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	<title>Redazione &#187; Cronaca</title>
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	<description>Blog a cura dei redattori del giornale online www.abitarearoma.net</description>
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		<title>La scrivania del Duce e del dissenso</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 10:10:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Extra Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[Benito Mussolini]]></category>
		<category><![CDATA[Duce]]></category>
		<category><![CDATA[Enzo Moavero Milanesi]]></category>
		<category><![CDATA[Storace]]></category>

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		<description><![CDATA[Le divisioni della politica italiana per la sostituzione di una scrivania appartenuta a Mussolini a palazzo Chigi. Impossibile? Invece no… In questo periodo di crisi, di riforme pensionistiche e sacrifici che tutti gli italiani sono o meno contenti di fare per il futuro, a fare notizia nel nascituro governo Monti, sembrerebbe una scrivania. Il neoministro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le divisioni della politica italiana per la sostituzione di una scrivania appartenuta a Mussolini a palazzo Chigi. Impossibile? Invece no…</p>
<p>In questo periodo <span id="more-629"></span>di crisi, di riforme pensionistiche e sacrifici che tutti gli italiani sono o meno contenti di fare per il futuro, a fare notizia nel nascituro governo Monti, sembrerebbe una scrivania.</p>
<p>Il neoministro degli Affari europei, Enzo Moavero Milanesi, giurista e giornalista, sembrerebbe non d’accordo ad utilizzare nel suo nuovo ufficio a palazzo Chigi, la scrivania che secondo voci di palazzo sarebbe appartenuta al duce. E’ bastato ordinare la sua sostituzione a scatenare le ire di alcuni politici.</p>
<p>Sul blog di Francesco Storace, leader de La Destra si legge: “Confesso che non conoscevo Enzo Moavero Milanesi. Costui ha pensato di passare alla storia ordinando di cambiare la scrivania ministeriale perché quella che ha trovato &#8211; si dice &#8211; sarebbe appartenuta a Benito Mussolini”. Inoltre conferma Storace, seguendo le voci che si sono diffuse nel palazzo del governo, il neo ministro avrebbe gridato a gran voce “Sono antifascista”. Il motivo per cui si sia poi accanito contro un pezzo di storia. Ben diverse le posizioni di politici di sinistra.</p>
<p>E’ pur vero che Moavero è stato un socialista ma le dichiarazioni ufficiali divergono alquanto: “è soltanto per motivi di spazio” ha spiegato il ministro. La scrivania era molto grande e quindi Moavero ha deciso di prenderne una più piccola anche per fare spazio a suoi collaboratori negli stessi ambienti.</p>
<p>Ma è così importante discutere su cosa o non cosa mettere in un ufficio? Per fare da paciere suggerirei che essendo un bene storico forse dovrebbe essere contemplata la sua effimera bellezza artistica al di là di chi, lì sopra, ha poggiato le proprie carte di lavoro.</p>
<p>Ma poi agli Italiani interessa?</p>
<p><em><strong>di Serenella Napolitano</strong></em></p>
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In questo periodo di crisi, di riforme pensionistiche e sacrifici che tutti gli italiani sono o meno contenti di fare per il futuro, a fare notizia nel nascituro governo Monti, sembrerebbe una scrivania.
Il neoministro degli Affari europei, Enzo Moavero Milanesi, giurista e giornalista, sembrerebbe non d’accordo ad utilizzare nel suo nuovo ufficio a palazzo Chigi, la scrivania che secondo voci di palazzo sarebbe appartenuta al duce. E’ bastato ordinare la sua sostituzione a scatenare le ire di alcuni politici.
Sul blog di Francesco Storace, leader de La Destra si legge: “Confesso che non conoscevo Enzo Moavero Milanesi. Costui ha pensato di passare alla storia ordinando di cambiare la scrivania ministeriale perché quella che ha trovato &#8211; si dice &#8211; sarebbe appartenuta a Benito Mussolini”. Inoltre conferma Storace, seguendo le voci che si sono diffuse nel palazzo del governo, il neo ministro avrebbe gridato a gran voce “Sono antifascista”. Il motivo per cui si sia poi accanito contro un pezzo di storia. Ben diverse le posizioni di politici di sinistra.
E’ pur vero che Moavero è stato un socialista ma le dichiarazioni ufficiali divergono alquanto: “è soltanto per motivi di spazio” ha spiegato il ministro. La scrivania era molto grande e quindi Moavero ha deciso di prenderne una più piccola anche per fare spazio a suoi collaboratori negli stessi ambienti.
Ma è così importante discutere su cosa o non cosa mettere in un ufficio? Per fare da paciere suggerirei che essendo un bene storico forse dovrebbe essere contemplata la sua effimera bellezza artistica al di là di chi, lì sopra, ha poggiato le proprie carte di lavoro.
Ma poi agli Italiani interessa?
di Serenella Napolitano
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		<title>L’inaugurazione di Trony manda in tilt Roma</title>
		<link>http://www.abitarearoma.it/redazione/l%e2%80%99inaugurazione-di-trony-manda-in-tilt-roma/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 11:51:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Extra Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[La mattina del 27 ottobre 2011, Roma si è risvegliata nel caos. Traffico rallentato e linee degli autobus soppresse, hanno causato vari disagi ai cittadini del quadrante Nord di Roma. E questa volta madre natura non ha colpe. Daniele Torquati, capogruppo pd del XX Municipio, in una nota ha dichiarato: “Una Città che ha vissuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La mattina del 27 ottobre 2011, Roma si è risvegliata nel caos. Traffico rallentato e linee degli autobus soppresse, hanno causato vari disagi ai cittadini del quadrante Nord di Roma. E questa volta madre natura non ha colpe.</p>
<p>Daniele Torquati, capogruppo pd del XX Municipio, in una nota ha dichiarato:<span id="more-624"></span> “Una Città che ha vissuto il Giubileo, la morte di Giovanni Paolo II, le notti bianche, le feste del Cinema, eventi tristi e gioiosi ma comunque di grande impatto, si ferma per l’inaugurazione di un centro commerciale – prosegue Torquati &#8211; Oggi si è reso Ponte Milvio un enorme parcheggio e si è chiusa via Flaminia vecchia senza nessun preavviso per i cittadini. Questa emergenza è di nuovo una calamità naturale? In questi giorni – conclude la nota &#8211; abbiamo assistito al fango della scuola di via Valle Vescovo, ora al blocco di migliaia di cittadini; tutti problemi derivanti da interessi dei privati ai quali la pubblica amministrazione non sa dare risposte e scarica le proprie responsabilità”.</p>
<p>Il consigliere comunale del Pd, Paolo Masini: “Non solo <a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/il-maltempo-a-roma-si-scatena-la-politica-e-intanto-le-scuole-le-strade-le-abitazioni-si-allagano-sul-serio/">temporali e piogge</a>. A bloccare la sempre più decadente Roma di Alemanno basta anche una semplice inaugurazione di un negozio a Ponte Milvio. Un quadrante della città bloccato, traffico in tilt, pochi vigili in strada e Campidoglio come al solito non informato e non organizzato. Con Alemanno ogni giorno ce n’è una, ma il sindaco sa cosa avviene quotidianamente in città? O il suo pensiero è rivolto solo alla politica nazionale e alla Pdl?”.</p>
<p>“Quello che sta accadendo questa mattina nella Capitale con tutta la parte nord di Roma, completamente paralizzata per l’apertura di un centro commerciale a Ponte Milvio é solo l’ultimo, incredibile, disastro quotidiano figlio della disorganizzazione della giunta Alemanno”. Lo dichiara, in una nota, Luciano Nobili, portavoce romano di Alleanza per l’Italia, il partito guidato da Francesco Rutelli. “Per i romani, intrappolati nelle auto o bloccati nei mezzi pubblici fermi nel traffico, non c&#8217;é salvezza nella via crucis quotidiana che li accompagna al lavoro, in una città che ogni giorno é messa in ginocchio da un cantiere,da un temporale, persino dall’inaugurazione di un negozio”.</p>
<p>Il blocco è stato fatto proprio nelle ore di maggior traffico e tutte le strade di accesso alla tangenziale erano impraticabili, da Corso Francia alla Salaria, da Ponte Milvio alla Flaminia e così migliaia di romani hanno fatto i conti con l’ennesima inaugurazioni di un grande centro commerciale.</p>
<p>A risentirne il traffico privato, ma soprattutto l’intera rete del trasporto pubblico così come annunciato in un comunicato stampa dell’Agenzia della Mobilità.</p>
<p>Tutte le linee delle zone centro, nord, est e ovest Salaria, tangenziale (da San Giovanni a Monte mario) Cassia, Ponte Milvio, Flaminia,Olimpica, Monti Tiburtini, Nomentana, Grottarossa, Giuochi Delfici, Camilluccia) hanno ritardato le loro corse, con inevitabili ripercussioni in altre zone della città.</p>
<p><em><strong>di Serenella Napolitano</strong></em></p>
<p><strong>Di seguito qualche video sull&#8217;inaugurazione di Trony a Ponte Milvio.</strong></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/xqqf6QgeH-M" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p><em>Questa era la situazione alle 5e40 del mattino.</em></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/CSAzF9hLCkE" frameborder="0" width="480" height="360"></iframe></p>
<p><em>&#8220;&#8230; l&#8217;entrata è quella giù giù in fondo, pensa pe arrivacce&#8230;&#8221;</em></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/8yZz6KDqYrg" frameborder="0" width="480" height="360"></iframe></p>
<p><em>&#8220;&#8230; non spingete: fate ammazzà la gente!&#8230;&#8221;</em></p>
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Daniele Torquati, capogruppo pd del XX Municipio, in una nota ha dichiarato: “Una Città che ha vissuto il Giubileo, la morte di Giovanni Paolo II, le notti bianche, le feste del Cinema, eventi tristi e gioiosi ma comunque di grande impatto, si ferma per l’inaugurazione di un centro commerciale – prosegue Torquati &#8211; Oggi si è reso Ponte Milvio un enorme parcheggio e si è chiusa via Flaminia vecchia senza nessun preavviso per i cittadini. Questa emergenza è di nuovo una calamità naturale? In questi giorni – conclude la nota &#8211; abbiamo assistito al fango della scuola di via Valle Vescovo, ora al blocco di migliaia di cittadini; tutti problemi derivanti da interessi dei privati ai quali la pubblica amministrazione non sa dare risposte e scarica le proprie responsabilità”.
