id="more-44"></span>se dovete fare dei <span style="underline;">voli interni</span>, ad es. degli scali, sappiate che al controllo vi faranno togliere le scarpe. Meglio viaggiare coi calzini, no?</p>
<p style="0cm;">Se poi pensate di girare gli USA, o anche solo una città solo col <span style="underline;">trasporto pubblico&#8230; </span>in linea di massima state freschi! Visti i prezzi, innanzitutto, se lo avete, portatevi il vostro navigatore satellitare comprando la scheda per gli USA se non la avete. E qui credo che vi toccherà prendere l&#8217;automobile. Ad es. ora alloggio in centro a San Diego ma i mezzi sono rarissimi&#8230; &#8216;sta sera avrei quasi dovuto aspettare un&#8217;ora e sono tornata a piedi in hotel ma spesso le distanze sono proibitive. Attenzione che <span style="underline;">guidare</span> qui non è come da noi. La segnaletica non è il massimo ed è messa al contrario che da noi (l&#8217;insegna che noi leggiamo frontale in Italia indica la strada di dx o di sx, qui indica la strada di fronte). E attenti a <span style="underline;">rispettare tutte le regole</span>.</p>
<p style="0cm;">Vi racconto un paio di aneddoti (realmente accaduti). Un amico di mio padre di è sposato una canadese e venne negli USA in vacanza. La polizia gli suona la sirena e lui si ferma. E, come faceva in Italia, scese dell&#8217;auto. Quelli quasi gli sparano! iniziano ad urlare ma quello non capiva una parola d&#8217;Italiano e lui andava loro incontro! Se la polizia vi ferma per un controllo, dovete rimanere in auto con le mani sul volante alle ore 10:10!! Nulla di più semplice&#8230; basta saperlo!</p>
<p style="0cm;">Storia n. 2. 2 amici di mio padre vennero negli USA e presero l&#8217;auto. Vedendo le strade così larghe iniziarono a correre e subito la sirena della polizia&#8230; portati di fronte al giudice il giorno stesso se la cavarono con una ramanzina e una multa. Usciti dal tribunale, ripresero l&#8217;auto. A quel punto però erano intimoriti&#8230; cavolo erano stati portati innanzi a un giudice&#8230; E iniziarono a guidare piano talmente piano che un&#8217;altra pattuglia della polizia li fermò e li portò &#8230; innanzi lo stesso identico medesimo giudice! A quel punto i 2 presero le chiavi dell&#8217;auto e le consegnarono al giudice perchè non vollero più guidare negli USA! Spero abbiate capito l&#8217;antifona.</p>
<p style="0cm;">Se non erro in California per le strade mentre si guida <span style="underline;">non si può fumare. </span>Veramente non si può fumare in un sacco di posti: sulle spiagge, alle fermate di bus, nei centri commerciali (tranne gli angoletti per fumatori) agli Universal studios (tranne negli angoletti appositi) e mi pare sia così un po&#8217; ovunque. Anche nei ristoranti all&#8217;aperto. Anche <span style="underline;">l&#8217;alcool</span> non può essere portato così tanto in giro&#8230; anzi credo che le restrizioni siano più o meno le stesse che per le sigarette. E le multe sono salate.</p>
<p style="0cm;">Un&#8217;altra cosa importante da sapere è che la nostra percezione dei prezzi è falsata&#8230;! Quando comprate qualcosa, non c&#8217;è scritto ma ci vanno aggiunte le <span style="underline;">tasse</span> (la nostra IVA) che cambia da Paese a paese USA e quindi può ad es. essere dell&#8217; 8,5% o del 12,5%. In più se siete al Ristorante, Hotel, Taxi, ecc&#8230; dovete calcolare il 15%-20% di <span style="underline;">mancia</span> :-/ però i taxi sono molto meno cari rispetto ai nostri&#8230;</p>
<p style="0cm;">Un&#8217;ultima triste annotazione: qui a San Diego o almeno a Down Town dove sto io non c&#8217;è la raccolta differenziata. Soffro!</p>
<p style="0cm;">A presto con i suggerimenti su dove andare e cosa fare&#8230;</p>
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Anche qualora steste andando in un posto veramente caldo (es. la Florida) ricordate di mettere in valigia qualcosa di pesante. Perchè? Ma perchè qui negli USA si usa avere l&#8217;aria condizionata talmente forte da varvi gelare. E non parlo di portarvi il giacchettino che mettereste la sera a RM d&#8217;agosto quando tira una leggera brezza. Portatevi almeno un paio di pantaloni e un giacchetto (ma io direi 2 e 2 a meno che non vogliate comprarveli qua) che mettereste in una serata di metà marzo. Pensate sia esagerata&#8230;? vedo che è il vostro primo viaggio negli USA. Eppoi ricordatevi le prese e i convertitori (come vi ho già detto nella puntata n. 2).
