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	<title>Redazione &#187; Extra Redazione</title>
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	<description>Blog a cura dei redattori del giornale online www.abitarearoma.net</description>
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		<title>Cosa fare quando si perde la targa</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 15:54:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Extra Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[targa]]></category>

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		<description><![CDATA[Mai perdere la targa della tua auto o peggio dell’auto che usi tu ma che è intestata ad un&#8217;altra persona. Prima cosa chiedi all’autoscuola cosa devi fare e quanto può costare rifare una semplice targa. Risposta 300 euro. Tu devi fare la denuncia dello smarrimento e il resto lo fanno tutto loro, e sarebbe stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mai perdere la targa della tua auto o peggio dell’auto che usi tu ma che è intestata ad un&#8217;altra persona.</p>
<p>Prima cosa chiedi all’autoscuola cosa devi fare e quanto può costare rifare una semplice targa.</p>
<p>Risposta <span id="more-627"></span>300 euro. Tu devi fare la denuncia dello smarrimento e il resto lo fanno tutto loro, e sarebbe stato un gran sollievo.</p>
<p>Per risparmiare un bel po’ ho detto va beh lo faccio da sola, denuncia, bollettini e motorizzazione… facile.</p>
<p>Allora la cosa più semplice è fare la denuncia (Carabinieri o Polizia), loro poi ti dicono che nei seguenti 15 giorni possono anche trovare la targa per strada e allora sei super fortunata, ovviamente non sarà il mio caso, quindi inizio a cercare informazioni.<br />
Vedo su internet il numero della motorizzazione e fortunatamente mi rispondono ma non mi danno nessun aiuto, non so per quale motivo e mi dicono che c’è scritto tutto sul sito, ma non è veroooooooo.</p>
<p>Sul sito trovi i vari cedolini che devi pagare uno da 9€, uno da 24€, un altro da 50,16 e l’ultimo (nel mio caso) da 39,71€.<br />
E richiedere il modello tt2119 alla motorizzazione.</p>
<p>Cosi sembra facile, vado alla posta pago tutto e vado.</p>
<p><strong>1 giorno.</strong> La motorizzazione di via Salaria a Roma apre alle 9.00 ma fino alle 9.15 nessuno lavora. Fila allo sportello numero 40 informazioni, dove trovo un burbero che mi da il famoso modulo tt2119, ma tra il vetro spesso e la sua S moscia non riesco a capire nulla e dovrebbe informarmi lui!! E intanto mi dice che dovevo avere con me la targa davanti, quella superstite, ecco il primo problema: “come la smonto, scusa questo non me l’ha detto nessuno”. Ovvio non è problema cerco qualcuno, ma dopo un po’ che stavo li mi dice che tanto i terminali non funzionano.</p>
<p><strong>2 giorno.</strong> C’è stato il <a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/il-maltempo-a-roma-si-scatena-la-politica-e-intanto-le-scuole-le-strade-le-abitazioni-si-allagano-sul-serio/">diluvio</a>, hanno chiuso la strada per raggiungere la motorizzazione.</p>
<p><strong>3 giorno.</strong> Targa smontata, delega, moduli compilati, bollettini pagati, fotocopie fatte perché nessuno li dentro ti fa una fotocopia, e ti rimetti in fila, arrivo nella stanza senza numero, la chiamano <em>la stanza davanti all’ascensore</em>… entro e il tipo mi dice subito che <em><strong>di sicuro mi mancano delle firme</strong></em> e infatti mille firme servivano <em><strong>e di sicuro non hai compilato il dietro del Pra</strong></em> con la firma originale del proprietario della macchina, che non era con me, quindi esco e faccio un paio di firme false e mi rimetto in fila e consegno tutto e dopo un’oretta, perché i terminali funzionano ma &#8220;oggi&#8221; sono lenti, finalmente ho le due targhe nuove.</p>
<p>Ma io mi chiedo: se l&#8217;addetto della<em> stanza davanti all’ascensore </em>già sapeva che mi mancavano delle firme evidentemente ogni volta è così. E questo accade perché il fenomeno della S moscia dello sportello 40 non da anche queste informazioni. Ed allora perché l&#8217;addetto della<em> stanza davanti all’ascensore </em>non dice al fenomeno della S moscia di avvisare su tutte le firme che occorrono? W l&#8217;Italia!</p>
<p>128,11 è stato il totale del costo per rifare la targa all&#8217;automobile, oltre a tanta pazienza!</p>
<p>Ps.: ricordatevi di fare una fotocopia della denuncia perché qualche &#8220;squilibrato&#8221; addetto dell&#8217;assicurazione potrebbe richiedervela anche se non serve perché bisogna comunque inviargli la copia del nuovo libretto, cosa che rende inutile la prima richiesta.</p>
<p><em><strong>Valentina C.</strong></em></p>
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Prima cosa chiedi all’autoscuola cosa devi fare e quanto può costare rifare una semplice targa.
Risposta 300 euro. Tu devi fare la denuncia dello smarrimento e il resto lo fanno tutto loro, e sarebbe stato un gran sollievo.
Per risparmiare un bel po’ ho detto va beh lo faccio da sola, denuncia, bollettini e motorizzazione… facile.
Allora la cosa più semplice è fare la denuncia (Carabinieri o Polizia), loro poi ti dicono che nei seguenti 15 giorni possono anche trovare la targa per strada e allora sei super fortunata, ovviamente non sarà il mio caso, quindi inizio a cercare informazioni.
Vedo su internet il numero della motorizzazione e fortunatamente mi rispondono ma non mi danno nessun aiuto, non so per quale motivo e mi dicono che c’è scritto tutto sul sito, ma non è veroooooooo.
Sul sito trovi i vari cedolini che devi pagare uno da 9€, uno da 24€, un altro da 50,16 e l’ultimo (nel mio caso) da 39,71€.
E richiedere il modello tt2119 alla motorizzazione.
Cosi sembra facile, vado alla posta pago tutto e vado.
1 giorno. La motorizzazione di via Salaria a Roma apre alle 9.00 ma fino alle 9.15 nessuno lavora. Fila allo sportello numero 40 informazioni, dove trovo un burbero che mi da il famoso modulo tt2119, ma tra il vetro spesso e la sua S moscia non riesco a capire nulla e dovrebbe informarmi lui!! E intanto mi dice che dovevo avere con me la targa davanti, quella superstite, ecco il primo problema: “come la smonto, scusa questo non me l’ha detto nessuno”. Ovvio non è problema cerco qualcuno, ma dopo un po’ che stavo li mi dice che tanto i terminali non funzionano.
2 giorno. C’è stato il diluvio, hanno chiuso la strada per raggiungere la motorizzazione.
3 giorno. Targa smontata, delega, moduli compilati, bollettini pagati, fotocopie fatte perché nessuno li dentro ti fa una fotocopia, e ti rimetti in fila, arrivo nella stanza senza numero, la chiamano la stanza davanti all’ascensore… entro e il tipo mi dice subito che di sicuro mi mancano delle firme e infatti mille firme servivano e di sicuro non hai compilato il dietro del Pra con la firma originale del proprietario della macchina, che non era con me, quindi esco e faccio un paio di firme false e mi rimetto in fila e consegno tutto e dopo un’oretta, perché i terminali funzionano ma &#8220;oggi&#8221; sono lenti, finalmente ho le due targhe nuove.
Ma io mi chiedo: se l&#8217;addetto della stanza davanti all’ascensore già sapeva che mi mancavano delle firme evidentemente ogni volta è così. E questo accade perché il fenomeno della S moscia dello sportello 40 non da anche queste informazioni. Ed allora perché l&#8217;addetto della stanza davanti all’ascensore non dice al fenomeno della S moscia di avvisare su tutte le firme che occorrono? W l&#8217;Italia!
128,11 è stato il totale del costo per rifare la targa all&#8217;automobile, oltre a tanta pazienza!
Ps.: ricordatevi di fare una fotocopia della denuncia perché qualche &#8220;squilibrato&#8221; addetto dell&#8217;assicurazione potrebbe richiedervela anche se non serve perché bisogna comunque inviargli la copia del nuovo libretto, cosa che rende inutile la prima richiesta.
Valentina C.