Il consigliere comunale del Pd, Paolo Masini: “Non solo temporali e piogge. A bloccare la sempre più decadente Roma di Alemanno basta anche una semplice inaugurazione di un negozio a Ponte Milvio. Un quadrante della città bloccato, traffico in tilt, pochi vigili in strada e Campidoglio come al solito non informato e non organizzato. Con Alemanno ogni giorno ce n’è una, ma il sindaco sa cosa avviene quotidianamente in città? O il suo pensiero è rivolto solo alla politica nazionale e alla Pdl?”.
“Quello che sta accadendo questa mattina nella Capitale con tutta la parte nord di Roma, completamente paralizzata per l’apertura di un centro commerciale a Ponte Milvio é solo l’ultimo, incredibile, disastro quotidiano figlio della disorganizzazione della giunta Alemanno”. Lo dichiara, in una nota, Luciano Nobili, portavoce romano di Alleanza per l’Italia, il partito guidato da Francesco Rutelli. “Per i romani, intrappolati nelle auto o bloccati nei mezzi pubblici fermi nel traffico, non c&#8217;é salvezza nella via crucis quotidiana che li accompagna al lavoro, in una città che ogni giorno é messa in ginocchio da un cantiere,da un temporale, persino dall’inaugurazione di un negozio”.
Il blocco è stato fatto proprio nelle ore di maggior traffico e tutte le strade di accesso alla tangenziale erano impraticabili, da Corso Francia alla Salaria, da Ponte Milvio alla Flaminia e così migliaia di romani hanno fatto i conti con l’ennesima inaugurazioni di un grande centro commerciale.
A risentirne il traffico privato, ma soprattutto l’intera rete del trasporto pubblico così come annunciato in un comunicato stampa dell’Agenzia della Mobilità.
Tutte le linee delle zone centro, nord, est e ovest Salaria, tangenziale (da San Giovanni a Monte mario) Cassia, Ponte Milvio, Flaminia,Olimpica, Monti Tiburtini, Nomentana, Grottarossa, Giuochi Delfici, Camilluccia) hanno ritardato le loro corse, con inevitabili ripercussioni in altre zone della città.
di Serenella Napolitano
Di seguito qualche video sull&#8217;inaugurazione di Trony a Ponte Milvio.

Questa era la situazione alle 5e40 del mattino.

&#8220;&#8230; l&#8217;entrata è quella giù giù in fondo, pensa pe arrivacce&#8230;&#8221;

&#8220;&#8230; non spingete: fate ammazzà la gente!&#8230;&#8221;
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		</item>
		<item>
		<title>Il maltempo a Roma. Si scatena la politica e intanto le scuole, le strade, le abitazioni si allagano sul serio</title>
		<link>http://www.abitarearoma.it/redazione/il-maltempo-a-roma-si-scatena-la-politica-e-intanto-le-scuole-le-strade-le-abitazioni-si-allagano-sul-serio/</link>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2011 14:33:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Extra Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[La mattina del 20 ottobre 2011 migliaia di cittadini si sono svegliati col suono scrosciante di un terribile temporale che si è abbattuto su Roma, causando molti danni alla viabilità, alle abitazioni private, ai negozi. La risposta al nubifragio è arrivata a suon di parole e dichiarazioni, dopo poche ore, da parte del mondo politico, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La mattina del 20 ottobre 2011 migliaia di cittadini si sono svegliati col suono scrosciante di un terribile temporale che si è abbattuto su Roma, causando molti danni alla viabilità, alle abitazioni private, ai negozi. La risposta al nubifragio è arrivata a suon di parole e dichiarazioni, dopo poche ore, da parte del mondo politico, che come al solito, per risolvere i danni cerca quel capro espiatorio su cui far ricadere la colpa.</p>
<p>Tutto bloccato dalla <span id="more-621"></span>metro alle ferrovie per non parlare dell’immediata chiusura di alcune scuole.</p>
<p>All’improvviso piogge di parole hanno intasato le agenzie di stampa e le mail di tante redazioni.</p>
<p>Augusto Santori, consigliere Pdl del XV municipio, ha fatto sapere che alcune scuole della materna di Via Greve alla Magliana e della media Nino Rota a Villa Bonelli erano allagate, dai corridoi a buona parte delle aule e bagni. Allagato era anche il ponticello di Via Baffi al Portuense e quello di Parco dei Medici a Magliana Vecchia. Allagata Via Marchetti all’incrocio con Via della Magliana e Via Mecozzi all’imbocco del GRA. Una piccola Venezia, peccato che parlo di Roma.</p>
<p>Il presidente della Commissione sicurezza di Roma Capitale, Fabrizio Santori ha insistito nella sua nota che“è necessario risolvere il problema una volta per tutte realizzando un piano di mobilità che preveda la pioggia, che potenzi e metta in atto all’occorrenza tutte le misure di prevenzione e di fluidificazione del traffico, con interventi immediati su reti fognarie e caditoie, e che soprattutto metta al riparo le stazioni e i percorsi delle metropolitane di Roma”. Ovviamente la nota proseguiva con il solito attacco alle passate amministrazioni che ci hanno lasciato “un’eredità pesante poiché la sinistra che oggi critica ha dimenticato di quando, come avvenne il 1 novembre 2002, l’allora sindaco Veltroni chiedeva aiuto al governo per fronteggiare i danni di un altro nubifragio che fece scempio della Capitale”. La colpa, infatti è delle reti fognarie che “sono di quasi un secolo fa, vecchie, malandate e dimenticate: tornano alla memoria evidentemente solo quando piove, a danno ormai subìto.”</p>
<p>Il segretario del Pd Roma, Marco Miccoli, invece, ha subito pensato al prossimo inverno, chiedendosi che se un “Un temporale di poche ore, anche se di notevole intensità può bloccare la Capitale d’Italia, cosa succederà allora in pieno inverno? La città sarà paralizzata e in tilt ogni giorno?”. E Poi con una serie di incalzanti domande chiedeva come mai “le foglie cadute non vengono rimosse dai tombini”. Forse perché, ipotizzava il Miccoli, il sindaco della Capitale, pensa più “alla politica nazionale che occuparsi di Roma e dei suoi problemi quotidiani, sempre più drammatici”.</p>
<p>Si è parlato di dilettanti allo sbaraglio, di vecchi sindaci inadempienti, di milioni di euro non usati per il risanamento idraulico, notizia diffusa da Alessandro Onorato, capogruppo Udc in Campidoglio. Allora mi viene un’altra domanda, da semplice cittadina: “Ma perché invece di pungersi a parole come Cicerone contro Catilina, non fanno in modo che i cittadini non devono usare l’arca per tornare a casa?”.</p>
<p><em><strong>di Serenella Napolitano</strong></em></p>
<form id="vozme_form_b9543afeedb73bcc6d0000ae59e46b13" method="post" name="vozme_form_b9543afeedb73bcc6d0000ae59e46b13" target="b9543afeedb73bcc6d0000ae59e46b13" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="Il maltempo a Roma. Si scatena la politica e intanto le scuole, le strade, le abitazioni si allagano sul serio.. La mattina del 20 ottobre 2011 migliaia di cittadini si sono svegliati col suono scrosciante di un terribile temporale che si è abbattuto su Roma, causando molti danni alla viabilità, alle abitazioni private, ai negozi. La risposta al nubifragio è arrivata a suon di parole e dichiarazioni, dopo poche ore, da parte del mondo politico, che come al solito, per risolvere i danni cerca quel capro espiatorio su cui far ricadere la colpa.
Tutto bloccato dalla metro alle ferrovie per non parlare dell’immediata chiusura di alcune scuole.
All’improvviso piogge di parole hanno intasato le agenzie di stampa e le mail di tante redazioni.
Augusto Santori, consigliere Pdl del XV municipio, ha fatto sapere che alcune scuole della materna di Via Greve alla Magliana e della media Nino Rota a Villa Bonelli erano allagate, dai corridoi a buona parte delle aule e bagni. Allagato era anche il ponticello di Via Baffi al Portuense e quello di Parco dei Medici a Magliana Vecchia. Allagata Via Marchetti all’incrocio con Via della Magliana e Via Mecozzi all’imbocco del GRA. Una piccola Venezia, peccato che parlo di Roma.
Il presidente della Commissione sicurezza di Roma Capitale, Fabrizio Santori ha insistito nella sua nota che“è necessario risolvere il problema una volta per tutte realizzando un piano di mobilità che preveda la pioggia, che potenzi e metta in atto all’occorrenza tutte le misure di prevenzione e di fluidificazione del traffico, con interventi immediati su reti fognarie e caditoie, e che soprattutto metta al riparo le stazioni e i percorsi delle metropolitane di Roma”. Ovviamente la nota proseguiva con il solito attacco alle passate amministrazioni che ci hanno lasciato “un’eredità pesante poiché la sinistra che oggi critica ha dimenticato di quando, come avvenne il 1 novembre 2002, l’allora sindaco Veltroni chiedeva aiuto al governo per fronteggiare i danni di un altro nubifragio che fece scempio della Capitale”. La colpa, infatti è delle reti fognarie che “sono di quasi un secolo fa, vecchie, malandate e dimenticate: tornano alla memoria evidentemente solo quando piove, a danno ormai subìto.”