Capitolo spostamenti interni. Innanzitutto una piccola annotazione&#8230; se dovete fare dei voli interni, ad es. degli scali, sappiate che al controllo vi faranno togliere le scarpe. Meglio viaggiare coi calzini, no?
Se poi pensate di girare gli USA, o anche solo una città solo col trasporto pubblico&#8230; in linea di massima state freschi! Visti i prezzi, innanzitutto, se lo avete, portatevi il vostro navigatore satellitare comprando la scheda per gli USA se non la avete. E qui credo che vi toccherà prendere l&#8217;automobile. Ad es. ora alloggio in centro a San Diego ma i mezzi sono rarissimi&#8230; &#8216;sta sera avrei quasi dovuto aspettare un&#8217;ora e sono tornata a piedi in hotel ma spesso le distanze sono proibitive. Attenzione che guidare qui non è come da noi. La segnaletica non è il massimo ed è messa al contrario che da noi (l&#8217;insegna che noi leggiamo frontale in Italia indica la strada di dx o di sx, qui indica la strada di fronte). E attenti a rispettare tutte le regole.
Vi racconto un paio di aneddoti (realmente accaduti). Un amico di mio padre di è sposato una canadese e venne negli USA in vacanza. La polizia gli suona la sirena e lui si ferma. E, come faceva in Italia, scese dell&#8217;auto. Quelli quasi gli sparano! iniziano ad urlare ma quello non capiva una parola d&#8217;Italiano e lui andava loro incontro! Se la polizia vi ferma per un controllo, dovete rimanere in auto con le mani sul volante alle ore 10:10!! Nulla di più semplice&#8230; basta saperlo!
Storia n. 2. 2 amici di mio padre vennero negli USA e presero l&#8217;auto. Vedendo le strade così larghe iniziarono a correre e subito la sirena della polizia&#8230; portati di fronte al giudice il giorno stesso se la cavarono con una ramanzina e una multa. Usciti dal tribunale, ripresero l&#8217;auto. A quel punto però erano intimoriti&#8230; cavolo erano stati portati innanzi a un giudice&#8230; E iniziarono a guidare piano talmente piano che un&#8217;altra pattuglia della polizia li fermò e li portò &#8230; innanzi lo stesso identico medesimo giudice! A quel punto i 2 presero le chiavi dell&#8217;auto e le consegnarono al giudice perchè non vollero più guidare negli USA! Spero abbiate capito l&#8217;antifona.
Se non erro in California per le strade mentre si guida non si può fumare. Veramente non si può fumare in un sacco di posti: sulle spiagge, alle fermate di bus, nei centri commerciali (tranne gli angoletti per fumatori) agli Universal studios (tranne negli angoletti appositi) e mi pare sia così un po&#8217; ovunque. Anche nei ristoranti all&#8217;aperto. Anche l&#8217;alcool non può essere portato così tanto in giro&#8230; anzi credo che le restrizioni siano più o meno le stesse che per le sigarette. E le multe sono salate.
Un&#8217;altra cosa importante da sapere è che la nostra percezione dei prezzi è falsata&#8230;! Quando comprate qualcosa, non c&#8217;è scritto ma ci vanno aggiunte le tasse (la nostra IVA) che cambia da Paese a paese USA e quindi può ad es. essere dell&#8217; 8,5% o del 12,5%. In più se siete al Ristorante, Hotel, Taxi, ecc&#8230; dovete calcolare il 15%-20% di mancia :-/ però i taxi sono molto meno cari rispetto ai nostri&#8230;
Un&#8217;ultima triste annotazione: qui a San Diego o almeno a Down Town dove sto io non c&#8217;è la raccolta differenziata. Soffro!