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		<title>La scrivania del Duce e del dissenso</title>
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		<comments>http://www.abitarearoma.it/redazione/la-scrivania-del-duce-e-del-dissenso/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 10:10:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Extra Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[Benito Mussolini]]></category>
		<category><![CDATA[Duce]]></category>
		<category><![CDATA[Enzo Moavero Milanesi]]></category>
		<category><![CDATA[Storace]]></category>

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		<description><![CDATA[Le divisioni della politica italiana per la sostituzione di una scrivania appartenuta a Mussolini a palazzo Chigi. Impossibile? Invece no… In questo periodo di crisi, di riforme pensionistiche e sacrifici che tutti gli italiani sono o meno contenti di fare per il futuro, a fare notizia nel nascituro governo Monti, sembrerebbe una scrivania. Il neoministro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le divisioni della politica italiana per la sostituzione di una scrivania appartenuta a Mussolini a palazzo Chigi. Impossibile? Invece no…</p>
<p>In questo periodo <span id="more-629"></span>di crisi, di riforme pensionistiche e sacrifici che tutti gli italiani sono o meno contenti di fare per il futuro, a fare notizia nel nascituro governo Monti, sembrerebbe una scrivania.</p>
<p>Il neoministro degli Affari europei, Enzo Moavero Milanesi, giurista e giornalista, sembrerebbe non d’accordo ad utilizzare nel suo nuovo ufficio a palazzo Chigi, la scrivania che secondo voci di palazzo sarebbe appartenuta al duce. E’ bastato ordinare la sua sostituzione a scatenare le ire di alcuni politici.</p>
<p>Sul blog di Francesco Storace, leader de La Destra si legge: “Confesso che non conoscevo Enzo Moavero Milanesi. Costui ha pensato di passare alla storia ordinando di cambiare la scrivania ministeriale perché quella che ha trovato &#8211; si dice &#8211; sarebbe appartenuta a Benito Mussolini”. Inoltre conferma Storace, seguendo le voci che si sono diffuse nel palazzo del governo, il neo ministro avrebbe gridato a gran voce “Sono antifascista”. Il motivo per cui si sia poi accanito contro un pezzo di storia. Ben diverse le posizioni di politici di sinistra.</p>
<p>E’ pur vero che Moavero è stato un socialista ma le dichiarazioni ufficiali divergono alquanto: “è soltanto per motivi di spazio” ha spiegato il ministro. La scrivania era molto grande e quindi Moavero ha deciso di prenderne una più piccola anche per fare spazio a suoi collaboratori negli stessi ambienti.</p>
<p>Ma è così importante discutere su cosa o non cosa mettere in un ufficio? Per fare da paciere suggerirei che essendo un bene storico forse dovrebbe essere contemplata la sua effimera bellezza artistica al di là di chi, lì sopra, ha poggiato le proprie carte di lavoro.</p>
<p>Ma poi agli Italiani interessa?</p>
<p><em><strong>di Serenella Napolitano</strong></em></p>
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In questo periodo di crisi, di riforme pensionistiche e sacrifici che tutti gli italiani sono o meno contenti di fare per il futuro, a fare notizia nel nascituro governo Monti, sembrerebbe una scrivania.
Il neoministro degli Affari europei, Enzo Moavero Milanesi, giurista e giornalista, sembrerebbe non d’accordo ad utilizzare nel suo nuovo ufficio a palazzo Chigi, la scrivania che secondo voci di palazzo sarebbe appartenuta al duce. E’ bastato ordinare la sua sostituzione a scatenare le ire di alcuni politici.
Sul blog di Francesco Storace, leader de La Destra si legge: “Confesso che non conoscevo Enzo Moavero Milanesi. Costui ha pensato di passare alla storia ordinando di cambiare la scrivania ministeriale perché quella che ha trovato &#8211; si dice &#8211; sarebbe appartenuta a Benito Mussolini”. Inoltre conferma Storace, seguendo le voci che si sono diffuse nel palazzo del governo, il neo ministro avrebbe gridato a gran voce “Sono antifascista”. Il motivo per cui si sia poi accanito contro un pezzo di storia. Ben diverse le posizioni di politici di sinistra.
E’ pur vero che Moavero è stato un socialista ma le dichiarazioni ufficiali divergono alquanto: “è soltanto per motivi di spazio” ha spiegato il ministro. La scrivania era molto grande e quindi Moavero ha deciso di prenderne una più piccola anche per fare spazio a suoi collaboratori negli stessi ambienti.
Ma è così importante discutere su cosa o non cosa mettere in un ufficio? Per fare da paciere suggerirei che essendo un bene storico forse dovrebbe essere contemplata la sua effimera bellezza artistica al di là di chi, lì sopra, ha poggiato le proprie carte di lavoro.
Ma poi agli Italiani interessa?
di Serenella Napolitano
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		<title>L’inaugurazione di Trony manda in tilt Roma</title>
		<link>http://www.abitarearoma.it/redazione/l%e2%80%99inaugurazione-di-trony-manda-in-tilt-roma/</link>
		<comments>http://www.abitarearoma.it/redazione/l%e2%80%99inaugurazione-di-trony-manda-in-tilt-roma/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 11:51:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Extra Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[La mattina del 27 ottobre 2011, Roma si è risvegliata nel caos. Traffico rallentato e linee degli autobus soppresse, hanno causato vari disagi ai cittadini del quadrante Nord di Roma. E questa volta madre natura non ha colpe. Daniele Torquati, capogruppo pd del XX Municipio, in una nota ha dichiarato: “Una Città che ha vissuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La mattina del 27 ottobre 2011, Roma si è risvegliata nel caos. Traffico rallentato e linee degli autobus soppresse, hanno causato vari disagi ai cittadini del quadrante Nord di Roma. E questa volta madre natura non ha colpe.</p>
<p>Daniele Torquati, capogruppo pd del XX Municipio, in una nota ha dichiarato:<span id="more-624"></span> “Una Città che ha vissuto il Giubileo, la morte di Giovanni Paolo II, le notti bianche, le feste del Cinema, eventi tristi e gioiosi ma comunque di grande impatto, si ferma per l’inaugurazione di un centro commerciale – prosegue Torquati &#8211; Oggi si è reso Ponte Milvio un enorme parcheggio e si è chiusa via Flaminia vecchia senza nessun preavviso per i cittadini. Questa emergenza è di nuovo una calamità naturale? In questi giorni – conclude la nota &#8211; abbiamo assistito al fango della scuola di via Valle Vescovo, ora al blocco di migliaia di cittadini; tutti problemi derivanti da interessi dei privati ai quali la pubblica amministrazione non sa dare risposte e scarica le proprie responsabilità”.</p>
<p>Il consigliere comunale del Pd, Paolo Masini: “Non solo <a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/il-maltempo-a-roma-si-scatena-la-politica-e-intanto-le-scuole-le-strade-le-abitazioni-si-allagano-sul-serio/">temporali e piogge</a>. A bloccare la sempre più decadente Roma di Alemanno basta anche una semplice inaugurazione di un negozio a Ponte Milvio. Un quadrante della città bloccato, traffico in tilt, pochi vigili in strada e Campidoglio come al solito non informato e non organizzato. Con Alemanno ogni giorno ce n’è una, ma il sindaco sa cosa avviene quotidianamente in città? O il suo pensiero è rivolto solo alla politica nazionale e alla Pdl?”.</p>
<p>“Quello che sta accadendo questa mattina nella Capitale con tutta la parte nord di Roma, completamente paralizzata per l’apertura di un centro commerciale a Ponte Milvio é solo l’ultimo, incredibile, disastro quotidiano figlio della disorganizzazione della giunta Alemanno”. Lo dichiara, in una nota, Luciano Nobili, portavoce romano di Alleanza per l’Italia, il partito guidato da Francesco Rutelli. “Per i romani, intrappolati nelle auto o bloccati nei mezzi pubblici fermi nel traffico, non c&#8217;é salvezza nella via crucis quotidiana che li accompagna al lavoro, in una città che ogni giorno é messa in ginocchio da un cantiere,da un temporale, persino dall’inaugurazione di un negozio”.</p>
<p>Il blocco è stato fatto proprio nelle ore di maggior traffico e tutte le strade di accesso alla tangenziale erano impraticabili, da Corso Francia alla Salaria, da Ponte Milvio alla Flaminia e così migliaia di romani hanno fatto i conti con l’ennesima inaugurazioni di un grande centro commerciale.</p>
<p>A risentirne il traffico privato, ma soprattutto l’intera rete del trasporto pubblico così come annunciato in un comunicato stampa dell’Agenzia della Mobilità.</p>
<p>Tutte le linee delle zone centro, nord, est e ovest Salaria, tangenziale (da San Giovanni a Monte mario) Cassia, Ponte Milvio, Flaminia,Olimpica, Monti Tiburtini, Nomentana, Grottarossa, Giuochi Delfici, Camilluccia) hanno ritardato le loro corse, con inevitabili ripercussioni in altre zone della città.</p>
<p><em><strong>di Serenella Napolitano</strong></em></p>
<p><strong>Di seguito qualche video sull&#8217;inaugurazione di Trony a Ponte Milvio.</strong></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/xqqf6QgeH-M" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p><em>Questa era la situazione alle 5e40 del mattino.</em></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/CSAzF9hLCkE" frameborder="0" width="480" height="360"></iframe></p>
<p><em>&#8220;&#8230; l&#8217;entrata è quella giù giù in fondo, pensa pe arrivacce&#8230;&#8221;</em></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/8yZz6KDqYrg" frameborder="0" width="480" height="360"></iframe></p>
<p><em>&#8220;&#8230; non spingete: fate ammazzà la gente!&#8230;&#8221;</em></p>
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Daniele Torquati, capogruppo pd del XX Municipio, in una nota ha dichiarato: “Una Città che ha vissuto il Giubileo, la morte di Giovanni Paolo II, le notti bianche, le feste del Cinema, eventi tristi e gioiosi ma comunque di grande impatto, si ferma per l’inaugurazione di un centro commerciale – prosegue Torquati &#8211; Oggi si è reso Ponte Milvio un enorme parcheggio e si è chiusa via Flaminia vecchia senza nessun preavviso per i cittadini. Questa emergenza è di nuovo una calamità naturale? In questi giorni – conclude la nota &#8211; abbiamo assistito al fango della scuola di via Valle Vescovo, ora al blocco di migliaia di cittadini; tutti problemi derivanti da interessi dei privati ai quali la pubblica amministrazione non sa dare risposte e scarica le proprie responsabilità”.