Il segretario del Pd Roma, Marco Miccoli, invece, ha subito pensato al prossimo inverno, chiedendosi che se un “Un temporale di poche ore, anche se di notevole intensità può bloccare la Capitale d’Italia, cosa succederà allora in pieno inverno? La città sarà paralizzata e in tilt ogni giorno?”. E Poi con una serie di incalzanti domande chiedeva come mai “le foglie cadute non vengono rimosse dai tombini”. Forse perché, ipotizzava il Miccoli, il sindaco della Capitale, pensa più “alla politica nazionale che occuparsi di Roma e dei suoi problemi quotidiani, sempre più drammatici”.
Si è parlato di dilettanti allo sbaraglio, di vecchi sindaci inadempienti, di milioni di euro non usati per il risanamento idraulico, notizia diffusa da Alessandro Onorato, capogruppo Udc in Campidoglio. Allora mi viene un’altra domanda, da semplice cittadina: “Ma perché invece di pungersi a parole come Cicerone contro Catilina, non fanno in modo che i cittadini non devono usare l’arca per tornare a casa?”.
di Serenella Napolitano
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		<title>Donne sull’orlo di un sampietrino</title>
		<link>http://www.abitarearoma.it/redazione/donne-sull-orlo-di-un-sampietrino/</link>
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		<pubDate>Thu, 21 Jul 2011 14:36:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Extra Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[sampietrini]]></category>
		<category><![CDATA[tacchi a spillo]]></category>

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		<description><![CDATA[È di oggi la notizia del nuovo piano di riqualificazione stradale di via del Teatro Marcello, via Luigi Petroselli, piazza Bocca della Verità e via del Corso da piazza del Popolo a piazza Venezia. Lo ha annunciato il sindaco Gianni Alemanno con l&#8217;assessore ai Lavori Pubblici, Fabrizio Ghera, inaugurando il piano biennale di manutenzione stradale. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È di oggi la notizia del nuovo piano di riqualificazione stradale di via del Teatro Marcello, via Luigi Petroselli, piazza Bocca della Verità e via del Corso da piazza del Popolo a piazza Venezia. Lo ha annunciato il sindaco Gianni Alemanno con l&#8217;assessore ai Lavori Pubblici, Fabrizio Ghera, inaugurando il piano biennale di manutenzione stradale. Il costo complessivo dell’opera urbanistica, che toccherà centro storico e periferia, sarà di 60 milioni di euro.</p>
<p>A breve termine il rifacimento della zona via del Corso per la cifra di 1 milione e 700mila euro e delle altre tre zone &#8211; Marcello, Petroselli, Bocca della Verità &#8211; i cui lavori partiranno il 21 luglio, riguarderanno una superficie complessiva di 15mila mq e costeranno complessivamente alla città 1 milione e 600mila euro.</p>
<p>In via del teatro Marcello si lavorerà dal 21 luglio al 20 settembre in tre fasi:<span id="more-599"></span> da vicolo Jugario a via Montanara, chiudendo un varco della Ztl direzione piazza Aracoeli con l’esecuzione dei lavori sul lato destro. Si passerà al tratto compreso tra piazza Aracoeli a via Montanara e solo successivamente si procederà nell&#8217;altra metà della carreggiata. Infine i lavori riguarderanno il tratto compreso tra via Montanara e via del Foro Olitorio in direzione piazza Bocca della Verità.</p>
<p>Nei giorni festivi dalle 9 alle 19 via dei Fori Imperiali sarà comunque consentito l&#8217;accesso ai mezzi pubblici. In via Petroselli i lavori riguarderanno il tratto veicolare tra vicolo Jugario a piazza Bocca della Verita&#8217; in direzione Circo Massimo con data fine lavori prevista per il 30 settembre. In piazza Bocca della Verità i lavori andranno dal 21 ottobre al 30 novembre e saranno suddivisi in due fasi per non creare problemi alla viabilità ordinaria.</p>
<p>I lavori in via del Corso partiranno il 21 luglio e termineranno a dicembre così da non pregiudicare lo shopping natalizio. Nel tratto compreso tra piazza del Popolo e largo Goldoni prima e da via di Caravita a piazza Venezia poi, si lavorerà in notturna dalle 20.30 e alle 6.30 in modo da non compromettere durante il giorno l’attività dei commercianti né il traffico veicolare.</p>
<p>Il nuovo abito di via del Corso e del centro storico sarà glamour e hi-tech poiché oltre alla stesura dell’asfalto e al rifacimento dei marciapiedi in lastre di basalto si provvederà alla sostituzione dei vecchi sampietrini con dei nuovi che, pur nel rispetto della tradizione romana, “avranno al di sotto una base di cemento armato e saranno sigillati in modo da non creare avvallamenti”.</p>
<p>Sampietrini moderni Made in Rome per salvaguardare i tacchi delle donne insomma. A nessun uomo sarà più chiesto di chinarsi per salvare lo sfortunato tacco a spillo dalla loro temutissima morsa.</p>
<p>Ma dall’opposizione di leva un coro di polemiche inasprite dalle recenti vicissitudini riguardanti l’esigua rappresentatività rosa nella giunta. Per Dario Nanni del Pd “è uno strano concetto di riguardo verso le donne: si tutelano i beni anziché i diritti”. “Forse Alemanno spera così di evitare il ricorso al Tar sulle quote rosa difendendo il tacco dodici”, gli fa eco il consigliere comunale Paolo Masini, mentre Athos de Luca racchiude il tutto in un ironico e romanesco “Daje de tacco daje de punta” ma poi aggiunge che i problemi a Roma sono molteplici e irrisolti, dalla criminalità al trasporto pubblico al traffico insostenibile passando per la raccolta dei rifiuti, le tasse, e dulcis in fundo Parentopoli, problemi che fanno davvero indignare i romani. E la risposta non può essere il marciapiede che salvaguarda il tacco 12.</p>
<p><em><strong>di Eleonora Cianfrini</strong></em></p>
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A breve termine il rifacimento della zona via del Corso per la cifra di 1 milione e 700mila euro e delle altre tre zone &#8211; Marcello, Petroselli, Bocca della Verità &#8211; i cui lavori partiranno il 21 luglio, riguarderanno una superficie complessiva di 15mila mq e costeranno complessivamente alla città 1 milione e 600mila euro.
In via del teatro Marcello si lavorerà dal 21 luglio al 20 settembre in tre fasi: da vicolo Jugario a via Montanara, chiudendo un varco della Ztl direzione piazza Aracoeli con l’esecuzione dei lavori sul lato destro. Si passerà al tratto compreso tra piazza Aracoeli a via Montanara e solo successivamente si procederà nell&#8217;altra metà della carreggiata. Infine i lavori riguarderanno il tratto compreso tra via Montanara e via del Foro Olitorio in direzione piazza Bocca della Verità.
Nei giorni festivi dalle 9 alle 19 via dei Fori Imperiali sarà comunque consentito l&#8217;accesso ai mezzi pubblici. In via Petroselli i lavori riguarderanno il tratto veicolare tra vicolo Jugario a piazza Bocca della Verita&#8217; in direzione Circo Massimo con data fine lavori prevista per il 30 settembre. In piazza Bocca della Verità i lavori andranno dal 21 ottobre al 30 novembre e saranno suddivisi in due fasi per non creare problemi alla viabilità ordinaria.
I lavori in via del Corso partiranno il 21 luglio e termineranno a dicembre così da non pregiudicare lo shopping natalizio. Nel tratto compreso tra piazza del Popolo e largo Goldoni prima e da via di Caravita a piazza Venezia poi, si lavorerà in notturna dalle 20.30 e alle 6.30 in modo da non compromettere durante il giorno l’attività dei commercianti né il traffico veicolare.
Il nuovo abito di via del Corso e del centro storico sarà glamour e hi-tech poiché oltre alla stesura dell’asfalto e al rifacimento dei marciapiedi in lastre di basalto si provvederà alla sostituzione dei vecchi sampietrini con dei nuovi che, pur nel rispetto della tradizione romana, “avranno al di sotto una base di cemento armato e saranno sigillati in modo da non creare avvallamenti”.
Sampietrini moderni Made in Rome per salvaguardare i tacchi delle donne insomma. A nessun uomo sarà più chiesto di chinarsi per salvare lo sfortunato tacco a spillo dalla loro temutissima morsa.
