Eluana Englaro potrà morire di una “buona morte”, tanto per rimanere fedeli all’accezione originale del grecismo eutanasia. La Cassazione ha infatti riconosciuto, il 13 novembre 2008, al padre Beppino la possibilità di compiere quella che egli definisce la volontà della figlia – che è già considerata clinicamente morta.
Ma le polemiche, come al solito, non tendono a placarsi e, in casi come questi, c’è tanto “piombo” per i giornali.
La Regione Lombardia ha espressamente vietato di attuare la pratica nelle proprie strutture, dimenticando (o forse disinteressandosi) del sondaggio effettuato nel 2006 e pubblicato su Torino Medica – organo ufficiale dei medici chirurghi e odontoiatri della Provincia piemontese – secondo il quale il 74% degli infermieri è a favore dell’eutanasia e il 92% dei rianimatori sostiene la necessità di superare questa normativa in vigore, giudicata repressiva nei confronti di chi si trova in condizioni tragiche. C’è da aggiungere che il 76% degli infermieri credenti è, nonostante le posizioni della Chiesa, comunque favorevole alla “dolce morte” (sempre secondo il sondaggio).
I dati emersi, infine, sono confermati da altri studi e ricerche statistiche in merito, anche in altre regioni italiane.
Insomma, forse sarebbe il caso di riscoprire uno dei grandi pensieri della civiltà greca, che ha prodotto idee e parole che durano ancora oggi. La ευθανασία: la buona morte.
Massimiliano: Giornalista pubblicista. Laureato in comunicazione politica e istituzionale. Appassionato di segni, immagini e modelli semioculturali nell'epoca del villaggio globale. Segue la politica nazionale, il settore sociale e il sistema dei media.
Dai primi anni del 2000 scrive per testate locali e regionali, principalmente in politica e cronaca. Ha collaborato inoltre con riviste del settore tecnologico e dei new media, occupandosi di sistemi di comunicazione uomo-macchina, interfacce naturali e nuovi linguaggi artistici.
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14 novembre 2008 alle 19:39
Secondo me la Chiesa sta andando contro la volontà di Dio. Lui ha chiamato a se Eluana molti molti anni fa e fino ad ora il Vaticano gielo ha impedito.
Ho letto dei titoli allucinanti e non capisco come si possa dire che si sta “ammazzando” o peggio Eluana, come si fa ad ammazzare una persona che purtroppo è già morta da molto tempo, solo il suo corpo è rimasto ‘vivo’ ma è un corpo senza anima.
16 novembre 2008 alle 11:57
A parer mio, questo è il grande limite della religione – intesa in senso istituzionale. Ci sono delle situazioni in cui è difficile interpretare il sacro e, soprattutto, renderlo intellegibile (eutanasia, aborto, procreazione in vitro…); specialmente quando si tende ad interpretare la volontà di un Essere Supremo in maniera assoluta e totale. Forse la Chiesa Cattolica – insieme a qualche altra – dovrebbe rielaborare completamente le sue idee e teorie sull’interpretazione del sacro… perché in fondo è questa la crisi che sta attraversando oggi questa antica istituzione: il senso del sacro. Purtroppo una serie di personaggi – a capo della Santa Sede dalla fine dell’800 ad oggi – hanno cercato di impedire in tutti i modi questa rielaborazione strutturale e concettuale, credendola una sconfitta in termini politici a favore del progresso e soprattutto del razionalismo economico. Questa è una lotta per il potere, e la Chiesa non intende mollare di un millimetro… anche a rischio di autodistruggersi (come sta succedendo in questi tempi). La barca che fa acqua, di cui parlava Benedetto XVI all’inizio del suo mandato, sta lentamente affondando.