Amaro Romano/ Alemanno e le promesse mantenute… promesse!
Varie, tags: Alemanno, bilancio, immigrazione, Roma, sicurezzaGianni Alemanno festeggia il suo primo anno alla guida della Capitale.
Un anno – a detta della maggioranza – coronato da successi e obiettivi raggiunti, come quelli più importanti: il bilancio, la questione sicurezza e l’immigrazione. Il rating aumentato da A ad A+ dalle agenzie internazionali, le leggi antiprostituzione e sull’armamento dei Vigili, e soprattutto lo stop all’immigrazione di massa sembrano i capisaldi dell’azione politica del centrodestra.
Ma è davvero così?
Bilancio. Secondo Alemanno il fatto che le maggiori agenzie di rating – cioè Standard & Poor’s e Fitch Ratings – abbiano aumentato il livello di affidabilità da A ad A+ dimostra il buon lavoro svolto fino a oggi e la robustezza dell’amministrazione.
A noi però sembra un’equazione un po’ troppo azzardata. Poiché intanto c’è da sottolineare che si tratta di rating a lungo termine (che significa una previsione di stabilità), e infatti l’indice a breve termine – che è poi quello più aderente all’immediato, cioè più realistico – segna sempre A: cioè lo stesso valore degli ultimi anni (medio-alta qualità). Passare da A ad A+ a lungo termine significa solo che, visti i fondi liberati dal governo centrale (500 milioni di euro) e i piani per Roma Capitale che assicurano maggiori poteri e autonomia dal punto di vista economico (e quindi minore influenzabilità esterna del sistema-Roma), le prospettive di affidabilità sono maggiori per gli investitori, e dunque lo spread (cioè il fattore di rischio, per dirla in soldoni) diminuisce di conseguenza.
Nella scelta dell’aumento del rating hanno pesato quasi esclusivamente fattori esterni all’attività della Giunta Alemanno, parola di Standard & Poor’s, che individua l’incremento come risultato dello “straordinario supporto finanziario ed amministrativo ricevuto dal Comune di Roma nella forma di un trasferimento annuale di 500 milioni [...] in riconoscimento dello status di Capitale, cosi’ come la cessione delle passivita’ pregresse del Comune alla gestione commissariale stabilita dal Governo centrale [...] e alla possibilita’ di ricorrere ad anticipazioni di cassa attraverso la Cassa Depositi e Prestiti o altro istituto di credito, a copertura di tali passivita” (Il Sole 24 Ore, 18 marzo 2009).
Ma proviamo a vederla da un altro punto di vista: se il Governo non si fosse mosso finanziariamente in direzione di Roma, il rating sarebbe mai tornato ad essere A+? A noi pare proprio di no! Roma infatti scese da A+ ad A all’indomani dell’outgoing di Walter Veltroni dal Campidoglio. E da allora un anno di centrodestra non è bastato a far rialzare le aspettative degli investitori. Questo ci sembra il vero dato significativo.
Sicurezza. Qui la situazione si fa complessa. Intanto i famosi militari in città non sono un’azione diretta dall’amministrazione capitolina, ma sempre dal Governo centrale. Ma per quanto riguarda la sicurezza in senso stretto, a parte qualche migliaio di multe ai clienti delle prostitute e il recente caso della violenza alla Caffarella (dove, peraltro, nella foga di arrestare per forza i primi sospettati si rischiava di scivolare nel ridicolo), non sembra ci sia stato un apprezzabile sviluppo sostanziale, concreto, visibile. Per precisione e onestà parleremo solo in riferimento al Municipio delle Torri – l’Ottavo e più popoloso territorio della Capitale, con oltre 200mila abitanti -, dove le recenti agitazioni di cittadini, Comitati di Quartiere e consiglieri circoscrizionali non sembrano accordarsi con l’offerta e i dati del Campidoglio.
I poliziotti di quartiere per molti sembrano ancora un’inutile spreco di fondi e personale. I vigili non accettano né di portare armi, né tantomeno di andare “per marciapiedi” a decidere se una ragazza ha atteggiamenti equivoci o meno (per ricalcare le parole della “fumosa” ordinanza anti-prostitute varata lo scorso anno). I militari mancano ancora in molti punti sensibili e svolgono una funzione più che altro dissuasiva. E per finire l’idea delle ronde (che, in verità, non piacevano neanche ad Alemanno) sembra davvero – mi si passi l’ironia – “un’americanata”.
Mentre invece gli episodi di violenza razzista – specialmente di matrice neonazifascista – sono drasticamente aumentati (come ha confermato qualche mese fa anche la Comunità di Sant’Egidio che lavora nell’VIII). I Comitati di Quartiere hanno denunciato, in questi ultimi mesi, un’impennata di atti intimidatori a scopo di estorsione nei confronti di molti commercianti. Le prostitute sembrano non essere diminuite affatto (basta fare una capatina serale sulla Palmiro Togliatti, dove moltissime ragazze continuano ad esercitare alla “luce del sole”). E gli oltre 200mila residenti non sembrano sentirsi più sicuri rispetto a due anni fa, tanto che i Comitati di Quartiere hanno addirittura formato un Gruppo speciale sulla Sicurezza per aiutare il Municipio a far fronte al problema.
C’è da dire comunque che quel poco che si sta facendo (almeno in questo quadrante) lo si deve alla Commissione Sicurezza di Fernando Vendetti, e alla collaborazione attiva (come lui stesso ha dichiarato) dell’opposizione, dei Comitati e delle Associazioni sparse nel territorio – che oltretutto si sono viste tagliare drammaticamente molti fondi a loro dedicati, nell’ultimo Piano Regolatore Sociale.