Il consigliere comunale del Pd, Paolo Masini: “Non solo temporali e piogge. A bloccare la sempre più decadente Roma di Alemanno basta anche una semplice inaugurazione di un negozio a Ponte Milvio. Un quadrante della città bloccato, traffico in tilt, pochi vigili in strada e Campidoglio come al solito non informato e non organizzato. Con Alemanno ogni giorno ce n’è una, ma il sindaco sa cosa avviene quotidianamente in città? O il suo pensiero è rivolto solo alla politica nazionale e alla Pdl?”.
“Quello che sta accadendo questa mattina nella Capitale con tutta la parte nord di Roma, completamente paralizzata per l’apertura di un centro commerciale a Ponte Milvio é solo l’ultimo, incredibile, disastro quotidiano figlio della disorganizzazione della giunta Alemanno”. Lo dichiara, in una nota, Luciano Nobili, portavoce romano di Alleanza per l’Italia, il partito guidato da Francesco Rutelli. “Per i romani, intrappolati nelle auto o bloccati nei mezzi pubblici fermi nel traffico, non c&#8217;é salvezza nella via crucis quotidiana che li accompagna al lavoro, in una città che ogni giorno é messa in ginocchio da un cantiere,da un temporale, persino dall’inaugurazione di un negozio”.
Il blocco è stato fatto proprio nelle ore di maggior traffico e tutte le strade di accesso alla tangenziale erano impraticabili, da Corso Francia alla Salaria, da Ponte Milvio alla Flaminia e così migliaia di romani hanno fatto i conti con l’ennesima inaugurazioni di un grande centro commerciale.
A risentirne il traffico privato, ma soprattutto l’intera rete del trasporto pubblico così come annunciato in un comunicato stampa dell’Agenzia della Mobilità.
Tutte le linee delle zone centro, nord, est e ovest Salaria, tangenziale (da San Giovanni a Monte mario) Cassia, Ponte Milvio, Flaminia,Olimpica, Monti Tiburtini, Nomentana, Grottarossa, Giuochi Delfici, Camilluccia) hanno ritardato le loro corse, con inevitabili ripercussioni in altre zone della città.
di Serenella Napolitano
Di seguito qualche video sull&#8217;inaugurazione di Trony a Ponte Milvio.

Questa era la situazione alle 5e40 del mattino.

&#8220;&#8230; l&#8217;entrata è quella giù giù in fondo, pensa pe arrivacce&#8230;&#8221;

&#8220;&#8230; non spingete: fate ammazzà la gente!&#8230;&#8221;
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		<title>Il maltempo a Roma. Si scatena la politica e intanto le scuole, le strade, le abitazioni si allagano sul serio</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2011 14:33:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Extra Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[La mattina del 20 ottobre 2011 migliaia di cittadini si sono svegliati col suono scrosciante di un terribile temporale che si è abbattuto su Roma, causando molti danni alla viabilità, alle abitazioni private, ai negozi. La risposta al nubifragio è arrivata a suon di parole e dichiarazioni, dopo poche ore, da parte del mondo politico, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La mattina del 20 ottobre 2011 migliaia di cittadini si sono svegliati col suono scrosciante di un terribile temporale che si è abbattuto su Roma, causando molti danni alla viabilità, alle abitazioni private, ai negozi. La risposta al nubifragio è arrivata a suon di parole e dichiarazioni, dopo poche ore, da parte del mondo politico, che come al solito, per risolvere i danni cerca quel capro espiatorio su cui far ricadere la colpa.</p>
<p>Tutto bloccato dalla <span id="more-621"></span>metro alle ferrovie per non parlare dell’immediata chiusura di alcune scuole.</p>
<p>All’improvviso piogge di parole hanno intasato le agenzie di stampa e le mail di tante redazioni.</p>
<p>Augusto Santori, consigliere Pdl del XV municipio, ha fatto sapere che alcune scuole della materna di Via Greve alla Magliana e della media Nino Rota a Villa Bonelli erano allagate, dai corridoi a buona parte delle aule e bagni. Allagato era anche il ponticello di Via Baffi al Portuense e quello di Parco dei Medici a Magliana Vecchia. Allagata Via Marchetti all’incrocio con Via della Magliana e Via Mecozzi all’imbocco del GRA. Una piccola Venezia, peccato che parlo di Roma.</p>
<p>Il presidente della Commissione sicurezza di Roma Capitale, Fabrizio Santori ha insistito nella sua nota che“è necessario risolvere il problema una volta per tutte realizzando un piano di mobilità che preveda la pioggia, che potenzi e metta in atto all’occorrenza tutte le misure di prevenzione e di fluidificazione del traffico, con interventi immediati su reti fognarie e caditoie, e che soprattutto metta al riparo le stazioni e i percorsi delle metropolitane di Roma”. Ovviamente la nota proseguiva con il solito attacco alle passate amministrazioni che ci hanno lasciato “un’eredità pesante poiché la sinistra che oggi critica ha dimenticato di quando, come avvenne il 1 novembre 2002, l’allora sindaco Veltroni chiedeva aiuto al governo per fronteggiare i danni di un altro nubifragio che fece scempio della Capitale”. La colpa, infatti è delle reti fognarie che “sono di quasi un secolo fa, vecchie, malandate e dimenticate: tornano alla memoria evidentemente solo quando piove, a danno ormai subìto.”</p>
<p>Il segretario del Pd Roma, Marco Miccoli, invece, ha subito pensato al prossimo inverno, chiedendosi che se un “Un temporale di poche ore, anche se di notevole intensità può bloccare la Capitale d’Italia, cosa succederà allora in pieno inverno? La città sarà paralizzata e in tilt ogni giorno?”. E Poi con una serie di incalzanti domande chiedeva come mai “le foglie cadute non vengono rimosse dai tombini”. Forse perché, ipotizzava il Miccoli, il sindaco della Capitale, pensa più “alla politica nazionale che occuparsi di Roma e dei suoi problemi quotidiani, sempre più drammatici”.</p>
<p>Si è parlato di dilettanti allo sbaraglio, di vecchi sindaci inadempienti, di milioni di euro non usati per il risanamento idraulico, notizia diffusa da Alessandro Onorato, capogruppo Udc in Campidoglio. Allora mi viene un’altra domanda, da semplice cittadina: “Ma perché invece di pungersi a parole come Cicerone contro Catilina, non fanno in modo che i cittadini non devono usare l’arca per tornare a casa?”.</p>
<p><em><strong>di Serenella Napolitano</strong></em></p>
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Tutto bloccato dalla metro alle ferrovie per non parlare dell’immediata chiusura di alcune scuole.
All’improvviso piogge di parole hanno intasato le agenzie di stampa e le mail di tante redazioni.
Augusto Santori, consigliere Pdl del XV municipio, ha fatto sapere che alcune scuole della materna di Via Greve alla Magliana e della media Nino Rota a Villa Bonelli erano allagate, dai corridoi a buona parte delle aule e bagni. Allagato era anche il ponticello di Via Baffi al Portuense e quello di Parco dei Medici a Magliana Vecchia. Allagata Via Marchetti all’incrocio con Via della Magliana e Via Mecozzi all’imbocco del GRA. Una piccola Venezia, peccato che parlo di Roma.
Il presidente della Commissione sicurezza di Roma Capitale, Fabrizio Santori ha insistito nella sua nota che“è necessario risolvere il problema una volta per tutte realizzando un piano di mobilità che preveda la pioggia, che potenzi e metta in atto all’occorrenza tutte le misure di prevenzione e di fluidificazione del traffico, con interventi immediati su reti fognarie e caditoie, e che soprattutto metta al riparo le stazioni e i percorsi delle metropolitane di Roma”. Ovviamente la nota proseguiva con il solito attacco alle passate amministrazioni che ci hanno lasciato “un’eredità pesante poiché la sinistra che oggi critica ha dimenticato di quando, come avvenne il 1 novembre 2002, l’allora sindaco Veltroni chiedeva aiuto al governo per fronteggiare i danni di un altro nubifragio che fece scempio della Capitale”. La colpa, infatti è delle reti fognarie che “sono di quasi un secolo fa, vecchie, malandate e dimenticate: tornano alla memoria evidentemente solo quando piove, a danno ormai subìto.”