Ma dall’opposizione di leva un coro di polemiche inasprite dalle recenti vicissitudini riguardanti l’esigua rappresentatività rosa nella giunta. Per Dario Nanni del Pd “è uno strano concetto di riguardo verso le donne: si tutelano i beni anziché i diritti”. “Forse Alemanno spera così di evitare il ricorso al Tar sulle quote rosa difendendo il tacco dodici”, gli fa eco il consigliere comunale Paolo Masini, mentre Athos de Luca racchiude il tutto in un ironico e romanesco “Daje de tacco daje de punta” ma poi aggiunge che i problemi a Roma sono molteplici e irrisolti, dalla criminalità al trasporto pubblico al traffico insostenibile passando per la raccolta dei rifiuti, le tasse, e dulcis in fundo Parentopoli, problemi che fanno davvero indignare i romani. E la risposta non può essere il marciapiede che salvaguarda il tacco 12.
di Eleonora Cianfrini
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		<title>Roma 2011&#8230; ex città aperta…</title>
		<link>http://www.abitarearoma.it/redazione/roma-2011-ex-citta-aperta/</link>
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		<pubDate>Sat, 09 Jul 2011 12:39:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Extra Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Alberto Bonanni è l’ennesima vittima di una Roma pericolosa, violenta, senza pietà. Ridotto in fin di vita dopo essere stato aggredito da più persone, ha ricevuto calci e “cascate” anche quando era tramortito a terra. Il sindaco Alemanno dichiara “Vittima della violenza ultrà”, peccato che il campionato sia finito da tempo…. Eh si, il Sindaco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alberto Bonanni è l’ennesima vittima di una Roma pericolosa, violenta, senza pietà. Ridotto in fin di vita dopo essere stato aggredito da più persone, ha ricevuto calci e “cascate” anche quando era tramortito a terra. Il sindaco Alemanno dichiara “Vittima della violenza ultrà”, peccato che <span id="more-595"></span>il campionato sia finito da tempo…. Eh si, il Sindaco continua a non mettere a fuoco quello che oramai sta diventando un vero incubo per la capitale. Certo dobbiamo dare merito ad Alemanno di aver frenato la violenza degli stranieri, dando una bella spinta a quella degli italiani. Bravo Sindaco! Mi sembra di vivere, non in una Roma degli anni 70, ma in una Roma degli anni 30 quando le squadracce giravano senza paura e, con la tipica regola dei 10 contro 1, si sentivano i padroni di tutto e tutti. E’ per questo che l’aggressione di Alberto Bonanni non può non essere collegata a questa subcultura fascista, rinvigorita e legittimata al momento. Di quella subultura che di politico non ha nulla, ma che sa molto di violenza, vigliaccheria, omofobia, xenofobia.  Giusto per citare alcuni accadimenti del periodo Alemanniano della città:</p>
<p>Giugno 2011 un gruppo di omofobi violenti ha inseguito con dei bastoni alcuni ragazzi omosessuali nei pressi del Gay Village a Roma;</p>
<p>Giugno 2010 petardi contro il Gay village di Roma,</p>
<p>Settembre 2009 due bombe carta vengono fatte esplodere dietro al Colosseo alla Gay street;</p>
<p>Agosto 2009 Alessandro Sardelli alias Svastichella… aggredì due gay colpendone uno con un collo di bottiglia rotta…;</p>
<p>Certo non  mancavano anche prima queste violenze, basta ricordare l’aggressione di villa Ada e l’omicidio di Renato Biagetti, ma è innegabile che dopo l’elezione del sindaco Alemanno tali violenze sono aumentate. Questo perché questa tipologia di personaggi, in stile Svastichella, si sentono oggi più legittimati. Sia in maniera indiretta, per l’ideologia comunque legata al sindaco odierno, sia in maniera diretta per le deboli prese di posizioni del primo cittadino. Prese di posizioni mai chiaramente politiche e antifasciste. Mentre è chiara l’origine di queste violenze, maturata in questi ambienti dove la violenza senza freni, è un normale mezzo di risoluzione delle controversie e la vigliacca legge del branco la fa da padrona. E non importa il collegamento diretto a movimenti, partiti o centri sociali, è sufficiente la tipologia di ideali che portano avanti. Ideali, se tale si possono definire, basati oltre che sull’uso della violenza sull’odio verso tutto ciò che è diverso, straniero o omosessuale, musulmano o indù non fa differenza. La soluzione?  Oltre le pene severissime, sulla quale anche la sinistra ed il suo garantismo hanno delle forti colpe, occorrerebbe educare alla tolleranza e al rispetto della diversità. Intanto basterebbe applicare la Costituzione, con l’obbligo eventuale per i vari Svastichella e i Larussa a tornare a scuola a studiare la storia. Vietare, ma non a parole, qualsiasi calendario e cimelio con la faccia di Mussolini. Obbligare le scuole a fare gite a Fossoli oltre che ai lager tedeschi. Portare i bambini sulla tomba di Matteotti per poi spiegargli chi era e cosa gli successe. Fargli fare un giro nel ghetto di Roma e spiegare cosa accadde la notte del 16 ottobre del 1943. Raccontare il rastrellamento del Quadraro. Aprire 24h il museo della Liberazione di Roma. E occorre ripetere e ripetere senza pause e senza mai aver paura di pensare di essere fuori tempo. Diceva Calamandrei “Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra costituzione” non dimentichiamolo mai. Questi sono i valori grazie ai quali è nata l’Italia,quelli contrapposti rappresentano la peggiore  vergogna della nostra storia.</p>
<p><em><strong>di Giuseppe Barbone</strong></em></p>
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Giugno 2011 un gruppo di omofobi violenti ha inseguito con dei bastoni alcuni ragazzi omosessuali nei pressi del Gay Village a Roma;
Giugno 2010 petardi contro il Gay village di Roma,
Settembre 2009 due bombe carta vengono fatte esplodere dietro al Colosseo alla Gay street;
Agosto 2009 Alessandro Sardelli alias Svastichella… aggredì due gay colpendone uno con un collo di bottiglia rotta…;
Certo non  mancavano anche prima queste violenze, basta ricordare l’aggressione di villa Ada e l’omicidio di Renato Biagetti, ma è innegabile che dopo l’elezione del sindaco Alemanno tali violenze sono aumentate. Questo perché questa tipologia di personaggi, in stile Svastichella, si sentono oggi più legittimati. Sia in maniera indiretta, per l’ideologia comunque legata al sindaco odierno, sia in maniera diretta per le deboli prese di posizioni del primo cittadino. Prese di posizioni mai chiaramente politiche e antifasciste. Mentre è chiara l’origine di queste violenze, maturata in questi ambienti dove la violenza senza freni, è un normale mezzo di risoluzione delle controversie e la vigliacca legge del branco la fa da padrona. E non importa il collegamento diretto a movimenti, partiti o centri sociali, è sufficiente la tipologia di ideali che portano avanti. Ideali, se tale si possono definire, basati oltre che sull’uso della violenza sull’odio verso tutto ciò che è diverso, straniero o omosessuale, musulmano o indù non fa differenza. La soluzione?  Oltre le pene severissime, sulla quale anche la sinistra ed il suo garantismo hanno delle forti colpe, occorrerebbe educare alla tolleranza e al rispetto della diversità. Intanto basterebbe applicare la Costituzione, con l’obbligo eventuale per i vari Svastichella e i Larussa a tornare a scuola a studiare la storia. Vietare, ma non a parole, qualsiasi calendario e cimelio con la faccia di Mussolini. Obbligare le scuole a fare gite a Fossoli oltre che ai lager tedeschi. Portare i bambini sulla tomba di Matteotti per poi spiegargli chi era e cosa gli successe. Fargli fare un giro nel ghetto di Roma e spiegare cosa accadde la notte del 16 ottobre del 1943. Raccontare il rastrellamento del Quadraro. Aprire 24h il museo della Liberazione di Roma. E occorre ripetere e ripetere senza pause e senza mai aver paura di pensare di essere fuori tempo. Diceva Calamandrei “Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra costituzione” non dimentichiamolo mai. Questi sono i valori grazie ai quali è nata l’Italia,quelli contrapposti rappresentano la peggiore  vergogna della nostra storia.
di Giuseppe Barbone
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		<title>Greenpeace vs Facebook</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Feb 2011 18:22:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tarullo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Greenpeace]]></category>

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		<description><![CDATA[Svegliarsi, fare colazione, andare in bagno e&#8230; controllare il profilo Facebook. Quest&#8217;ultimo è uno di quei gesti entrati quasi in sordina nella nostra vita quotidiana, ormai divenuto quasi un bisogno fisiologico di cui non siamo più in grado di fare a meno, rendendoci così schiavi della tecnologia. Avete mai pensato come il nostro uso/abuso del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2011/02/app_full_proxy_php-anteprima-450x292-248506.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-536" title="Greenpeace vs facebook" src="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2011/02/app_full_proxy_php-anteprima-450x292-248506-300x194.jpg" alt="" width="300" height="194" /></a>Svegliarsi, fare colazione, andare in bagno e&#8230; controllare il profilo Facebook. Quest&#8217;ultimo è uno di quei gesti entrati quasi in sordina nella nostra vita quotidiana,  ormai divenuto quasi un bisogno fisiologico di cui non siamo più in grado di fare a meno, rendendoci così schiavi della tecnologia.</p>
<p>Avete mai pensato come il nostro uso/abuso del famoso social network statunitense posso recare non pochi danni al globo? A mettere in guardia Facebook questa volta ci ha pensato l&#8217;associazione ambientale per eccellenza Greenpeace.</p>
<p>Entro il prossimo 22 aprile, data in cui si celebra la &#8220;Earth day &#8211; Giornata per la Terra&#8221;, il colosso del web dovrà predisporre e rendere pubblico un piano per abbandonare l&#8217;utilizzo di energia elettrica prodotta dal carbone.</p>
<p>Questa iniziativa, che<span id="more-535"></span> prende il nome di &#8220;Facebook: Unfriend coal&#8221; sostenuta da oltre 600 mila persone in rete, ha preso vita durante l&#8217;incontro avvenuto al World Economic Forum di Davos tra Kumi Naidoo, Direttore esecutivo di Greenpeace International, e Randi Zuckerberg, Direttore Marketing di Facebook.</p>
<p>Dove i due hanno discusso della possibilità che il social network diventi un leader globale nell&#8217;utilizzo di energia rinnovabile.</p>
<p>Greenpeace ha tenuto a sottolineare la scelta di Facebook di realizzare due nuovi &#8220;data center&#8221; in Oregon e North Carolina, stipulando contratti di fornitura di energia elettrica con aziende che generano la maggior parte della loro elettricità dal carbone,   chiedendo di rivedere questa scelta a favore di un&#8217;energia più pulita proveniente da  fonti rinnovabili.</p>
<p>Sono quattro gli impegni che l&#8217;associazione ambientalista ha inserito nella richiesta indirizzata al social network: aumentare l&#8217;utilizzo di energia rinnovabile per il funzionamento dei suoi server, sviluppare un piano per ridurre l&#8217;impronta climatica e diventare &#8220;carbon free&#8221; entro il 2021, informare gli utenti di Facebook sul modo in cui vengono alimentati i propri server e promuovere l&#8217;utilizzo di energia rinnovabile a livello locale, nazionale e internazionale.</p>
<p>&#8220;Negli ultimi anni Facebook è diventato un nome familiare per decine di milioni di persone ma, purtroppo, utilizza energia prodotta da 19 centrali a carbone, tecnologia del diciannovesimo secolo, per alimentare strumenti e fornire servizi del ventunesimo secolo &#8211; ha commentato Casey Harrell, attivista di Greenpeace &#8211; i numerosi fan del social network, sparsi in tutto il mondo, chiedono alla società che amano di guidare la rivoluzione energetica verde. Mark Zuckerberg sarà all&#8217;altezza della sfida?&#8221;.</p>
<p>&#8220;Facebook &#8211; continua Harrell &#8211; ha cambiato il nostro modo di intendere e vivere la rete. L&#8217;azienda ha oggi l&#8217;opportunità di dare il buon esempio e, solo estendendo il suo approccio innovativo alle questioni climatiche e ambientali, potrà dimostrare che le imprese prosperano anche quando scelgono la &#8220;via verde&#8221;, come già Pepsico, e Procter and Gamble si sono impegnati a fare&#8221;.</p>
<p>Riuscirà il social network di colore blu a trasformarsi in un sito internet &#8220;verde&#8221;?</p>
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Avete mai pensato come il nostro uso/abuso del famoso social network statunitense posso recare non pochi danni al globo? A mettere in guardia Facebook questa volta ci ha pensato l&#8217;associazione ambientale per eccellenza Greenpeace.