A presto con i suggerimenti su dove andare e cosa fare&#8230;
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		<title>Andare negli USA&#8230; cosa sapere prima di partire (prima parte)</title>
		<link>http://www.abitarearoma.it/redazione/andare-negli-usa-cosa-sapere/</link>
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		<pubDate>Thu, 07 Aug 2008 23:58:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Palmisano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
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		<description><![CDATA[Mentre la prima parte di questa “rubrica” può interessare solo chi viene negli USA per studiare o comunque per un visto, da questa “puntata” l&#8217;interesse si fa più generale. Premesso che non era la prima volta che venivo negli USA (ma si parla di prima dell&#8217;11 settembre) e che una mia cugina, essendo sposata ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre l<a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/studiare-in-america/" target="_blank">a prima parte di questa “rubrica”</a> può interessare solo chi viene negli USA per studiare o comunque per un visto, da questa “puntata” l&#8217;interesse si fa più generale.</p>
<p style="0cm;">Premesso che  non era la prima volta che venivo negli USA (ma si parla di prima dell&#8217;11 settembre) e che una mia cugina, essendo sposata ad un americano, mi aveva già dato degli avvertimenti, le cose da sapere quando si viene negli USA non sono mai abbastanza e quindi qualcosa ho imparato io stessa direttamente anche &#8216;sta volta.</p>
<p style="0cm;">Innanzitutto&#8230; <span id="more-43"></span>come me credo che alcuni di voi viaggino con PC, cellulari, phon e quanto altro. Negli USA le prese sono diverse (comprare un adattatore può venire da 1,5 euro in su. Vi consiglio di prendervene almeno un paio) quindi provvedete prima di partire anche perchè in Italia gli adattatori sono molto comuni e, confrontati con i pezzi USA, conviene comprarli prima di partire. E se avete una presa con attacco Simens ricordatevi di portarvela. Qui praticamente non si trova da nessuna parte. Ora ho trovato un adattatore universale a Las Vegas ma m&#8217;è costato caro.</p>
<p style="0cm;">Un altra grande differenza è l&#8217;amperaggio. La nostra corrente va a 220, qui negli USA va a 125. Leggete sulle prese o i caricatori se partono da almeno 125 altrimenti o potrebbero funzionare pianissimo (ad es. il phon potrebbe essere a mala pena tiepido) o non funzionare proprio (il mio cellulare qui non si carica!!!). Sempre in Italia potreste comprare una sorta di convertitore. All&#8217;aeroporto di Fiumicino lo vendono a 13 euro.</p>
<p style="0cm;">Ed ora passiamo all&#8217;annoso discorso Assicurazioni! Vi consiglio caldamente, prima di partire, di munirvi di una valida assicurazione perchè, premesso che non auguro a nessuno, me in primis (!) che accada qualcosa, è sempre meglio partire premuniti. Io ne ho fatta una che copra un po&#8217; tutto: smarrimento valigia, quella sanitaria (leggete bene i massimali) e quella da responsabilità civile (no, non voglio sfasciare l&#8217;auto di nessuno né altro ma non si sa mai&#8230;).</p>
<p style="0cm;">Viste le distanze chilometriche e, lasciatemelo dire, il trasporto pubblico USA che lascia molto a desiderare, è probabile che affittiate un&#8217;auto. Data la scarsa segnaletica vi consiglio di prendere un navigatore satellitare dall&#8217;Italia o quando affittate l&#8217;auto (visti i costi, se avete un navigatore in Italia prendete la mappa USA e portatevelo&#8230;). Anche qui attenti a chiedere l&#8217;assicurazione totale e, visto che ci siete, scegliete un modello con bassi consumi (magari bianca se dovete andare in posti caldi&#8230; fidatevi). L&#8217;auto la potete affittare o prima di partire o al vostro arrivo ma attenti ai limiti d&#8217;età richiesti dalle compagnie, ad avere una carta di credito (senza non si può affittare l&#8217;auto). Se l&#8217;affittate all&#8217;arrivo e direttamente dall&#8217;aeroporto, prendete una navetta di una compagnia e vi porterà al Rent A Car.</p>
<p style="0cm;">Prendete informazioni sul clima per evitare brutte sorprese. E non parlo solo della stagione dei tifoni! Molti, ad esempio, pensano che la California abbia un clima come il nostro se non più caldo. Non è assolutamente vero. A San Francisco di giorno faranno 15 gradi centigradi, qui a San Diego oggi, finalmente, è una giornata calda e faranno 25 gradi (sempre di giorno&#8230;).</p>
<p style="0cm;">Se prenotate il vostro hotel dall&#8217;Italia vi consiglio di cercare il link dell&#8217;albergo. Gli alberghi USA solitamente hanno una descrizione meticolosa, Quello in cui vivo ora non l&#8217;aveva&#8230; e arrivata ho capito il perchè, sigh.</p>
<p style="0cm;">Controllate tutti gli optionals dell&#8217;albergo. Fino a quello dove sono ora (ripeto sigh) in tutti ho sempre trovato la macchinetta del caffè americano, la TV (e &#8216;ste 2 cose nella mia room ci sono), phon e ferro da stiro (questi ultimi 2 qui &#8216;sta volta non ci sono in dotazione!!!) per evitare di portare cose che già troverete. Molti alberghi hanno internet in camera (free o a pagamento) e alcuni anche i lettori dvd (ovviamente il mio no).</p>
<p style="0cm;"><em>To be continued&#8230;</em></p>
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Premesso che  non era la prima volta che venivo negli USA (ma si parla di prima dell&#8217;11 settembre) e che una mia cugina, essendo sposata ad un americano, mi aveva già dato degli avvertimenti, le cose da sapere quando si viene negli USA non sono mai abbastanza e quindi qualcosa ho imparato io stessa direttamente anche &#8216;sta volta.
