Amaro Romano/ Grande Fratello: in scena la tragedia!
cultura, tags: federica, gianluca, grande fratelloCon stile sobrio, quasi minimalista, gli attori/autori della casa più illustre d’Italia, quella del Grande Fratello, portano in scena la tragedia della vita. Eravamo abituati a litigi, sgolature, esplosioni di emotività, grandi abbuffate… ma stavolta il carrozzone luccicante Mediaset sceglie la tragedia. Con la sua raffinata purezza, infatti, da una discussione seria, un po’ eccitata, che ha per protagonista un personaggio come Federica (per chi non la conoscesse: la biondona che sta “avanti”), il capolavoro mediatico del XXI secolo ci dà la possibilità di scivolare nel lucido e imperscrutabile dramma umano…
Ripercorriamo quei secondi che, crediamo, sono già scolpiti nella storia del piccolo schermo. Gerri, il non vedente ospite della casa, sta affrontando un serio discorso col resto dei commensali; Federica, esterna alla discussione, sorride. Ma lo fa con strafottenza, con ironia calcata (come suo solito!) tanto che agli occhi del pingue Gianluca sembra proprio una presa in giro! Come prevedibile scoppia la lite tra i due, che in altre edizioni si sarebbe velocemente conclusa con un paio di lacrime e un “giro di confessionale”. Ma stavolta il Grande Fratello ha deciso che c’era bisogno di qualcosa in più; quel pizzico di realtà che al gioco/business è sempre mancato; l’ultimo gradino verso la rappresentazione pura del dramma quotidiano che è la vita (non per tutti, fortunatamente). Così Federica, con insospettabile nonchalance e destrezza, afferra il primo bicchiere disponibile sul tavolino e lo scaglia contro l’energico Gianluca, rasentando l’omicidio volontario. Questi, comprensibilmente atterrito, elabora subito il dramma e lo accompagna per mano in una sequenza degna delle più eccelse sceneggiate napoletane, lanciandosi urlante contro la “povera” Federica. Intanto i coinquilini cercano di mettere a posto la situazione come possono, anche se qualcuno non ce la fa e si lascia trascinare dal fascino del teatro partenopeo. Il Grande Fratello, nel frattempo, è bravo a scegliere il tempo e calcare la ribalta al momento giusto, richiamando Gianluca all’ovile/confessionale proprio quando il climax cominciava a calare. Nel frattempo Federica è in giardino, a cercare di dimostrare che il suo gesto è assolutamente normale e comprensibile nelle famiglie chic della Roma bene: quella di via Veneto, dello Champagne e del “tacco 12″.”Mi ha detto che sono una fallita!”, continua a giustificarsi (evidentemente il fantasma del precariato terrorizza anche lei, in qualche modo).
Ma il Grande Fratello ha vinto. E’ riuscito a trasformare un usato reality che ormai andava avanti a singhiozzo – attraverso escamotages, deus ex machina, inquadrature osé, colpi di scena, ecc. – in un autentico successo televisivo: 40,9% di share e 9.202.000 di ascolti. Senza considerare che il programma ha così guadagnato uno scivolo che per qualche giorno dovrebbe mantenere “on-air” i telespettatori.
Ebbene, la verità è una sola, e cioè che le grandi narrative teatrali classiche (la tragedia greca, il dramma dialettico del ’600, la sceneggiata napoletana…) non muoiono mai e, anzi, funzionano forse ancora di più, oggi.
C’è solo una piccola differenza: questa non è una scena teatrale. Questa è la vita, signori!, la vita di un gruppo di ragazzi persi tra pettorali, tacchi alti, precariato e surf. E dove l’unico che sta davvero vincendo è proprio Gerri, che al di là del suo handycap, riesce a sorridere e a dimostrare che nella vita conta ben altro che una maglietta “vedo e non vedo” (per usare una frase che disse Federica, con molto acume direi!, proprio a Gerri). Non saprei dire se il Grande Fratello abbia scelto di inserire un non vedente per sottolineare un incontro/confronto tra due realtà sociali, o semplicemente per assoluto sadismo. Sta di fatto che è stata forse la prima cosa interessante ed educativa di questo programmino.
Massimiliano: Giornalista pubblicista. Laureato in comunicazione politica e istituzionale. Appassionato di segni, immagini e modelli semioculturali nell'epoca del villaggio globale. Segue la politica nazionale, il settore sociale e il sistema dei media.
Dai primi anni del 2000 scrive per testate locali e regionali, principalmente in politica e cronaca. Ha collaborato inoltre con riviste del settore tecnologico e dei new media, occupandosi di sistemi di comunicazione uomo-macchina, interfacce naturali e nuovi linguaggi artistici.
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