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	<title>Redazione &#187; Come risparmiare</title>
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	<description>Blog a cura dei redattori del giornale online www.abitarearoma.net</description>
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		<title>Acquistare o vendere? Nuovo o usato? Annunci su internet è sempre più la risposta</title>
		<link>http://www.abitarearoma.it/redazione/annunci-internet-usato-nuovo-roma/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 May 2011 15:34:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Come risparmiare]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ sempre più diffusa la ricerca in internet in previsione di un acquisto. Pur senza dichiarare out l’uso di altri mezzi pubblicitari tesi a promuovere l’acquisto di beni sta diventando sempre più un riflesso condizionato degli utenti quello di orientarsi all’acquisto consultando i motori di ricerca. Il grande mercato della compravendita sta indirizzandosi sempre più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ sempre più diffusa la ricerca in internet in previsione di un acquisto. Pur senza dichiarare out l’uso di altri mezzi pubblicitari tesi a promuovere l’acquisto di beni sta diventando sempre più un riflesso condizionato degli utenti quello di orientarsi all’acquisto consultando i motori di ricerca.</p>
<p>Il grande mercato della compravendita sta indirizzandosi sempre più verso internet che se, utilizzato intelligentemente e correttamente da chi vende, è fonte di buoni acquisti per chi compra.</p>
<p>Di annunci ve ne sono a milioni, di siti specializzati a migliaia. Basta cercare ad esempio su <span id="more-584"></span>google “<a href="http://annunci.ebay.it/auto-e-moto/auto/annunci-roma/" target="_blank">auto usata a Roma</a>” che si ottengono oltre 13 milioni di risultati. Troppi?</p>
<p>Migliorando la ricerca scrivendo “<a href="http://annunci.ebay.it/auto-e-moto/auto/annunci-roma/bmw/" target="_blank">bmw usata roma</a>”, i risultati sono meno di 600mila. Ancora troppi? Restringendo ancora il campo e scrivendo “bmw usata roma sud” perché magari è qui che viviamo ed è vicino casa che vorremmo fare l’acquisto. Bene, sono meno di 6mila i risultati fra i quali scegliere. Il tutto senza spostarsi da casa, ingolfandosi nel traffico della capitale.</p>
<p>I siti di annunci online quindi spopolano ormai nel web e hanno progressivamente sostituito i tradizionali volantini che si mettevano nelle bacheche di luoghi pubblici con grande utenza come università, biblioteche ecc.. Anche gli annunci pubblicati sui giornali cartacei stanno riducendo il numero di inserzioni in modo drastico, molti dei giornali storici di annunci locali hanno ormai chiuso battenti decidendo di offrire agli utenti solo la loro versione online: molto più pratica, veloce e facile da usare.</p>
<p>A Roma, come nelle altre grandi città, il mercato dell’usato, sopratutto per quanto riguarda le transazioni tra privati, ha un bacino di utenza enorme che, nella maggior parte dei casi, si rivolge al web per cercare prodotti usati e non che possano fare al caso loro e perché no magari imbattersi in qualche affare o rarità. Bisogna comunque stare molto attenti e utilizzare solo siti affidabili e conosciuti, usare metodi di pagamento sicuri e diffidare di offerte che sembrano esageratamente economiche. E perciò da evitare con cura. Si tratta di usare sempre il buon senso!</p>
<p>Uno dei più noti siti di aste online al mondo ha creato anche per gli utenti Italiani una nuova zona del sito chiamata “Annunci”. Quando si entra nel portale è infatti possibile scegliere in che parte del sito vogliamo navigare: “Classico” o “Annunci”. Il servizio è completamente gratuito, infatti gli annunci locali possono essere inseriti e consultati senza dover pagare nessun tipo di commissione né tasse di vendita, come invece avviene nella parte “classica” del sito, quella delle aste online.</p>
<form id="vozme_form_026e716b2943c0c2af20f9304fc2ac4d" method="post" name="vozme_form_026e716b2943c0c2af20f9304fc2ac4d" target="026e716b2943c0c2af20f9304fc2ac4d" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="Acquistare o vendere? Nuovo o usato? Annunci su internet è sempre più la risposta.. E’ sempre più diffusa la ricerca in internet in previsione di un acquisto. Pur senza dichiarare out l’uso di altri mezzi pubblicitari tesi a promuovere l’acquisto di beni sta diventando sempre più un riflesso condizionato degli utenti quello di orientarsi all’acquisto consultando i motori di ricerca.
Il grande mercato della compravendita sta indirizzandosi sempre più verso internet che se, utilizzato intelligentemente e correttamente da chi vende, è fonte di buoni acquisti per chi compra.
Di annunci ve ne sono a milioni, di siti specializzati a migliaia. Basta cercare ad esempio su google “auto usata a Roma” che si ottengono oltre 13 milioni di risultati. Troppi?
Migliorando la ricerca scrivendo “bmw usata roma”, i risultati sono meno di 600mila. Ancora troppi? Restringendo ancora il campo e scrivendo “bmw usata roma sud” perché magari è qui che viviamo ed è vicino casa che vorremmo fare l’acquisto. Bene, sono meno di 6mila i risultati fra i quali scegliere. Il tutto senza spostarsi da casa, ingolfandosi nel traffico della capitale.
I siti di annunci online quindi spopolano ormai nel web e hanno progressivamente sostituito i tradizionali volantini che si mettevano nelle bacheche di luoghi pubblici con grande utenza come università, biblioteche ecc.. Anche gli annunci pubblicati sui giornali cartacei stanno riducendo il numero di inserzioni in modo drastico, molti dei giornali storici di annunci locali hanno ormai chiuso battenti decidendo di offrire agli utenti solo la loro versione online: molto più pratica, veloce e facile da usare.
