Adoro il mio paese. Amo l’Italia per milioni di motivi che appartengono sia alla morfologia della nostra penisola che alla cultura ereditata dai nostri avi. Amo il clima, il cibo, il calore, la simpatia, la bellezza, la cultura, le infinite risorse dell’Italia ma, nonostante questo, il più delle volte me ne vergogno.
Mi vergogno quando vedo la spazzatura a Napoli, mi vergogno quando occupano i posti per disabili o fanno fare le file alle donne incinta. Mi vergogno quando i ragazzi non sanno chi sia la Montessori o confondono il presidente del Consiglio con quello della Repubblica. Mi vergogno quando in mezzo al traffico le auto sfrecciano sulla corsia di emergenza e quando un giovane laureato con lode è costretto a lavorare per 300 euro al mese (se è fortunato).
Mi vergogno quando allo stadio scoppiano le risse e quando le aziende non pagano i contributi ai lavoratori. Mi vergogno quando i cittadini non si indegnano del comportamento immorale dei propri rappresentanti politici, quando negli ospedali non ci sono posti letto a disposizione e le carceri sono sovraffollate, a dispetto di tanti nuovi edifici abbandonati. Mi vergogno di dover pagare una tassa un’autostrada perennemente congestionata o vedere l’indifferenza della gente di fronte ad una persona a terra o in difficoltà.
Mi vergogno di tutte queste cose ma ciò non vuole dire che io non sia patriottica. Tutt’altro è proprio perché amo questo paese che vorrei non assistere mai a ciò. Per usare una metafora è come quando una persona che ami ti ferisce, maggiore è la stima che provi per lei, maggiore è il dolore e la delusione. Ed io amo infinitamente l’Italia.


Articoli (RSS)