Entro il prossimo 22 aprile, data in cui si celebra la &#8220;Earth day &#8211; Giornata per la Terra&#8221;, il colosso del web dovrà predisporre e rendere pubblico un piano per abbandonare l&#8217;utilizzo di energia elettrica prodotta dal carbone.
Questa iniziativa, che prende il nome di &#8220;Facebook: Unfriend coal&#8221; sostenuta da oltre 600 mila persone in rete, ha preso vita durante l&#8217;incontro avvenuto al World Economic Forum di Davos tra Kumi Naidoo, Direttore esecutivo di Greenpeace International, e Randi Zuckerberg, Direttore Marketing di Facebook.
Dove i due hanno discusso della possibilità che il social network diventi un leader globale nell&#8217;utilizzo di energia rinnovabile.
Greenpeace ha tenuto a sottolineare la scelta di Facebook di realizzare due nuovi &#8220;data center&#8221; in Oregon e North Carolina, stipulando contratti di fornitura di energia elettrica con aziende che generano la maggior parte della loro elettricità dal carbone,   chiedendo di rivedere questa scelta a favore di un&#8217;energia più pulita proveniente da  fonti rinnovabili.
Sono quattro gli impegni che l&#8217;associazione ambientalista ha inserito nella richiesta indirizzata al social network: aumentare l&#8217;utilizzo di energia rinnovabile per il funzionamento dei suoi server, sviluppare un piano per ridurre l&#8217;impronta climatica e diventare &#8220;carbon free&#8221; entro il 2021, informare gli utenti di Facebook sul modo in cui vengono alimentati i propri server e promuovere l&#8217;utilizzo di energia rinnovabile a livello locale, nazionale e internazionale.
&#8220;Negli ultimi anni Facebook è diventato un nome familiare per decine di milioni di persone ma, purtroppo, utilizza energia prodotta da 19 centrali a carbone, tecnologia del diciannovesimo secolo, per alimentare strumenti e fornire servizi del ventunesimo secolo &#8211; ha commentato Casey Harrell, attivista di Greenpeace &#8211; i numerosi fan del social network, sparsi in tutto il mondo, chiedono alla società che amano di guidare la rivoluzione energetica verde. Mark Zuckerberg sarà all&#8217;altezza della sfida?&#8221;.
&#8220;Facebook &#8211; continua Harrell &#8211; ha cambiato il nostro modo di intendere e vivere la rete. L&#8217;azienda ha oggi l&#8217;opportunità di dare il buon esempio e, solo estendendo il suo approccio innovativo alle questioni climatiche e ambientali, potrà dimostrare che le imprese prosperano anche quando scelgono la &#8220;via verde&#8221;, come già Pepsico, e Procter and Gamble si sono impegnati a fare&#8221;.
Riuscirà il social network di colore blu a trasformarsi in un sito internet &#8220;verde&#8221;?
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		<title>E&#8217; reato appropriarsi di identità altrui su Facebook e social network</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Jan 2011 10:15:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tarullo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>

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		<description><![CDATA[Julia Roberts, Robert De Niro, Angelina Jolie, Michelle Hunziker, Jovanotti e Samuele Bersani. Una cosa accumuna tutti questi grandi artisti italiani e stranieri: sono stati vittima, almeno una volta, di un furto d&#8217;identità sul noto social network Facebook. Finalmente l&#8217;America compie un passo avanti nella tutela della privacy sui social network con l&#8217;entrata in vigore, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2008/10/logo_facebook.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-80  alignleft" style="border: 0pt none; margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="logo_facebook" src="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2008/10/logo_facebook-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Julia Roberts, Robert De Niro, Angelina Jolie, Michelle Hunziker, Jovanotti e Samuele Bersani. Una cosa accumuna tutti questi grandi artisti italiani e stranieri: sono stati vittima, almeno una volta, di un furto d&#8217;identità sul noto social network Facebook.</p>
<p>Finalmente l&#8217;America compie un passo avanti nella tutela della privacy sui social network con l&#8217;entrata in vigore, lo scorso 1 gennaio 2010, nello stato della California della legge <span id="more-508"></span>SB 1411 promossa dal senatore democratico Joe Simitian. Un&#8217;integrazione dell&#8217;articolo 528.5 del &#8220;Codice Penale della California&#8221;, che punisce con una pena massima di un anno di carcere o un&#8217;ammenda fino a mille dollari, chiunque in Internet si spacci per un&#8217;altra persona e ne tragga profitto o danneggi qualcuno.</p>
<p>Proprio la California risulta uno degli stati più colpiti dallo spiacevole fenomeno, che tocca celebrità di ogni settore, non risparmiando anche la gente comune. Un esempio su tutti, quello degli ex fidanzati, che per vendicarsi da tradimenti ed abbandoni perseguitano il partner, pubblicando foto e commenti sgradevoli su presunti profili di Facebook.</p>
<p>Sembra che sul social network di Mark Zuckenberg sia un&#8217;impresa impossibile tutelare la propria identità, nonostante la &#8220;Dichiarazione dei diritti e delle responsabilità&#8221; che bisogna leggere attentamente ed accettare i termini prima dell&#8217;iscrizione dove è evidenziato il divieto di fornire informazioni personali false e di creare più di un profilo. «Nel nostro Paese succede soprattutto agli sportivi, ai cantanti e ai politici», racconta Guido Scorza, docente di diritto dell&#8217;informatica all&#8217;università La Sapienza.</p>
<p>«Difendere la propria privacy in rete è possibile. Siamo tutelati &#8211; continua Guido Scorza &#8211; dal codice della privacy, con l&#8217;articolo 167 in materia di illecito trattamento di dati personali altrui: le sanzioni possono arrivare a tre anni di carcere. E poi dal codice penale, che nell&#8217;articolo 494 avverte: &#8220;Chiunque, al fine di procurare a sé o ad altri vantaggio o di recare ad altri un danno, induce taluno in errore, sostituendo illegittimamente la propria all&#8217;altrui persona&#8221; va punito con la reclusione fino a un anno».</p>
<p>Al codice penale ha fatto riferimento anche la Cassazione, con la sentenza numero 46674 del 14 dicembre 2007, che respingeva il ricorso di un uomo che aveva creato un falso account con il nome della ex compagna introducendola in una rete di incontri di tipo sessuale.</p>
<p>In attesa dell&#8217;arrivo di un provvedimento simile anche in Italia continua il lavoro sporco delle bande di hacker che ultimamente hanno preso di mira il cantante Samuele Bersani. L&#8217;artista aveva una pagina sulla piattaforma Zuckerberg, con circa 21 mila amicizie, peccato che lui non ne era minimamente a conoscenza.  Francesco Renga, invece, mette in guardia i suoi fans dichiarando: «Tuttora c&#8217;è più di un profilo a mio nome su Facebook, ma preferisco non avvisare la polizia delle telecomunicazioni. Quando non c&#8217;è dolo, mi diverto. Sono solo fan affezionati, mi vogliono bene. Posso però dire, per metterli in guardia, che io non interagisco mai direttamente con i miei sostenitori: chiedo commenti, apro discussioni, ma non mando mai email private».</p>
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Julia Roberts, Robert De Niro, Angelina Jolie, Michelle Hunziker, Jovanotti e Samuele Bersani. Una cosa accumuna tutti questi grandi artisti italiani e stranieri: sono stati vittima, almeno una volta, di un furto d&#8217;identità sul noto social network Facebook.
Finalmente l&#8217;America compie un passo avanti nella tutela della privacy sui social network con l&#8217;entrata in vigore, lo scorso 1 gennaio 2010, nello stato della California della legge SB 1411 promossa dal senatore democratico Joe Simitian. Un&#8217;integrazione dell&#8217;articolo 528.5 del &#8220;Codice Penale della California&#8221;, che punisce con una pena massima di un anno di carcere o un&#8217;ammenda fino a mille dollari, chiunque in Internet si spacci per un&#8217;altra persona e ne tragga profitto o danneggi qualcuno.