A Roma, come nelle altre grandi città, il mercato dell’usato, sopratutto per quanto riguarda le transazioni tra privati, ha un bacino di utenza enorme che, nella maggior parte dei casi, si rivolge al web per cercare prodotti usati e non che possano fare al caso loro e perché no magari imbattersi in qualche affare o rarità. Bisogna comunque stare molto attenti e utilizzare solo siti affidabili e conosciuti, usare metodi di pagamento sicuri e diffidare di offerte che sembrano esageratamente economiche. E perciò da evitare con cura. Si tratta di usare sempre il buon senso!
Uno dei più noti siti di aste online al mondo ha creato anche per gli utenti Italiani una nuova zona del sito chiamata “Annunci”. Quando si entra nel portale è infatti possibile scegliere in che parte del sito vogliamo navigare: “Classico” o “Annunci”. Il servizio è completamente gratuito, infatti gli annunci locali possono essere inseriti e consultati senza dover pagare nessun tipo di commissione né tasse di vendita, come invece avviene nella parte “classica” del sito, quella delle aste online.
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				<input style="float:left;" type="image" width="40" height="40" src="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/plugins/vozme/img/megaphone40x40w.gif" alt="Ascolta questo articolo" onclick="window.open('', '026e716b2943c0c2af20f9304fc2ac4d', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes');">
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		<title>Quando ce lo devono dire dall&#8217;estero che siam bravi</title>
		<link>http://www.abitarearoma.it/redazione/quando-ce-lo-devono-dire-dallestero-che-siam-bravi/</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Dec 2008 10:21:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Palmisano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Come risparmiare]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Utili]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Esterofilia in nostro favore Mi faceva notare mio padre che per apprezzare ciò che c&#8217;è di buono in Italia spesso ce lo devono dire dall&#8217;estero&#8230; Mio nonno era enologo e mio zio anche. Gioco del destino a mio padre è capitato un nome della famiglia della madre che è Henos&#8230;. E di deformazione nominale, di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="titolopost">Esterofilia in nostro favore</div>
<p><!--inizio testo post--></p>
<div><img style="223px;" src="http://www.alovini.it/images/logo.gif" alt="Alovini" width="272" height="223" align="left" /></div>
<p>Mi faceva notare mio padre che per apprezzare ciò che c&#8217;è di buono in Italia spesso ce lo devono dire dall&#8217;estero&#8230;</p>
<p>Mio nonno era enologo e mio zio anche. Gioco del destino a mio padre è capitato un nome della famiglia della madre che è Henos&#8230;. E di deformazione nominale, di vini se ne intende.</p>
<p>Un suo caro amico, un produttore di vini che si è fatto, o si sta facendo (essendosi messo in proprio da non molti anni) è Oronzo Alò. Mio padre ne esalta spesso i vini, per i prodotti in sè e per il rapporto qualità prezzo&#8230;</p>
<p>E il <a href="http://www.timesonline.co.uk/tol/life_and_style/food_and_drink/wine/article5205417.ece">Times </a>gli ha dato ragione&#8230; da lì anche gli <a href="http://www.ilmiotg.it/08/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=502:due-vini-lucani-alovini-tra-i-100-migliori-vini-dinverno-di-times&amp;catid=40:arte&amp;Itemid=71">altri </a><a href="http://www.ssabasilicata.it/Novita/novita_1034.html">giornali</a>&#8230;<br />
Ma non dovrebbe essere l&#8217;Italia a sponsorizzare all&#8217;estero i propri prodotti&#8230;?</p>
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Mi faceva notare mio padre che per apprezzare ciò che c&#8217;è di buono in Italia spesso ce lo devono dire dall&#8217;estero&#8230;
Mio nonno era enologo e mio zio anche. Gioco del destino a mio padre è capitato un nome della famiglia della madre che è Henos&#8230;. E di deformazione nominale, di vini se ne intende.
Un suo caro amico, un produttore di vini che si è fatto, o si sta facendo (essendosi messo in proprio da non molti anni) è Oronzo Alò. Mio padre ne esalta spesso i vini, per i prodotti in sè e per il rapporto qualità prezzo&#8230;
E il Times gli ha dato ragione&#8230; da lì anche gli altri giornali&#8230;
Ma non dovrebbe essere l&#8217;Italia a sponsorizzare all&#8217;estero i propri prodotti&#8230;?