Innanzitutto&#8230; come me credo che alcuni di voi viaggino con PC, cellulari, phon e quanto altro. Negli USA le prese sono diverse (comprare un adattatore può venire da 1,5 euro in su. Vi consiglio di prendervene almeno un paio) quindi provvedete prima di partire anche perchè in Italia gli adattatori sono molto comuni e, confrontati con i pezzi USA, conviene comprarli prima di partire. E se avete una presa con attacco Simens ricordatevi di portarvela. Qui praticamente non si trova da nessuna parte. Ora ho trovato un adattatore universale a Las Vegas ma m&#8217;è costato caro.
Un altra grande differenza è l&#8217;amperaggio. La nostra corrente va a 220, qui negli USA va a 125. Leggete sulle prese o i caricatori se partono da almeno 125 altrimenti o potrebbero funzionare pianissimo (ad es. il phon potrebbe essere a mala pena tiepido) o non funzionare proprio (il mio cellulare qui non si carica!!!). Sempre in Italia potreste comprare una sorta di convertitore. All&#8217;aeroporto di Fiumicino lo vendono a 13 euro.
Ed ora passiamo all&#8217;annoso discorso Assicurazioni! Vi consiglio caldamente, prima di partire, di munirvi di una valida assicurazione perchè, premesso che non auguro a nessuno, me in primis (!) che accada qualcosa, è sempre meglio partire premuniti. Io ne ho fatta una che copra un po&#8217; tutto: smarrimento valigia, quella sanitaria (leggete bene i massimali) e quella da responsabilità civile (no, non voglio sfasciare l&#8217;auto di nessuno né altro ma non si sa mai&#8230;).
Viste le distanze chilometriche e, lasciatemelo dire, il trasporto pubblico USA che lascia molto a desiderare, è probabile che affittiate un&#8217;auto. Data la scarsa segnaletica vi consiglio di prendere un navigatore satellitare dall&#8217;Italia o quando affittate l&#8217;auto (visti i costi, se avete un navigatore in Italia prendete la mappa USA e portatevelo&#8230;). Anche qui attenti a chiedere l&#8217;assicurazione totale e, visto che ci siete, scegliete un modello con bassi consumi (magari bianca se dovete andare in posti caldi&#8230; fidatevi). L&#8217;auto la potete affittare o prima di partire o al vostro arrivo ma attenti ai limiti d&#8217;età richiesti dalle compagnie, ad avere una carta di credito (senza non si può affittare l&#8217;auto). Se l&#8217;affittate all&#8217;arrivo e direttamente dall&#8217;aeroporto, prendete una navetta di una compagnia e vi porterà al Rent A Car.
Prendete informazioni sul clima per evitare brutte sorprese. E non parlo solo della stagione dei tifoni! Molti, ad esempio, pensano che la California abbia un clima come il nostro se non più caldo. Non è assolutamente vero. A San Francisco di giorno faranno 15 gradi centigradi, qui a San Diego oggi, finalmente, è una giornata calda e faranno 25 gradi (sempre di giorno&#8230;).
Se prenotate il vostro hotel dall&#8217;Italia vi consiglio di cercare il link dell&#8217;albergo. Gli alberghi USA solitamente hanno una descrizione meticolosa, Quello in cui vivo ora non l&#8217;aveva&#8230; e arrivata ho capito il perchè, sigh.
Controllate tutti gli optionals dell&#8217;albergo. Fino a quello dove sono ora (ripeto sigh) in tutti ho sempre trovato la macchinetta del caffè americano, la TV (e &#8216;ste 2 cose nella mia room ci sono), phon e ferro da stiro (questi ultimi 2 qui &#8216;sta volta non ci sono in dotazione!!!) per evitare di portare cose che già troverete. Molti alberghi hanno internet in camera (free o a pagamento) e alcuni anche i lettori dvd (ovviamente il mio no).