Il segretario del Pd Roma, Marco Miccoli, invece, ha subito pensato al prossimo inverno, chiedendosi che se un “Un temporale di poche ore, anche se di notevole intensità può bloccare la Capitale d’Italia, cosa succederà allora in pieno inverno? La città sarà paralizzata e in tilt ogni giorno?”. E Poi con una serie di incalzanti domande chiedeva come mai “le foglie cadute non vengono rimosse dai tombini”. Forse perché, ipotizzava il Miccoli, il sindaco della Capitale, pensa più “alla politica nazionale che occuparsi di Roma e dei suoi problemi quotidiani, sempre più drammatici”.
Si è parlato di dilettanti allo sbaraglio, di vecchi sindaci inadempienti, di milioni di euro non usati per il risanamento idraulico, notizia diffusa da Alessandro Onorato, capogruppo Udc in Campidoglio. Allora mi viene un’altra domanda, da semplice cittadina: “Ma perché invece di pungersi a parole come Cicerone contro Catilina, non fanno in modo che i cittadini non devono usare l’arca per tornare a casa?”.
di Serenella Napolitano
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		<title>Il vecchio (rimbecillito) e il mare (di insulti)</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 13:59:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Extra Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è consumato ieri sera negli studi di Radio 24 uno dei tanti atti della pièce tragicomica del meraviglioso mondo politico che ci rappresenta. Interprete principale il Direttore del TG4 Emilio Fede, antagonista assente il leader di Sinistra Ecologia e Libertà Nichi Vendola. Questo il prologo. Nella giornata di martedì nel corso in un convegno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si è consumato ieri sera negli studi di Radio 24 uno dei tanti atti della pièce tragicomica del meraviglioso mondo politico che ci rappresenta. Interprete principale il Direttore del TG4 Emilio Fede, antagonista assente il leader di Sinistra Ecologia e Libertà Nichi Vendola. Questo il prologo. Nella giornata di martedì nel corso in un convegno a Civitavecchia, Vendola aveva citato proprio<span id="more-617"></span> il direttore insieme agli altri nomi noti facenti parte dell’ormai famosissima cricca “escort&amp;politica”. “Ci fa vergognare, aveva detto Vendola, che quattro vecchi, maschi e un po’ rimbecilliti possano entrare nella politica e sporcarla. Noi, che ricordiamo un periodo storico in cui la politica, con Enrico Berlinguer, era una grande passione e non una piccola miseria, ci vergogniamo”. Lavitola, Fede, Mora e Tarantini sarebbero i maschi ottantenni a cui fa riferimento Vendola anche se l’ultimo poi così vecchio non è, visto che di anni ne ha appena 34. Incalza il leader di Sel “Dobbiamo liberare la scena pubblica da una classe dirigente impresentabile in Italia e nel mondo. Una classe politica che ha dato scandalo pubblicamente e che ha fatto della pornografia e del turpiloquio un codice. La mia partita è per restituire nobiltà alla politica”. Ed è forse per restare in tema di turpiloque metafore che Emilio Fede gli risponde stizzito e per le rime ai microfoni della Zanzara di Giuseppe Cruciani.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Intanto chiamando Vendola “signore con l’orecchino” o “signor Pendolo” a seconda del momento, poi facendo finta di non sapere neppure chi fosse: “E chi è questo signor Pendolo?” “Il presidente della Regione Puglia, lei lo conosce no?”  “Ah il signore con l’orecchino&#8230;ma al naso, no? Dove porta l’orecchino Pendolo? Al pendolo?”. Vendola che ha parlato senza lesinare di “antropologia che gira intorno al premier nell’esercizio di onnipotenza che questo vecchio maschio pensa di poter imporre come stile della politica” ha anche dato un peso specifico al personaggio di Fede in questo ameno contesto racchiudendolo nella stringato ruolo di “procacciatore di escort e cocaina”, proprio lui, il direttore, che rassicura, “di droga non ha mai fatto uso, mai uno spinello”. Vendola non si era certo nascosto dietro finte illazioni chiamando i vizi per nome e cognome e questo sembra abbia infastidito non poco il direttore che pure in fondo è un ottuagenario di fatto. Il risentimento che forse Fede voleva nascondere si manifesta senza mezzi termini quando il direttore risponde con metafore ben più dure e faziosamente omofobiche alle parole di quello che definisce un “poveretto”, “ma poi mica è una colpa se gli piacciono gli uomini”. Risatina del direttore. E insiste Fede che “Vendola va capito davanti e di dietro, perché non è uno che dice una cosa e poi di dietro ne fa un’altra. Lui fa davanti e di dietro. Lui non va con gli ottuagenari perché non tirano, perché lì c’è la caccia al tesoro, che ci trova? Se vado in cella speriamo che mi venga a trovare, però io mi paro il culo”.</p>
<p><strong><em>di Eleonora Cianfrini</em></strong></p>
<form id="vozme_form_55cc32325d49276f328f66ab796ecbb3" method="post" name="vozme_form_55cc32325d49276f328f66ab796ecbb3" target="55cc32325d49276f328f66ab796ecbb3" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="Il vecchio (rimbecillito) e il mare (di insulti).. Si è consumato ieri sera negli studi di Radio 24 uno dei tanti atti della pièce tragicomica del meraviglioso mondo politico che ci rappresenta. Interprete principale il Direttore del TG4 Emilio Fede, antagonista assente il leader di Sinistra Ecologia e Libertà Nichi Vendola. Questo il prologo. Nella giornata di martedì nel corso in un convegno a Civitavecchia, Vendola aveva citato proprio il direttore insieme agli altri nomi noti facenti parte dell’ormai famosissima cricca “escort&amp;politica”. “Ci fa vergognare, aveva detto Vendola, che quattro vecchi, maschi e un po’ rimbecilliti possano entrare nella politica e sporcarla. Noi, che ricordiamo un periodo storico in cui la politica, con Enrico Berlinguer, era una grande passione e non una piccola miseria, ci vergogniamo”. Lavitola, Fede, Mora e Tarantini sarebbero i maschi ottantenni a cui fa riferimento Vendola anche se l’ultimo poi così vecchio non è, visto che di anni ne ha appena 34. Incalza il leader di Sel “Dobbiamo liberare la scena pubblica da una classe dirigente impresentabile in Italia e nel mondo. Una classe politica che ha dato scandalo pubblicamente e che ha fatto della pornografia e del turpiloquio un codice. La mia partita è per restituire nobiltà alla politica”. Ed è forse per restare in tema di turpiloque metafore che Emilio Fede gli risponde stizzito e per le rime ai microfoni della Zanzara di Giuseppe Cruciani.
&nbsp;
Intanto chiamando Vendola “signore con l’orecchino” o “signor Pendolo” a seconda del momento, poi facendo finta di non sapere neppure chi fosse: “E chi è questo signor Pendolo?” “Il presidente della Regione Puglia, lei lo conosce no?”  “Ah il signore con l’orecchino&#8230;ma al naso, no? Dove porta l’orecchino Pendolo? Al pendolo?”. Vendola che ha parlato senza lesinare di “antropologia che gira intorno al premier nell’esercizio di onnipotenza che questo vecchio maschio pensa di poter imporre come stile della politica” ha anche dato un peso specifico al personaggio di Fede in questo ameno contesto racchiudendolo nella stringato ruolo di “procacciatore di escort e cocaina”, proprio lui, il direttore, che rassicura, “di droga non ha mai fatto uso, mai uno spinello”. Vendola non si era certo nascosto dietro finte illazioni chiamando i vizi per nome e cognome e questo sembra abbia infastidito non poco il direttore che pure in fondo è un ottuagenario di fatto. Il risentimento che forse Fede voleva nascondere si manifesta senza mezzi termini quando il direttore risponde con metafore ben più dure e faziosamente omofobiche alle parole di quello che definisce un “poveretto”, “ma poi mica è una colpa se gli piacciono gli uomini”. Risatina del direttore. E insiste Fede che “Vendola va capito davanti e di dietro, perché non è uno che dice una cosa e poi di dietro ne fa un’altra. Lui fa davanti e di dietro. Lui non va con gli ottuagenari perché non tirano, perché lì c’è la caccia al tesoro, che ci trova? Se vado in cella speriamo che mi venga a trovare, però io mi paro il culo”.
di Eleonora Cianfrini
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		<title>I provini di X Factor a Roma</title>
		<link>http://www.abitarearoma.it/redazione/i-provini-di-x-factor-a-roma/</link>
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		<pubDate>Mon, 25 Jul 2011 15:11:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Extra Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Quattro giorni di provini per gli aspiranti cantanti che da giovedì 21 fino a domenica 24 luglio si sono presentati in piazzale Ferruccio Parri nel quartiere Eur di Roma per partecipare alle selezioni della nota trasmissione “X Factor”. Il programma andrà in onda in autunno su Sky Italia con un format tutto nuovo e verrà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2011/07/xfactor.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-609" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="xfactor" src="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2011/07/xfactor-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Quattro giorni di provini per gli aspiranti cantanti che da giovedì 21 fino a domenica 24 luglio si sono presentati in piazzale Ferruccio Parri nel quartiere Eur di Roma per partecipare alle selezioni della nota trasmissione “X Factor”.</p>
<p>Il programma andrà in onda in <span id="more-606"></span>autunno su Sky Italia con un format tutto nuovo e verrà condotto da Alessandro Cattelan. Confermata la giuria dell&#8217;ultima edizione: Morgan, Elio, Simona Ventura e la cantante Arisa.</p>
<p>&#8220;Per Sky X Factor rappresenta nello stesso tempo un grande fatto nuovo e una conferma. La novità è avere l&#8217;occasione di sviluppare nel modo più completo uno dei format televisivi più brillanti, popolari e apprezzati nel mondo, che mette al centro dello show il talento e la possibilità per tutti di essere protagonisti.&#8221;A parlare è Andrea Scrosati, Vice President Programming and Promotions di Sky. Così dopo i provini di Milano, ora tocca a Roma dove nella location dei provini si respira entusiasmo e voglia di esprimersi attraverso il canto, passione che accomuna le migliaia di persone arrivate da tutta Italia già da giovedì.</p>
<p>Dopo la prima scrematura di luglio, i selezionati dovranno affrontare a settembre le selezioni di fronte ai giudici. Nell&#8217;attesa, i partecipanti incrociano le dita e sperano nella chiamata da parte della redazione.</p>
<p><strong><em>di Giulia Ricci</em></strong></p>
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Il programma andrà in onda in autunno su Sky Italia con un format tutto nuovo e verrà condotto da Alessandro Cattelan. Confermata la giuria dell&#8217;ultima edizione: Morgan, Elio, Simona Ventura e la cantante Arisa.