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		<title>San Diego, prima puntata</title>
		<link>http://www.abitarearoma.it/redazione/san-diego-un/</link>
		<comments>http://www.abitarearoma.it/redazione/san-diego-un/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 31 Oct 2008 10:23:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Palmisano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Come risparmiare]]></category>
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		<description><![CDATA[Inizio con una premessa per i Facebookers&#8230; dei miei racconti USA ci sono molte foto qui Certo, son tornata da San Diego da  2 mesi. E il tempo non m&#8217;è mancato per parlarvi di questa meravigliosa città. Ma ero un fiume in piena al ritorno e vi avrei voluto raccontare tutto nei minimi dettagli. E, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://photos-h.ak.fbcdn.net/photos-ak-snc1/v346/201/69/1078324841/n1078324841_157047_6988.jpg" target="_blank"><img class="alignleft" src="http://photos-h.ak.fbcdn.net/photos-ak-snc1/v346/201/69/1078324841/n1078324841_157047_6988.jpg" alt="San Diego National Bank" width="150" height="110" /></a>Inizio con una premessa per i Facebookers&#8230; dei miei racconti USA ci sono molte foto <a href="http://www.facebook.com/wall.php?id=775398389&amp;banter_id=1078324841&amp;show_all=#/photos.php?id=1078324841"><strong><em>qui</em></strong></a></p>
<p>Certo, son tornata da San Diego da  2 mesi. E il tempo non m&#8217;è mancato per parlarvi di questa meravigliosa città. Ma ero un fiume in piena al ritorno e vi avrei voluto raccontare tutto nei minimi dettagli. E, quindi, avevo pensato che col passare del tempo il mio entusiasmo ed i ricordi si sarebbero smorzati e avrei fatto un post più sintetico.</p>
<p>Beh, mi sa che non sarà così.</p>
<p>Ed eccomi qui a raccontarvi i luoghi essenziali da visitare. Quanti giorni bisogna starci? Beh non lo so, &#8220;contiamoli insieme&#8221; enunciando quel che c&#8217;è da vedere (solo tra quello che ho visitato io che è la metà di quel che c&#8217;è!).</p>
<p><strong>QUESTIONE PRELIMINARE: dove alloggiare?</strong></p>
<p>Aihmè, San Diego è una Contea molto molto molto grande. Quindi a voi la scelta: se vi sentite un&#8217;anima VIP, se siete quelli che a Roma, per carità, andate ad alloggiare solo a via veneto perché vi sentite molto da protagonisti della dolce vita, beh <span style="underline;">La Jolla </span>(si legge: la Oia) è la vostra residenza. E ve la &#8220;caverete&#8221; con 200 dollari a notte (se trovate a meno in agosto segnalatemelo!). Certo, sarete 25 minuti di auto dal centro (2 ore di autobus nel weekend) ma il lusso non vi mancherà. Se volete spendere meno (ma San Diego, ragazzi miei, è cara per gli alloggi), c&#8217;è il centro: <span style="underline;">Down Town, Gaslamp Quarter e dintorni</span>. Se invece vi va bene stare anche a 10 massimo 15 mins di auto dal centro e spendere molto meno, c&#8217;è <span style="underline;">Chula Vista</span>, verso il Messico. E&#8217; periferia e ci passa anche il Trolley.<span id="more-81"></span></p>
<p><strong>Come spostarsi?</strong></p>
<p>Che vi devo dire&#8230; se avete preso l&#8217;auto per girare mezzo sud USA continuate a tenere l&#8217;auto&#8230; se invece siete diretti a San Diego e vi fermate per almeno una settimana e alloggiate in periferia ma vicino alla fermata di un Trolley o in centro, potete anche muovervi coi mezzi (puntuali ma scarsissimi, ovvero a volte passano 1 volta l&#8217;ora il che vuol dire che se ne devi prendere 2 o 3&#8230; Eccezion fatta per i 3 trolley) per 4 giorni e prender l&#8217;auto per 3.</p>
<p><strong>PRIMO GIORNO</strong></p>
<p>Poniamo che siate arrivati da un&#8217;altra città, insomma tra viaggio e accomodamento in alloggio il primo giorno uscirete solo il pomeriggio. Dirigetevi al <strong><span style="underline;">Gaslamp Quarter</span></strong> tra la 4th e la 5th, <strong><span style="underline;">Down Town </span></strong>(il centro) Iniziate dal &#8220;lato mare&#8221; per poi proseguire. L&#8217;attrattiva è il quartiere in se con tutti palazzi molto belli. Camminate sempre dritti finchè sulla 4th incontrerete l&#8217;<strong>Horton Plaza</strong>. Un giro al centro commerciale è d&#8217;obbligo. Attraversato Horton Plaza, uscendo verso la 1st troverete <strong>Ralfh</strong>. E&#8217; un grande supermarket. Non è economicissimo ma ha tutto, anche molti prodotti italiani, tantissimi tipi di pane, yogurt italiani, frutta e verdura. Molti cibi pronti preparati lì da mangiare così o da scaldare (molto probabilmente avrete il microonde e il frigo in camera).Beh poi c&#8217;è sempre l&#8217;eventualità che vogliate sempre mangiare al ristorante&#8230;</p>
<p>Si lo so, sarete stanchi, quindi dopodiché tornate indietro e praticamente di fronte all&#8217;ingresso del Gaslamp Quarter c&#8217;è <strong><span style="underline;">Seaport Village</span></strong>. E&#8217; un villaggio sì artificiale ma meraviglioso, con i suoi piccoli negozietti (non potete non rimanere incantati in quello dei carillon il cui nome è Music Box e in quello dell&#8217;america degli anni&#8217;60) e dai ristoranti. Eppoi l&#8217;enorme Carosello antico. Se avrete dei figli la tappa al carosello è d&#8217;obbligo (i figli saranno la scusa).</p>
<p><strong>SECONDO GIORNO</strong></p>
<p>Dovete sapere che a San Diego il clima è un po&#8217; particolare, come la nostra primavera, ma perenne, e come tale il pomeriggio alle 416 non è che sia il massimo per stare sotto al sole, o meglio, verso le 17:30 massimo scapperete. Ma San Diego ha troppe spiagge per non andarci. Quindi sveglia di mattina presto. Direzione <strong>CORONADO</strong>! A Coronado si può arrivare dal ponte o tramite il traghetto da prendere sulla Pacific, vicino Seaport.</p>