To be continued&#8230;
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		<title>Estate, scoppia il caso dei bed and breakfast</title>
		<link>http://www.abitarearoma.it/redazione/estate-scoppia-il-caso-dei-bed-and-breakfast/</link>
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		<pubDate>Mon, 04 Aug 2008 10:13:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[affitti]]></category>
		<category><![CDATA[alloggi]]></category>
		<category><![CDATA[appartamenti]]></category>
		<category><![CDATA[bed and breakfast]]></category>

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		<description><![CDATA[Chiunque viaggi non può non conoscere i Bed and Breakfast, strutture nate per consentire alle famiglie in difficoltà di affittare una stanza di appartamenti troppo grandi e costosi a studenti o giovani turisti. Ad oggi questo permesso è diventato un modo per aggirare le norme e per trasformare appartamenti destinati alla residenza (senza alcun obbligo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="justify;"><span style="Verdana;">Chiunque viaggi non può non conoscere i <strong><span style="Verdana;">Bed and Breakfast</span></strong>, strutture nate per consentire alle famiglie in difficoltà di affittare una stanza di appartamenti troppo grandi e costosi a studenti o giovani turisti. Ad oggi questo permesso è diventato un modo per aggirare le norme e per trasformare appartamenti destinati alla residenza (senza alcun obbligo di cambio d&#8217;uso) in veri e propri affittacamere.<span id="more-39"></span></span></p>
<p style="justify;"><span style="Verdana;">A fronte di questo dilagante fenomeno la società Systema ha svolto per <strong><span style="Verdana;">l&#8217;Osservatorio Casa Comunale </span></strong>l&#8217;indagine che ha consentito di censire 1261 strutture ricettive extralberghiere in Venezia insulare. Di questi, la grande maggioranza, 786, sono appartamenti ammobiliati, 263 gli affittacamere, 230 i bed and breakfast, di cui uno su quattro non risulta registrata negli elenchi dei siti turistici della provincia.<br />
Gli stessi autori della ricerca avvertono &#8211; &#8220;<em><span style="Verdana;">si tratta di dati sottostimati di un fenomeno in continua espansione che anche a causa della gestione familiare presenta molti ritardi nelle registrazioni e vere e proprio evasioni</span></em>&#8220;.<br />
Una valanga che sta per travolgere la residenza nel centro storico, e che solo con grande ritardo il comune sta provando ad affrontare.</span></p>
<p style="justify;"><span style="Verdana;">Internet ha reso pubblicità anche a queste strutture, creando un&#8217;ampia rete di b&amp;b presenti su tutto il territorio nazionale, con la possibilità, come per le strutture alberghiere, di poter prenotare on-line. Questo ovviamente ha aumentato la mancanza di controllo da parte dell&#8217;ufficio del turismo verso chi non rispetta le regole per poter svolgere questa attività. La legge di riferimento del settore è la n. 135 del 2001 &#8211; &#8220;<em><strong><span style="Verdana;">riforma della legislazione nazionale del turismo</span></strong></em>&#8221; ma le normative subiscono delle variazioni da regione a regione.</span></p>
<p style="justify;"><strong><span style="Verdana;">Per avviare un&#8217;attività di bed and breakfast</span></strong><span style="Verdana;">, è necessario risiedere nell&#8217;abitazione in cui si intende offrire alloggio e prima colazione, recarsi presso l&#8217;ufficio turistico del proprio comune di residenza (o presso l&#8217;Apt o Iat locale) e fare denuncia di inizio attività, comunicando i prezzi che si intendono praticare.<br />
I prezzi con il timbro del comune andranno poi affissi dietro alla porta della camera degli ospiti.</span></p>
<p style="justify;"><span style="Verdana;">L&#8217;abitazione deve avere massimo 3 camere (l&#8217;Abruzzo ne prevedono 4, la Sicilia 5) debitamente arredate per un massimo di 6 posti letto (in Sicilia per esempio fino a 20 posti letto). Per rispettare il carattere saltuario dell&#8217;attività è prevista un&#8217;interruzione di almeno 90 giorni, anche non consecutivi, nel corso dell&#8217;anno. In questo caso non serve l&#8217;apertura della partita Iva. Il servizio va assicurato secondo la normale organizzazione familiare e fornendo la prima colazione sotto forma di cibi e bevande preconfezionate senza alcun tipo di manipolazione.</span></p>
<p style="justify;"><span style="Verdana;">I bed &amp; breakfast rappresentano una grande realtà di un alloggio e di sistemazione momentanea alla portata economica di molti studenti e viaggiatori che si spostano frequentemente. Riuscire ad avere un controllo massimo e così esteso sul tutto il territorio ed in particolare su alcune zone, va pianificato e seguito costantemente dalle autorità competenti. </span></p>
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A fronte di questo dilagante fenomeno la società Systema ha svolto per l&#8217;Osservatorio Casa Comunale l&#8217;indagine che ha consentito di censire 1261 strutture ricettive extralberghiere in Venezia insulare. Di questi, la grande maggioranza, 786, sono appartamenti ammobiliati, 263 gli affittacamere, 230 i bed and breakfast, di cui uno su quattro non risulta registrata negli elenchi dei siti turistici della provincia.