&#8220;Per Sky X Factor rappresenta nello stesso tempo un grande fatto nuovo e una conferma. La novità è avere l&#8217;occasione di sviluppare nel modo più completo uno dei format televisivi più brillanti, popolari e apprezzati nel mondo, che mette al centro dello show il talento e la possibilità per tutti di essere protagonisti.&#8221;A parlare è Andrea Scrosati, Vice President Programming and Promotions di Sky. Così dopo i provini di Milano, ora tocca a Roma dove nella location dei provini si respira entusiasmo e voglia di esprimersi attraverso il canto, passione che accomuna le migliaia di persone arrivate da tutta Italia già da giovedì.
Dopo la prima scrematura di luglio, i selezionati dovranno affrontare a settembre le selezioni di fronte ai giudici. Nell&#8217;attesa, i partecipanti incrociano le dita e sperano nella chiamata da parte della redazione.
di Giulia Ricci
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		<title>Donne sull’orlo di un sampietrino</title>
		<link>http://www.abitarearoma.it/redazione/donne-sull-orlo-di-un-sampietrino/</link>
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		<pubDate>Thu, 21 Jul 2011 14:36:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Extra Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[sampietrini]]></category>
		<category><![CDATA[tacchi a spillo]]></category>

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		<description><![CDATA[È di oggi la notizia del nuovo piano di riqualificazione stradale di via del Teatro Marcello, via Luigi Petroselli, piazza Bocca della Verità e via del Corso da piazza del Popolo a piazza Venezia. Lo ha annunciato il sindaco Gianni Alemanno con l&#8217;assessore ai Lavori Pubblici, Fabrizio Ghera, inaugurando il piano biennale di manutenzione stradale. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È di oggi la notizia del nuovo piano di riqualificazione stradale di via del Teatro Marcello, via Luigi Petroselli, piazza Bocca della Verità e via del Corso da piazza del Popolo a piazza Venezia. Lo ha annunciato il sindaco Gianni Alemanno con l&#8217;assessore ai Lavori Pubblici, Fabrizio Ghera, inaugurando il piano biennale di manutenzione stradale. Il costo complessivo dell’opera urbanistica, che toccherà centro storico e periferia, sarà di 60 milioni di euro.</p>
<p>A breve termine il rifacimento della zona via del Corso per la cifra di 1 milione e 700mila euro e delle altre tre zone &#8211; Marcello, Petroselli, Bocca della Verità &#8211; i cui lavori partiranno il 21 luglio, riguarderanno una superficie complessiva di 15mila mq e costeranno complessivamente alla città 1 milione e 600mila euro.</p>
<p>In via del teatro Marcello si lavorerà dal 21 luglio al 20 settembre in tre fasi:<span id="more-599"></span> da vicolo Jugario a via Montanara, chiudendo un varco della Ztl direzione piazza Aracoeli con l’esecuzione dei lavori sul lato destro. Si passerà al tratto compreso tra piazza Aracoeli a via Montanara e solo successivamente si procederà nell&#8217;altra metà della carreggiata. Infine i lavori riguarderanno il tratto compreso tra via Montanara e via del Foro Olitorio in direzione piazza Bocca della Verità.</p>
<p>Nei giorni festivi dalle 9 alle 19 via dei Fori Imperiali sarà comunque consentito l&#8217;accesso ai mezzi pubblici. In via Petroselli i lavori riguarderanno il tratto veicolare tra vicolo Jugario a piazza Bocca della Verita&#8217; in direzione Circo Massimo con data fine lavori prevista per il 30 settembre. In piazza Bocca della Verità i lavori andranno dal 21 ottobre al 30 novembre e saranno suddivisi in due fasi per non creare problemi alla viabilità ordinaria.</p>
<p>I lavori in via del Corso partiranno il 21 luglio e termineranno a dicembre così da non pregiudicare lo shopping natalizio. Nel tratto compreso tra piazza del Popolo e largo Goldoni prima e da via di Caravita a piazza Venezia poi, si lavorerà in notturna dalle 20.30 e alle 6.30 in modo da non compromettere durante il giorno l’attività dei commercianti né il traffico veicolare.</p>
<p>Il nuovo abito di via del Corso e del centro storico sarà glamour e hi-tech poiché oltre alla stesura dell’asfalto e al rifacimento dei marciapiedi in lastre di basalto si provvederà alla sostituzione dei vecchi sampietrini con dei nuovi che, pur nel rispetto della tradizione romana, “avranno al di sotto una base di cemento armato e saranno sigillati in modo da non creare avvallamenti”.</p>
<p>Sampietrini moderni Made in Rome per salvaguardare i tacchi delle donne insomma. A nessun uomo sarà più chiesto di chinarsi per salvare lo sfortunato tacco a spillo dalla loro temutissima morsa.</p>
<p>Ma dall’opposizione di leva un coro di polemiche inasprite dalle recenti vicissitudini riguardanti l’esigua rappresentatività rosa nella giunta. Per Dario Nanni del Pd “è uno strano concetto di riguardo verso le donne: si tutelano i beni anziché i diritti”. “Forse Alemanno spera così di evitare il ricorso al Tar sulle quote rosa difendendo il tacco dodici”, gli fa eco il consigliere comunale Paolo Masini, mentre Athos de Luca racchiude il tutto in un ironico e romanesco “Daje de tacco daje de punta” ma poi aggiunge che i problemi a Roma sono molteplici e irrisolti, dalla criminalità al trasporto pubblico al traffico insostenibile passando per la raccolta dei rifiuti, le tasse, e dulcis in fundo Parentopoli, problemi che fanno davvero indignare i romani. E la risposta non può essere il marciapiede che salvaguarda il tacco 12.</p>
<p><em><strong>di Eleonora Cianfrini</strong></em></p>
<form id="vozme_form_dd0dc23c960c5fc5004cdaa99d3875ef" method="post" name="vozme_form_dd0dc23c960c5fc5004cdaa99d3875ef" target="dd0dc23c960c5fc5004cdaa99d3875ef" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="Donne sull’orlo di un sampietrino.. È di oggi la notizia del nuovo piano di riqualificazione stradale di via del Teatro Marcello, via Luigi Petroselli, piazza Bocca della Verità e via del Corso da piazza del Popolo a piazza Venezia. Lo ha annunciato il sindaco Gianni Alemanno con l&#8217;assessore ai Lavori Pubblici, Fabrizio Ghera, inaugurando il piano biennale di manutenzione stradale. Il costo complessivo dell’opera urbanistica, che toccherà centro storico e periferia, sarà di 60 milioni di euro.
A breve termine il rifacimento della zona via del Corso per la cifra di 1 milione e 700mila euro e delle altre tre zone &#8211; Marcello, Petroselli, Bocca della Verità &#8211; i cui lavori partiranno il 21 luglio, riguarderanno una superficie complessiva di 15mila mq e costeranno complessivamente alla città 1 milione e 600mila euro.
In via del teatro Marcello si lavorerà dal 21 luglio al 20 settembre in tre fasi: da vicolo Jugario a via Montanara, chiudendo un varco della Ztl direzione piazza Aracoeli con l’esecuzione dei lavori sul lato destro. Si passerà al tratto compreso tra piazza Aracoeli a via Montanara e solo successivamente si procederà nell&#8217;altra metà della carreggiata. Infine i lavori riguarderanno il tratto compreso tra via Montanara e via del Foro Olitorio in direzione piazza Bocca della Verità.
Nei giorni festivi dalle 9 alle 19 via dei Fori Imperiali sarà comunque consentito l&#8217;accesso ai mezzi pubblici. In via Petroselli i lavori riguarderanno il tratto veicolare tra vicolo Jugario a piazza Bocca della Verita&#8217; in direzione Circo Massimo con data fine lavori prevista per il 30 settembre. In piazza Bocca della Verità i lavori andranno dal 21 ottobre al 30 novembre e saranno suddivisi in due fasi per non creare problemi alla viabilità ordinaria.