Risse, violenze sessuali, pestaggi di stranieri, popolano come sempre le prime pagine dei quotidiani nazionali e locali. Dalla violenza di capodanno al caso della Caffarella, dai ripetuti pestaggi di stranieri a Tor Bella Monaca alla fatale coltellata per un parcheggio. Questo, in verità, ci sembra tutt’altro che positivo per l’amministrazione capitolina.
Immigrazione. In campagna elettorale Gianni Alemanno parlava di combattere l’immigrazione, chiudere i campi rom, cacciare gli immigrati, e via dicendo. Cosa sta succedendo, invece? Che il campo Casilino 900 non solo non sembra verrà mai chiuso, ma addirittura potrebbe essere rinfoltito (anzi, probabilmente lo sarà), così come quello di Salone e il “nuovo” Casilino 700. Il sindaco, infatti, dichiara che i campi funzionano male e che potrebbero dare ospitalità a tanti altri individui. Il messaggio è chiaro. E’ per questo che anche Forza Nuova – che non è certo una formazione di sinistra, orientata all’inclusione e alla solidarietà sociale – è scesa più volte in piazza per denunciare il dietrofront del centrodestra in questo ambito. Niente espulsioni e niente sgomberi. Solo qualche baracca buttata giù con una ruspa (e ricostruita due giorni dopo, venti metri più avanti).
Il modello orientato all’accoglienza e all’integrazione sociale portato avanti da Walter Veltroni, che era riuscito (non senza problemi) a dare almeno quel senso di sicurezza in più a residenti e migranti – confermato poi dalla minore incidenza della violenza -, è diventato un vessillo dietro al quale ora sembra esserci il vuoto. E si è trasformato, via via, in un modello di “reclusione” (Alemanno parlò così, a gennaio del 2009: “saranno campi sicuri e controllati”; nemmeno un accenno ai servizi offerti ai nomadi, alla scolarizzazione, ai piani per l’inclusione…). E così nel campo di Salone – uno dei maggiori in città – sono rimaste solo le recinzioni d’acciaio, le telecamere perimetrali, un passo carrabile e uno pedonale.
Con il modello Veltroni il campo registrò un incremento di benessere non solo per i cittadini romani, ma anche per i migranti e i rom che pian piano – attraverso le cooperative e le onlus impegnate (e finanziate!) nel campo – riuscivano ad agganciarsi alla società (pensiamo solo ai programmi per l’accesso al lavoro delle donne, dicono le cooperative). Oggi invece – sostiene Jovanca, una delle portavoci – la mentalità è cambiata; tempo fa c’è stata una retata della Polizia lanciata a tuttapagina come una maxi operazione anticriminalità (sui giornali si parlava di circa 50 arresti) ma in realtà solo 24 persone sono state portate in Questura e poi rilasciate qualche ora dopo: qualcuno è stato identificato come irregolare (questione di documenti, ma per una ragione o per un’altra non è stato possibile avviare la procedura di espulsione), per gli altri niente di niente. “Solo un’operazione pubblicitaria”, ha dichiarato Jovanca al periodico Carta.
A gennaio Massimiliano Lorenzotti – minisindaco dell’Ottavo Municipio – ha dichiarato che il campo potrebbe anche arrivare a contenere mille persone (oggi ne ospita circa 650). Gianni Alemanno è dello stesso avviso. Dunque era questa la visione politico-sociale del centrodestra? Ammassare rom, migranti e rifugiati politici (poveri) in campi di concentramento?
Inoltre c’è un problema che oggi pare sia sparito dalle pagine dei giornali: l’Europa ha più volte redarguito Alemanno sui trattamenti riservati agli immigrati e ai rom. Sospetti fenomeni di xenofobia e razzismo, dichiarò il responsabile della Commissione europea a Roma, invitando sindaco e Giunta a rispettare non solo le Convenzioni internazionali sui rifugiati politici, sugli immigrati e sulle minoranze etniche, ma anche la normativa europea in materia e, non per ultimo, la Convenzione sui diritti dell’uomo. Allora, però, c’era l’ipotesi di prendere le impronte digitali ai bambini rom e compagnia bella, che l’amministrazione ha fatto bene a lasciar cadere nel dimenticatoio.
Insomma, quali impegni sono stati mantenuti? Sulle questioni a nostro avviso più importanti – il risanamento economico-finanziario, la sicurezza e l’immigrazione – sembra che poco o nulla sia stato fatto. A parte qualche “fuoco d’artificio” per giustificare una presenza in Campidoglio, sembra che di “mantenute” ci siano solo le promesse, che sono state “mantenute” appunto promesse.
Massimiliano: Giornalista pubblicista. Laureato in comunicazione politica e istituzionale. Appassionato di segni, immagini e modelli semioculturali nell'epoca del villaggio globale. Segue la politica nazionale, il settore sociale e il sistema dei media.
Dai primi anni del 2000 scrive per testate locali e regionali, principalmente in politica e cronaca. Ha collaborato inoltre con riviste del settore tecnologico e dei new media, occupandosi di sistemi di comunicazione uomo-macchina, interfacce naturali e nuovi linguaggi artistici.
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12 maggio 2009 alle 21:46
vorrei sapere se è vero che il sindaco si è rimangiato tutto ciò che aveva promesso riguardo le botticelle? è possibile che non si riesce a togliere queste botticelle sfrutta animali? per colpa di 40 vetturini delinquenti tutti i provvedimenti presi a favore degli animali son svaniti nel nulla. Mi meraviglio del sindaco e della sua impossibilità decisionale.