Gli stessi autori della ricerca avvertono &#8211; &#8220;si tratta di dati sottostimati di un fenomeno in continua espansione che anche a causa della gestione familiare presenta molti ritardi nelle registrazioni e vere e proprio evasioni&#8220;.
Una valanga che sta per travolgere la residenza nel centro storico, e che solo con grande ritardo il comune sta provando ad affrontare.
Internet ha reso pubblicità anche a queste strutture, creando un&#8217;ampia rete di b&amp;b presenti su tutto il territorio nazionale, con la possibilità, come per le strutture alberghiere, di poter prenotare on-line. Questo ovviamente ha aumentato la mancanza di controllo da parte dell&#8217;ufficio del turismo verso chi non rispetta le regole per poter svolgere questa attività. La legge di riferimento del settore è la n. 135 del 2001 &#8211; &#8220;riforma della legislazione nazionale del turismo&#8221; ma le normative subiscono delle variazioni da regione a regione.
Per avviare un&#8217;attività di bed and breakfast, è necessario risiedere nell&#8217;abitazione in cui si intende offrire alloggio e prima colazione, recarsi presso l&#8217;ufficio turistico del proprio comune di residenza (o presso l&#8217;Apt o Iat locale) e fare denuncia di inizio attività, comunicando i prezzi che si intendono praticare.
I prezzi con il timbro del comune andranno poi affissi dietro alla porta della camera degli ospiti.
L&#8217;abitazione deve avere massimo 3 camere (l&#8217;Abruzzo ne prevedono 4, la Sicilia 5) debitamente arredate per un massimo di 6 posti letto (in Sicilia per esempio fino a 20 posti letto). Per rispettare il carattere saltuario dell&#8217;attività è prevista un&#8217;interruzione di almeno 90 giorni, anche non consecutivi, nel corso dell&#8217;anno. In questo caso non serve l&#8217;apertura della partita Iva. Il servizio va assicurato secondo la normale organizzazione familiare e fornendo la prima colazione sotto forma di cibi e bevande preconfezionate senza alcun tipo di manipolazione.
I bed &amp; breakfast rappresentano una grande realtà di un alloggio e di sistemazione momentanea alla portata economica di molti studenti e viaggiatori che si spostano frequentemente. Riuscire ad avere un controllo massimo e così esteso sul tutto il territorio ed in particolare su alcune zone, va pianificato e seguito costantemente dalle autorità competenti. 
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		<title>Studiare un mese in America? ecco come&#8230; impazzire (capitolo primo: IL VISTO)</title>
		<link>http://www.abitarearoma.it/redazione/studiare-in-america/</link>
		<comments>http://www.abitarearoma.it/redazione/studiare-in-america/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 29 Jul 2008 01:01:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Palmisano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[studiare]]></category>
		<category><![CDATA[usa]]></category>
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		<description><![CDATA[Ciao a tutti. Sono Letizia, redattrice di AbitareA. Neolaureata che ha avuto la strampalata idea di venire a studiare negli States per un mese. Premesso che sono ancora qui e, precisamente a San Diego, vi racconterò, in base alla mia esperienza cosa (non) fare per passare un mese di studio in relax e, possibilmente, divertendovi. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao a tutti. Sono Letizia, redattrice di AbitareA. Neolaureata che ha avuto la strampalata idea di venire a studiare negli States per un  mese. Premesso  che sono ancora qui e, precisamente a San Diego, vi racconterò, in base alla mia esperienza cosa (non) fare per passare un mese  di studio in relax e, possibilmente, divertendovi.</p>
<p style="0cm;">La prima cosa da sapere è che, in base a cosa ci andiate a fare negli USA, dovete seguire degli iter (peccato che sia difficile trovare qualcuno che vi dica<span id="more-32"></span> di quanti e quali step consti questo iter&#8230;).</p>
<p style="0cm;">Se come me, ad esempio, volete venire a studiare un mese un corso intensivo (il mio è specifico sul business English con 30 ore settimanali, dalle ore 9 alle ore 16:05 fino al giovedì e il venerdì fino all&#8217;una), dovete sapere che vi dovrete procurare (oltre al passaporto elettronico&#8230; consigliatissimo e alla svelta!) il Visto per non-migranti.<br />