Proprio la California risulta uno degli stati più colpiti dallo spiacevole fenomeno, che tocca celebrità di ogni settore, non risparmiando anche la gente comune. Un esempio su tutti, quello degli ex fidanzati, che per vendicarsi da tradimenti ed abbandoni perseguitano il partner, pubblicando foto e commenti sgradevoli su presunti profili di Facebook.
Sembra che sul social network di Mark Zuckenberg sia un&#8217;impresa impossibile tutelare la propria identità, nonostante la &#8220;Dichiarazione dei diritti e delle responsabilità&#8221; che bisogna leggere attentamente ed accettare i termini prima dell&#8217;iscrizione dove è evidenziato il divieto di fornire informazioni personali false e di creare più di un profilo. «Nel nostro Paese succede soprattutto agli sportivi, ai cantanti e ai politici», racconta Guido Scorza, docente di diritto dell&#8217;informatica all&#8217;università La Sapienza.
«Difendere la propria privacy in rete è possibile. Siamo tutelati &#8211; continua Guido Scorza &#8211; dal codice della privacy, con l&#8217;articolo 167 in materia di illecito trattamento di dati personali altrui: le sanzioni possono arrivare a tre anni di carcere. E poi dal codice penale, che nell&#8217;articolo 494 avverte: &#8220;Chiunque, al fine di procurare a sé o ad altri vantaggio o di recare ad altri un danno, induce taluno in errore, sostituendo illegittimamente la propria all&#8217;altrui persona&#8221; va punito con la reclusione fino a un anno».
Al codice penale ha fatto riferimento anche la Cassazione, con la sentenza numero 46674 del 14 dicembre 2007, che respingeva il ricorso di un uomo che aveva creato un falso account con il nome della ex compagna introducendola in una rete di incontri di tipo sessuale.
In attesa dell&#8217;arrivo di un provvedimento simile anche in Italia continua il lavoro sporco delle bande di hacker che ultimamente hanno preso di mira il cantante Samuele Bersani. L&#8217;artista aveva una pagina sulla piattaforma Zuckerberg, con circa 21 mila amicizie, peccato che lui non ne era minimamente a conoscenza.  Francesco Renga, invece, mette in guardia i suoi fans dichiarando: «Tuttora c&#8217;è più di un profilo a mio nome su Facebook, ma preferisco non avvisare la polizia delle telecomunicazioni. Quando non c&#8217;è dolo, mi diverto. Sono solo fan affezionati, mi vogliono bene. Posso però dire, per metterli in guardia, che io non interagisco mai direttamente con i miei sostenitori: chiedo commenti, apro discussioni, ma non mando mai email private».
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		<title>Giorno di ordinaria violenza a Roma</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 08:22:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carbonaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 7 luglio doveva essere una giornata particolare: lo è stato. L&#8217;aggettivo non rende merito a quello che sarebbe dovuto essere, visto che la “particolarità” della giornata era la strana coincidenza (non unica negli ultimi anni, peraltro) di due manifestazioni in poche centinaia di metri. Dalle 10 della mattina piazza Montecitorio, sede del Parlamento, doveva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/07/manifestazione-disabili-7-7-10-1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-448" title="manifestazione-disabili-7-7-10 (1)" src="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/07/manifestazione-disabili-7-7-10-1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il 7 luglio doveva essere una giornata particolare: lo è stato. L&#8217;aggettivo non rende merito a quello che sarebbe dovuto essere, visto che la “particolarità” della giornata era la strana coincidenza (non unica negli ultimi anni, peraltro) di due manifestazioni in poche centinaia di metri.</p>
<p>Dalle 10 della mattina piazza Montecitorio, sede del<span id="more-441"></span> Parlamento, doveva essere il luogo della manifestazione nazionale dei disabili, promossa dalle associazioni dei disabili FAND (Federazione Associazioni Nazionali Disabili) e FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell&#8217;Handicap) contro quella manovra che ridurrà  i loro pochi diritti, con una serie di tagli, e l&#8217;innalzamento dal 74 all&#8217;85% della soglia di invalidità per l&#8217;accesso all&#8217;assegno mensile di assistenza (256 euro).</p>
<p><a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/07/manifestazione-disabili-7-7-10-2.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-449" title="manifestazione-disabili-7-7-10 (2)" src="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/07/manifestazione-disabili-7-7-10-2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Già dalle prime ore però il disappunto cresceva. Di piazza Montecitorio ai tanti partecipanti era stato destinato un angolo ad almeno 50 metri dall&#8217;ingresso della Camera, luogo diventato ormai quasi di culto per la sua impenetrabilità.</p>
<p>La logistica non studiata da chi di dovere non aveva di fatto preso in considerazione le centinaia di carrozzelle presenti nelle vie del centro, perlopiù sotto un sole di Roma che ha fatto il resto.</p>
<p><a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/07/manifestazione-disabili-7-7-10-3.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-450" title="manifestazione-disabili-7-7-10 (3)" src="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/07/manifestazione-disabili-7-7-10-3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>In piazza presenti così molte persone, gran parte affette da handicap fisici, con relativi accompagnatori, più cittadini e persone che hanno voluto dare il loro contributo, tra le sigle della sinistra, l&#8217;Italia dei Valori, con la presenza di Antonio Di Pietro ed altre forze, quali il Movimento per Roma di Michele Baldi.</p>
<p>Verso le 11,30 del mattino, spostandosi di solo 200 metri da piazza Montecitorio, direzione via del Corso, ecco nel frattempo comparire la folta rappresentanza dei cittadini de L&#8217;Aquila.</p>
<p><a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/07/manifestazione-disabili-7-7-10-4.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-451" title="manifestazione-disabili-7-7-10 (4)" src="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/07/manifestazione-disabili-7-7-10-4-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Per qualche minuto mi fermo così a capire cosa sta arrivando da piazza Venezia, ripensando ad una scena vista solamente un&#8217;ora prima.</p>
<p>Per chi è pratico della città e dei suoi vicoli, sa bene che a pochi passi dal Campidoglio, in poche centinaia di metri troviamo Palazzo Grazioli del PDL, la Camera dei Deputati e, più internamente, il Senato della Repubblica.</p>
<p>Ingenuamente mi dirigo in direzione Palazzo Grazioli per arrivare a piazza Montecitorio, ma noto che una schiera folta come non mai di forze dell&#8217;ordine, impedisce persino il passaggio a piedi nel raggio del palazzo del PDL, impedendo anche a degli ignari turisti l&#8217;attraversamento. Da lì a neanche cento metri, vedo che, oltre essere bloccato il passaggio in quella zona, è bloccato anche l&#8217;ingresso delle auto per tutta via del Corso, con schiere di forze dell&#8217;ordine intente a presidiare.</p>
<p><a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/07/manifestazione-disabili-7-7-10-5.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-452" title="manifestazione-disabili-7-7-10 (5)" src="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/07/manifestazione-disabili-7-7-10-5-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Per le 11,30 il tutto è ancor più forzato: quattro linee di gruppi celere impediscono il passaggio ai mezzi per via del Corso, ma, cosa ancor più incredibile, tutti i gruppi sono pronti in assetto anti sommossa, caschi su e scudi in mano.</p>
<p>L&#8217;inevitabile è così accaduto, tutto era troppo prevedibile: gli aquilani, sempre più esausti della situazione che giornalmente vivono, riescono ad oltrepassare il blocco di via del Corso, tentando, come gran parte delle manifestazioni, di arrivare a quella piazza Montecitorio, dove loro altro non voglio che urlare a gran voce le loro ragioni.</p>
<p><a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/07/manifestazione-disabili-7-7-10.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-454" title="manifestazione-disabili-7-7-10" src="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/07/manifestazione-disabili-7-7-10-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il resto è invece, tristemente, storia nota: tre ragazzi vengono feriti alla testa, scene di panico, soprattutto di panico allargato, visto che le notizie di quello che stava succedendo arriva anche ai manifestanti di piazza Montecitorio, tra cui scatta il panico ed il terrore (“non è che adesso ci bastonano anche a noi?”).</p>
<p>Storie tutte italiane.</p>
<p><em><strong>di Mauro Carbonaro</strong></em></p>
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Dalle 10 della mattina piazza Montecitorio, sede del Parlamento, doveva essere il luogo della manifestazione nazionale dei disabili, promossa dalle associazioni dei disabili FAND (Federazione Associazioni Nazionali Disabili) e FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell&#8217;Handicap) contro quella manovra che ridurrà  i loro pochi diritti, con una serie di tagli, e l&#8217;innalzamento dal 74 all&#8217;85% della soglia di invalidità per l&#8217;accesso all&#8217;assegno mensile di assistenza (256 euro).
Già dalle prime ore però il disappunto cresceva. Di piazza Montecitorio ai tanti partecipanti era stato destinato un angolo ad almeno 50 metri dall&#8217;ingresso della Camera, luogo diventato ormai quasi di culto per la sua impenetrabilità.
La logistica non studiata da chi di dovere non aveva di fatto preso in considerazione le centinaia di carrozzelle presenti nelle vie del centro, perlopiù sotto un sole di Roma che ha fatto il resto.
In piazza presenti così molte persone, gran parte affette da handicap fisici, con relativi accompagnatori, più cittadini e persone che hanno voluto dare il loro contributo, tra le sigle della sinistra, l&#8217;Italia dei Valori, con la presenza di Antonio Di Pietro ed altre forze, quali il Movimento per Roma di Michele Baldi.