<p>Ma probabilmente arriverete in auto. Parcheggiate lì, in zona 1st (NB: San Diego è la città e la Contea. La città praticamente è composta dal Centro e Coronado è una cittadina a se, quindi i nome delle strade si ripetono), vicino al <strong>Ferry Pier</strong>. E affittate le biciclette (se le fanno pagare ma ne vale la pena!), chiedendo anche i cestelli. Messi asciugamani e borsa nei cestelli via ad attraversare l&#8217;isola. dopo 15 minuti di pedalata piacevolissima arriverete dall&#8217;altra parte. Tappa obbligata: l<strong>&#8216;albergo del Coronado</strong> e quando arriverete lì, gli appassionati di Marilin non potranno non riconoscere l&#8217;albergo di A qualcuno Piace caldo! Legate la bici e via alla gita dentro l&#8217;Hotel, magari con tappa alla cioccolateria o a uno dei negozi interni. La spiaggia è piacevole ma mai quanto quelle dal lato del ponte e del Pier. Quindi di nuovo in bici da lasciare dal lato dello &#8220;struscio&#8221; vicino all&#8217;Hotel Coronado per fare 4 passi. Dopo l&#8217;immancabile shopping,  vi consiglio di tornare dall&#8217;altro lato dell&#8217;Isola.</p>
<p>Scendendo da nord troverete un bellissimo giardinetto armonico proprio sul mare. Fermarsi lì per una foto è d&#8217;obbligo&#8230;  Dopodichè eccovi tornati in zona <strong>Ferry Pier</strong>. Lasciate la bici (affittata per mezza giornata) e, beh è ora di mettersi in spiaggia a prendere un po&#8217; di sole&#8230; Se poi è domenica ci sarà anche il complesso che dalle 14 suonerà lì in piazzetta di fronte la fontana! Magari mangiandovi un panino o ricorrendo ai vari ristoranti (che io mi lasciavo più per cena&#8230;). C&#8217;è anche un grande supermarket a 100 mt.</p>
<p>Quando inizia a calare il sole vi suggerirei 4 passi tra i negozi della zona Ferry Pier&#8230;</p>
<p>A una certa vi verrà fame&#8230; In America cenano tutti presto quindi rischiate xche la fame vi venga per le ore 18. Lì ci sono vari ristoranti tra cui Il Fornaio (vi ricordate la segnalazione per il New York New York di Las Vegas?). Ma io vi consiglio Kyros Spiros, un ristorante greco in cui il pesce la fa da padrone! Ottima qualità e anche il prezzo (il che non dispiace) oltre che la cortesia dei proprietari. Il tutto con un&#8217;incantevole panorama&#8230; Indescrivibile ma da vivere&#8230;</p>
<p><strong>TERZO GIORNO</strong></p>
<p>Siete andati a dormire presto? E menomale&#8230; dotati di navigatore satellitare come vi avevo suggerito e (sempre) col passaporto in tasca, siete pronti a farvi un&#8217;ora e mezza in autostrada&#8230; Ma, FONDAMENTALE, assicuratevi di avere un&#8217;ottima auto (inteso come nuova e col climatizzatore), acqua in abbondanza, anche giacciata e un po&#8217; di cibo (beh per chi è mangione come me). Impostate il navigatore per <strong>Anza Borrego</strong> Nationa Park! Viaggiando passerete in pochi KM in montagna&#8230; una montagna sempre più deserta, inizierete ad incontrare vari tipi di Cactus e rivivrete di fronte ai vostri occhi le immagini wester. Arrivati ad Anza Borrego vi troverete in una piccola realtà che vi racconterà la storia di quei posti: dal deserto rovente alle inondazioni dell&#8217;inverno, potrete incontrare vari animali del deserto e vedere i pesciolini che riscono a vivere in acque che superno i 50 gradi centigradi! Lì ho preso un libro sulle storie degli indiani &#8220;californiani&#8221;. Vi sentirete riconciliati col mondo. Fermi, all&#8217;ombra, fuori dal Centro, con la musica del vento tra i cactus, di fronte ai Canyon, vi sentirete riappacificati col mondo, un mondo che non conoscevate ma che non farete fatica a sentire vostro. Nonostante il caldo (se andrete d&#8217;estate).</p>
<p>Ma è ora di tornare a lidi più freschi: sul navigatore scrivete <strong>Giulian Town</strong>. Lo sapevo! Appena arrivati avrete detto: eccolo! un villaggio western! Era ora! un posto delizioso, contornato da boschi e da alberi di mele. Perchè si: lì le specialità sono a base di mela: dolci, sidri, ma in genere tutto! Buon appetito in uno dei ristoranti della zona! Veramente la città è solo su una sola via, essendo un reale villaggio western. Dopo 4 passi e un po&#8217; di shopping, ripartite verso l&#8217;albergo&#8230; un&#8217;altra ora e mezza vi aspetta ma vi suggerisco una piccola deviazione. San Diego, infatti, è famosa per la grande offerta culturale. Amate il <strong>teatro</strong>? Non c&#8217;è che scegliere. C&#8217;è un botteghino vicino Horton Plaza, ove ci sono anche 2 teatri. Ma se amate il teatro classico, Sheakespiriano, basta! Andate direttamente al Balboa Park e scegliete quale spettacolo (di solito a rotazione ce ne sono 3 per periodo) vedere nell&#8217;<strong>Old Globe theatre </strong>! Io, ovviamente ho visto Romeo &amp; Juliet. Gli attori sono eccellenti, il teatro è magnifico. é un&#8217;esperienza da vivere quindi prendete i biglietti per una serata successiva. Ci sono dei posti a 29 dollari. Io non mi fidai ma si vede molto bene anche da quelli. Gli attori sono talmente bravi che, se anche non conosceste bene l&#8217;inglese o il testo, vi piacerà e divertirà, commuoverà ed emozionerà comunque.</p>
<p><em>Ora, come avrete capito, a San DIego ci sono tante cose da vedere e fare. Quindi pubblicherò i post di tre giorni in tre giorni&#8230;</em></p>
<p>per leggere gli altri racconti del mio viaggio USA cliccate <a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/author/palmisano/" target="_blank"><strong><em>qui</em></strong></a></p>
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Certo, son tornata da San Diego da  2 mesi. E il tempo non m&#8217;è mancato per parlarvi di questa meravigliosa città. Ma ero un fiume in piena al ritorno e vi avrei voluto raccontare tutto nei minimi dettagli. E, quindi, avevo pensato che col passare del tempo il mio entusiasmo ed i ricordi si sarebbero smorzati e avrei fatto un post più sintetico.
Beh, mi sa che non sarà così.
Ed eccomi qui a raccontarvi i luoghi essenziali da visitare. Quanti giorni bisogna starci? Beh non lo so, &#8220;contiamoli insieme&#8221; enunciando quel che c&#8217;è da vedere (solo tra quello che ho visitato io che è la metà di quel che c&#8217;è!).
QUESTIONE PRELIMINARE: dove alloggiare?