I lavori in via del Corso partiranno il 21 luglio e termineranno a dicembre così da non pregiudicare lo shopping natalizio. Nel tratto compreso tra piazza del Popolo e largo Goldoni prima e da via di Caravita a piazza Venezia poi, si lavorerà in notturna dalle 20.30 e alle 6.30 in modo da non compromettere durante il giorno l’attività dei commercianti né il traffico veicolare.
Il nuovo abito di via del Corso e del centro storico sarà glamour e hi-tech poiché oltre alla stesura dell’asfalto e al rifacimento dei marciapiedi in lastre di basalto si provvederà alla sostituzione dei vecchi sampietrini con dei nuovi che, pur nel rispetto della tradizione romana, “avranno al di sotto una base di cemento armato e saranno sigillati in modo da non creare avvallamenti”.
Sampietrini moderni Made in Rome per salvaguardare i tacchi delle donne insomma. A nessun uomo sarà più chiesto di chinarsi per salvare lo sfortunato tacco a spillo dalla loro temutissima morsa.
Ma dall’opposizione di leva un coro di polemiche inasprite dalle recenti vicissitudini riguardanti l’esigua rappresentatività rosa nella giunta. Per Dario Nanni del Pd “è uno strano concetto di riguardo verso le donne: si tutelano i beni anziché i diritti”. “Forse Alemanno spera così di evitare il ricorso al Tar sulle quote rosa difendendo il tacco dodici”, gli fa eco il consigliere comunale Paolo Masini, mentre Athos de Luca racchiude il tutto in un ironico e romanesco “Daje de tacco daje de punta” ma poi aggiunge che i problemi a Roma sono molteplici e irrisolti, dalla criminalità al trasporto pubblico al traffico insostenibile passando per la raccolta dei rifiuti, le tasse, e dulcis in fundo Parentopoli, problemi che fanno davvero indignare i romani. E la risposta non può essere il marciapiede che salvaguarda il tacco 12.
di Eleonora Cianfrini
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		<title>Roma 2011&#8230; ex città aperta…</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jul 2011 12:39:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Extra Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Alberto Bonanni è l’ennesima vittima di una Roma pericolosa, violenta, senza pietà. Ridotto in fin di vita dopo essere stato aggredito da più persone, ha ricevuto calci e “cascate” anche quando era tramortito a terra. Il sindaco Alemanno dichiara “Vittima della violenza ultrà”, peccato che il campionato sia finito da tempo…. Eh si, il Sindaco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alberto Bonanni è l’ennesima vittima di una Roma pericolosa, violenta, senza pietà. Ridotto in fin di vita dopo essere stato aggredito da più persone, ha ricevuto calci e “cascate” anche quando era tramortito a terra. Il sindaco Alemanno dichiara “Vittima della violenza ultrà”, peccato che <span id="more-595"></span>il campionato sia finito da tempo…. Eh si, il Sindaco continua a non mettere a fuoco quello che oramai sta diventando un vero incubo per la capitale. Certo dobbiamo dare merito ad Alemanno di aver frenato la violenza degli stranieri, dando una bella spinta a quella degli italiani. Bravo Sindaco! Mi sembra di vivere, non in una Roma degli anni 70, ma in una Roma degli anni 30 quando le squadracce giravano senza paura e, con la tipica regola dei 10 contro 1, si sentivano i padroni di tutto e tutti. E’ per questo che l’aggressione di Alberto Bonanni non può non essere collegata a questa subcultura fascista, rinvigorita e legittimata al momento. Di quella subultura che di politico non ha nulla, ma che sa molto di violenza, vigliaccheria, omofobia, xenofobia.  Giusto per citare alcuni accadimenti del periodo Alemanniano della città:</p>
<p>Giugno 2011 un gruppo di omofobi violenti ha inseguito con dei bastoni alcuni ragazzi omosessuali nei pressi del Gay Village a Roma;</p>
<p>Giugno 2010 petardi contro il Gay village di Roma,</p>
<p>Settembre 2009 due bombe carta vengono fatte esplodere dietro al Colosseo alla Gay street;</p>
<p>Agosto 2009 Alessandro Sardelli alias Svastichella… aggredì due gay colpendone uno con un collo di bottiglia rotta…;</p>
<p>Certo non  mancavano anche prima queste violenze, basta ricordare l’aggressione di villa Ada e l’omicidio di Renato Biagetti, ma è innegabile che dopo l’elezione del sindaco Alemanno tali violenze sono aumentate. Questo perché questa tipologia di personaggi, in stile Svastichella, si sentono oggi più legittimati. Sia in maniera indiretta, per l’ideologia comunque legata al sindaco odierno, sia in maniera diretta per le deboli prese di posizioni del primo cittadino. Prese di posizioni mai chiaramente politiche e antifasciste. Mentre è chiara l’origine di queste violenze, maturata in questi ambienti dove la violenza senza freni, è un normale mezzo di risoluzione delle controversie e la vigliacca legge del branco la fa da padrona. E non importa il collegamento diretto a movimenti, partiti o centri sociali, è sufficiente la tipologia di ideali che portano avanti. Ideali, se tale si possono definire, basati oltre che sull’uso della violenza sull’odio verso tutto ciò che è diverso, straniero o omosessuale, musulmano o indù non fa differenza. La soluzione?  Oltre le pene severissime, sulla quale anche la sinistra ed il suo garantismo hanno delle forti colpe, occorrerebbe educare alla tolleranza e al rispetto della diversità. Intanto basterebbe applicare la Costituzione, con l’obbligo eventuale per i vari Svastichella e i Larussa a tornare a scuola a studiare la storia. Vietare, ma non a parole, qualsiasi calendario e cimelio con la faccia di Mussolini. Obbligare le scuole a fare gite a Fossoli oltre che ai lager tedeschi. Portare i bambini sulla tomba di Matteotti per poi spiegargli chi era e cosa gli successe. Fargli fare un giro nel ghetto di Roma e spiegare cosa accadde la notte del 16 ottobre del 1943. Raccontare il rastrellamento del Quadraro. Aprire 24h il museo della Liberazione di Roma. E occorre ripetere e ripetere senza pause e senza mai aver paura di pensare di essere fuori tempo. Diceva Calamandrei “Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra costituzione” non dimentichiamolo mai. Questi sono i valori grazie ai quali è nata l’Italia,quelli contrapposti rappresentano la peggiore  vergogna della nostra storia.</p>
<p><em><strong>di Giuseppe Barbone</strong></em></p>
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Giugno 2011 un gruppo di omofobi violenti ha inseguito con dei bastoni alcuni ragazzi omosessuali nei pressi del Gay Village a Roma;
Giugno 2010 petardi contro il Gay village di Roma,
Settembre 2009 due bombe carta vengono fatte esplodere dietro al Colosseo alla Gay street;
Agosto 2009 Alessandro Sardelli alias Svastichella… aggredì due gay colpendone uno con un collo di bottiglia rotta…;
Certo non  mancavano anche prima queste violenze, basta ricordare l’aggressione di villa Ada e l’omicidio di Renato Biagetti, ma è innegabile che dopo l’elezione del sindaco Alemanno tali violenze sono aumentate. Questo perché questa tipologia di personaggi, in stile Svastichella, si sentono oggi più legittimati. Sia in maniera indiretta, per l’ideologia comunque legata al sindaco odierno, sia in maniera diretta per le deboli prese di posizioni del primo cittadino. Prese di posizioni mai chiaramente politiche e antifasciste. Mentre è chiara l’origine di queste violenze, maturata in questi ambienti dove la violenza senza freni, è un normale mezzo di risoluzione delle controversie e la vigliacca legge del branco la fa da padrona. E non importa il collegamento diretto a movimenti, partiti o centri sociali, è sufficiente la tipologia di ideali che portano avanti. Ideali, se tale si possono definire, basati oltre che sull’uso della violenza sull’odio verso tutto ciò che è diverso, straniero o omosessuale, musulmano o indù non fa differenza. La soluzione?  Oltre le pene severissime, sulla quale anche la sinistra ed il suo garantismo hanno delle forti colpe, occorrerebbe educare alla tolleranza e al rispetto della diversità. Intanto basterebbe applicare la Costituzione, con l’obbligo eventuale per i vari Svastichella e i Larussa a tornare a scuola a studiare la storia. Vietare, ma non a parole, qualsiasi calendario e cimelio con la faccia di Mussolini. Obbligare le scuole a fare gite a Fossoli oltre che ai lager tedeschi. Portare i bambini sulla tomba di Matteotti per poi spiegargli chi era e cosa gli successe. Fargli fare un giro nel ghetto di Roma e spiegare cosa accadde la notte del 16 ottobre del 1943. Raccontare il rastrellamento del Quadraro. Aprire 24h il museo della Liberazione di Roma. E occorre ripetere e ripetere senza pause e senza mai aver paura di pensare di essere fuori tempo. Diceva Calamandrei “Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra costituzione” non dimentichiamolo mai. Questi sono i valori grazie ai quali è nata l’Italia,quelli contrapposti rappresentano la peggiore  vergogna della nostra storia.