Verso le 11,30 del mattino, spostandosi di solo 200 metri da piazza Montecitorio, direzione via del Corso, ecco nel frattempo comparire la folta rappresentanza dei cittadini de L&#8217;Aquila.
Per qualche minuto mi fermo così a capire cosa sta arrivando da piazza Venezia, ripensando ad una scena vista solamente un&#8217;ora prima.
Per chi è pratico della città e dei suoi vicoli, sa bene che a pochi passi dal Campidoglio, in poche centinaia di metri troviamo Palazzo Grazioli del PDL, la Camera dei Deputati e, più internamente, il Senato della Repubblica.
Ingenuamente mi dirigo in direzione Palazzo Grazioli per arrivare a piazza Montecitorio, ma noto che una schiera folta come non mai di forze dell&#8217;ordine, impedisce persino il passaggio a piedi nel raggio del palazzo del PDL, impedendo anche a degli ignari turisti l&#8217;attraversamento. Da lì a neanche cento metri, vedo che, oltre essere bloccato il passaggio in quella zona, è bloccato anche l&#8217;ingresso delle auto per tutta via del Corso, con schiere di forze dell&#8217;ordine intente a presidiare.
Per le 11,30 il tutto è ancor più forzato: quattro linee di gruppi celere impediscono il passaggio ai mezzi per via del Corso, ma, cosa ancor più incredibile, tutti i gruppi sono pronti in assetto anti sommossa, caschi su e scudi in mano.
L&#8217;inevitabile è così accaduto, tutto era troppo prevedibile: gli aquilani, sempre più esausti della situazione che giornalmente vivono, riescono ad oltrepassare il blocco di via del Corso, tentando, come gran parte delle manifestazioni, di arrivare a quella piazza Montecitorio, dove loro altro non voglio che urlare a gran voce le loro ragioni.
Il resto è invece, tristemente, storia nota: tre ragazzi vengono feriti alla testa, scene di panico, soprattutto di panico allargato, visto che le notizie di quello che stava succedendo arriva anche ai manifestanti di piazza Montecitorio, tra cui scatta il panico ed il terrore (“non è che adesso ci bastonano anche a noi?”).
Storie tutte italiane.
di Mauro Carbonaro
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		<title>Ogni bacio una rivoluzione, lo slogan del Roma Gay Pride 2010</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 08:15:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Extra Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[Gay Pride]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;appuntamento era per tutti alle ore 16.30 del 3 luglio alla Piramide, dove con carri, musica, colori e l&#8217;energia del Roma Pride 2010, il corteo ha attraversato il cuore della Capitale raggiungendo piazza Venezia (angolo piazza Madonna di Loreto), passando accanto alla Gay Street. Prima dell&#8217;inizio della manifestazione i tre portavoce del Roma Pride, Mattia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/07/Gay-Pride-2010-o-9.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-460" title="Gay Pride 2010 o (9)" src="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/07/Gay-Pride-2010-o-9-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>L&#8217;appuntamento era per tutti alle ore 16.30 del 3 luglio alla Piramide, dove con  carri,  musica, colori e l&#8217;energia del Roma Pride 2010, il corteo ha attraversato il cuore della Capitale raggiungendo piazza Venezia (angolo piazza Madonna di Loreto), passando accanto alla Gay Street.<br />
Prima dell&#8217;inizio<span id="more-438"></span> della manifestazione i tre portavoce del Roma Pride, Mattia Cinquegrani, Luana Ricci ed Esther Ascione hanno deposto una corona di fiori al monumento ai caduti dedicato alle vittime del nazifascismo in porta San Paolo, in memoria di tutte le vittime dell&#8217;omofobia, della transfobia e della violenza.</p>
<p>Maschere, veli, turbanti e tacchi da capogiro e poi baci appassionati scambiati alla luce del sole e &#8220;rivendicazione di diritti negati&#8221;. Eccolo il Roma Pride 2010, la parata dell&#8217;orgoglio gay che per la prima volta quest&#8217;anno ha attraversato via di San Giovanni in Laterano, la &#8220;gay street&#8221; vicino al Colosseo.</p>
<p>La manifestazione romana è cominciata con un bacio collettivo tra i manifestanti, poi la partenza del corteo.</p>
<p>Centomila i partecipanti, secondo gli organizzatori. Un bacio collettivo e uno slogan: &#8220;Ogni bacio è una rivoluzione&#8221;. Il perché lo hanno spiegato gli organizzatori, tra cui Fabrizio Marrazzo (presidente dell&#8217;Arcigay Roma) e Imma Battaglia (di Gay Project), oltre a Vladimir Luxuria e ad alcuni esponenti politici del Partito Democratico e di Sinistra Ecologia e Libertà.<br />
&#8220;Abbiamo scelto questo slogan &#8211; ha detto Marrazzo &#8211; perché a Roma diverse persone omosessuali sono state aggredite solo perché si baciavano in pubblico. Questo bacio collettivo è un inno alla libertà di amare e di vivere&#8221;.<br />
La giornata del Gay Pride si era aperta proprio con un ennesimo tentativo di aggressione agli omosessuali: nella notte al Gay Village, ignoti hanno lanciato dei petardi nell&#8217;area del villaggio ferendo lievemente due persone.</p>
<p>Il Roma Pride ha avuto anche un suo manifesto politico: il riconoscimento dei matrimoni civili tra gay e la possibilità di adottare bambini; una legge contro l&#8217;omofobia e la trasfobia; la lotta a tutte le discriminazioni anche attraverso l&#8217;informazione nelle scuole; la tutela della salute.<br />
&#8220;Quello che ci manca in Italia &#8211; ha spiegato il presidente di Arcigay Roma &#8211; è la possibilità di vivere con naturalezza e tranquillità la nostra affettività, tant&#8217;é che solo a Roma diverse persone sono state aggredite solo perché si stavano baciando in pubblico.</p>
<p>Il corteo è stato animato dalla musica diffusa ad alto volume dai carri, dalle danze e dai travestimenti più originali.</p>
<p>Tanti cartelli contro il Vaticano: &#8220;Natzinger aggredisce i gay&#8221;, &#8220;Il Vaticano reliquia fascista&#8221;. E neanche la pioggia, che ha bagnato i manifestanti per circa un&#8217;ora, è riuscita a spegnerne gli entusiasmi: &#8216;E&#8217; un&#8217;esplosione d&#8217;amore &#8211; gridano in coro &#8211; Roma è gay&#8221;.</p>
<p>A margine del Pride due polemiche politiche.<br />
&#8220;Serve un morto prima di fare una legge contro l&#8217;omofobia? &#8211; si è chiesta durante una pausa Vladimir Luxuria -. Non è una legge per favorire i gay, le lesbiche o i trans ma è una legge di civiltà. Se non si riesce a mettersi d&#8217;accordo nemmeno contro la violenza, come si può pensare di fare dei passi in avanti?&#8221;.</p>
<p>Vladimir Luxuria, citando una celebre battuta del film &#8220;Priscilla&#8221;, ha esortato gli autori del lancio di petardi di sabato notte al Gay Village di farne un &#8220;uso più consapevole&#8221;. &#8220;Quei petardi &#8211; ha detto &#8211; schiaffateveli li così, sarà l&#8217;unico scoppio che sentirete nella vostra vita&#8221;.</p>
<p>Luxuria è poi tornata a parlare del caso del consigliere provinciale del Pdl Zaccai: &#8220;Voglio dare il mio attestato di solidarietà al consigliere Zaccai che ha fatto un comizio sentendosi a metà tra Mussolini ed Evita Peron o forse perché era a San Giovanni credeva di stare al Family day. Questo episodio però &#8211; ha continuato l&#8217;ex parlamentare &#8211; non è né grave né divertente. E&#8217; solo ridicola l&#8217;ipocrisia di chi predica bene e razzola male&#8221;.<br />
Infine Luxuria ha lanciato un appello all&#8217;unità in vista dell&#8217;Europride del 2011: &#8220;il Pride non si attacca, un Pride diviso non è un Pride. Dobbiamo presentarci uniti all&#8217;appuntamento europeo&#8221;.</p>
<p>La manifestazione si conclude con un  &#8220;Roma ama i gay&#8221;" in un tripudio di applausi e cori inneggianti gli amori liberi e universali!</p>
<p><em><strong>di Gaetano Di Staso</strong></em></p>
<p><em><strong>
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<br />
</strong></em></p>
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Prima dell&#8217;inizio della manifestazione i tre portavoce del Roma Pride, Mattia Cinquegrani, Luana Ricci ed Esther Ascione hanno deposto una corona di fiori al monumento ai caduti dedicato alle vittime del nazifascismo in porta San Paolo, in memoria di tutte le vittime dell&#8217;omofobia, della transfobia e della violenza.
Maschere, veli, turbanti e tacchi da capogiro e poi baci appassionati scambiati alla luce del sole e &#8220;rivendicazione di diritti negati&#8221;. Eccolo il Roma Pride 2010, la parata dell&#8217;orgoglio gay che per la prima volta quest&#8217;anno ha attraversato via di San Giovanni in Laterano, la &#8220;gay street&#8221; vicino al Colosseo.
La manifestazione romana è cominciata con un bacio collettivo tra i manifestanti, poi la partenza del corteo.
Centomila i partecipanti, secondo gli organizzatori. Un bacio collettivo e uno slogan: &#8220;Ogni bacio è una rivoluzione&#8221;. Il perché lo hanno spiegato gli organizzatori, tra cui Fabrizio Marrazzo (presidente dell&#8217;Arcigay Roma) e Imma Battaglia (di Gay Project), oltre a Vladimir Luxuria e ad alcuni esponenti politici del Partito Democratico e di Sinistra Ecologia e Libertà.