Aihmè, San Diego è una Contea molto molto molto grande. Quindi a voi la scelta: se vi sentite un&#8217;anima VIP, se siete quelli che a Roma, per carità, andate ad alloggiare solo a via veneto perché vi sentite molto da protagonisti della dolce vita, beh La Jolla (si legge: la Oia) è la vostra residenza. E ve la &#8220;caverete&#8221; con 200 dollari a notte (se trovate a meno in agosto segnalatemelo!). Certo, sarete 25 minuti di auto dal centro (2 ore di autobus nel weekend) ma il lusso non vi mancherà. Se volete spendere meno (ma San Diego, ragazzi miei, è cara per gli alloggi), c&#8217;è il centro: Down Town, Gaslamp Quarter e dintorni. Se invece vi va bene stare anche a 10 massimo 15 mins di auto dal centro e spendere molto meno, c&#8217;è Chula Vista, verso il Messico. E&#8217; periferia e ci passa anche il Trolley.
Come spostarsi?
Che vi devo dire&#8230; se avete preso l&#8217;auto per girare mezzo sud USA continuate a tenere l&#8217;auto&#8230; se invece siete diretti a San Diego e vi fermate per almeno una settimana e alloggiate in periferia ma vicino alla fermata di un Trolley o in centro, potete anche muovervi coi mezzi (puntuali ma scarsissimi, ovvero a volte passano 1 volta l&#8217;ora il che vuol dire che se ne devi prendere 2 o 3&#8230; Eccezion fatta per i 3 trolley) per 4 giorni e prender l&#8217;auto per 3.
PRIMO GIORNO
Poniamo che siate arrivati da un&#8217;altra città, insomma tra viaggio e accomodamento in alloggio il primo giorno uscirete solo il pomeriggio. Dirigetevi al Gaslamp Quarter tra la 4th e la 5th, Down Town (il centro) Iniziate dal &#8220;lato mare&#8221; per poi proseguire. L&#8217;attrattiva è il quartiere in se con tutti palazzi molto belli. Camminate sempre dritti finchè sulla 4th incontrerete l&#8217;Horton Plaza. Un giro al centro commerciale è d&#8217;obbligo. Attraversato Horton Plaza, uscendo verso la 1st troverete Ralfh. E&#8217; un grande supermarket. Non è economicissimo ma ha tutto, anche molti prodotti italiani, tantissimi tipi di pane, yogurt italiani, frutta e verdura. Molti cibi pronti preparati lì da mangiare così o da scaldare (molto probabilmente avrete il microonde e il frigo in camera).Beh poi c&#8217;è sempre l&#8217;eventualità che vogliate sempre mangiare al ristorante&#8230;
Si lo so, sarete stanchi, quindi dopodiché tornate indietro e praticamente di fronte all&#8217;ingresso del Gaslamp Quarter c&#8217;è Seaport Village. E&#8217; un villaggio sì artificiale ma meraviglioso, con i suoi piccoli negozietti (non potete non rimanere incantati in quello dei carillon il cui nome è Music Box e in quello dell&#8217;america degli anni&#8217;60) e dai ristoranti. Eppoi l&#8217;enorme Carosello antico. Se avrete dei figli la tappa al carosello è d&#8217;obbligo (i figli saranno la scusa).
SECONDO GIORNO
Dovete sapere che a San Diego il clima è un po&#8217; particolare, come la nostra primavera, ma perenne, e come tale il pomeriggio alle 416 non è che sia il massimo per stare sotto al sole, o meglio, verso le 17:30 massimo scapperete. Ma San Diego ha troppe spiagge per non andarci. Quindi sveglia di mattina presto. Direzione CORONADO! A Coronado si può arrivare dal ponte o tramite il traghetto da prendere sulla Pacific, vicino Seaport.
Ma probabilmente arriverete in auto. Parcheggiate lì, in zona 1st (NB: San Diego è la città e la Contea. La città praticamente è composta dal Centro e Coronado è una cittadina a se, quindi i nome delle strade si ripetono), vicino al Ferry Pier. E affittate le biciclette (se le fanno pagare ma ne vale la pena!), chiedendo anche i cestelli. Messi asciugamani e borsa nei cestelli via ad attraversare l&#8217;isola. dopo 15 minuti di pedalata piacevolissima arriverete dall&#8217;altra parte. Tappa obbligata: l&#8216;albergo del Coronado e quando arriverete lì, gli appassionati di Marilin non potranno non riconoscere l&#8217;albergo di A qualcuno Piace caldo! Legate la bici e via alla gita dentro l&#8217;Hotel, magari con tappa alla cioccolateria o a uno dei negozi interni. La spiaggia è piacevole ma mai quanto quelle dal lato del ponte e del Pier. Quindi di nuovo in bici da lasciare dal lato dello &#8220;struscio&#8221; vicino all&#8217;Hotel Coronado per fare 4 passi. Dopo l&#8217;immancabile shopping,  vi consiglio di tornare dall&#8217;altro lato dell&#8217;Isola.
Scendendo da nord troverete un bellissimo giardinetto armonico proprio sul mare. Fermarsi lì per una foto è d&#8217;obbligo&#8230;  Dopodichè eccovi tornati in zona Ferry Pier. Lasciate la bici (affittata per mezza giornata) e, beh è ora di mettersi in spiaggia a prendere un po&#8217; di sole&#8230; Se poi è domenica ci sarà anche il complesso che dalle 14 suonerà lì in piazzetta di fronte la fontana! Magari mangiandovi un panino o ricorrendo ai vari ristoranti (che io mi lasciavo più per cena&#8230;). C&#8217;è anche un grande supermarket a 100 mt.