di Giuseppe Barbone
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		<title>Ecologia</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 15:29:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Extra Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
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		<description><![CDATA[E’ con vero piacere che mi accingo a scrivere su un argomento che mi ha sempre molto interessato: l’ecologia; in particolare l’interesse e l’amore per la terra, per l’ambiente dove viviamo, l’attenzione ai problemi derivanti dall’eccessiva industrializzazione, dal consumismo, al conseguente problema degli eccessivi rifiuti ed al loro smaltimento. Indubbiamente l’industrializzazione permette a masse enormi di cittadini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2011/04/pianeta-terra1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-573" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="pianeta-terra" src="http://www.abitarearoma.it/redazione/wp-content/uploads/2011/04/pianeta-terra1.jpg" alt="" width="360" height="360" /></a>E’ con vero piacere che mi accingo a scrivere su un argomento che  mi ha sempre molto interessato: l’ecologia; in particolare l’interesse e l’amore per la terra, per l’ambiente dove viviamo, l’attenzione ai problemi derivanti dall’eccessiva industrializzazione, dal consumismo, al  conseguente problema degli eccessivi rifiuti ed al loro smaltimento.</p>
<p>Indubbiamente l’industrializzazione  permette a masse enormi di cittadini di godere di oggetti che rendono più facile e gradevole la vita, più facili e veloci gli spostamenti. Viaggiare è sempre più alla portata di tanti. Bevande e cibi vari, locali o esteri, crudi o cotti distribuiti ed acquistati, tutto viene confezionato ed impacchettato. Artisti impacchettano persino i monumenti.</p>
<p>Ma bottiglie di plastica, contenitori e vassoietti, dove anche due sole fettine di prosciutto o di carne fanno bella mostra di sé, a milioni vengono ogni giorno<span id="more-563"></span> buttati, ed aumentano la quantità di rifiuti, non facili da smaltire.</p>
<p>Il problema rifiuti si è palesato in tutta la sua gravità particolarmente a Napoli. Anche chi non abita in quella città ha potuto attraverso giornali e televisione essere informato sui disagi gravissimi provocati e sulle violente proteste dei residenti. E’  stato necessario l’intervento del governo. Berlusconi, perfino, si è mosso per risolvere il problema gravissimo delle discariche.</p>
<p>Come  donna, impegnata per anni nella scuola, penso che bisognerebbe educarsi a comportamenti ecologicamente corretti; anche nelle scuole, ma non solo, sarebbe opportuno che oltre all’informatica ed  alle altre materie si studiasse l’ecologia, si insegnassero i corretti comportamenti, si studiasse la flora e fauna e si avvicinassero i ragazzi e perché no, anche i bambini alla campagna ed alla montagna per far loro scoprire la bellezza, i colori, gli odori, la pulizia dell’aria, il silenzio, la calma alla quale non sono abituati.<br />
Avvicinandosi alla natura, i più grandi potrebbero anche scoprire quanti sbocchi lavorativi ci siano.<br />
Dall’amore e dalla passione nasce la voglia di agire ed anche  voglia di futuro.</p>
<p>Tempo fa all’Upter di Roma, in occasione della giornata della terra, ho visto un documentario gradevolissimo ed interessante, preceduto da una presentazione di Francesco Florenzano e di Gabriele Mazza sull’importanza delle azioni individuali, sulla salvaguardia dell’ambiente e sulla progettazione di abitazioni a basso impatto ambientale ed ad alto risparmio energetico.</p>
<p>Il  film, oltre ad essere piacevole, è breve. <em><a href="http://www.hopeinachangingclimate.org/watch-the-film/index.html" target="_blank">Hope in a changing climate</a></em> fu trasmesso in anteprima mondiale il 27/11/2009  dalla BBC word e proiettato al Summit di Copenaghen. Esso mostra come il prof. Lagesse  Nagash sia riuscito a sottrarre al degrado ambientale l’altopiano Loess riportando con terrazzamenti la vegetazione ed impedendo alla pioggia di defluire  verso il fiume e come abbia migliorato la qualità della vita di popolazioni che da generazioni vivono nella povertà.<br />
Hope è in lingua inglese ed io lo consiglierei in versione originale a tutte le scuole ed a tutti quelli che conoscono l’inglese; è scaricabile  con Internet. Esprime energia e positività ed è dimostrazione di come sia possibile rimediare ai danni fatti e come sia  auspicabile farlo.</p>
<p>Altro interessante filmato è l’Undicesima ora regia di  Leyla e di Nadia Corners della Warner Bros, prodotto dalla Fondazione di  Di Caprio (anche voce narrante del film) che si occupa della difesa dell’ambiente.</p>
<p>Personalmente sono stata socia del Cai, attivissimo a Napoli per la conoscenza della montagna, di Italia Nostra, tanto famosa per il suo fondatore, i suoi presidenti ed i suoi soci e sostenitori, che parlarne sembra superfluo. Si possono ricordare però i campi scuola, organizzati in luoghi splendidi e veramente rari, certamente da consigliare, come le loro pubblicazioni. Sono stata socia anche dell’Ireda che si occupa  di aggiornamento  e viaggi d’istruzione tra i docenti.</p>
<p>Posso anche ricordare il WWF, Lega Ambiente, per non parlare dei verdi  e delle tante persone che come me sono state anticipatrici della raccolta della carta, della pulizia dei parchi con proprie scolaresche, di manifestazioni e raccolte di firme a favore di costituendi parchi, dell’organizzazione di settimane bianche e verdi per avvicinare i giovani e non giovani alla natura.  Ed ancora  la diffusione delle biciclette, l’uso del mezzo pubblico, la riscoperta delle passeggiate nel verde ed in montagna, la raccolta differenziata, il riciclaggio.</p>
<p>Come terminare questo mio articolo, se non con un invito a riavvicinare sé stessi  ed i propri figli alla natura  ed anche alla consapevolezza che uomini, flora e fauna se non rispettati si ammalano e si distruggono e che fruire con misura dei beni naturali ed ambientali è un piacere per tutti, e  dovrebbe essere anche un piacere per le future generazioni.</p>
<p><strong><em>Maria de Gennaro</em></strong></p>
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Indubbiamente l’industrializzazione  permette a masse enormi di cittadini di godere di oggetti che rendono più facile e gradevole la vita, più facili e veloci gli spostamenti. Viaggiare è sempre più alla portata di tanti. Bevande e cibi vari, locali o esteri, crudi o cotti distribuiti ed acquistati, tutto viene confezionato ed impacchettato. Artisti impacchettano persino i monumenti.
Ma bottiglie di plastica, contenitori e vassoietti, dove anche due sole fettine di prosciutto o di carne fanno bella mostra di sé, a milioni vengono ogni giorno buttati, ed aumentano la quantità di rifiuti, non facili da smaltire.
Il problema rifiuti si è palesato in tutta la sua gravità particolarmente a Napoli. Anche chi non abita in quella città ha potuto attraverso giornali e televisione essere informato sui disagi gravissimi provocati e sulle violente proteste dei residenti. E’  stato necessario l’intervento del governo. Berlusconi, perfino, si è mosso per risolvere il problema gravissimo delle discariche.
Come  donna, impegnata per anni nella scuola, penso che bisognerebbe educarsi a comportamenti ecologicamente corretti; anche nelle scuole, ma non solo, sarebbe opportuno che oltre all’informatica ed  alle altre materie si studiasse l’ecologia, si insegnassero i corretti comportamenti, si studiasse la flora e fauna e si avvicinassero i ragazzi e perché no, anche i bambini alla campagna ed alla montagna per far loro scoprire la bellezza, i colori, gli odori, la pulizia dell’aria, il silenzio, la calma alla quale non sono abituati.
Avvicinandosi alla natura, i più grandi potrebbero anche scoprire quanti sbocchi lavorativi ci siano.
Dall’amore e dalla passione nasce la voglia di agire ed anche  voglia di futuro.
Tempo fa all’Upter di Roma, in occasione della giornata della terra, ho visto un documentario gradevolissimo ed interessante, preceduto da una presentazione di Francesco Florenzano e di Gabriele Mazza sull’importanza delle azioni individuali, sulla salvaguardia dell’ambiente e sulla progettazione di abitazioni a basso impatto ambientale ed ad alto risparmio energetico.
Il  film, oltre ad essere piacevole, è breve. Hope in a changing climate fu trasmesso in anteprima mondiale il 27/11/2009  dalla BBC word e proiettato al Summit di Copenaghen. Esso mostra come il prof. Lagesse  Nagash sia riuscito a sottrarre al degrado ambientale l’altopiano Loess riportando con terrazzamenti la vegetazione ed impedendo alla pioggia di defluire  verso il fiume e come abbia migliorato la qualità della vita di popolazioni che da generazioni vivono nella povertà.