&#8220;Abbiamo scelto questo slogan &#8211; ha detto Marrazzo &#8211; perché a Roma diverse persone omosessuali sono state aggredite solo perché si baciavano in pubblico. Questo bacio collettivo è un inno alla libertà di amare e di vivere&#8221;.
La giornata del Gay Pride si era aperta proprio con un ennesimo tentativo di aggressione agli omosessuali: nella notte al Gay Village, ignoti hanno lanciato dei petardi nell&#8217;area del villaggio ferendo lievemente due persone.
Il Roma Pride ha avuto anche un suo manifesto politico: il riconoscimento dei matrimoni civili tra gay e la possibilità di adottare bambini; una legge contro l&#8217;omofobia e la trasfobia; la lotta a tutte le discriminazioni anche attraverso l&#8217;informazione nelle scuole; la tutela della salute.
&#8220;Quello che ci manca in Italia &#8211; ha spiegato il presidente di Arcigay Roma &#8211; è la possibilità di vivere con naturalezza e tranquillità la nostra affettività, tant&#8217;é che solo a Roma diverse persone sono state aggredite solo perché si stavano baciando in pubblico.
Il corteo è stato animato dalla musica diffusa ad alto volume dai carri, dalle danze e dai travestimenti più originali.
Tanti cartelli contro il Vaticano: &#8220;Natzinger aggredisce i gay&#8221;, &#8220;Il Vaticano reliquia fascista&#8221;. E neanche la pioggia, che ha bagnato i manifestanti per circa un&#8217;ora, è riuscita a spegnerne gli entusiasmi: &#8216;E&#8217; un&#8217;esplosione d&#8217;amore &#8211; gridano in coro &#8211; Roma è gay&#8221;.
A margine del Pride due polemiche politiche.
&#8220;Serve un morto prima di fare una legge contro l&#8217;omofobia? &#8211; si è chiesta durante una pausa Vladimir Luxuria -. Non è una legge per favorire i gay, le lesbiche o i trans ma è una legge di civiltà. Se non si riesce a mettersi d&#8217;accordo nemmeno contro la violenza, come si può pensare di fare dei passi in avanti?&#8221;.
Vladimir Luxuria, citando una celebre battuta del film &#8220;Priscilla&#8221;, ha esortato gli autori del lancio di petardi di sabato notte al Gay Village di farne un &#8220;uso più consapevole&#8221;. &#8220;Quei petardi &#8211; ha detto &#8211; schiaffateveli li così, sarà l&#8217;unico scoppio che sentirete nella vostra vita&#8221;.
Luxuria è poi tornata a parlare del caso del consigliere provinciale del Pdl Zaccai: &#8220;Voglio dare il mio attestato di solidarietà al consigliere Zaccai che ha fatto un comizio sentendosi a metà tra Mussolini ed Evita Peron o forse perché era a San Giovanni credeva di stare al Family day. Questo episodio però &#8211; ha continuato l&#8217;ex parlamentare &#8211; non è né grave né divertente. E&#8217; solo ridicola l&#8217;ipocrisia di chi predica bene e razzola male&#8221;.
Infine Luxuria ha lanciato un appello all&#8217;unità in vista dell&#8217;Europride del 2011: &#8220;il Pride non si attacca, un Pride diviso non è un Pride. Dobbiamo presentarci uniti all&#8217;appuntamento europeo&#8221;.
La manifestazione si conclude con un  &#8220;Roma ama i gay&#8221;&quot; in un tripudio di applausi e cori inneggianti gli amori liberi e universali!
di Gaetano Di Staso

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		<title>Sei nuove macchine mangia-vetro a Roma</title>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 13:21:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tarullo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<description><![CDATA[Roma continua la sua battaglia contro il degrado ambientale, provocato dalla movida notturna in alcune delle più belle piazze della città, presentando proprio nel luogo di maggior affluenza nelle ore notturne, piazza Campo de&#8217; Fiori, il progetto &#8220;Adotta una Piazza&#8221;. L&#8217;iniziativa, lanciata il 25 maggio dai Presidenti del I e III municipio Orlando Corsetti e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/05/mangiavetro.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-435 alignright" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="mangiavetro" src="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2010/05/mangiavetro-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Roma continua la sua battaglia contro il degrado ambientale, provocato dalla movida notturna in alcune delle più belle piazze della città, presentando proprio nel luogo di maggior affluenza nelle ore notturne, piazza Campo de&#8217; Fiori, il progetto &#8220;Adotta una Piazza&#8221;.<br />
L&#8217;iniziativa, lanciata il <span id="more-434"></span>25 maggio dai Presidenti del I e III municipio Orlando Corsetti e Dario Marcucci, vede l&#8217;arrivo di sei nuove macchine &#8220;mangia-vetro&#8221; in 4 delle principali piazze della capitale.<br />
Come fu per il grandissimo successo riscosso per la prima macchina, sperimentata in piazza dell&#8217;Immacolata a San Lorenzo, anche per i nuovi prototipi con un semplice gesto la bottiglia vuota verrà triturata e la macchina emetterà uno scontrino omaggio, che consente di avere uno sconto alla cassa nell&#8217;esercizio presso cui è collocata la macchina.<br />
Un incentivo in più per i consumatori stimolati a non abbandonare le bottiglie vuote in strada ed anche per gli esercenti che hanno accolto l&#8217;iniziativa con entusiasmo manifestando sensibilità verso uno dei problemi più sofferti dai residenti.</p>
<p>Le macchine &#8220;mangia-vetro&#8221;, prodotte dalla Tritech Division di Vicenza, composte da un apposito contenitore carrellato posto all&#8217;interno della macchina sono in grado di ricevere fino a 350 bottiglie frantumate.</p>
<p>Primi sostenitori commerciali del progetto &#8220;Adotta una Piazza&#8221; sono Birra Peroni SPA, che oltre a piazza Campo de&#8217; Fiori, si occuperà di piazza Bologna e piazza dell&#8217;Immacolata a San Lorenzo e  la Federazione Italiana dei Distributori di Bevande &#8220;Italgrob&#8221; che adotterà largo degli Osci a San Lorenzo.</p>
<p>Giuseppe Cuzziol, Presidente di Italgrob, ha affermato: &#8220;Aderiamo a questo progetto per contribuire a risolvere un problema immediato del comune di Roma, ma anche perché lo riteniamo propedeutico al ritorno del contenitore a rendere, all&#8217;interno del canale Ho.Re.Ca.&#8221;</p>
<p>Italgrob, infatti, insieme a Birra Peroni e ad altri partner, fa parte del Consiglio del progetto Vetro Indietro: una proposta di rilancio del vuoto a rendere in Italia destinata a contribuire sensibilmente alla risoluzione di problematiche socio-ambientali come la gestione e lo smaltimento dei rifiuti e l&#8217;impatto ambientale delle materie plastiche, avvalorata da un Disegno di Legge in questo momento al vaglio di Senato e Parlamento.</p>
<p>Per il III Municipio di Roma si tratta di un importante traguardo raggiunto: dopo il successo del test di esercizio il progetto è maturo per essere adottato in tutto il territorio della Capitale e non solo.</p>
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L&#8217;iniziativa, lanciata il 25 maggio dai Presidenti del I e III municipio Orlando Corsetti e Dario Marcucci, vede l&#8217;arrivo di sei nuove macchine &#8220;mangia-vetro&#8221; in 4 delle principali piazze della capitale.
Come fu per il grandissimo successo riscosso per la prima macchina, sperimentata in piazza dell&#8217;Immacolata a San Lorenzo, anche per i nuovi prototipi con un semplice gesto la bottiglia vuota verrà triturata e la macchina emetterà uno scontrino omaggio, che consente di avere uno sconto alla cassa nell&#8217;esercizio presso cui è collocata la macchina.
Un incentivo in più per i consumatori stimolati a non abbandonare le bottiglie vuote in strada ed anche per gli esercenti che hanno accolto l&#8217;iniziativa con entusiasmo manifestando sensibilità verso uno dei problemi più sofferti dai residenti.
Le macchine &#8220;mangia-vetro&#8221;, prodotte dalla Tritech Division di Vicenza, composte da un apposito contenitore carrellato posto all&#8217;interno della macchina sono in grado di ricevere fino a 350 bottiglie frantumate.
Primi sostenitori commerciali del progetto &#8220;Adotta una Piazza&#8221; sono Birra Peroni SPA, che oltre a piazza Campo de&#8217; Fiori, si occuperà di piazza Bologna e piazza dell&#8217;Immacolata a San Lorenzo e  la Federazione Italiana dei Distributori di Bevande &#8220;Italgrob&#8221; che adotterà largo degli Osci a San Lorenzo.
Giuseppe Cuzziol, Presidente di Italgrob, ha affermato: &#8220;Aderiamo a questo progetto per contribuire a risolvere un problema immediato del comune di Roma, ma anche perché lo riteniamo propedeutico al ritorno del contenitore a rendere, all&#8217;interno del canale Ho.Re.Ca.&#8221;
Italgrob, infatti, insieme a Birra Peroni e ad altri partner, fa parte del Consiglio del progetto Vetro Indietro: una proposta di rilancio del vuoto a rendere in Italia destinata a contribuire sensibilmente alla risoluzione di problematiche socio-ambientali come la gestione e lo smaltimento dei rifiuti e l&#8217;impatto ambientale delle materie plastiche, avvalorata da un Disegno di Legge in questo momento al vaglio di Senato e Parlamento.
Per il III Municipio di Roma si tratta di un importante traguardo raggiunto: dopo il successo del test di esercizio il progetto è maturo per essere adottato in tutto il territorio della Capitale e non solo.
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