Non credevo che il Governo Berlusconi lo avrebbe fatto davvero. O meglio, credevo che qualcuno della maggioranza avesse avuto, almeno per una volta, il buon senso di domandarsi “che cosa sto facendo?”. E invece il Ddl sulla sicurezza è passato.

Un piccolo passo per la maggioranza, ma un grande passo che ci allontana dall’Europa e dalla civiltà. Un vero guazzabuglio dove c’è tutto e niente: norme sui clandestini deboli e soprattutto inefficaci, il resto sono piccolezze (clochard, buttafuori, writers…)

Norme spesso senza capo, né coda… vediamone alcune.

Innanzitutto è introdotto il reato di clandestinità. Punito da 5 a 10mila euro (ma chi le paga?), l’immigrato che entra in Italia in maniera clandestina sarà oltretutto espulso per direttissima. Curioso, visto che difficilmente un immigrato si qualifica come clandestino. Di solito queste persone vengono da zone in cui non si gode delle stesse libertà garantite dalla nostra Costituzione, oppure sono in evidente pericolo di vita a causa di orientamenti politici, religiosi, o per la propria etnia, o ancora fuggono da situazioni di conflitto… e in tutti questi casi non si parla di clandestini ma di rifugiati (il diritto di asilo è sancito dalla Costituzione e praticamente da tutte le Carte internazionali e comunitarie). Inoltre, la totalità della legislatura internazionale in materia di lotta alla tratta di esseri umani, alla schiavitù e all’emigrazione coatta, pone come principale responsabile colui che pratica o che favorisce la tratta (cioè il soggetto che ne trae direttamente o indirettamente profitto economico o politico-sociale, o altro vantaggio). L’oggetto della tratta, cioè gli esseri umani stessi, sono le vittime inermi che vanno soccorse, assistite e tutelate sempre, ovunque e comunque; questo dice il diritto internazionale e la nostra Costituzione Italiana. Ma la maggioranza non sembra preoccuparsi troppo di certe “formalità”, limitandosi a urlare ai quattro venti quanto sono brutti, sporchi e cattivi gli immigrati…

Introdotta anche una tassazione speciale per il rilascio del permesso di soggiorno (da 80 a 200 euro), che vale anche per il rinnovo e praticamente in tutti i casi burocratici, tranne che per la richiesta di asilo, protezione sussidiaria e sostegno umanitario. Per questi ultimi, purtroppo, c’è una fastidiosa normativa internazionale e pure la nostra Costituzione che rompe le palle, e non è possibile specularci su. Ad ogni modo, non si capisce bene che razza di ragionamento ci sia alle spalle di questa norma: qual’è lo scopo di queste 200 euro? Su che base vengono richieste? Un immigrato che paga 200 euro ha più diritto di soggiornare in Italia, rispetto a uno che non ha un cent, è così? Beh… davvero ingegnoso! Un vero deterrente all’immigrazione clandestina. Io penso invece a tutte le badanti, le colf, gli immigrati regolari che saranno costretti a pagare un pizzo allo Stato italiano per avere il permesso di soggiorno… Povero Maroni!, ora come farà a spiegare alla gente che per uno straniero sarà più conveniente entrare da clandestino che da regolare!

Permanenza nei centri di identificazione ed espulsione aumentata dagli attuali 60 giorni a ben 6 mesi (che, per ragioni burocratiche, possono salire anche a 10 mesi). Pensate un po’: già scoppiano di gente quelli che ci sono (molti dei quali le Giunte comunali vorrebbero addirittura chiudere); ora addirittura arriveranno a straripere. Con tutte le conseguenze immaginabili in fatto di igiene, sicurezza personale, ecc. Inutilmente il Governo di centrodestra (e un po’ anche quello di centrosinistra) ha tentato nel tempo di dipingere Cie e Cpt come tranquille e accoglienti resort per stranieri… ma qualche giornalista ci ha messo il muso e pare proprio che l’idilliaca visione si sia scontrata con una dura realtà fatta di camerate sporche e affollate, dove gli esseri umani vengono trattati alla stregua di animali da stalla, privati di dignità e diritti.

Autorizzate le ronde e l’Albo dei buttafuori. Eh sì… non è uno scherzo, la maggioranza di Governo ha creato un elenco speciale per tutti gli energumeni che, fuori da locali e discoteche, si occupano principalmente di mantenere la fila, in fila. Grossi, muscolosi, tatuati, rapati a zero, spesso poco cortesi, sicuramente poco inclini al dialogo, i buttafuori vengono selezionati, formati e regolarizzati per mano del Ministero dell’Interno. E qui perdonatemi, ma proprio non riesco a trattenere un sorriso. Ma che razza di norma è?!? Vabbè, passiamo alle ronde va… Finalmente (per alcuni) è giunto il momento di indossare delle splendide divise (come quelle neo-naziste di Milano) e scendere nelle strade a rompere i coglioni agli adolescenti del quartiere che si fanno le canne. Perché cos’altro potrebbero fare i “rondisti”? Individuare criminali internazionali, trafficanti di droga o di armi, violentatori seriali? Ma se non ci riescono le Forze dell’Ordine con infiltrati, intercettazioni ambientali, ganci, soffiate, ricerche incrociate… per quanto ne so fare il “rondista” significa solo mettere in pericolo la propria persona, fisicamente e giuridicamente: bisogna stare molto molto attenti a non beccarsi denunce anche penali… perché il “rondista” è un cittadino come gli altri e non può avere né vantaggi, né altre forme di potere. La Costituzione Italiana, per fortuna, parla chiaro!

Clochard, accattonaggio, norme anti-writer, decoro pubblico, sono le altre misure inserite (quasi per forza) nel Ddl sicurezza. I barboni saranno schedati uno per uno (a che pro?), l’accattonaggio con l’utilizzo di un minore di 14 anni sarà punito col carcere, multe da migliaia di euro e carcere fino a 6 mesi per i graffitari metropolitani, e per chi getta rifiuti da un mezzo fermo o in movimento non meno di 500 euro. Per quanto riguarda l’anti-racket le imprese titolari di commesse pubbliche saranno costrette a denunciare le eventuali estorsioni (e se non le denunciano chi se ne accorge?) mentre per i boss mafiosi aumenta la durata della detenzione e saranno indirizzati in strutture site sulle isole (che minaccia!!!).

Spuntano poi altri passaggi oscuri, come per esempio quello che riguarda l’occupazione di suolo pubblico. “L’immediato ripristino dello stato dei luoghi [pubblici] a spese degli occupanti”, si legge nel testo, è possibile “per ogni luogo [pubblico]“, “quando ricorrono motivi di sicurezza pubblica”. Cioè, il sindaco o il prefetto può ordinare lo sgombero di una Università occupata in ogni caso…

Insomma, un vero guazzabuglio xenofobo e ottuso, che se non ci allontana direttamente dai paesi civili d’Europa, sicuramente ci porta indietro di decenni rispetto ai progressi in campo politico e culturale sulla lotta alla discriminazione e alle diseguaglianze nel mondo.

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: Giornalista pubblicista. Laureato in comunicazione politica e istituzionale. Appassionato di segni, immagini e modelli semioculturali nell'epoca del villaggio globale. Segue la politica nazionale, il settore sociale e il sistema dei media. Dai primi anni del 2000 scrive per testate locali e regionali, principalmente in politica e cronaca. Ha collaborato inoltre con riviste del settore tecnologico e dei new media, occupandosi di sistemi di comunicazione uomo-macchina, interfacce naturali e nuovi linguaggi artistici.
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