“Bene” direte voi, a chi bisogna chiedere e come si ottiene? Se come me state pagando profumatamente un&#8217;agenzia turistica vi aspetterete che vi diano loro le prime informazioni (nel mio caso&#8230; maddechè). Vi conviene, invece, chiamare direttamente l&#8217;Ambasciata americana. Ah, ovviamente l&#8217;ambasciata è raggiungibile per le informazioni per il visto ad un 899 e solo ad un 899 che, se chiamate da fisso, costa un euro e mezzo (mi pare più IVA) per un max di 6 minuti (e considerato che i primi 2/3 minuti li perdete con una voce a disco che non si può bloccare&#8230; fate voi). Ma se, come nel mio caso, avete disabilitato le chiamate verso i numeri a pagamento non disperate: potete chiamare dal cellulare pagando di più (quanto dipende dal vostro operatore e la telefonata dura ancora di meno. Ma, niente paura: potrete ripagare, ehm richiamare).</p>
<p style="0cm;">Un primo consiglio: prenotate con largo anticipo, almeno 2 mesi prima perchè tra una cosa e un&#8217;altra il tempo scorre e rischiate che, come è capitato a me, la scuola dagli USA vi debba mandare il foglio che certifica che avete pagato la scuola e l&#8217;alloggio via corriere (altri 50 euro). Per avere il foglio ho dovuto prima dimostrare di essere solvente (aver pagato corso e alloggio) e di essere solvibile per5 eventuali altre spese (ho dovuto portare l&#8217;estratto conto dei miei.<br />
ALLUCINANTE ma vero e i tempi si sono allungati.</p>
<p style="0cm;">Avuto il foglio e il sevice number della scuola dovete pagare altri 100 dollari come ulteriore tassa per il visto (ma almeno il cambio ci aiuta). Meglio farlo via internet con carta di credito altrimenti campa cavallo e chissà quando vi arriva.</p>
<p style="0cm;">A questo punto io ho telefonato in ambasciata per prendere appuntamento per l&#8217;interview obbligatoria per il visto. NB si può andare solo in Ambasciata o ai consolati che se non erro, in totale sono solo a Milano, Roma e Napoli. Fate voi!</p>
<p style="0cm;">Chiamo all&#8217;esoso numero e quello al centralino mi dice: ha compilato il modulo (non so quale) on line? e io&#8230; pure??? chiudo la chiamata e compilo il modulo. Mi segno il numero del modulo, richiamo e prendo appuntamento. A questo punto, come me, non vi resta che andare in ambasciata all&#8217;orario indicato. NB: non me lo ha detto nessuno ma mia madre ha avuto l&#8217;intuizione di farmi portare il passaporto.</p>
<p style="0cm;">Arrivo lì, terra straniera, e col passaporto passo. Ovvio se avete un cellulare o altro lo dovrete lasciare al deposito. Faccio la fila e la signorina che ti sistema i documenti mi fa: ma le manca la tassa governativa! Le faccio vedere cosa ho pagato e lei dice: ma oltre a quella c&#8217;è la tassa (altri 90 euro se non erro)!</p>
<p style="0cm;">Esci dall&#8217;Ambasciata, vai  in banca, fai la fila, paga, torna in ambasciata, rilascia i cellulari, rientra, riprendi i numeretti e ritorna dalla consulente, dopodichè lei vi farà: e le foto tessera? (In quel momento volevo strozzare il ragazzo del CTS).</p>
<p style="0cm;">Vai alla macchinetta e fai le foto (dimensione over size!!!). Dopodiché, atteso un altro po&#8217; di tempo, ho finalmente fatto l&#8217;interview (che consiste in una serie di domande su quel che fai, perchè vai negli Usa ecc) con il Console (lui simpatico, devo ammetterlo), ovviamente dopo aver lasciato le impronte digitali.</p>
<p style="0cm;">A &#8216;sto punto direte: è fatta! Ancora no! Se (se) il visto viene concesso, devi andare il pomeriggio stesso o quello del giorno successivo (te lo dicono loro) a ritirare il visto in un posto dove paghi altri 4 euro ma se ne aggiungi 12 te lo portano a casa (seh! mi son fatta 2 ore sotto il sole in auto ma altri soldi proprio no).</p>
<p style="0cm;">E questa è l&#8217;annosa trafila che dovete subire per avere il visto. Beh, spero che dopo le mie informazioni, il vostro visto sia più veloce, semplice e risparmioso. A presto con le prossime puntate (anche positive&#8230; i promise).</p>
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La prima cosa da sapere è che, in base a cosa ci andiate a fare negli USA, dovete seguire degli iter (peccato che sia difficile trovare qualcuno che vi dica di quanti e quali step consti questo iter&#8230;).