Quando inizia a calare il sole vi suggerirei 4 passi tra i negozi della zona Ferry Pier&#8230;
A una certa vi verrà fame&#8230; In America cenano tutti presto quindi rischiate xche la fame vi venga per le ore 18. Lì ci sono vari ristoranti tra cui Il Fornaio (vi ricordate la segnalazione per il New York New York di Las Vegas?). Ma io vi consiglio Kyros Spiros, un ristorante greco in cui il pesce la fa da padrone! Ottima qualità e anche il prezzo (il che non dispiace) oltre che la cortesia dei proprietari. Il tutto con un&#8217;incantevole panorama&#8230; Indescrivibile ma da vivere&#8230;
TERZO GIORNO
Siete andati a dormire presto? E menomale&#8230; dotati di navigatore satellitare come vi avevo suggerito e (sempre) col passaporto in tasca, siete pronti a farvi un&#8217;ora e mezza in autostrada&#8230; Ma, FONDAMENTALE, assicuratevi di avere un&#8217;ottima auto (inteso come nuova e col climatizzatore), acqua in abbondanza, anche giacciata e un po&#8217; di cibo (beh per chi è mangione come me). Impostate il navigatore per Anza Borrego Nationa Park! Viaggiando passerete in pochi KM in montagna&#8230; una montagna sempre più deserta, inizierete ad incontrare vari tipi di Cactus e rivivrete di fronte ai vostri occhi le immagini wester. Arrivati ad Anza Borrego vi troverete in una piccola realtà che vi racconterà la storia di quei posti: dal deserto rovente alle inondazioni dell&#8217;inverno, potrete incontrare vari animali del deserto e vedere i pesciolini che riscono a vivere in acque che superno i 50 gradi centigradi! Lì ho preso un libro sulle storie degli indiani &#8220;californiani&#8221;. Vi sentirete riconciliati col mondo. Fermi, all&#8217;ombra, fuori dal Centro, con la musica del vento tra i cactus, di fronte ai Canyon, vi sentirete riappacificati col mondo, un mondo che non conoscevate ma che non farete fatica a sentire vostro. Nonostante il caldo (se andrete d&#8217;estate).
Ma è ora di tornare a lidi più freschi: sul navigatore scrivete Giulian Town. Lo sapevo! Appena arrivati avrete detto: eccolo! un villaggio western! Era ora! un posto delizioso, contornato da boschi e da alberi di mele. Perchè si: lì le specialità sono a base di mela: dolci, sidri, ma in genere tutto! Buon appetito in uno dei ristoranti della zona! Veramente la città è solo su una sola via, essendo un reale villaggio western. Dopo 4 passi e un po&#8217; di shopping, ripartite verso l&#8217;albergo&#8230; un&#8217;altra ora e mezza vi aspetta ma vi suggerisco una piccola deviazione. San Diego, infatti, è famosa per la grande offerta culturale. Amate il teatro? Non c&#8217;è che scegliere. C&#8217;è un botteghino vicino Horton Plaza, ove ci sono anche 2 teatri. Ma se amate il teatro classico, Sheakespiriano, basta! Andate direttamente al Balboa Park e scegliete quale spettacolo (di solito a rotazione ce ne sono 3 per periodo) vedere nell&#8217;Old Globe theatre ! Io, ovviamente ho visto Romeo &amp; Juliet. Gli attori sono eccellenti, il teatro è magnifico. é un&#8217;esperienza da vivere quindi prendete i biglietti per una serata successiva. Ci sono dei posti a 29 dollari. Io non mi fidai ma si vede molto bene anche da quelli. Gli attori sono talmente bravi che, se anche non conosceste bene l&#8217;inglese o il testo, vi piacerà e divertirà, commuoverà ed emozionerà comunque.
Ora, come avrete capito, a San DIego ci sono tante cose da vedere e fare. Quindi pubblicherò i post di tre giorni in tre giorni&#8230;
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		<title>Una pedalata allunga la vita</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Oct 2008 09:20:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tifi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Come risparmiare]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
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		<description><![CDATA[E pur si muove! Instancabile il nostro pianeta un po&#8217; malandato non smette di girare, cammina sempre, ma senza zampe per grattarsi via le pulci. Giorno e notte ci ricorda la bellezza del dinamismo: forse è proprio nel non stare mai fermi il segreto dell&#8217;armonia. E non vale barare: non sono le cose che devono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2008/10/cm08_4_bis.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-78" src="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2008/10/cm08_4_bis-150x150.jpg" alt="Un momento della Ciemmona 2008" width="150" height="150" /></a>E pur si muove! Instancabile il nostro pianeta un po&#8217; malandato non smette di girare, cammina sempre, ma senza zampe per grattarsi via le pulci. Giorno e notte ci ricorda la bellezza del dinamismo: forse è proprio nel non stare mai fermi il segreto dell&#8217;armonia. E non vale barare: non sono le cose che devono gravitare attorno a noi, trasportarci o renderci felici. Bisogna trovare da soli il proprio asse di <span id="more-77"></span>rotazione e&#8230; pedalare! Beh, non vedo altro modo per far circolare le gambe.</p>