Hope è in lingua inglese ed io lo consiglierei in versione originale a tutte le scuole ed a tutti quelli che conoscono l’inglese; è scaricabile  con Internet. Esprime energia e positività ed è dimostrazione di come sia possibile rimediare ai danni fatti e come sia  auspicabile farlo.
Altro interessante filmato è l’Undicesima ora regia di  Leyla e di Nadia Corners della Warner Bros, prodotto dalla Fondazione di  Di Caprio (anche voce narrante del film) che si occupa della difesa dell’ambiente.
Personalmente sono stata socia del Cai, attivissimo a Napoli per la conoscenza della montagna, di Italia Nostra, tanto famosa per il suo fondatore, i suoi presidenti ed i suoi soci e sostenitori, che parlarne sembra superfluo. Si possono ricordare però i campi scuola, organizzati in luoghi splendidi e veramente rari, certamente da consigliare, come le loro pubblicazioni. Sono stata socia anche dell’Ireda che si occupa  di aggiornamento  e viaggi d’istruzione tra i docenti.
Posso anche ricordare il WWF, Lega Ambiente, per non parlare dei verdi  e delle tante persone che come me sono state anticipatrici della raccolta della carta, della pulizia dei parchi con proprie scolaresche, di manifestazioni e raccolte di firme a favore di costituendi parchi, dell’organizzazione di settimane bianche e verdi per avvicinare i giovani e non giovani alla natura.  Ed ancora  la diffusione delle biciclette, l’uso del mezzo pubblico, la riscoperta delle passeggiate nel verde ed in montagna, la raccolta differenziata, il riciclaggio.
Come terminare questo mio articolo, se non con un invito a riavvicinare sé stessi  ed i propri figli alla natura  ed anche alla consapevolezza che uomini, flora e fauna se non rispettati si ammalano e si distruggono e che fruire con misura dei beni naturali ed ambientali è un piacere per tutti, e  dovrebbe essere anche un piacere per le future generazioni.
Maria de Gennaro
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		<title>Gabriel Garcia Marquez, il labirinto della quotidianità come fonte d’ispirazione</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 15:03:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Extra Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Presentato alla libreria Rinascita di via Savoia il libro di Rodolfo Braceli “Gabriel Garcia Marquez. Lo scrittore nel labirinto di ogni giorno” “Gabriel Garcia Marquez. Lo scrittore nel labirinto di ogni giorno”. E’ questo il titolo del nuovo libro di Rodolfo Braceli, edito da Giulio Perroni Editore, presentato venerdì 8 aprile alle ore 18.00 presso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Presentato alla libreria Rinascita di via Savoia il libro di Rodolfo Braceli “Gabriel Garcia Marquez. Lo scrittore nel labirinto di ogni giorno”</em></p>
<p>“Gabriel Garcia Marquez. Lo scrittore nel labirinto di ogni giorno”. E’ questo il titolo del nuovo libro di Rodolfo Braceli, edito da Giulio Perroni Editore, presentato venerdì 8 aprile alle ore 18.00 presso la libreria Rinascita di via Savoia 30, nel quartiere Trieste (II municipio).<br />
Moderatore dell’incontro è stato Matteo Lefevre, docente di <span id="more-566"></span>lingua e traduzione spagnola dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata e curatore della traduzione italiana.<br />
Altri protagonisti dell’evento sono stati il critico letterario e musicista Walter Mauro, autore di uno dei due saggi presenti all’interno del libro (l’altro è stato scritto dalla scrittrice Romana Petri), il giornalista e scrittore Beppe Sebaste e Carlo Serafini, anch’esso autore di diversi libri.</p>
<p>Braceli, giornalista argentino autore di numerosi reportage sull’America latina, grazie alla sua intervista del 1996 (destinata in origine ad una rivista argentina) offre ai lettori  un ritratto privato del grande scrittore, premio Nobel per la letteratura nel 1982 e autore di capolavori come “Cent’anni di solitudine” e “L’amore ai tempi del colera”. Marquez è diretto, immediato nel rispondere agli interrogativi posti dall’intervistatore ed è straordinaria la capacità con cui riesce a toccare più argomenti nelle sue risposte, pur partendo da un tema specifico.</p>
<p>Quello che Braceli ci offre nella sua opera, attraverso questa intervista – esperienza (che assume la forma di un dialogo in cui ogni domanda viene costruita a partire dalla domanda precedente e che trova nella quotidianità la sua fonte d’ispirazione principale), è uno spaccato del Gabriel Garcia Marquez &#8211; uomo  molto interessante che permette al  lettore di sapere qualcosa di nuovo sul grande scrittore sudamericano a conferma del fatto che l’intervista sta diventando un nuovo e importante genere letterario, che offre la possibilità di affrontare i temi più svariati in maniera immediata.</p>
<p>Ciò che emerge di nuovo di Marquez attraverso questa conversazione è il rapporto profondo fra vita e letteratura che è in Marquez; “il labirinto di ogni giorno” della sua vita traspare nei libri, la sua letteratura con tutti i suoi aspetti fantastici nasce dalla realtà (come è evidente secondo Mauro nell’opera “Nessuno scriva al colonnello”) : “tutto ciò che accade è utile”, dice Marquez a Braceli durante l’intervista, ed è per questo motivo che lascia sempre le finestre aperte, per permettere che a casa entrino rumori, grida e voci che lui infila nella sua scrittura. D’altronde Marquez è un curioso, ama fare domande alla gente (spesso nel libro è lui stesso a fare domande all’intervistatore), come conferma un meccanico suo vicino di casa che rivela a Braceli come il premio Nobel chieda spesso della sua famiglia, del suo lavoro e della sua vita.</p>
<p>Durante l’incontro è stato infine sottolineato come la conversazione fra Braceli e Marquez testimoni il cambiamento della letteratura del grande scrittore ispanico: negli ultimi anni infatti i suoi romanzi sono caratterizzati da una costruzione della realtà, abbandonando quella “costruzione del fantastico” che aveva caratterizzato i sui migliori lavori.</p>
<p><em><strong>Daniele Ferretti</strong></em></p>
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“Gabriel Garcia Marquez. Lo scrittore nel labirinto di ogni giorno”. E’ questo il titolo del nuovo libro di Rodolfo Braceli, edito da Giulio Perroni Editore, presentato venerdì 8 aprile alle ore 18.00 presso la libreria Rinascita di via Savoia 30, nel quartiere Trieste (II municipio).
Moderatore dell’incontro è stato Matteo Lefevre, docente di lingua e traduzione spagnola dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata e curatore della traduzione italiana.
Altri protagonisti dell’evento sono stati il critico letterario e musicista Walter Mauro, autore di uno dei due saggi presenti all’interno del libro (l’altro è stato scritto dalla scrittrice Romana Petri), il giornalista e scrittore Beppe Sebaste e Carlo Serafini, anch’esso autore di diversi libri.
Braceli, giornalista argentino autore di numerosi reportage sull’America latina, grazie alla sua intervista del 1996 (destinata in origine ad una rivista argentina) offre ai lettori  un ritratto privato del grande scrittore, premio Nobel per la letteratura nel 1982 e autore di capolavori come “Cent’anni di solitudine” e “L’amore ai tempi del colera”. Marquez è diretto, immediato nel rispondere agli interrogativi posti dall’intervistatore ed è straordinaria la capacità con cui riesce a toccare più argomenti nelle sue risposte, pur partendo da un tema specifico.
Quello che Braceli ci offre nella sua opera, attraverso questa intervista – esperienza (che assume la forma di un dialogo in cui ogni domanda viene costruita a partire dalla domanda precedente e che trova nella quotidianità la sua fonte d’ispirazione principale), è uno spaccato del Gabriel Garcia Marquez &#8211; uomo  molto interessante che permette al  lettore di sapere qualcosa di nuovo sul grande scrittore sudamericano a conferma del fatto che l’intervista sta diventando un nuovo e importante genere letterario, che offre la possibilità di affrontare i temi più svariati in maniera immediata.
Ciò che emerge di nuovo di Marquez attraverso questa conversazione è il rapporto profondo fra vita e letteratura che è in Marquez; “il labirinto di ogni giorno” della sua vita traspare nei libri, la sua letteratura con tutti i suoi aspetti fantastici nasce dalla realtà (come è evidente secondo Mauro nell’opera “Nessuno scriva al colonnello”) : “tutto ciò che accade è utile”, dice Marquez a Braceli durante l’intervista, ed è per questo motivo che lascia sempre le finestre aperte, per permettere che a casa entrino rumori, grida e voci che lui infila nella sua scrittura. D’altronde Marquez è un curioso, ama fare domande alla gente (spesso nel libro è lui stesso a fare domande all’intervistatore), come conferma un meccanico suo vicino di casa che rivela a Braceli come il premio Nobel chieda spesso della sua famiglia, del suo lavoro e della sua vita.
Durante l’incontro è stato infine sottolineato come la conversazione fra Braceli e Marquez testimoni il cambiamento della letteratura del grande scrittore ispanico: negli ultimi anni infatti i suoi romanzi sono caratterizzati da una costruzione della realtà, abbandonando quella “costruzione del fantastico” che aveva caratterizzato i sui migliori lavori.
Daniele Ferretti
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