Se come me, ad esempio, volete venire a studiare un mese un corso intensivo (il mio è specifico sul business English con 30 ore settimanali, dalle ore 9 alle ore 16:05 fino al giovedì e il venerdì fino all&#8217;una), dovete sapere che vi dovrete procurare (oltre al passaporto elettronico&#8230; consigliatissimo e alla svelta!) il Visto per non-migranti.
“Bene” direte voi, a chi bisogna chiedere e come si ottiene? Se come me state pagando profumatamente un&#8217;agenzia turistica vi aspetterete che vi diano loro le prime informazioni (nel mio caso&#8230; maddechè). Vi conviene, invece, chiamare direttamente l&#8217;Ambasciata americana. Ah, ovviamente l&#8217;ambasciata è raggiungibile per le informazioni per il visto ad un 899 e solo ad un 899 che, se chiamate da fisso, costa un euro e mezzo (mi pare più IVA) per un max di 6 minuti (e considerato che i primi 2/3 minuti li perdete con una voce a disco che non si può bloccare&#8230; fate voi). Ma se, come nel mio caso, avete disabilitato le chiamate verso i numeri a pagamento non disperate: potete chiamare dal cellulare pagando di più (quanto dipende dal vostro operatore e la telefonata dura ancora di meno. Ma, niente paura: potrete ripagare, ehm richiamare).
Un primo consiglio: prenotate con largo anticipo, almeno 2 mesi prima perchè tra una cosa e un&#8217;altra il tempo scorre e rischiate che, come è capitato a me, la scuola dagli USA vi debba mandare il foglio che certifica che avete pagato la scuola e l&#8217;alloggio via corriere (altri 50 euro). Per avere il foglio ho dovuto prima dimostrare di essere solvente (aver pagato corso e alloggio) e di essere solvibile per5 eventuali altre spese (ho dovuto portare l&#8217;estratto conto dei miei.
ALLUCINANTE ma vero e i tempi si sono allungati.
Avuto il foglio e il sevice number della scuola dovete pagare altri 100 dollari come ulteriore tassa per il visto (ma almeno il cambio ci aiuta). Meglio farlo via internet con carta di credito altrimenti campa cavallo e chissà quando vi arriva.
A questo punto io ho telefonato in ambasciata per prendere appuntamento per l&#8217;interview obbligatoria per il visto. NB si può andare solo in Ambasciata o ai consolati che se non erro, in totale sono solo a Milano, Roma e Napoli. Fate voi!
Chiamo all&#8217;esoso numero e quello al centralino mi dice: ha compilato il modulo (non so quale) on line? e io&#8230; pure??? chiudo la chiamata e compilo il modulo. Mi segno il numero del modulo, richiamo e prendo appuntamento. A questo punto, come me, non vi resta che andare in ambasciata all&#8217;orario indicato. NB: non me lo ha detto nessuno ma mia madre ha avuto l&#8217;intuizione di farmi portare il passaporto.
Arrivo lì, terra straniera, e col passaporto passo. Ovvio se avete un cellulare o altro lo dovrete lasciare al deposito. Faccio la fila e la signorina che ti sistema i documenti mi fa: ma le manca la tassa governativa! Le faccio vedere cosa ho pagato e lei dice: ma oltre a quella c&#8217;è la tassa (altri 90 euro se non erro)!
Esci dall&#8217;Ambasciata, vai  in banca, fai la fila, paga, torna in ambasciata, rilascia i cellulari, rientra, riprendi i numeretti e ritorna dalla consulente, dopodichè lei vi farà: e le foto tessera? (In quel momento volevo strozzare il ragazzo del CTS).
Vai alla macchinetta e fai le foto (dimensione over size!!!). Dopodiché, atteso un altro po&#8217; di tempo, ho finalmente fatto l&#8217;interview (che consiste in una serie di domande su quel che fai, perchè vai negli Usa ecc) con il Console (lui simpatico, devo ammetterlo), ovviamente dopo aver lasciato le impronte digitali.
A &#8216;sto punto direte: è fatta! Ancora no! Se (se) il visto viene concesso, devi andare il pomeriggio stesso o quello del giorno successivo (te lo dicono loro) a ritirare il visto in un posto dove paghi altri 4 euro ma se ne aggiungi 12 te lo portano a casa (seh! mi son fatta 2 ore sotto il sole in auto ma altri soldi proprio no).
E questa è l&#8217;annosa trafila che dovete subire per avere il visto. Beh, spero che dopo le mie informazioni, il vostro visto sia più veloce, semplice e risparmioso. A presto con le prossime puntate (anche positive&#8230; i promise).
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