<p>I geocentrici li riconosci subito: credono che tutto ruoti attorno a loro e che vada pure tutto storto (certo, l&#8217;asse è inclinato!). Ma proprio nel bel mezzo del fitto bosco dei geocentrici esiste un nutrito sottobosco di eliocentrici. Dinamici, creativi, decisamente alternativi, si fanno chiamare &#8220;il popolo dei ciclisti&#8221;. Dagli ipertecnici che svettano sulla cima d&#8217;infinite salite ai troglociclisti che a fine giornata fanno braciolate sui cerchioni, li puoi trovare un po&#8217; ovunque, dal fornaio sotto casa, nella strada che percorri tutte le mattine o nel sottoscala del tuo palazzo mentre si sbaciucchiano la fidanzatina del momento. Una volta al mese disseppelliscono l&#8217;ascia di guerra, allora è meglio inforcare una bicicletta o non farsi trovare in giro. Chiamano la loro quotidiana guerra al traffico, all&#8217;indifferenza e alla bestialità umana Critical Mass: si ammucchiano ogni ultimo venerdì del mese alle 1830 a piazzale della masse critiche, Piramide. Sono così tanti che non è facile ignorarli, sfrecciare come indemoniati o tagliar loro la strada. Qualcuno li ascolta, si lascia quasi convincere che la terra giri intorno al sole, ma poi smog e polveri sottili riprendono ad ottenebrargli il cervello.</p>
<p>Qualche impavido si spinge fino ai loro punti di ritrovo, le cicloffine, dove, più simili a primitivi delle caverne che a individui civilizzati, li vede trascorrere ore e ore coperti di stracci, grasso e polvere a costruire nuovi orizzonti. Le leggende narrano che girino per discariche e cassonetti e prelevino carcasse di biciclette arrugginite, badando di arrivare prima della concorrenza. Poi il buon Dio li premia rendendo le ciclofficine luoghi magichi: i ciclomeccanici sanno trasformare cumuli di ferraccio in bici belle e funzionanti da regalare agli avventori senza spennargli il portafoglio.</p>
<p>Piccoli e grandi vi entrano con bici vecchie, rotte o con qualche pezzo in meno svanito nella notte,   il pretesto funziona sempre: vi trascorrono un po&#8217; di tempo, imparano qualche nozione di meccanica, apprezzano la disponibilità, la voglia di condividere le conoscenze e di risolvere i problemi insieme ed ecco compiersi un incantesimo: con un sorriso nuovo se ne volano in sella alla loro bici pronti a colorare il grigio devastante che li circonda. Ma ahimè una terribile maledizione grava su chi entra in una ciclofficina. Quando il ciclista novello si ritrova con le mani su una pompa di benzina ecco che comincia a sentire delle voci. Non è il frusciare dell&#8217;oro nero, né il pianto del portafoglio sempre più spennato; si guarda attorno, ma nel nero di una solitudine ipertecnologica, non vede nessuno, solo fantasmi. Inizia a chiedersi se siano le voci delle vittime delle guerre in medioriente, civili inermi e bombardati per poter vendere armi e petrolio, se sia il gemito della Terra stanca di essere depredata, sfruttata e inquinata o se, peggio ancora, sia la sua anima che dall&#8217;abisso in cui è stata ricacciata chiede giustizia e forse vendetta. Potere, petrolio, guerre, inquinamento, il male ha mille volti; comprare, consumare, buttare, ricomprare, la schiavitù ha un solo volto.</p>
<p>Se non ti senti un criminale, se questo stato di cose non ti fa comodo, se sei stanco di sentire le voci, inizia a pedalare e non fermarti: qualcosa si muove ancora in mezzo a tutto sto traffico!</p>
<p>Le ciclofficine esistono davvero e proliferano come funghi, a Roma e dintorni sono diventate otto:<br />
Ciclofficina Don Chisciotte, via prenestina 173, quartiere Pigneto, <a href="http://ciclofficna.homelinux.org/" target="_blank">http://ciclofficna.homelinux.org</a>;<br />
Ciclofficina Centrale, via Baccina 36/38, mercato rionale di Monti, <a href="http://www.ciclonauti.org/" target="_blank">www.ciclonauti.org</a><br />
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<p>Ciclofficina Macchia Rossa, via Pieve Fosciana 56/82, quartiere Magliana, <a href="http://www.inventati.org/macchiarossa/" target="_blank">http://www.inventati.org/macchiarossa</a><br />
Ciclofficina del Gazometro, via del gametro 14, quartiere Ostiense.<br />
Ciclofficina del Forte, via Federico Delfino c/o Forte Prenestino, quartiere Centocelle, <a href="http://www.forteprenestino.net/" target="_blank">http://www.forteprenestino.net/</a><br />
Ciclofficina ex Lavanderia, piazza St Maria della Pietà, padiglione 31, quartiere Monte Mario, <a href="http://www.exlavanderia.it/ciclofficina.htm" target="_blank">www.exlavanderia.it/ciclofficina.htm</a><br />
Ciclofficina Sans papiers, viale Carlo Felice 69b, quartiere San Giovanni <a href="http://sanspapiers.oziosi.org/" target="_blank">http://sanspapiers.oziosi.org/</a><br />
Ciclofficina Colleferro, Colleferro, Roma, <a href="http://www.ciclocolle.altervista.org/" target="_blank">www.ciclocolle.altervista.org</a><a href="http://www.ciclocolle.altervista.or/"><br />
</a></p>
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I geocentrici li riconosci subito: credono che tutto ruoti attorno a loro e che vada pure tutto storto (certo, l&#8217;asse è inclinato!). Ma proprio nel bel mezzo del fitto bosco dei geocentrici esiste un nutrito sottobosco di eliocentrici. Dinamici, creativi, decisamente alternativi, si fanno chiamare &#8220;il popolo dei ciclisti&#8221;. Dagli ipertecnici che svettano sulla cima d&#8217;infinite salite ai troglociclisti che a fine giornata fanno braciolate sui cerchioni, li puoi trovare un po&#8217; ovunque, dal fornaio sotto casa, nella strada che percorri tutte le mattine o nel sottoscala del tuo palazzo mentre si sbaciucchiano la fidanzatina del momento. Una volta al mese disseppelliscono l&#8217;ascia di guerra, allora è meglio inforcare una bicicletta o non farsi trovare in giro. Chiamano la loro quotidiana guerra al traffico, all&#8217;indifferenza e alla bestialità umana Critical Mass: si ammucchiano ogni ultimo venerdì del mese alle 1830 a piazzale della masse critiche, Piramide. Sono così tanti che non è facile ignorarli, sfrecciare come indemoniati o tagliar loro la strada. Qualcuno li ascolta, si lascia quasi convincere che la terra giri intorno al sole, ma poi smog e polveri sottili riprendono ad ottenebrargli il cervello.
Qualche impavido si spinge fino ai loro punti di ritrovo, le cicloffine, dove, più simili a primitivi delle caverne che a individui civilizzati, li vede trascorrere ore e ore coperti di stracci, grasso e polvere a costruire nuovi orizzonti. Le leggende narrano che girino per discariche e cassonetti e prelevino carcasse di biciclette arrugginite, badando di arrivare prima della concorrenza. Poi il buon Dio li premia rendendo le ciclofficine luoghi magichi: i ciclomeccanici sanno trasformare cumuli di ferraccio in bici belle e funzionanti da regalare agli avventori senza spennargli il portafoglio.
Piccoli e grandi vi entrano con bici vecchie, rotte o con qualche pezzo in meno svanito nella notte,   il pretesto funziona sempre: vi trascorrono un po&#8217; di tempo, imparano qualche nozione di meccanica, apprezzano la disponibilità, la voglia di condividere le conoscenze e di risolvere i problemi insieme ed ecco compiersi un incantesimo: con un sorriso nuovo se ne volano in sella alla loro bici pronti a colorare il grigio devastante che li circonda. Ma ahimè una terribile maledizione grava su chi entra in una ciclofficina. Quando il ciclista novello si ritrova con le mani su una pompa di benzina ecco che comincia a sentire delle voci. Non è il frusciare dell&#8217;oro nero, né il pianto del portafoglio sempre più spennato; si guarda attorno, ma nel nero di una solitudine ipertecnologica, non vede nessuno, solo fantasmi. Inizia a chiedersi se siano le voci delle vittime delle guerre in medioriente, civili inermi e bombardati per poter vendere armi e petrolio, se sia il gemito della Terra stanca di essere depredata, sfruttata e inquinata o se, peggio ancora, sia la sua anima che dall&#8217;abisso in cui è stata ricacciata chiede giustizia e forse vendetta. Potere, petrolio, guerre, inquinamento, il male ha mille volti; comprare, consumare, buttare, ricomprare, la schiavitù ha un solo volto.
Se non ti senti un criminale, se questo stato di cose non ti fa comodo, se sei stanco di sentire le voci, inizia a pedalare e non fermarti: qualcosa si muove ancora in mezzo a tutto sto traffico!
Le ciclofficine esistono davvero e proliferano come funghi, a Roma e dintorni sono diventate otto:
Ciclofficina Don Chisciotte, via prenestina 173, quartiere Pigneto, http://ciclofficna.homelinux.org;
Ciclofficina Centrale, via Baccina 36/38, mercato rionale di Monti, www.ciclonauti.org
 
Ciclofficina Macchia Rossa, via Pieve Fosciana 56/82, quartiere Magliana, http://www.inventati.org/macchiarossa
Ciclofficina del Gazometro, via del gametro 14, quartiere Ostiense.
Ciclofficina del Forte, via Federico Delfino c/o Forte Prenestino, quartiere Centocelle, http://www.forteprenestino.net/
Ciclofficina ex Lavanderia, piazza St Maria della Pietà, padiglione 31, quartiere Monte Mario, www.exlavanderia.it/ciclofficina.htm
Ciclofficina Sans papiers, viale Carlo Felice 69b, quartiere San Giovanni http://sanspapiers.oziosi.org/
Ciclofficina Colleferro, Colleferro, Roma, www.ciclocolle.altervista.org

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		<title>Risparmiare oltre il 50% sul doccia schiuma</title>
		<link>http://www.abitarearoma.it/redazione/risparmiare-oltre-il-50-percentosul-doccia-schiuma/</link>
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		<pubDate>Mon, 04 Aug 2008 14:06:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Come risparmiare]]></category>
		<category><![CDATA[doccia schiuma]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio]]></category>

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		<description><![CDATA[Forse scopro l&#8217;acqua calda. Ma utilizzando una semplicissima &#8220;spugna&#8221; a retina si risparmia il 50% sul doccia schiuma. Infatti grazie a questa retina basta versare una piccola quantità di prodotto per ottenere tantissima morbita schiuma, cosa che non avviene se lo si fa con le mani. Un effetto simile lo si ottiene con la classica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2008/08/retina_doccia.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-41" title="retina_doccia" src="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2008/08/retina_doccia-150x150.jpg" alt="La retina che fa risparmiare doccia schiuma" width="150" height="150" /></a>Forse scopro l&#8217;acqua calda. Ma utilizzando una semplicissima &#8220;spugna&#8221; a retina si risparmia il 50% sul doccia schiuma.</p>
<p>Infatti grazie a questa retina basta versare una piccola quantità<span id="more-40"></span> di prodotto per ottenere tantissima morbita schiuma, cosa che non avviene se lo si fa con le mani.<br />
Un effetto simile lo si ottiene con la classica spugna, ma questa è poco usata soprattutto tra i maschietti della mia generazione.</p>
<p>Si risparmia anche un po&#8217; di tempo, perché ci si riesce ad insaponare tutti in una volta sola senza bisogno di &#8220;ricaricare&#8221;.<br />
Forse potrebbe risultare poco macho (ci sarà un perché se i ragazzi non utilizzano la spugna mentre le ragazze si) però sicuramente fa risparmiare euro, tempo e si ottiene anche un&#8217;insaponatura più soffice.</p>
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Infatti grazie a questa retina basta versare una piccola quantità di prodotto per ottenere tantissima morbita schiuma, cosa che non avviene se lo si fa con le mani.
Un effetto simile lo si ottiene con la classica spugna, ma questa è poco usata soprattutto tra i maschietti della mia generazione.
Si risparmia anche un po&#8217; di tempo, perché ci si riesce ad insaponare tutti in una volta sola senza bisogno di &#8220;ricaricare&#8221;.
Forse potrebbe risultare poco macho (ci sarà un perché se i ragazzi non utilizzano la spugna mentre le ragazze si) però sicuramente fa risparmiare euro, tempo e si ottiene anche un&#8217;insaponatura più soffice.
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